Tumore del pancreas, la prevenzione parte da un test genetico: l’Oncologico di Bari nello studio italiano

Un semplice test salivare può aiutare a individuare in anticipo il rischio ereditario di tumore del pancreas. È questo il risultato principale dello studio italiano PROPH-ITA, appena pubblicato su United European Gastroenterology Journal, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali nel campo della gastroenterologia.

La ricerca, condotta su 500 persone con familiarità per tumore pancreatico, ha identificato nell’8,8% dei casi mutazioni genetiche patologiche associate a un aumento del rischio (nei geni ATM, BRCA1, BRCA2, PALB2, BRIP1) e nel 31% dei soggetti anomalie radiologiche meritevoli di sorveglianza. Dati che consentono di strutturare percorsi di controllo mirati e aumentare le possibilità di diagnosi precoce in una delle neoplasie più aggressive e difficili da intercettare in fase iniziale.

Tra i sette centri italiani coinvolti nello studio, realizzato sotto l’egida dell’AISP – Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas – anche l’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, attraverso l’Ambulatorio per i Tumori Eredo-Familiari e le Neoplasie Cistiche Pancreatiche.

«Questo risultato conferma che solo attraverso una ricerca strutturata, condotta in centri dedicati e con un approccio multidisciplinare, è possibile costruire percorsi concreti di medicina di precisione e offrire ai cittadini strumenti reali di prevenzione» dichiara il Commissario straordinario Alessandro Delle Donne «Il lavoro svolto rafforza il ruolo dell’Istituto Oncologico barese nelle reti nazionali di ricerca e nella presa in carico delle persone con rischio ereditario di tumore pancreatico».

«Parallelamente allo studio PROPH-ITA, l’Istituto sta sviluppando un progetto di ricerca basato su intelligenza artificiale e radiomica applicate ai soggetti con familiarità per tumore pancreatico» spiega la Direttrice Scientifica Raffaella Massafra. «L’obiettivo è integrare dati clinici, genetici e di imaging per migliorare la stratificazione del rischio e rendere sempre più mirata la sorveglianza».

Tra gli autori dell’articolo figurano il chirurgo oncologo Raffaele De Luca, la genetista clinica Margherita Patruno, la biologa genetista Stefania Martino.

Lo studio PROPH-ITA è stato sostenuto da una cordata di associazioni: Fondazione Nadia Valsecchi Onlus, Associazione Oltre la Ricerca, Gli Amici di Mario Sala, iSempreVivi Onlus, AproETS e #IOVADOALMASSIMOBIKE, guidata da Massimo Canonica, che ha supportato il progetto fino alla sua scomparsa a causa del tumore del pancreas.

L’Ambulatorio per la sorveglianza dei tumori del pancreas è attivo nell’Unità Operativa di Chirurgia Generale dell’Istituto Tumori di Bari. Per informazioni: [email protected]

Un nuovo tipo di pasta riduce il colesterolo: lo studio dell’università di Bari finisce sulla rivista European Psychiatry

Un particolare tipo di pasta, realizzata con una particolare miscela, sarebbe in grado di ridurre il colesterolo non-Hdl – quello cattivo – e di limitare le alterazioni metaboliche indotte dall’uso di farmaci psichiatrici o da fattori genetici.

A sperimentarla, attraverso un trial clinico che ha arruolato 300 persone, è uno studio dell’università Aldo Moro di Bari, pubblicato sulla rivista ‘European Psychiatry’.

Coordinata da Antonio Rampino, docente del dipartimento di Biomedicina traslazionale e neuroscienze, la ricerca ha coinvolto anche il team del professor Piero Portincasa, del dipartimento di Medicina di precisione e rigenerativa e Area Jonica.

I risultati dello studio hanno dimostrato che, nel sangue dei partecipanti che avevano assunto per tre mesi la pasta sperimentale, era registrabile una riduzione significativa del colesterolo cattivo.

La ricerca ha integrato inoltre l’approccio clinico con esperimenti in vitro su cellule del fegato, dimostrando che l’estratto della miscela utilizzata per la produzione della pasta sperimentale era in grado di ridurre il numero e le dimensioni delle gocciole lipidiche accumulate in queste cellule come conseguenza dell’esposizione ad alcuni farmaci psichiatrici. La pasta, sviluppata grazie alla collaborazione tra UniBa, Molino Casillo e l’azienda informatica Consis di Bari, è stata finanziata grazie a un finanziamento concesso dal ministero dello Sviluppo economico nell’ambito del progetto Sinma (Sindrome metabolica blockchain agrifood).

L’intelligenza artificiale applicata alla ricerca per la lotta contro il cancro: lo studio dell’Università di Bari

L’università Aldo Moro di Bari è diventata partner del progetto ‘European cancer imaging – Eucaim’, dedicato all’analisi delle immagini oncologiche attraverso l’intelligenza artificiale.

Il programma impegna, in particolare, il gruppo di ricerca multidisciplinare coordinato dalla docente di UniBa Sabina Tangaro, e rappresenta un’iniziativa di punta dell’Europe’s beating cancer plan, il piano europeo per la lotta contro il cancro.

L’obiettivo è sviluppare soluzioni basate sull’intelligenza artificiale e sul calcolo ad alte prestazioni per migliorare la diagnostica e le terapie oncologiche.
Lo comunica UniBa in una nota, evidenziando che “grazie alla disponibilità di migliaia di dati e immagini biomediche, sarà possibile sviluppare metodi innovativi per la diagnosi precoce, con un impatto concreto sulla salute dei pazienti”.

La rete progettata nell’ambito dell’iniziativa, evidenzia l’università barese, “collegherà le risorse e le più importanti banche dati dell’Unione europea, garantendo a medici, ricercatori e innovatori l’accesso a grandi volumi di dati di imaging oncologico. Questo favorirà lo sviluppo di strumenti per la medicina personalizzata, consentirà la creazione e l’interoperabilità di nuovi dati di imaging del cancro e assicurerà il rispetto di elevati standard etici, garantendo la sicurezza e la protezione dei dati personali”.

All’interno di questa iniziativa, l’università di Bari avrà un ruolo chiave nello sviluppo di “algoritmi di intelligenza artificiale spiegabile per sistemi di supporto alla diagnosi del cancro, attraverso l’analisi avanzata delle immagini mediche”.

PittaRosso Pink Parade, domenica 20 ottobre l’11esima edizione: “Sosteniamo la ricerca sui tumori femminili”

“Vieni con noi a colorare di rosa la giornata di domenica 20 ottobre per dare il supporto contro I #tumorifemminili iniziativa promossa da PittaRosso Pink Parade per sostenere la ricerca sui tumori femminili della Fondazione Umberto Veronesi. Ti aspettiamo: a Valenzano ore 10.30 partenza dall’arco di Villa Carducci e a Capurso ore 10.30 partenza da Pala Padovano”. Inizia così il comunicato stampa in merito all’evento in programma domenica 20 ottobre nel Barese.

“Ore 11.00 circa incontro davanti alla Chiesa Ognissanti per un momento aggregativo e informativo per cui si ringraziano il Prof. Francesco Chimienti della Banca dei Capelli di Acquaviva e la dott.ssa Dietista Francesca Spina. Si ringrazia per il patrocinio gratuito ed il supporto i comuni di Valenzano e Capurso per tramite degli Assessori Alberto Visceglia e Giovanni Locorotondo. Grazie per la collaborazione alla Croce Rossa Italiana Comitato di Valenzano e alla scuola di Danza,Musica e Canto Danza dei Venti per la lezione total body offerta”.

“La musica abbatte lo stress pre intervento”: lo studio dell’Oncologico di Bari su rivista medica internazionale

La musicoterapia è efficace, abbatte il livello d’ansia nel paziente e dà conforto e sicurezza prima di un intervento chirurgico. È quanto si evince da uno studio di un team di ricerca dell’Istituto tumori “Giovanni Paolo II”, istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, pubblicato pochi giorni fa dalla rivista medica internazionale Supportive care in cancer. La ricerca è stata condotta su un campione di 151 donne, il giorno antecedente l’intervento di mastectomia, nelle ore caratterizzate da stress emotivo, preoccupazione, nervosismo e ansia. Lo studio ha confrontato gli effetti di due approcci di musicoterapia differenti: 103 donne hanno vissuto esperienze di gruppo di musicoterapia integrata, suonando alcuni strumenti con la tecnica dell’improvvisazione clinica, mentre 43 pazienti hanno vissuto esperienze singole recettive, ovvero un ascolto guidato di musica e canto eseguiti al momento dal musicoterapeuta, stando distese in posizione rilassata.

“La musicoterapia – afferma il direttore generale Alessandro Delle Donne – può rappresentare un valido strumento di trattamento complementare, offrendo supporto e benefici al paziente. Il nostro Istituto ha un approccio multidisciplinare alle cure, puntando alle esigenze specifiche dei pazienti, e considera l’umanizzazione una parte fondamentale del percorso di cura”.

“È la prima volta in letteratura – spiega Fulvia Lagattolla, musicoterapeuta psicologa e ricercatrice in terapie complementari del servizio di psiconcologia dell’Istituto tumori – che in uno studio scientifico si confrontano due approcci differenti di musicoterapia rivolta a donne con tumore al seno nel peri operatorio. Dalla ricerca è emerso che chi ha partecipato all’esperienza di gruppo ha attivato maggiormente i fattori co-terapeutici, come il senso di coesione e il sostegno psicosociale, il conforto e la sicurezza. Le partecipanti all’esperienze ricettive, invece, hanno abbattuto in maniera importante i livelli di ansia”.

La pubblicazione è firmata da Fulvia Lagattolla, Barbara Zanchi, Pietro Milella, Claudia Cormio, Vito Lorusso, Sergio Diotaiuti, Annarita Fanizzi, Raffaella Massafra, Silvia Costanzo, Francesca Caporale, Erika Rieti e Francesca Romito. Soddisfatto per la prestigiosa pubblicazione Gero Grassi, Presidente del Consiglio di indirizzo e verifica dell’Istituto: “Questo paper sottolinea ancora una volta il respiro internazionale dell’oncologico barese”.