Femminicidio, la mamma di Noemi Durini replica a Vannacci: “Le nostre figlie non si toccano”

«Ho perso mia figlia e sono indignata dalle parole di Vannacci. Chi ricopre ruoli pubblici dovrebbe avere rispetto per le vittime e per i loro familiari». Così Imma Rizzo, madre di Noemi Durini, la 16enne uccisa nel 2017 dal fidanzato a Specchia, nel Leccese, è intervenuta nel dibattito sul femminicidio, esprimendo apprezzamento per l’introduzione dell’ergastolo previsto dalla nuova legge. «È un traguardo per restituire la giusta giustizia alle vittime», ha dichiarato, aggiungendo di provare «solo compassione» per le posizioni espresse dal leader di Futuro Nazionale.

Sul tema è intervenuta anche l’avvocata Valentina Presicce, legale della famiglia Durini, che ha ribadito come il femminicidio sia una forma di violenza che colpisce le donne «in quanto donne» e ha richiamato i principi della Convenzione di Istanbul, sottolineando che la lotta alla violenza di genere deve rappresentare «una battaglia di civiltà condivisa».

Presicce ha inoltre presentato una proposta di legge per l’istituzione in Puglia del Garante per la tutela delle vittime di reato e dei loro familiari. L’iniziativa, sottoposta al consigliere regionale Gianni De Blasi, ha già avviato l’iter legislativo. L’obiettivo è garantire alle vittime e ai loro cari una tutela analoga a quella prevista per le persone private della libertà personale, offrendo sostegno a famiglie che spesso affrontano da sole il dolore e le battaglie giudiziarie.

Femminicidio nel Salento, niente permessi premio al killer: la mamma di Noemi Durini deposita proposta legge

La proposta di legge di iniziativa popolare ‘Noemi Durini’, finalizzata a non concedere permessi premio a chi si macchia di delitti efferati come il femminicidio, sarà depositata questa mattina a Roma presso la Cassazione da parte di dieci promotori, primi firmatari Imma Rizzo e il suo avvocato Valentina Presicce.

Imma Rizzo è la madre di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia (Lecce) uccisa e sepolta quando era ancora viva dal suo fidanzato anche lui minorenne , il 3 settembre 2017. La proposta di legge sarà pubblicata oggi, 23 febbraio, sulla Gazzetta Ufficiale, segnando l’inizio della raccolta delle 50.000 firme necessarie.

“Siamo noi familiari delle vittime a vivere il vero ergastolo in vita. Non mi basta e non accetto solo restrizioni dei permessi premio. Mia figlia è sottoterra, non tornerà più a casa, aveva tutta la vita davanti e il suo assassino respira già aria di libertà, quella libertà che lei non potrà più avere. A chi si macchia di reati così efferati non devono essere concessi benefici di pena” dichiara Imma Rizzo”.

Lucio Marzo, assassino reo confesso della 16enne “ha beneficiato di più permessi premio, – prosegue la donna – a distanza di soli tre anni dall’omicidio e a un anno dalla sentenza definitiva di condanna a 18 anni e 8 mesi. Durante uno di questi permessi, nel 2023, è stato fermato ubriaco alla guida. Permessi concessi anche dopo il rientro positivo ai cannabinoidi o per motivazioni incomprensibili, come la partecipazione alle partite del Cagliari, la frequentazione di una ragazza o il permesso premio per recarsi alle urne per votare nonostante l’interdizione dai pubblici uffici. Una situazione inaccettabile in un paese civile come l’Italia”.

“Oggi Noemi sarà con noi, – afferma l’avvocato Valentina Presicce – insieme al progetto di legge abbiamo depositato anche una sua immagine. Una promessa che le abbiamo fatto e abbiamo mantenuto. Aiutateci a portare avanti l’urlo di giustizia di Noemi e di tutte le vittime per restituire loro la dignità che meritano”.