Bari, Parco della Rinascita sull’area ex Fibronit: ok al progetto esecutivo. Dall’8 settembre cantiere a pieno regime

Con determina dirigenziale della ripartizione Stazione Unica Appaltante, Contratti e Gestione LL.PP., è stato approvato oggi il progetto esecutivo relativo alla realizzazione del Parco della Rinascita sull’area dell’ex Fibronit, per un importo complessivo di 16.089.500 euro finanziato per 12.569.500 euro con fondi PNRR, Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”, Investimento 2.1 “Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale”, e per 3.500.000 euro dalla Regione Puglia.

Con l’approvazione del progetto esecutivo i lavori riprenderanno a pieno regime a partire dal lunedì 8 settembre.

“Il Parco della Rinascita è ormai vicinissimo – commenta il sindaco Vito Leccese -. Finalmente sono terminate le lunghe e complesse procedure amministrative necessarie all’approvazione del progetto esecutivo che recepisce tutte le indicazioni fornite dai vari enti coinvolti. Nel frattempo sono state ultimate tutte le attività propedeutiche all’avvio vero e proprio del cantiere, e da lunedì potranno procedere speditamente i lavori che consegneranno alla città questa grande area verde, attesa da molti anni. Parliamo non solo di una grande operazione di rigenerazione ambientale, che trasformerà un vecchio sito industriale un tempo inquinato nel parco più grande di Bari, ma di un atto di giustizia sociale nei confronti di quanti, a causa dell’amianto, hanno perso la vita e di tutti coloro i quali hanno lottato per arrivare fin qui. Penso agli attivisti del Comitato Fibronit ma anche ad amministratori come Maria Maugeri. Nessuno potrà mai risarcire il dolore e la sofferenza di centinaia di famiglie baresi, questo è certo. Ma questa è l’unica risposta di senso che un amministratore può dare alla propria comunità per guardare al futuro con speranza”.

Il progetto

Il Parco della Rinascita interessa un’area che si sviluppa lungo via Caldarola fino all’incrocio del ponte di Padre Pio con viale Magna Grecia, delimitata dalla linea ferroviaria delle Ferrovie Sud-Est e di RFI. Si estende su un’area di 146.850,70 mq (14 ettari) che congiunge i quartieri Japigia, Madonnella e San Pasquale.

Il progetto di fattibilità tecnico-economica, redatto nel 2022 dall’architetta Laura Rubino e dall’ingegner Nicola Falcone, presentava una chiara impostazione improntata sulla sintesi del percorso di progettazione partecipata, intrapresa con il Comitato di quartiere dell’ex Fibronit, in cui è stato elaborato uno schema planimetrico che riassume i desiderata della cittadinanza e da cui si evince la necessità di una forte rinaturalizzazione, attraverso opere di forestazione, e la presenza di dotazioni in grado di rendere vivo il parco: aree sportive (campi da basket, bocce, ecc.), aree gioco per i bambini, sistemi di piazze e percorsi.

In base a queste indicazioni il raggruppamento di progettisti, incaricati di proseguire con il lavoro di redazione del progetto, ha delineato gli obiettivi del progetto di riqualificazione:

1. definire una nuova identità del parco in continuità con il PFTE posto a base di gara

2. disegnare un sistema parco in grado di dialogare con il contesto urbano e territoriale di riferimento

3. delineare nuove “spazialità” (valenza simbolica del parco – qualità ambientale – attività ricreative/benessere – sicurezza/fruibilità) in linea con le indicazioni del percorso partecipativo, al fine di identificare delle nuove polarità cittadine e di quartiere

4. implementare la biodiversità e la qualità paesaggistica del sito

5. ottimizzare le risorse economiche a disposizione sia per la fase di costruzione del parco che per la sua futura manutenzione/gestione.

È opportuno ricordare che, a monte di quest’opera, l’amministrazione comunale si è impegnata su importanti operazioni di bonifica del sito che si sono concluse nel 2022, quando è stato emesso il certificato di avvenuta bonifica con dichiarazione di piena accessibilità e fruibilità dell’intero parco, a condizione che non fosse modificato e danneggiato il capping (strato di copertura della superficie) effettuato secondo le seguenti misurazioni:

• 1 metro di terra nelle aree maggiormente contaminate

• 20 cm di terra nelle aree con minore contaminazione.

Per aumentare il grado di sicurezza, la conferenza di servizi ha imposto l’aumento di circa 50 cm di terra di coltivo nelle aree alberate in modo da evitare il possibile, anche se remoto, intaccamento del capping dagli apparati radicali.

Concept paesaggistico del Parco della Rinascita

Il progetto rappresenta la sintesi di tutte le fasi precedenti: progettazione partecipata e PFTE e proposizione di una visione di parco innovativa e in linea con le attuali e future necessità della città.

Le parole chiave espresse dai cittadini sono state disegnate sul parco e hanno dato il via ad un processo di gestazione così composto:

· definizione delle direttrici principali

· assorbimento e compressione delle direttrici che si adeguano alla morfologia ed orografia del sito di intervento

· permeabilità del parco determinata dai nuovi accessi

· masterplan paesaggistico composto da nuclei di rigenerazione in grado di stimolare la rinascita o processi vitali del nuovo parco: nuove aree forestate, connessioni con il quartiere, spazi attrezzati per il gioco e lo sport.

Le cicatrici della terra che hanno segnato quel luogo della città di Bari saranno curate con nuovi percorsi e luoghi per le persone attraverso la realizzazione di nuove tipologie di foreste urbane in grado di implementare la biodiversità, di aree gioco per ogni età che si incastonano nel paesaggio, di luoghi dedicati alla cultura (l’anfiteatro Maugeri sarà il cuore del parco e, insieme alle altre piazze, costituirà delle nuove polarità per i cittadini), di percorsi di diversa sezione con cui esplorare e vivere il parco in piena sicurezza e senza barriere architettoniche e l’ottimizzazione nell’uso dei materiali in modo da ridurre e semplificare le future manutenzioni.

Il nuovo parco multifunzionale valorizzerà il contesto territoriale, che diventa una sorta di “cuneo verde” innestato nella città ed esteso verso tutte le direttrici urbane esistenti.

Nuclei di rigenerazione naturale

Il progetto definitivo prevede una ridistribuzione spaziale delle essenze impiegate; in particolare, si delinea una strategia di impianto vegetale in grado di determinare delle gerarchie vegetali: masse arbustive ed arboree forestali, aree d’ombra a pronto effetto, diverse tipologie di prati (ornamentali, rustici e fioriti), collezioni di rampicanti e collezione botanica di essenze mediterranee.

Questa impostazione ottimizzerà l’impiego di diverse specie in una superficie così vasta, come si può evincere nell’elenco floristico dei diversi settori e zone di forestazione urbana prevista. In totale saranno piantumate 8.374 erbacee, 71.046 tappezzanti, 1810 rampicanti, 51.861 arbusti, 1300 alberi nell’ambito dell’intervento di forestazione urbana e 451 alberi pronto effetto.

In termini di contributo ambientale si otterrà un risparmio di CO2 di 700 tonnellate all’anno. Le aree verdi così progettate svolgono un ruolo importante anche nella gestione delle acque piovane, assorbendo e rallentando il deflusso delle acque. La creazione di spazi verdi multifunzionali, si realizza nelle aree verdi con zone di infiltrazione, per ridurre il rischio di allagamenti e migliorare la qualità delle acque superficiali.

Le aree verdi saranno anche economicamente sostenibili nel lungo termine, minimizzando i costi di manutenzione e gestione. La scelta di specie vegetali resistenti, l’uso di pratiche di gestione sostenibili e l’adozione di tecnologie innovative possono contribuire a garantire la sostenibilità economica dell’intera opera.

L’impianto irriguo è stato progettato, infatti, per soddisfare tutte le esigenze del parco, differenziando il sistema di distribuzione in funzione delle richieste e tipologie irrigue.

Di seguite le tipologie di impianti di irrigazioni che saranno implementati:

1. impianto a pioggia manuale per irrigazione di soccorso con lancia per il prato rustico

2. impianto a goccia per le alberature e aiuole

3. impianto in subirrigazione per i prati pregiati.

Nuclei di rigenerazione sociale

Il progetto ridisegna una successione di spazi urbani in grado di rendere fruibile e utilizzabile il parco durante tutte le ore del giorno. Il parco urbano è pensato come un sistema flessibile in cui le attività previste (piazza – aree gioco – percorsi – ecc.) sono interconnesse tra loro e in grado di adeguarsi alle diverse necessità dei cittadini. Pertanto, la rigenerazione sociale si articolerà su differenti interventi:

• aree per la socialità e funzioni pubbliche

• spazi multifunzionali e percorsi fluidi

• nuovi servizi ecosistemici al quartiere e alla città

• riapertura al quartiere e alla collettività

• realizzazione di un’oasi di biodiversità

• restituzione di spazi verdi fruibili alla cittadinanza

• rigenerazione ambientale

• valorizzazione dei suoli con logiche di economia circolare.

Di seguito l’elenco degli spazi e delle funzioni che saranno realizzati nel parco:

• area giochi bambini

• giardino delle aromatiche

• piazza d’acqua

• piazza yin e yang

• anfiteatro Maria Maugeri

• area basket

• bocciodromo

• chiosco/servizi igienici

• coperture

• percorso vita.

Nel progetto sono previsti nuovi impianti di illuminazione, di videosorveglianza e wi-fi. Infine, saranno tre gli accessi aperti lungo i confini di via Caldarola per consentire l’ingresso all’area verde.

Bari, un Parco della Rinascita sul suolo dell’ex Fibronit: domani il primo albero in occasione della festa di San Nicola

Il parco della Rinascita, in via di realizzazione a Bari sui suoli della ex fabbrica Fibronit, da domani avrà il suo primo albero. Una giornata non casuale, perché proprio il 7 maggio cominciano i festeggiamenti in onore del Santo patrono, San Nicola.

Lo anticipa il sindaco, Vito Leccese, in una nota. “Avevo promesso che il primo albero del parco della Rinascita sarebbe stato piantato nelle giornate dedicate al nostro Santo patrono – dice – come gesto ben augurante, affinché il cantiere proceda per il meglio e al più presto l’area ex Fibronit non evochi più lacrime ma solo sorrisi”.

“Domani – aggiunge Leccese – sarà una grande emozione mettere a dimora il primo degli alberi che renderanno quello spazio un luogo di vita e di bellezza”. L’appuntamento è fissato per le 9.30. L’albero piantato è un esemplare di Melia azedarach (meglio noto come l’albero dei rosari), specie che può raggiungere fino a 15 metri di altezza, con chioma globosa, resistente al freddo, all’inquinamento, al vento e alla siccità, praticamente immune da attacchi di agenti fitofagi.

Bari, un Parco della Rinascita sul suolo dell’ex Fibronit: cantiere aperto con Emiliano, Decaro, Leccese e Vendola

Tra 330 giorni, dove un tempo sorgeva una fabbrica di elementi per l’edilizia in amianto, ci sarà un parco urbano che abbraccerà tre quartieri di Bari rappresentando un enorme polmone verde.

Il cantiere del Parco della Rinascita, sui suoli della ex Fibronit bonificati, è stato inaugurato oggi. Entro la primavera del 2026, grazie al co-finanziamento del Pnrr, diventerà un’area verde aperta a tutta la città, con spazi di socializzazione, aree per lo sport e per i bambini, servizi e un imponente progetto di forestazione urbana.

Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’eurodeputato Antonio Decaro, il presidente di Sinistra Italiana Nichi Vendola, il sindaco Vito Leccese e il presidente del Comitato cittadino ex Fibronit, Nicola Brescia.

“Questo parco non restituirà serenità alle famiglie colpite – ha detto Leccese – ma il compito di noi amministratori è seminare speranza, e oggi quei semi cominciano a germogliare”. L’area, ha aggiunto, “diventerà “un luogo di vita, rinascita, rigenerazione urbana”.

Emiliano ha ricordato che il progetto rappresenta “una delle rarissime varianti da area edificabile ad area a verde, ci siamo arrivati partendo dal basso, con la collaborazione dei cittadini”. E ha inoltre evidenziato che in Puglia “75 milioni di euro serviranno a rimettere in sicurezza le discariche”, senza dimenticare la “battaglia per la salute dei cittadini di tarantini. Il ministro Urso ci ha promesso che la siderurgia italiana sarà decarbonizzata a questo è un risultato straordinario”.

Brescia ha sottolineato che “per il Comitato questo cantiere rappresenta il raggiungimento dell’ultimo obiettivo, ora saremo presenti per verificare che tutto vada nel modo giusto”, per la città invece rappresenta “una rinascita morale e civile, perché è un risarcimento minimo per il dolore subito dalle famiglie”.

Bari, un Parco della Rinascita sul suolo dell’ex Fibronit. L’annuncio del sindaco Leccese: “Il 7 aprile apre il cantiere”

Questa mattina il sindaco Vito Leccese, in occasione della proiezione organizzata dal I Municipio, del cortometraggio “Cara Alice”, che he affronta dramma individuale e collettivo vissuto dalla città di Bari a causa della presenza della Fibronit, fabbrica che produceva manufatti in cemento amianto, il sindaco Vito Leccese ha annunciato l’apertura del cantiere e l’avvio dei lavori per la realizzazione del Parco della Rinascita, nel sito dismesso e bonificato.

“Sono felice di poter annunciare finalmente alla città che tra qualche giorno, il prossimo 7 aprile si aprirà il cantiere nel sito dismesso della Fibronit dove cominceranno i lavori per realizzare il nostro parco della Rinascita – ha dichiarato alla platea il sindaco Vito Leccese -. È per me una grande emozione annunciare questa data perché conosco il valore di quest’opera e so che quel parco sarà il simbolo di rivincita per tanti baresi e per le famiglie che negli anni hanno perso una persona cara a causa delle patologie causate da amianto. Qualche giorno dopo l’avvio delle operazioni vogliamo piantumare il primo albero, della specie Davidia Involucrata, conosciuto anche come albero dei fazzoletti, per via della forma dei suoi fiori che richiama proprio dei fazzoletti. Lo faremo nelle giornate di San Nicola, come gesto benaugurante, affinché il cantiere proceda per il meglio e che al più presto quel luogo non evochi più lacrime ma solo sorrisi”.

Il progetto

Il Parco della Rinascita interessa un’area che si sviluppa lungo via Caldarola fino all’incrocio del ponte di Padre Pio con viale Magna Grecia, delimitata dalla linea ferroviaria delle Ferrovie Sud-Est e di RFI. Si estende su un’area di 146.850,70 mq (14 ettari) che congiunge i quartieri Japigia, Madonnella e San Pasquale.

L’importo complessivo dei lavori è di circa 16 milioni di euro, di cui 3,5 messi a disposizione dalla Regione Puglia e 11,5 milioni dei fondi PNRR, M5C212.1 – “Inclusione e coesione”, componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”, e 1.5 milioni di fondi per opere indifferibili.

Il progetto di fattibilità tecnico-economica, redatto nel 2022 dall’architetta Laura Rubino e dall’ingegner Nicola Falcone, presentava una chiara impostazione improntata sulla sintesi del percorso di progettazione partecipata, intrapresa con il Comitato di quartiere dell’ex Fibronit, in cui è stato elaborato uno schema planimetrico che riassume i desiderata della cittadinanza e da cui si evince la necessità di una forte rinaturalizzazione, attraverso opere di forestazione, e la presenza di dotazioni in grado di rendere vivo il parco: aree sportive (campi da basket, bocce, ecc.), aree gioco per i bambini, sistemi di piazze e percorsi.

In base a queste indicazioni il raggruppamento di progettisti, incaricati di proseguire con il lavoro di redazione del progetto, hanno delineato gli obiettivi del progetto di riqualificazione:

1. definire una nuova identità del parco in continuità con il PFTE posto a base di gara

2. disegnare un sistema parco in grado di dialogare con il contesto urbano e territoriale di riferimento

3. delineare nuove “spazialità” (valenza simbolica del parco – qualità ambientale – attività ricreative/benessere – sicurezza/fruibilità) in linea con le indicazioni del percorso partecipativo, al fine di identificare delle nuove polarità cittadine e di quartiere

4. implementare la biodiversità e la qualità paesaggistica del sito

5. ottimizzare le risorse economiche a disposizione sia per la fase di costruzione del parco che per la sua futura manutenzione/gestione.

È opportuno ricordare che, a monte di quest’opera, l’amministrazione comunale si è impegnata su importanti operazioni di bonifica del sito che si sono concluse nel 2022, quando è stato emesso il certificato di avvenuta bonifica con dichiarazione di piena accessibilità e fruibilità dell’intero parco a condizione che non fosse modificato e danneggiato il capping (strato di copertura della superficie) effettuato secondo le seguenti misurazioni:

• 1 metro di terra nelle aree maggiormente contaminate

• 20 cm di terra nelle aree con minore contaminazione.

Per aumentare il grado di sicurezza, la conferenza di servizi ha imposto l’aumento di circa 50 cm di terra di coltivo nelle aree alberate in modo da evitare il possibile, anche se remoto, intaccamento del capping dagli apparati radicali.

Concept paesaggistico del Parco della Rinascita

Il progetto intende rappresentare la sintesi di tutte le fasi precedenti: progettazione partecipata e PFTE e proposizione di una visione di parco innovativa e in linea con le attuali e future necessità della città.

Le parole chiave espresse dai cittadini sono state disegnate sul parco e hanno dato il via ad un processo di gestazione così composto:

· definizione delle direttrici principali

· assorbimento e compressione delle direttrici che si adeguano alla morfologia ed orografia del sito di intervento

· permeabilità del parco determinata dai nuovi accessi

· masterplan paesaggistico composto da nuclei di rigenerazione in grado di stimolare la rinascita o processi vitali del nuovo parco: nuove aree forestate, connessioni con il quartiere, spazi attrezzati per il gioco e lo sport.

Le cicatrici della terra che hanno segnato quel luogo della città di Bari saranno curate con nuovi percorsi e luoghi per le persone attraverso la realizzazione di nuove tipologie di foreste urbane in grado di implementare la biodiversità, di aree gioco per ogni età che si incastonano nel paesaggio, di luoghi dedicati alla cultura (l’anfiteatro Maugeri sarà il cuore del parco e, insieme alle altre piazze, costituirà delle nuove polarità per i cittadini), di percorsi di diversa sezione con cui esplorare e vivere il parco in piena sicurezza e senza barriere architettoniche e l’ottimizzazione nell’uso dei materiali in modo da ridurre e semplificare le future manutenzioni.

Il nuovo parco multifunzionale valorizzerà il contesto territoriale che diventa una sorta di “cuneo verde” che si innesta nella città e si estende verso tutte le direttrici urbane esistenti.

Nuclei di rigenerazione naturale

Il progetto definitivo prevede una ridistribuzione spaziale delle essenze impiegate; in particolare si delinea una strategia di impianto vegetale in grado di determinare delle gerarchie vegetali: masse arbustive ed arboree forestali, aree d’ombra a pronto effetto, diverse tipologie di prati (ornamentali, rustici e fioriti), collezioni di rampicanti e collezione botanica di essenze mediterranee.

Questa impostazione ottimizza l’impiego di essenze in una superficie così vasta. Sono diversi, infatti, gli spazi disegnati e/o arricchiti dalle essenze vegetali in modo da costituire un sistema ambientale e paesaggistico unico. Uno spazio ricco di biodiversità e di grande impatto scenografico.

Il progetto prevede anche una ridistribuzione spaziale delle specie vegetali arboree ed arbustive impiegate, in grado di determinare delle gerarchie vegetali: forestazione arborea ed arbustiva, aree d’ombra immediata con piante a pronto effetto, diverse tipologie di prati (ornamentali, rustici e fioriti), collezioni di rampicanti, giardino arido e collezione botanica di specie arbustive mediterranee.

Questa impostazione ottimizzerà l’impiego di diverse specie in una superficie così vasta, come si può evincere nell’elenco floristico dei diversi settori e zone di forestazione urbana prevista. In totale saranno piantumate 8.374 erbacee, 71.046 tappezzanti, 1810 rampicanti, 51.861 arbusti, 1300 alberi nell’ambito dell’intervento di forestazione urbana e 451 alberi pronto effetto.

In termini di contributo ambientale si otterrà un risparmio di CO2 di 700 tonnellate all’anno. Le aree verdi così progettate svolgono un ruolo importante anche nella gestione delle acque piovane, assorbendo e rallentando il deflusso delle acque. La creazione di spazi verdi multifunzionali, si realizza nelle aree verdi con zone di infiltrazione, per ridurre il rischio di allagamenti e migliorare la qualità delle acque superficiali.

Le aree verdi sono state progettate affinché siano economicamente sostenibili nel lungo termine, minimizzando i costi di manutenzione e gestione. La scelta di specie vegetali resistenti, l’uso di pratiche di gestione sostenibili e l’adozione di tecnologie innovative possono contribuire a garantire la sostenibilità economica dell’intera opera.

L’impianto irriguo è stato progettato, infatti, per soddisfare tutte le esigenze del parco, differenziando il sistema di distribuzione in funzione delle richieste e tipologie irrigue.

Di seguite le tipologie di impianti di irrigazioni che saranno implementati:

1. impianto a pioggia manuali per irrigazione di soccorso con lancia per il prato rustico

2. impianto a goccia per le alberature e aiuole

3. impianto in subirrigazione per i prati pregiati.

Nuclei di rigenerazione sociale

Il progetto ridisegna una successione di spazi urbani in grado di rendere fruibile e utilizzabile il parco durante tutte le ore del giorno. Il parco urbano è pensato come un sistema flessibile in cui le attività previste (piazza – aree gioco – percorsi – ecc.) sono interconnesse tra loro e in grado di adeguarsi alle diverse necessità dei cittadini. Pertanto, la rigenerazione sociale si articolerà su differenti interventi:

• aree per la socialità e funzioni pubbliche

• spazi multifunzionali e percorsi fluidi

• nuovi servizi ecosistemici al quartiere e alla città

• riapertura al quartiere e alla collettività

• realizzazione di un’oasi di biodiversità

• restituzione di spazi verdi fruibili alla cittadinanza

• rigenerazione ambientale

• valorizzazione dei suoli con logiche di economia circolare.

Di seguito l’elenco degli spazi e delle funzioni da realizzare nel parco:

• area giochi bambini

• giardino delle aromatiche

• piazza d’acqua

• piazza yin e yang

• anfiteatro Maria Maugeri

• area basket

• bocciodromo

• chiosco/servizi igienici

• coperture

• percorso vita.

Nel progetto sono previsti nuovi impianti di illuminazione, di videosorveglianza e wi-fi. Infine, saranno tre gli accessi aperti lungo i confini di via Caldarola per consentire l’ingresso all’area verde.

Bari, un Parco della Rinascita sul suolo dell’ex Fibronit: lavori da aprile. Sarà pronto in primavera 2026 – FOTO

Partiranno entro aprile per concludersi dopo circa 330 giorni i lavori per la realizzazione del parco della Rinascita, a Bari, sul suolo della ex Fibronit, bonificato dall’amianto e restituito alla città. L’area verde, finanziata con 11,5 milioni di fondi Pnrr, oltre a 3,5 milioni della Regione Puglia e 1,5 del Foi (Fondo opere indifferibili), occuperà 14 ettari con spazi per lo sport e il tempo libero.

Il progetto definitivo è stato presentato oggi in Comune, presenti fra gli altri il sindaco di Bari Vito Leccese, l’assessora all’Ambiente della Regione Puglia Serena Triggiani, il responsabile della progettazione Michele Fuzio e il presidente del comitato cittadino Fibronit Nicola Brescia. Nell’occasione è stato firmato il verbale di consegna definitivo dal primo cittadino e dal capofila del raggruppamento di imprese appaltatrici, Giuseppe De Grecis.

Il progetto, definito da Leccese il “parco attrezzato più importante della regione”, prevede la piantumazione di oltre 8mila piante erbacee, oltre 71mila piante tappezzanti, quasi duemila rampicanti, oltre 51mila arbusti e 1.751 alberi, 1.300 dei quali destinati alla forestazione urbana. Ci saranno aree con giochi innovativi e inclusivi per i bambini, una piazza d’acqua con fontane, una piazza delle erbe aromatiche e un anfiteatro intitolato a Maria Maugeri. Diversi e diffusi gli spazi per lo sport, con campi da basket e pallavolo coperti ma aperti, area skate e bocciodromo con quattro piste. I gabbioni di pietre e filo di ferro, realizzati durante la bonifica per delimitare i terreni, saranno trasformati in sedute e separazioni fra verde e percorsi. Tutto questo sarà realizzato sul mega telo, ricoperto dal terreno, che copre l’area un tempo contaminata dall’amianto. Triggiani ha evidenziato che “luoghi che i hanno rappresentato una ferita per la città ora diventano un polmone verde”. Brescia ha ricordato i “dieci milioni di euro usati per la messa in sicurezza”.

“Il parco della Rinascita di Bari è l’intervento più importante che stiamo realizzando in città, anche per il suo valore simbolico. Oggi diamo avvio all’ultimo miglio che competerà la realizzazione del parco attrezzato più importante della regione, per intervento e dimensioni”. Lo ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese, durante la presentazione del progetto definitivo del parco della Rinascita sull’area ex Fibronit. “Il parco – ha spiegato Leccese – sarà essenziale per la produzione di ossigeno e permetterà riduzioni di Co2 pari a 600 tonnellate l’anno”. “Per me – ha aggiunto il sindaco – è una grande emozione perché la vicenda Fibronit ha consolidato un movimento ambientalista ed ecologista, partito dalla consapevolezza che quello era un luogo di morte che continua a mietere vittime per mesotelioma pleurico”.

Leccese ha applaudito le “amministrazioni che si sono succedute in vent’anni, perché è stato un percorso lungo che ha visto gli allora sindaci Emiliano e Decaro capire la necessità di intervenire per fare in modo che quel luogo diventasse il parco della Rinascita”. Leccese ha infine sottolineato “il ruolo fondamentale svolto dalla Regione Puglia, per il finanziamento e l’iter, e dai comitati, che hanno agito da stimolo e vigilanza sui comportamenti delle istituzioni”.

Ex Fibronit, i senatori FdI sul Parco della Rinascita: “La colpa non è del Governo ma del Comune di Bari”

La nota dei senatori Melchiorre e Zullo: “Il Governo Meloni ha proposto lo spostamento, e non il definanziamento come falsamente viene detto, della fonte di finanziamento dal PNRR ad altre fonti nazionali che non hanno il vincolo obbligatorio del 30 giugno 2026”.

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Ex Fibronit, il Parco della Rinascita a rischio dopo lo stralcio dei fondi PNRR. I cittadini: “Siamo preoccupati”

“Lo temevamo già da qualche giorno. Il susseguirsi delle notizie riguardanti lo stralcio dai fondi PNRR delle risorse destinate alla realizzazione del Parco della Rinascita sull’area della ex Fibronit di Bari, pare ormai cosa fatta. Malgrado da più parti venga la rassicurazione che questi fondi saranno sostituiti da altri di cui, peraltro, non si conosce né l’origine né i tempi della loro assegnazione, la preoccupazione resta molto alta”. Inizia così il comunicato del Comitato cittadino Fibronit-Bari.

“È difficile da accettare che, all’indomani di interventi già appaltati e aggiudicati, vengano stralciate le risorse economiche previste. Tutto questo malgrado non vi siano motivi validi se si considera che sono stati rispettati i tempi per la progettazione preliminare e la recente assegnazione della progettazione esecutiva alla quale seguiranno gli interventi per la realizzazione del parco – si legge nella nota -. E allora ci rivolgiamo a tutti i rappresentanti istituzionali della nostra città, prescindendo dal loro colore politico, affinché facciano scudo davanti a questa scelta arbitraria e illegittima da parte della compagine governativa e si attivino per evitare questa ingiustizia nei confronti della nostra città”.

“Avete una grande occasione: dimostrate ai cittadini di avere a cuore la loro salute e il loro benessere prescindendo da meri interessi partitici o, peggio, economici. Non dimenticate che quell’area porta sulle sue spalle oltre 700 morti e che il Parco della Rinascita è il risarcimento minimo nei confronti di questi uomini e di queste donne che hanno pagato con la vita la vicinanza con l’ex fabbrica di cemento amianto – aggiungono -. I cittadini baresi per oltre 25 anni si sono battuti perché quell’area non fosse ulteriore oggetto di paura e di morte. Hanno combattuto, hanno lottato con tutte le loro energie e non si fermeranno sino a quando non otterranno il loro Parco della Rinascita. È la vostra occasione di dimostrarci di cosa siete capaci. Non sprecatela”.

Da fabbrica di amianto a “Parco della rinascita”, nuova vita per l’ex Fibronit: via libera del Comune al progetto

Su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, la giunta ha approvato oggi il progetto di fattibilità tecnico-economica relativo alla realizzazione del parco multifunzionale “della Rinascita”, nell’area dell’ex Fibronit. Il progetto che sarà realizzato nell’area verde nel sito di interesse nazionale è stato, infatti, sottoposto a un processo di verifica da parte dell’agenzia regionale ASSET, in base a un protocollo sottoscritto tra Regione e Comune, con la successiva validazione da parte degli uffici tecnici comunali. L’importo complessivo ammonta a 16.439.500 euro, di cui 3 milioni e 500mila euro rivenienti da fondi regionali e la restante parte finanziata dal PNRR (Missione 5 “Inclusione e Coesione” – Componente 2 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore” – Investimento 2.1 “Investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale”).

“L’obiettivo che dobbiamo centrare, proprio per rispondere alla tempistica dettata dal PNRR, è quello di chiudere la procedura entro il prossimo 30 luglio, con l’individuazione dell’aggiudicatario – commenta Giuseppe Galasso -. Per questo domani partiranno le richieste di offerta per la gara pubblica negoziata a cura della Stazione unica appaltante. Si tratta di un appalto integrato, per cui l’oggetto della gara conterrà anche la definizione della progettazione definitiva ed esecutiva. Il cantiere, nel suo complesso, dovrà durare circa 700 giorni, quindi poco meno di due anni ma, così come accade in caso di finanziamento riveniente da fondi PNRR, è previsto un premio di accelerazione secondo il quale l’aggiudicatario, se dovesse riuscire ad accorciare i tempi di esecuzione rispetto al cronoprogramma, potrà conseguire una premialità giornaliera dell’1×1000 per ogni giorno risparmiato, con un tetto massimo che non può superare il 10 per cento dell’importo totale. Per quanto riguarda i tempi d’attesa prima dell’avvio concreto delle lavorazioni in cantiere, dobbiamo far riferimento a tre scadenze: la prima riguarda la presentazione del progetto definitivo, che deve avvenire entro 60 giorni dall’aggiudicazione, cui seguirà l’acquisizione di alcuni pareri fondamentali per l’esecuzione dei lavori e, una volta acquisiti i pareri, parte il terzo step che prevede altri 45 giorni per la redazione della progettazione esecutiva. Entro il 30 settembre del 2024, inoltre, sarà necessario aver speso il 30 per cento dell’importo del finanziamento complessivo, così come stabilito dal PNRR. Verosimilmente nel primo semestre del prossimo anno dovremmo vedere avviati gli interventi di realizzazione di quella che diventerà una delle aree verdi più grandi della città di Bari”.

IL PROGETTO DEL PARCO DELLA RINASCITA

Sono quattro le porte di accesso al parco previste su via Caldarola, mentre su via Amendola, oltre la sede della linea ferroviaria, sarà montata successivamente una passerella ciclopedonale di attraversamento che arriva fin dentro il parco, rappresentandone di fatto il quinto ingresso.

Il percorso partecipativo

Il percorso partecipativo ha rappresentato un momento di confronto importante con diversi soggetti e realtà della città, in particolare il Comitato “ex Fibronit” che, unitamente agli organi tecnici e istituzionali e ai progettisti incaricati, ha fattivamente collaborato alla gestione della fase di progettazione partecipata giungendo a “spazializzare” le esigenze e i desideri espressi dalle varie componenti della cittadinanza.

Quattro le aree tematiche affrontate:

a) valenza simbolica parco

b) qualità dell’ambiente

c) attività ricreative e benessere

d) sicurezza e fruibilità.

Le aree fruibili

Sull’intera superficie saranno distribuite tutte le funzioni che il parco intende offrire. Le radure presenti rappresentano delle “piazze” collegate da un percorso pedonale che attraversa longitudinalmente il parco. Le funzioni accolte nel parco sono legate alle attività di fruizione: lo spazio per i bambini, l’area dei concerti e degli eventi, le aree per gli animali, i luoghi dello sport – tennis, bocce, basket, calcetto -, l’area del gusto e infine gli orti sociali. Luoghi ricostruiti nelle forme compatibili con la normativa generale e le impostazioni gestionali, nell’intento di garantire una complessiva vitalità e attrattività del parco, nel rispetto delle prerogative ambientali e di contesto. In queste aree si alternano pavimentazioni in pietra, in terra stabilizzata e spazi erbosi. Gli alberi sono posati in vaso, raggruppati per creare zone di ombra e di riposo. Nelle aree fruibili, subito dopo l’area eventi, sarà collocata in futuro la discesa della passerella, che scavalca il sedime ferroviario, e che collega il parco con via Amendola. Lungo il percorso pedonale l’area fruibile in adiacenza al fabbricato “Bricorama” si restringe notevolmente per poi allargarsi nuovamente in una zona, in cui sono stati inseriti gli orti sociali, le aree sportive e dello street food. Ampie aree del parco saranno destinate a “forestazione urbana” e saranno interessate principalmente da alberature autoctone del paesaggio pugliese. In queste aree la scelta delle specie vegetali di progetto è finalizzata essenzialmente alla creazione di veri “boschi urbani”, dove si potrà mai passeggiare e gustare l’ombra e il verde.

Il muro di recinzione perimetrale lungo via Caldarola

La tecnica di bonifica in sopraelevato impone la presenza di una parete in cemento armato, ad altezza variabile, che si sviluppa lungo via Caldarola per circa 850 mt e a cui si aggiungono altri 100 mt per la parte della strada collocata sotto il ponte di San Pio, in linea d’aria quasi un chilometro di muro. L’intero sviluppo murario è stato trattato come sostegno per un’opera di architettura del verde che tende a coprire la massa muraria in cemento armato. La tecnica del muro verde prevede l’impiego di piante con crescita ascendente e discendente, fontane verticali.

Criteri impiantistici

Il parco sarà dotato di tutti gli impianti tecnologici necessari per il suo utilizzo: illuminazione ordinaria, d’accento e di sicurezza; impianti di comunicazione e di segnalazione (controllo accessi; antintrusione; TVCC); reti idriche (irrigua, antincendio, idropotabile); impianti per il drenaggio, lo smaltimento e il recupero delle acque piovane; impianti in dotazione alle utenze civili a servizio del parco urbano. Saranno previste, inoltre, tutte le predisposizioni di passaggio per usi esterni al parco. Tre aspetti sono stati presi in considerazione in modo particolare: il sistema di irrigazione delle masse arboree previste, il sistema di illuminazione e quello di videosorveglianza, quest’ultimi due in analogia a quanto si sta realizzando sulle aree verdi della città.