L’inchiesta sulla truffa delle orecchiette di Quinto Potere ha spopolato in tutta Italia e non solo. Siamo stati fermati per strada da due cinesi di Milano, in visita a Bari. Uno di loro ha ammesso di conoscerci per aver seguito le varie tappe proprio di questa inchiesta e che ha annunciato di prestare massima attenzione quando si recherà proprio tra i vicoli della città vecchia.
Truffa delle orecchiette, Nunzia e la rivoluzione dell’Arco Basso: offese educate e HACCP a sfazione
Torniamo ad occuparci dell’inchiesta sulle orecchiette di Barivecchia. Secondo quello che siamo riusciti ad apprendere, il 2 maggio scorso, il tecnico incaricato dal Comune ha elaborato il disciplinare per l’HACCP.
Finalmente esisterebbe dunque un documento per la gestione delle orecchiette. Non conosciamo i dettagli esatti, ma da quello che abbiamo appreso è previsto quantomeno il minimo sindacale. Come ad esempio l’utilizzo di guanti.
Siamo tornati sul posto nel pieno della festa di San Nicola, con una marea di turisti da tutto il mondo, e abbiamo constatato che non è cambiato niente. Emblematico il siparietto di due turisti stranieri che, con Google Translate, hanno chiesto la presenza o meno di noci all’interno dei prodotti causa allergia.
Non è cambiato assolutamente niente e questa volta lo abbiamo mostrato ironicamente, scherzando anche sul posto. In 23 minuti si vede la sintesi di tutto quello che abbiamo denunciato senza denunciare, con una semplice passeggiata all’Arco Basso.
Da quello che abbiamo appreso, al momento non è arrivata neppure la richiesta di occupazione di suolo pubblico con Nunzia in prima fila, l’unica signora ad oggi ad avere un’attività. Abbiamo infine avuto l’indicazione che oggi la priorità del Comune a quanto pare sembra essere la vendita di sgagliozze. Tra queste quelle vendute in piazza Mercantile, davanti alla Guardia di Finanza, con bombole di gas e tutti i pericoli annessi del caso.
Barivecchia, orecchiette industriali spacciate per artigianali. La Procura apre un’inchiesta: s’indaga per truffa
La Procura di Bari ha aperto un’indagine per truffa dopo l’esposto sulle orecchiette industriali spacciate come artigianali vendute a Bari Vecchia, nell’ormai famosa strada Arco Basso, la cosiddetta ‘via delle orecchiette’ meta di turisti provenienti da ogni parte del mondo.
Lo riferisce l’edizione di Bari de La Repubblica. A firmare l’esposto è stato Gaetano Scampolo, ceo di Home Restaurant Hotel, un portale che dal 2019 riunisce attività di social eating.
È stato lui a chiedere formalmente di indagare sul caso della pasta fresca che, almeno sino a novembre, prima cioè che scoppiassero le polemiche, non sarebbe stata prodotta dalle pastaie della città vecchia ma sarebbe stata di produzione artigianale. Campolo, a novembre, aveva incontrato le pastaie di strada Arco Basso, tra le quali Nunzia Caputo, discutendo delle possibili soluzioni per regolarizzare la propria attività.
E proprio in quell’occasione – scrive il quotidiano – girò un video, allegato all’esposto, che dimostrerebbe il possesso da parte di almeno una delle pastaie di confezioni di orecchiette industriali. A sollevare sospetti sull’autenticità del prodotto sono anche i cartoni, ritrovati nei cassonetti della vicina piazza Massari, spediti da un pastificio di Altamura e contenenti confezioni di orecchiette tricolori destinate ad una società che ha sede proprio nelle strade delle orecchiette.
Questo alla base della denuncia presentata e dell’inchiesta aperta dalla Procura, esattamente quello che noi denunciamo da svariati anni. Nessuno ha mai contestato la tradizione caratteristica della città vecchia. La notizia dell’apertura del fascicolo arriva pochi giorni dopo dall’annuncio di Nunzia Caputo, la regina delle orecchiette dell’Arco Basso, dell’apertura del suo store (fisico e online).



