Policlinico di Bari, manifestano per Gaza. Sit-in e foto lungo il viale alberato: “93 sanitari ancora incarcerati”

Le immagini degli operatori sanitari palestinesi ancora detenuti in Israele, con il loro nome e il loro ruolo, campeggiano lungo il viale alberato di accesso che dall’ingresso del Policlinico di Bari porta ai reparti.

E’ così, con una protesta silenziosa, che i medici del capoluogo pugliese aderiscono alla Giornata internazionale dei diritti umani che si celebra oggi per “denunciare la sistematica distruzione del sistema sanitario a Gaza e le gravi violazioni del diritto umanitario internazionale”. Il sit in è in corso anche in altri 60 ospedali italiani, organizzato dal personale sanitario che aderisce alla Rete digiuno Gaza e Sanitari per Gaza.

Ma si estende anche a sei Paesi esteri, fra i quali Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Belgio, e a nove organizzazioni di professionisti sanitari. “Vogliamo dare visibilità ai nostri colleghi ancora detenuti – spiega la dottoressa Giusi Del Iaco -. Attualmente sono 40 dopo che, con il cessate il fuoco, ne sono stati liberati 55. Sono medici, tecnici di laboratorio, infermieri, ausiliari, conducenti di ambulanze”. “Con questa installazione – prosegue – vogliamo sottolineare che gli operatori sanitari palestinesi hanno già pagato un tributo altissimo, sono già oltre 1.700 quelli uccisi in due anni. E’ la più grande strage mai registrata per la categoria”.

All’interno del Policlinico manifestano medici, studenti e specializzandi. Nel pomeriggio, alle 18, è inoltre previsto un flashmob aperto ai cittadini davanti all’ingresso monumentale.

“Daremo lettura dei nomi dei sanitari incarcerati – anticipa Del Iaco – sarà inoltre osservato un minuto di silenzio e si susseguiranno interventi di personaggi della città attivi e solidali”. Sarà anche lanciata la raccolta fondi a sostegno della clinica di Emergency ad Al Qarara, uno degli ultimi presidi sanitari ancora operativi nella Striscia. E’ prevista infine la testimonianza di Khaled Alser, chirurgo del Nasser hospital, rilasciato nell’ottobre 2024 dopo sette mesi di detenzione senza accuse, oltre a una diretta con gli altri ospedali coinvolti nell’iniziativa.

Policlinico Bari, nuovo navigatore intraoperatorio: la tecnologia 3D per ricostruire il volto dopo un trauma

Ricostruire virtualmente il volto della paziente prima dell’intervento e verificare durante l’operazione la corretta ricomposizione dei frammenti ossei, riducendo in modo significativo i tempi chirurgici e il margine di imprecisione.

Al Policlinico di Bari tutto questo è possibile grazie a un navigatore intraoperatorio, un sistema innovativo in 3D che segna un passo avanti decisivo nella chirurgia del distretto cranio-facciale. I primi interventi, spiega il presidio sanitario universitario in una nota, sono stati eseguiti nelle scorse settimane dall’equipe di chirurgia maxillo-facciale, diretta dalla professoressa Chiara Copelli.

La nuova tecnologia è stata acquisita grazie ai finanziamenti Fesr-Fse 2021-2027 destinati al ‘Rinnovo e potenziamento delle strutture ospedaliere e sviluppo della telemedicina’ della Regione Puglia. Il sistema integra software avanzati che consentono una pianificazione chirurgica estremamente precisa, la simulazione delle ricostruzioni anatomiche e una guida in tempo reale durante le procedure più complesse, soprattutto in aree anatomiche ristrette o vicine a strutture vitali.

“La prima paziente – spiega Copelli – è stata una donna di 51 anni con un grave trauma facciale causato da un incidente stradale, che presentava fratture multiple e scomposte. In situazioni come questa, il ripristino della corretta anatomia richiede procedure lunghe e delicate. Il navigatore ci ha permesso di ricostruire virtualmente il volto prima dell’operazione e di verificare in tempo reale la precisione della riduzione dei frammenti ossei, garantendo un esito ottimale confermato dagli esami radiologici post-operatori”.

“Per la chirurgia maxillo-facciale – ricorda il direttore generale, Antonio Sanguedolce – è stato previsto un finanziamento specifico di tre milioni di euro nell’ambito della nuova programmazione europea, che ci consente di dotare l’unità operativa di attrezzature all’avanguardia”.

Policlinico Bari, attesa lunga in reparto. Prende a pugni una guardia giurata: 61enne torna in libertà dopo l’arresto

Chiede una visita immediata per la madre anziana, aggredisce una guardia giurata con calci e pugni nel reparto di Ginecologia del Policlinico di Bari, viene arrestato e dopo pochi giorni torna libero.

Protagonista un 61enne incensurato, noto però alle Forze dell’Ordine per aver creato disordini già un anno fa all’ospedale Di Venere. Il giudice ha convalidato l’arresto ma ha respinto la misura degli arresti domiciliari, accogliendo le richieste della difesa e disponendo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria una volta alla settimana.

Durante l’udienza di convalida, il 61enne ha spiegato di essere affetto da patologie psichiatriche e di essersi agitato a causa dell’attesa lunga dopo aver programmato una visita alle 13 e anticipato dal personale dello stesso reparto.

Sul posto è poi intervenuto una guardia giurata che ha bloccato l’uomo spingendolo verso un muro. “Ho visto mai madre svenire e per soccorrerla ho preso a dimenarmi con forza per liberarmi dalla stretta”, le sue parole.  

Policlinico di Bari, nuova procedura mini invasiva sull’aorta su paziente 80enne: prima volta in Puglia

Al Policlinico di Bari, per la prima volta in Puglia, è stato eseguito un intervento di sostituzione dell’arco aortico con una procedura endovascolare mini invasiva. L’operazione è stata effettuata su un paziente di 80 anni, giudicato non operabile con tecnica chirurgica tradizionale, dall’équipe multidisciplinare dell’unità operativa di Chirurgia vascolare, diretta dal professor Domenico Angiletta, con il supporto dei professionisti di Anestesia e Rianimazione e dei tecnici di Radiologia.

Lo comunica il Policlinico in una nota, evidenziando che l’uomo è stato dimesso in buone condizioni a sette giorni dall’intervento. “Si tratta di un risultato di grande rilievo clinico – sottolinea Angiletta – che apre nuove prospettive per pazienti fragili o considerati non operabili, offrendo un trattamento sicuro ed efficace”.

La chirurgia tradizionale dell’arco aortico prevede un intervento a cuore aperto, con apertura dello sterno, circolazione extracorporea e arresto temporaneo della circolazione. È una procedura complessa, indicata per pazienti in buone condizioni generali, ma associata a un rischio significativo di complicanze cardiovascolari, neurologiche e respiratorie.

“Nella nostra procedura endovascolare – prosegue Angiletta – abbiamo eseguito un accesso ai vasi sanguigni attraverso piccole incisioni all’altezza dell’inguine, introducendo le protesi mediante cateteri guidati da imaging radiologico avanzato. Questa modalità riduce in modo sostanziale i rischi operatori, i tempi di anestesia e di degenza”.

Per il direttore generale, Antonio Sanguedolce,”è un risultato che conferma il ruolo del Policlinico di Bari come centro di riferimento capace di integrare competenze cliniche e strumentazioni avanzate per offrire cure sempre più sicure, efficaci e personalizzate”.

Al Policlinico Bari un ambulatorio continuità assistenziale: “Percorsi di cura più tempestivi e appropriati”

Al Policlinico di Bari è stato attivato l’ambulatorio di Continuità assistenziale di emergenza e medicina interna (Caemi) con l’obiettivo di garantire percorsi di cura tempestivi e appropriati per i pazienti affetti da patologie complesse o croniche, che arrivano in pronto soccorso a causa di scompensi che richiedono approfondimenti diagnostici o terapeutici specialistici.

Lo comunica l’azienda ospedaliero universitaria in una nota, evidenziando che questi pazienti “sono individuati in fase di triage e, dopo il trattamento della fase acuta, invece che restare in pronto soccorso in attesa di completare tutti gli esami di approfondimento, vengono dimessi e segnalati all’ambulatorio istituito dall’unità operativa di Medicina interna ospedaliera”. Qui, prosegue, “nell’arco di sette giorni effettueranno la visita internistica”.

I pazienti coinvolti sono affetti principalmente da diabete, ipertensione, insufficienza renale, malattie epatiche croniche, scompenso cardiaco, anemie o riacutizzazioni respiratorie che non richiedono ossigeno terapia in urgenza.

“Dopo la valutazione – spiega Vincenzo Ostilio Palmieri, direttore della Medicina interna ospedaliera del Policlinico – il medico dell’ambulatorio Caemi può prenderlo in carico negli ambulatori della Medicina interna o di altre specialità, proporre prestazioni in day service o l’inserimento in lista per il ricovero ordinario o rinviare il paziente al proprio medico di medicina generale, con cui collaboriamo per assicurare continuità di cura e una gestione integrata del percorso del paziente”.

Policlinico Bari, il caso della Cardiologia Universitaria. Disposizioni ignorate: sindacati contro il dg Sanguedolce

“Egregio Direttore, rileviamo, preoccupati e perplessi, l’inefficacia di alcune delle sue azioni di direzione e governo dell’A.O.U.C. per l’irresponsabilità di alcuni Direttori di U.O. a direzione Universitaria. Ci riferiamo al Prof. Marco Ciccone della U.O.C. di Cardiologia Universitaria che, ritenendosi autonomo ed indipendente nel suo ruolo di Direttore, ritiene di non riconoscere in Lei il ruolo di D.G. dell’A.O.U.C. Policlinico.  Infatti, accade che il Prof. Ciccone, destinatario della disposizione da Lei firmata, forse preso dai suoi mille impegni accademici dimentica l’obbligo di attuarle e trasforma la sua U.O., oggi assomigliante per certi aspetti ad un accampamento per rifugiati”.

Inizia così la nota congiunta dei sindacati CGIL FP, UIL FPL, CISL FPР, FIALS e NURSIND indirizzata al Direttore Generale del Policlinico, Antonio Sanguedolce, in riferimento alla disposizione dello scorso 18 agosto per l’attivazione e il trasferimento dell’attività UU.OO.CC. Cardiologia Universitaria, Cardiologia Ospedaliera, Cardiochirurgia Universitaria presso il Padiglione Asclepios III.

“A far data dal 9 settembre p.v. si procederà al trasferimento delle degenze e depositi (10 posti letto e 8 posti UTIC) della UOC Cardiologia Universitaria dal piano 2 del Padiglione Asclepios 1 al piano 2 del Padiglione Asclepios III, con relativa sala angiografica; a far data dal 16 settembre p.v. si procederà al trasferimento di Direzione, Studi Medici, depositi e degenze (18 posti letto e 8 posti UTIC) della UOC Cardiologia Ospedaliera dal piano 3 del Padiglione di Malattie Infettive al piano 2 del Padiglione Asclepios III, con relativa sala angiografica; a far data dal 23 settembre p.v. si procederà al trasferimento di Direzione, Studi Medici, depositi e degenze (23 posti letto e 6 posti T.I.) della UOC Cardiochirurgia Universitaria dal piano 2 del Padiglione Asclepios I al piano 5 del Padiglione Asclepios III; a far data dal 23 settembre p.v. si procederà al trasferimento delle sale operatorie del Blocco Operatorio “O” dal piano 2 del Padiglione Asclepios I al Piano Interrato del Padiglione Asclepios III”, si legge nella delibera firmata da Sanguedolce.

“Facciamo presente che ad oggi, sono stati attivati, (per esclusiva disposizione Prof. Ciccone e all’insaputa della Direzione medica e senza nessuna forma di garanzia correttezza delle cure per i cittadini ospiti e per il personale operante), 8 posti letto nella dimensione UTIC е 20 posti letto di degenza ordinaria – precisano i sindacati -. Risulta evidente che disposizione di servizio da lei impartita a noi pervenuta per conoscenza è quindi persa. Con la presente si evidenzia che organizzazione del lavoro/volumi la in prestazioni/standard di personale/misure di sicurezza e soprattutto garanzia di governo del rischio clinico, sono argomenti assegnati alla responsabilità della S.V. e rientrano un rapporto di condivisione sinergica con le OO.SS”.

“Alla luce degli episodi verificatosi recentemente la presso la Pneumologia e presso Ginecologia, si consiglia di riflettere sull’opportunità di attivare un provvedimento di richiamo al Prof. Ciccone ed eventualmente avviarlo a un corso di formazione sulla gestione del personale e della identità legale degli organi politici ed amministrativi dell’A.O.U.C”, concludono i sindacati.

Policlinico Bari, trattamento innovativo contro tumore ginecologico raro: “Già applicato a quattro casi”

Una diagnosi difficile, spesso tardiva, e un tumore raro che tende a ripresentarsi dopo l’intervento. Per le donne colpite dal Paget vulvare, al Policlinico di Bari arriva un trattamento innovativo, frutto del lavoro congiunto di specialisti di diverse discipline, che unisce radicalità oncologica e attenzione alla qualità della vita.

La sindrome di Paget vulvare si manifesta con sintomi spesso sfumati – come arrossamento, prurito, bruciore o lesioni persistenti tanto che può essere confusa con patologie dermatologiche benigne, ritardando frequentemente, anche di anni, la diagnosi con conseguente diffusione ed estensione della malattia.

È stato sviluppato presso l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia, diretta dal professor Ettore Cicinelli. Nell’intervento multidisciplinare i dermatologi, con la dottoressa Lucia Lospalluti, dell’équipe diretta dalla professoressa Caterina Foti, hanno avuto un ruolo centrale nella diagnosi differenziale e nel monitoraggio clinico delle lesioni. Gli interventi chirurgici sono eseguiti dal professor Ettore Cicinelli, per l’asportazione della malattia con il fondamentale ed originale contributo dei chirurghi plastici dell’Unità complessa diretta dal professor Giuseppe Giudice che, assistito dal dottor Domenico Giglietto, ha eseguito la fase ricostruttiva in due tempi chirurgici utilizzando, nel primo stage, un derma artificiale, sostituito successivamente (secondo stage) da un innesto di cute autologa.

Per garantire la qualità e la radicalità dell’escissione della lesione è stata indispensabile la valutazione istologica intra-operatoria degli anatomo-patologi dott. Gerardo Cazzato e dott.ssa Anna Colagrande mediante tecnica di MOS modificata. Negli ultimi mesi sono già stati trattati seguendo questo protocollo multidisciplinare con successo 4 casi.

Direttore sanitario va in pensione, l’auto è sul posto per disabili: Antonio irrompe al Policlinico

Essere ad un passo dalla pensione e parcheggiare l’auto sul posto per disabili all’interno del Policlinico di Bari. La protagonista è la direttrice sanitaria Rosa Porfido. Un vero e proprio cattivo esempio, non ci sono segnali che permettono alla vettura di essere lì, fatta eccezione per la paletta della direzione generale.

I dipendenti del Policlinico sono chiamati a pagare 35/40 euro al mese per lasciare l’auto al PoliPark, ma quello che vi denunciamo a quanto pare non è un caso isolato. La direttrice non ha chiesto scusa per quanto fatto e ha tentato di giustificare il suo parcheggio. Almeno siamo riusciti a far spostare l’auto.

West Nile virus, la precisazione del Policlinico di Bari: “Le donazioni di sangue restano sicure. Nessuna limitazione”

“Le donazioni di sangue restano sicure e non subiscono alcuna limitazione. Come ogni anno, nei mesi estivi viene attivato il sistema nazionale di sorveglianza per monitorare la circolazione di virus trasmessi da vettori, come ad esempio il West Nile virus”.

Lo afferma in una nota il Policlinico di Bari. “Le donazioni – precisa Angelo Ostuni, direttore del Centro regionale sangue della Puglia – possono continuare senza alcuna preoccupazione: il sistema è strutturato per garantire la sicurezza sia del donatore sia del ricevente. Non c’è alcun blocco, ma solo un’attenta vigilanza epidemiologica, come accade ogni estate”.

In particolare, in tutte le strutture trasfusionali viene eseguito un test di screening specifico su ogni donatore che abbia pernottato, anche per una sola notte, in una delle province identificate a rischio dal ministero della Salute e dal Centro nazionale sangue.

“Si tratta di una misura precauzionale e consolidata – prosegue il Policlinico – che non impedisce la donazione, ma garantisce un’ulteriore tutela per la sicurezza di chi riceve il sangue”. “L’invito a donare resta dunque più che mai valido – conclude – soprattutto in questo periodo: le scorte di sangue sono fondamentali per garantire l’assistenza a migliaia di pazienti”.

Policlinico Bari, 6 trapianti di cuore eseguiti in 7 giorni: organi prelevati da Roma, Atene e Francia

Sei trapianti di cuore eseguiti in sette giorni al Policlinico di Bari. È il bilancio straordinario dell’équipe di cardiochirurgia diretta dal prof. Tomaso Bottio, che ha portato a termine, nell’arco di una settimana, sei interventi salvavita su pazienti affetti da grave scompenso cardiaco terminale.

Un’impresa clinica e organizzativa resa possibile grazie alla sinergia tra le reti nazionali e internazionali di donazione: i cuori sono stati prelevati dall’équipe del Policlinico a Nuoro, Perigueux e Tolosa (Francia), Atene, Roma e Padova. L’ultimo intervento è stato eseguito con un cuore proveniente da donatore a cuore fermo (DCD – Donation after Circulatory Death), che impone un tempo massimo di quattro ore per il trapianto, al fine di evitare ischemie e danni irreversibili all’organo.

“In pochi giorni abbiamo affrontato una sfida che richiede un’organizzazione chirurgica, anestesiologica, logistica e clinica estremamente sofisticata – spiega il prof. Tomaso Bottio, direttore dell’UOC di Cardiochirurgia trapiantologica del Policlinico di Bari –. Alcuni cuori sono stati prelevati a centinaia di chilometri di distanza, anche all’estero, e ringrazio la generosità dei cardiochirurghi della mia équipe, che non si tirano mai indietro quando si tratta di affrontare un viaggio per non lasciare un nostro paziente privo della possibilità di un trapianto”.

Risultati di questo livello sono resi possibili anche grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate per la conservazione e il trasporto degli organi. Dal giugno 2024 il Policlinico si è dotato di un dispositivo innovativo che consente il trasporto del cuore in un ambiente sterile e termicamente controllato, con monitoraggio in tempo reale di temperatura, posizione e stato dell’organo. Questo sistema ha standardizzato le modalità di conservazione, aumentando la sicurezza e l’efficacia anche nei trasporti su lunghe distanze.

Sono inoltre in corso le procedure per l’acquisizione di una piattaforma mobile per la perfusione a temperatura fisiologica del cuore espiantato. Questa tecnologia permetterà di ridurre i tempi di ischemia durante il trasporto, ampliare il numero di donatori potenziali e migliorare l’esito dei trapianti.

“Il Policlinico di Bari è oggi il centro con la più alta attività trapiantologica sul cuore in Italia e siamo sulla strada per diventare il primo centro in Europa – dichiara il direttore generale Antonio Sanguedolce –. Un risultato che ci riempie di orgoglio e che dobbiamo al lavoro straordinario dell’équipe guidata dal prof. Bottio, ma anche alla rete di unità operative che sostiene questi sforzi, con il supporto continuo e la regia del Centro Regionale Trapianti, fondamentale per il coordinamento delle donazioni e la gestione degli organi”.

“L’attività trapiantologica – conclude Sanguedolce – è parte integrante della visione che stiamo realizzando con il progetto del Centro Cuore, che presenteremo ufficialmente il prossimo 25 luglio in occasione dell’inaugurazione del nuovo Presidio regionale trauma center e trapianti. Sarà il fulcro di un modello integrato per la diagnosi, il trattamento e il follow-up delle patologie cardiache complesse che realizzeremo all’interno del Padiglione Asclepios 3”.