Nuovo Cup all’Oncologico di Bari, 8 postazioni in locali da 65 metri quadrati: “Risposta più rapida e puntuale”

Più postazioni di lavoro e migliore gestione delle prenotazioni, per garantire una risposta più rapida e puntuale alle richieste degli utenti. Questa è la risposta il risultato del potenziamento del call center Cup dell’istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari, che ha introdotto un nuovo assetto organizzativo.

Il nuovo servizio prevede otto postazioni in locali da 65 metri quadrati, realizzate dalle aziende che si sono aggiudicate l’appalto, subentrate lo scorso primo luglio: Nuovo Futuro e Gsm.

“La centralità dei pazienti – spiega in una nota il commissario straordinario, Alessandro Delle Donne – è la bussola che orienta ogni nostra scelta. Semplificare le procedure di prenotazione significa ridurre stress e difficoltà per chi già affronta un percorso di cura complesso”.

Secondo i dati della prima giornata del servizio, resi noti dall’istituto, il nuovo Cup Ssn ha gestito 331 chiamate con una velocità media di risposta di un minuto e 12 secondi, mentre il Cup Libera professione ha ricevuto 88 chiamate con una velocità media di risposta pari a 53 secondi. Sono inoltre attivi i nuovi numeri: 080.8247560 per le prenotazioni con ricetta rossa e dematerializzata, 080.8247564 per le prenotazioni in regime Alpi (intramoenia).

Bari, farmaci rubati dall’Oncologico: l’ex primario Vito Lorusso patteggia a 4mila euro

Ha patteggiato il pagamento di 4.240 euro, per i farmaci presi dai locali dell’istituto Oncologico ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, l’ex primario di Oncologia medica Vito Lorusso, già in carcere per peculato e concussione per aver chiesto soldi a pazienti per visite, ricoveri e per velocizzare pratiche burocratiche (per questa vicenda patteggiò una pena di cinque anni).

Il patteggiamento, già proposto in udienza preliminare ma respinto, è arrivato oggi in dibattimento, Lorusso è assistito dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta e dovrà anche pagare le spese legali sostenute dalla parte civile costituita, l’Oncologico, già risarcito.

Nell’ambito dell’inchiesta sui farmaci rubati dalla struttura già sette tra infermieri e operatori sanitari avevano patteggiato pene da un anno e quattro mesi a due anni di reclusione.

Lorusso è attualmente a processo a dibattimento nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bari ‘Codice Interno’, sui legami tra mafia, politica e imprenditoria. Per l’accusa, avrebbe avuto un ruolo nella raccolta di voti dalla criminalità organizzata in favore della figlia, Maria Carmen, per le elezioni amministrative di Bari del 2019.

Maria Carmen Lorusso, anche lei a processo a dibattimento, fu poi eletta in una lista di centrodestra. Un ruolo di primo piano l’avrebbe avuto Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale e marito di Maria Carmen Lorusso, che per la stessa vicenda è a processo con rito abbreviato e risponde di scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Per lui la Dda di Bari ha chiesto la condanna a dieci anni di reclusione, la sentenza del gup Giuseppe De Salvatore è prevista per domani.

In Puglia al via il progetto TeleCoro: effettuata la prima televisita all’Oncologico di Bari

È stata effettuata la prima televisita oncologica in Puglia grazie a TeleCoro, il nuovo servizio di telemedicina oncologica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e realizzato nell’ambito della convenzione siglata con la ASL Bari.

La prima visita ha riguardato una paziente seguita per un tumore dello stomaco trattato con chemioterapia prima e dopo l’intervento chirurgico, collegata dal Presidio Territoriale San Camillo di Monopoli con il dottor Ezio Brunetti, responsabile del Centro di orientamento oncologico dell’Istituto Tumori, che ha condotto la televisita da Bari. La prestazione di follow-up si è svolta a distanza, con il supporto del personale infermieristico presente nella postazione territoriale.

Al momento il servizio TeleCoro è già attivo nelle postazioni territoriali individuate in sedi dei Distretti socio sanitari ASL Bari ad Alberobello, Altamura, Castellana Grotte, Mola di Bari, Monopoli e nel Presidio Integrato di Terlizzi, rendendo concreta l’integrazione tra ospedale e territorio.

«Con TeleCoro inauguriamo una fase nuova per l’oncologia pugliese – dichiara Alessandro Delle Donne, Commissario straordinario dell’oncologico barese –. La telemedicina non sostituisce la relazione diretta tra medico e paziente, ma la integra e la rafforza, consentendo di seguire i malati anche a distanza, con servizi di prossimità che alleggeriscono il carico sugli ospedali e migliorano la qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Grazie a un finanziamento PNRR ottenuto dall’ Istituto Tumori e realizzato in collaborazione con la ASL Bari, oggi possiamo offrire un modello che garantisce continuità di cura, riduce gli accessi ospedalieri non necessari e porta l’assistenza vicino al domicilio dei pazienti. Il servizio parte con l’obiettivo di portare a 11 le postazioni nella provincia di Bari e, successivamente, di estendere questo modello innovativo all’intera rete oncologica regionale».

«La convenzione sottoscritta tra Oncologico e ASL – sottolinea il Direttore generale Luigi Fruscio – è il risultato di una sinergia tra professionisti e della comunione d’intenti tra istituzioni sanitarie nel garantire ai cittadini le migliori cure possibili, grazie alla presa in carico dei pazienti oncologici e al coinvolgimento del Centro di Orientamento Oncologico (COrO) dell’Ospedale San Paolo di Bari. Da parte nostra abbiamo creato una rete di sedi distribuite strategicamente sul territorio, mettendo a disposizione di questo importante progetto le strutture fisiche e le infrastrutture tecnologiche, oltre al supporto tecnico e logistico. Le nostre postazioni hanno un ruolo rilevante, proprio perché rappresentano la “porta d’ingresso” sul territorio per i servizi oncologici, con il compito di accogliere, orientare, informare ed accompagnare attivamente il paziente oncologico in tutto il percorso assistenziale».

TeleCoro rappresenta un nuovo modello di assistenza che porta la cura vicino al domicilio del paziente, riducendo gli accessi ospedalieri non necessari e garantendo continuità clinica attraverso postazioni territoriali. Nelle strutture decentrate è possibile effettuare televisite e teleconsulti onco-ematologici, rilevare parametri vitali, eseguire medicazioni e lavaggi di PiCC e PORT, prelievi ematici, attività infermieristiche dedicate e prenotare da remoto le visite di follow-up.

Bari, tumore della pelle della guancia: all’Oncologico ricostruito il volto di un paziente di 70 anni

Hanno asportato un tumore della pelle della guancia di un uomo di 70 anni poi, grazie al supporto di un microscopio operatore, i medici hanno prelevato dall’avambraccio del paziente un lembo di pelle, con tutti i suoi vasi sanguigni, e l’hanno spostato sul viso, collegandolo poi ai vasi sanguigni del collo.

Protagonista di questo delicato intervento di microchirugia è stata l’equipe di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari.

L’istituto spiega in una nota che l’uomo era affetto da un tumore della pelle estremamente diffuso che colpisce, in particolare, le zone del corpo più esposte al sole.

Il paziente era stato già operato in un altro ospedale per la rimozione del tumore ma la biopsia, eseguita dopo l’intervento, aveva messo in evidenza la presenza di cellule tumorali residue. Era dunque necessario intervenire di nuovo, con un intervento più radicale, che avrebbe comportato l’asportazione di un lembo di pelle più grande dalla guancia e, di conseguenza, un intervento di ricostruzione più complesso.

L’operazione è durata circa otto ore ed è stata eseguita dall’equipe chirurgica guidata da Maurizio Ressa, direttore della struttura complessa di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’oncologico barese. Adesso il paziente sta bene ed è tornato a casa dopo pochi giorni di degenza. “Questo intervento – commenta il commissario straordinario, Alessandro Delle Donne – è stato reso possibile dalle competenze e dalla professionalità che i nostri chirurghi hanno acquisito sul campo, grazie anche a esperienze professionalizzanti realizzate all’estero. Il prossimo obiettivo è replicare questa tecnica per alcuni interventi di ricostruzione del seno che prevedono l’uso della pelle dell’addome, per tutti quei casi in cui non sono applicabili le tecniche standard di ricostruzione”.

Oncologico Bari, dal 26 luglio ambulatorio per ii pazienti più fragili di sabato e nei giorni festivi

L’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, attiverà da sabato 26 luglio un nuovo ambulatorio rivolto ai pazienti più fragili. L’Ambulatorio di continuità assistenziale oncologica sarà operativo ogni sabato, domenica e giorno festivo, dalle ore 8.30 alle 12.30, fino al 31 ottobre 2025, con possibilità di estensione fino al 31 dicembre.

Il progetto, denominato Sempre Accanto – Ambulatorio di continuità e supporto, nasce per offrire una risposta concreta al bisogno di assistenza anche nei giorni critici, migliorare la qualità del servizio e ridurre gli accessi impropri al Pronto soccorso.

“Con questi nuovi servizi garantiamo una presa in carico più umana e continuativa del paziente oncologico – dichiara Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’oncologico barese – rafforzando la rete di supporto nei momenti in cui normalmente i servizi rallentano. Si tratta di un’iniziativa resa possibile anche grazie alla recente intesa con le organizzazioni sindacali, che ha consentito di destinare parte delle risorse contrattuali al potenziamento dei servizi assistenziali nei giorni festivi”.

Le prestazioni saranno erogate da infermieri specializzati, operatori socio-sanitari e, per i pazienti stomizzati, da personale psicologico dedicato. Sono gratuite e accessibili esclusivamente su segnalazione del medico specialista dell’Istituto o del coordinatore infermieristico di riferimento. Non è previsto l’accesso diretto o tramite prenotazione CUP (info alla casella mail [email protected]).

L’ambulatorio sarà attivo nella stanza 02-44, situata al piano terra dell’Istituto, in una posizione facilmente raggiungibile, pensata per agevolare l’accoglienza e il comfort dei pazienti.

L’ambulatorio si occuperà di medicazioni di lesioni cutanee semplici non infette, somministrazione di terapie di supporto per via intramuscolare, misurazione dei parametri vitali, gestione del catetere venoso centrale, supporto clinico, educativo e psicologico per la gestione della stomia, con particolare attenzione al cambio di dispositivi.

“L’obiettivo è duplice – conclude Delle Donne – assicurare assistenza continuativa e offrire un punto di riferimento stabile anche nei fine settimana e nei festivi, accompagnando il paziente e la famiglia con competenza e ascolto”.

L’ambulatorio sarà monitorato attraverso indicatori di qualità, report mensili e questionari di customer satisfaction, per garantire il miglioramento continuo del servizio.

Oncologico Bari, rimosso raro tumore cervicale a 30enne: meno di 100 casi descritti al mondo

Un raro tumore del collo, originato dai nervi cranici della catena del simpatico cervicale, è stato rimosso con successo all’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Un paziente di 30 anni da circa un anno conviveva con una massa nel collo che non provocava dolore.

Gli approfondimenti diagnostici hanno evidenziato la presenza di una neoplasia estremamente rara, con meno di un centinaio di casi descritti nella letteratura scientifica internazionale. L’intervento è stato eseguito dal dottor Cosimo Russo, responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Maxillo-Facciale.

“Ancora una volta l’Istituto dimostra le sue competenze nelle patologie rare e complesse — dichiara Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’Istituto — grazie al lavoro delle nostre equipe multidisciplinari possiamo offrire ai pazienti trattamenti altamente specialistici, spesso non disponibili in altre strutture, confermando il nostro ruolo di centro di riferimento oncologico sul territorio”.

“Si tratta di un tumore particolarmente insidioso non solo per la sua rarità, ma anche per la sede profonda in cui si sviluppa, al di sotto dei principali vasi arteriosi e venosi del collo, a ridosso dell’ingresso della base cranica. In casi come questo la chirurgia rappresenta l’unica opzione terapeutica, considerata la radioresistenza di questa neoplasia. L’intervento ha richiesto una pianificazione accurata e un’estrema precisione esecutiva” spiega il dottor Russo.

L’operazione, ad alta complessità, è stata condotta sotto costante monitoraggio neurofisiologico, per preservare le delicate strutture nervose craniche e ridurre al minimo i rischi di danni funzionali permanenti. Il team chirurgico era composto anche dai dottori Gaetano Achille, Massimo Montepara, Sabino Russo e dalla dottoressa Gabriella Tassone, con il supporto dell’equipe anestesiologica diretta dal dottor Giuseppe Carravetta e del personale infermieristico di sala operatoria. Grazie all’approccio multidisciplinare, è stato possibile ottenere la completa asportazione del tumore.

Il decorso post-operatorio è stato regolare: il paziente è stato dimesso dopo soli cinque giorni ed è tornato progressivamente alla sua vita quotidiana.

Bari, soldi dai pazienti per curare il cancro: la Corte dei conti chiede mezzo milione all’ex primario Vito Lorusso

L’ex primario dell’istituto oncologico di Bari, Vito Lorusso, che dal 2019 al 2023 si sarebbe fatto pagare dai pazienti malati di tumore infusioni di farmaci e prestazioni che erano in realtà gratis perché a carico del servizio sanitario, è stato chiamato dalla Corte dei conti a risarcire circa 500mila euro tra indennità di esclusività illegittimamente percepite in un quinquennio e danno di immagine causato all’Oncologico.

Il medico 71enne fu arrestato in flagranza il 12 luglio del 2023, dopo aver incassato 300 euro da una paziente che si era però già rivolta alla polizia. E a febbraio del 2024 è stato nuovamente arrestato nell’ambito del blitz Codice Interno, insieme alla figlia Mari Lorusso e al genero Giacomo Olivieri, con l’accusa di aver contribuito a un patto con i clan baresi per portare voti alla figlia.

Oncologico Bari, rimosso tumore raro al seno di due chili: 58enne dimessa sta bene

Un tumore al seno di due chili, considerato raro, è stato asportato a una donna 58enne di Brindisi nel corso di un intervento eseguito dall’equipe di Chirurgia senologica dell’istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari.

Alla paziente, spiega l’istituto in una nota, era stato diagnosticato il tumore solitamente benigno che, però, ha la caratteristica di crescere molto rapidamente. La donna aveva infatti riferito che, in poco più di tre mesi, il tumore aveva raggiunto i venti centimetri, causando numerosi problemi.

L’intervento, eseguito dalla dottoressa Graziana Barile dell’equipe guidata dal dottor Sergio Diotaiuti, ha permesso di rimuovere completamente la massa. La paziente, dimessa due giorni dopo l’intervento, adesso sta bene e sarà sottoposta a ulteriori accertamenti.

“Siamo in grado di intervenire, in maniera efficace, anche su tumori rari – commenta il commissario straordinario dell’istituto, Alessandro Delle Donne -. Anche questo fa parte della presa in carico completa del paziente che viene inquadrato nel giusto setting assistenziale e accompagnato in tutto il percorso, dalla diagnosi al follow up”.

Tumore del polmone, all’Oncologico di Bari somministrato il primo vaccino terapeutico a mRNA

Prima somministrazione di vaccino contro il tumore del polmone all’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Nei giorni scorsi, il primo paziente con tumore del polmone è stato sottoposto a vaccinazione terapeutica mentre altri 15 pazienti sono in attesa della somministrazione, nell’ambito di uno studio clinico internazionale che coinvolge 10 centri in tutt’Italia. L’oncologico barese è l’unico centro pugliese ad arruolare pazienti.

Lo studio in questione sta testando un vaccino personalizzato a mRNA, il V940, nato dalla cooperazione fra due case farmaceutiche, Moderna e MSD (Merck, Sharp e Dohme), in sperimentazione sia per il melanoma che per il tumore del polmone. Come altri vaccini contro il tumore, questa molecola non serve a prevenire il tumore ma è, a tutti gli effetti, una terapia che potenzia e migliora le terapie a cui i pazienti oncologici si sottopongono già. Allo studio possono partecipare infatti i pazienti oncologici che hanno subito di recente un intervento chirurgico di asportazione del tumore. Dal campione chirurgico prelevato dal paziente viene prodotto un RNA messaggero sintetico che è progettato e prodotto sulla base della firma mutazionale unica della sequenza del DNA del tumore di quel determinato paziente. Disegnato così su misura, questo vaccino insegna al sistema immunitario del paziente a riconoscere ed eliminare le cellule tumorali residue. Il vaccino terapeutico si usa dopo la chemioterapia standard in combinazione con l’immunoterapia e, questa è la speranza, dovrebbe nel tempo ridurre decisamente le recidive e portare alla completa guarigione.

«Questo Istituto partecipa con orgoglio e entusiasmo a questo studio internazionale, contribuendo così a scrivere una nuova pagina dell’oncologia e della storia della medicina», commenta a riguardo il commissario straordinario Alessandro Delle Donne. «Ciò che ci rende più entusiasti è, senza dubbio, la possibilità di offrire una ulteriore chance terapeutica ai nostri pazienti. Per altri studi analoghi, per esempio quello sul vaccino contro il melanoma in corso nel nostro Istituto, stanno già arruolando pazienti e continueremo a lavorare per terapie sempre più personalizzate, sempre più precise, sempre più a misura di paziente. Ringrazio tutto il team di oncologia medica toracica che ha costruito, negli anni e con tanto lavoro, le proficue collaborazioni internazionali che oggi ci hanno portato a questo risultato».

«Il tumore al polmone – spiega a riguardo Domenico Galetta, responsabile dell’oncologia medica toracica dell’Istituto Tumori di Bari e Principal Investigator dello studio – è una delle neoplasie più diffuse, in Italia è la seconda più frequente negli uomini e la terza nelle donne, e causa un numero di decessi superiore a quello di qualunque altra forma di cancro. Il vaccino terapeutico che stiamo somministrando ci offre una modernissima opportunità per quei pazienti che, dopo essere stati operati, sono comunque a rischio di recidiva. I risultati promettenti ottenuti in studi analoghi si spingono a lavorare, tutti insieme, in questa direzione che è sicuramente una delle direttrici più importanti dell’oncologia del futuro».

Oncologico Bari, l’unità operativa di urologia diventa clinica universitaria

A Giuseppe Lucarelli, professore associato di urologia e direttore della scuola di specializzazione di urologia dell’Università di Bari, è stata affidata la guida della ‘nuova’ unità operativa di urologia dell’Istituto Tumori di Bari, divenuta clinica a direzione universitaria.

Come già accaduto con la clinicizzazione dell’unità operativa di ginecologia oncologica, divenuta nel 2022 clinica universitaria, anche l’urologia dell’oncologico barese si appresta a diventare sede di attività formativa e di ricerca per professori, ricercatori, specializzandi e studenti di tutti i corsi di laurea afferenti alla Scuola di Medicina dell’Università degli Studi di Bari, punto di riferimento per le attività didattiche, scientifiche e assistenziali di tale specialità.

“Con la firma del contratto del prof. Lucarelli – spiega a riguardo il commissario straordinario dell’Istituto Tumori di Bari, Alessandro Delle Donne – portiamo a compimento l’accordo sottoscritto a gennaio dello scorso anno dalla Commissione Paritetica Regione e Università di Bari che ha incluso, fra le sedi decentrate della collaborazione fra Università e sistema sanitario regionale, anche il nostro Istituto. Tutto ciò si tradurrà in più risorse, mezzi e strumenti per la cura dei tumori: un raddoppio dei posti letto, fino a 16, due urologi in più in servizio, nuovi ambulatori per la cura dei tumori del rene, delle vie urinarie e delle malattie ad essi correlate, collaborazioni qualificate con università e centri di ricerca, più occasioni di studio e ricerca, a beneficio dei pazienti. Accogliamo con gioia il prof. Lucarelli a cui è stato affidato il compito di sviluppare questa nuova opportunità per tutto il servizio sanitario regionale”.

Laureato in medicina e chirurgia e specializzato in urologia presso l’Università di Bari “Aldo Moro”, il prof. Lucarelli è stato research fellow presso l’Institute for Cancer Genetics – College of Physicians and Surgeons della Columbia University di New York e successivamente clinical fellow di urologia oncologica e trapianto di rene presso la Fundaciò Puigvert di Barcellona. Ha conseguito il dottorato di ricerca in biotecnologie applicate ai trapianti di organi e tessuti. Ha maturato una vasta esperienza in chirurgia oncologica robotica e mininvasiva e nella chirurgia delle grandi neoplasie retroperitoneali e pelviche. È membro delle principali società scientifiche internazionali di urologia e ha all’attivo centinaia di lavori su riviste scientifiche.

“Con questo innesto – conclude Delle Donne – cresce e si potenzia ulteriormente l’Istituto Tumori di Bari, la cui finalità è l’implementazione dei percorsi di cura in ambito urologico e nefrologico oncologico, conferendo ancor maggiore centralità e completezza organizzativa all’Istituto, che in questi ultimi anni, ha conosciuto una crescita inarrestabile da un punto di vista assistenziale e della ricerca scientifica, distintivo sul territorio regionale e nazionale. Auguro al prof. Lucarelli ed agli urologi neoassunti un ottimo e proficuo lavoro”.