Scandalo Asl Bari, appalti pilotati: scatta il licenziamento per Connie Sciannimanico e Nicola Jacobellis

Dopo il caso di Nicola Sensolini, prosegue la linea dura della Asl Bari nello scandalo sugli appalti pilotati che, nel novembre 2024, ha portato a diversi arresti tra carcere e domiciliari. L’azienda sanitaria ha avviato la procedura di licenziamento anche per Connie Sciannimanico e Nicola Jacobellis, entrambi coinvolti nell’inchiesta.

Sciannimanico, condannata con rito abbreviato a quattro anni e mezzo per associazione a delinquere e corruzione, e Jacobellis, ex responsabile dell’unità di Edilizia sanitaria, che ha patteggiato una pena di cinque anni, si aggiungono così a Sensolini, già destinatario dello stesso provvedimento.

La decisione è stata deliberata dal direttore generale Luigi Fruscio, che nei provvedimenti sottolinea la gravità delle accuse e la reiterata violazione dei doveri di lealtà, correttezza e imparzialità nei confronti dell’azienda sanitaria.

Scandalo Asl Bari, tangenti per appalti. Il gup su Sciannimanico: “Spregiudicata con atteggiamento parassitario”

Un sistema corruttivo radicato, fatto di denaro, regali di lusso e favori in cambio di agevolazioni negli appalti pubblici. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza con cui il gup di Bari ha condannato a 4 anni e 6 mesi Concetta “Conny” Sciannimanico, ex funzionaria della Asl Bari, al centro di un’indagine basata su intercettazioni e videoriprese.

Secondo il Tribunale, all’interno dell’ente sanitario «era uso e costume avanzare pretese»: un meccanismo consolidato in cui tangenti e benefici venivano richiesti agli imprenditori in concomitanza con pagamenti, stati di avanzamento lavori o approvazioni di varianti progettuali, spesso predisposte dagli stessi appaltatori e poi avallate dalla funzionaria.

Sciannimanico è stata ritenuta protagonista di diversi episodi di corruzione, insieme ad altri dirigenti già condannati, e avrebbe ricevuto denaro, beni di lusso e utilità di vario genere: dai contanti (oltre 22mila euro trovati in casa) a borse firmate, lavori di ristrutturazione gratuiti e persino forniture alimentari per esigenze personali. Parte dei beni è stata confiscata, tra cui diverse borse di valore.

Il giudice ha evidenziato la «spregiudicatezza» dell’imputata e un «atteggiamento parassitario», sottolineando l’assenza di pentimento e il tentativo di giustificarsi richiamando un presunto clima maschilista all’interno dell’Asl.

Condannato anche un imprenditore coinvolto nel sistema corruttivo, mentre altri funzionari hanno già definito la propria posizione con patteggiamenti.

Scandalo Asl Bari, tangenti per appalti. Le sentenze: pene più alte per Sansolini, Iacobellis e Sciannimanico – NOMI

Il gup del Tribunale di Bari Valeria Isabella Valenzi ha condannato alla pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione l’ex funzionaria della Asl di Bari Concetta Sciannimanico, ritenuta responsabile di associazione per delinquere, in qualità di partecipe e non di organizzatrice come contestato dalla Procura, e di un episodio di corruzione.

La vicenda è quella relativa ad un presunto giro di tangenti nella Asl di Bari – pagate in denaro, regali e ristrutturazioni – in cambio di affidamenti e appalti, tra cui i lavori al reparto dei detenuti ricoverati nell’ospedale San Paolo e la ‘Casa della Salute’ di Giovinazzo.

Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, la giudice ha condannato l’altro imputato, Giuseppe Rucci, consulente di una società di prodotti medicali, alla pena di 3 anni di reclusione.

Nel processo si erano costituiti parti civili Regione Puglia e Asl di Bari, che gli imputati dovranno risarcire dei danni da quantificare in un procedimento civile.

Il gup ha inoltre disposto la restituzione all’imputata Sciannimanico di molte delle borse di lusso che le erano state sequestrate, avendo dimostrato la difesa, rappresentata dall’avvocato Gaetano Sassanelli, che erano state acquistate online, anche su siti di commercializzazione di oggetti usati, con redditi leciti.

È stato, infine, ratificato il patteggiamento degli altri otto imputati: 5 anni di reclusione, oltre multe e confische per i due ex funzionari Asl Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis; 3 anni per Paola Andriani, moglie di Iacobellis; fra i 3 anni e 8 mesi e i 2 anni e 6 mesi di reclusione per i cinque imprenditori coinvolti (Giovanni Crisanti, 3 anni e 8 mesi; Ignazio Gadaleta, 3 anni; Nicola Murgolo, 2 anni e 8 mesi; Nicola Minafra, 3 anni e 3 mesi; Cataldo Perrone, 2 anni e 6 mesi).3 anni e 8 mesi; Ignazio Gadaleta, 3 anni; Nicola Murgolo, 2 anni e 8 mesi; Nicola Minafra, 3 anni e 3 mesi; Cataldo Perrone, 2 anni e 6 mesi).

Scandalo Asl Bari, tangenti e borse di lusso in cambio di appalti: chiesti 4 anni e 4 mesi per Connie Sciannimanico

La procura di Bari ha chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione per la Concetta Sciannimanico, ex funzionaria dell’Asl di Bari accusata di associazione per delinquere e corruzione corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti alla Asl Bari. Chiesta anche una condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per l’imprenditore Giuseppe Rucci, anche lui accusato di corruzione.

Secondo quanto emerso dalle indagini gli imprenditori coinvolti, in cambio degli appalti avrebbero riconosciuto tangenti, borse di lusso ed eseguito ristrutturazioni delle case. Nel novembre 2024 furono emesse 10 misure di custodia cautelare. L’udienza davanti al gup Isabella Valenzi proseguirà il prossimo 9 dicembre.

Scandalo Asl Bari, Connie Sciannimanico fa mea culpa. Lady tangenti: “Sono divorata dalla vergogna”

“Ho ricevuto dazioni di denaro, sono divorata dalla vergogna e non potrò mai perdonarmi”. Questa è l’ammissione di Connie Sciannimanico, la funzionaria dell’Asl di Bari arrestata il 12 novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti truccati con l’accusa di associazione a delinquere.

Dopo Natale ha lasciato il carcere e si trova ora ai domiciliari, a casa dei genitori, dopo che il gip ha accolto l’istanza di revoca avanzata dalla difesa, avvalorata da un documento che attestava come le condizioni psicologiche della donna non fossero compatibili con la sua permanenza in carcere.

È stata sospesa dal lavoro e rischia di essere licenziata. Nella caserma dei carabinieri in cui viveva con il marito, durante la perquisizione di novembre, furono trovati 22mila euro in contanti e 17 borse tra Gucci, Prada e Vuitton. Dopo l’iniziale silenzio nel primo interrogatorio, ha messo per iscritto pensieri e pentimenti riconoscendo le proprie responsabilità. “Voglio liberarmi di un peso che ho dentro e non intendo più rimandare questo atto di dolore”, le parole riportate da La Repubblica.

“Le dazioni sono avvenute nei pressi della mia abitazione a Santo Spirito e nel mio ufficio all’interno del giubbotto – ha raccontato -. È iniziato senza che quasi me ne rendessi conto, essendo stata oggetto inizialmente di alcune regalie presentate come iniziative personali di chi voleva fornirmi attenzioni galanti. Sono cosciente che questo nulla toglie alla rilevanza penale di quanto accaduto”.

Scandalo Asl Bari, Sciannimanico lascia il carcere: ai domiciliari nell’alloggio di servizio del marito carabiniere

Concetta Sciannimanico, la funzionaria Asl arrestata il 12 novembre scorso nell’ambito dell’inchiesta sui presunti appalti truccati con l’accusa di associazione a delinquere, lascia il carcere e va ai domiciliari. Il gip ha accolto l’istanza di revoca avanzata dalla difesa, avvalorata da un documento che attestava come le condizioni psicologiche della donna non fossero compatibili con la sua permanenza in carcere. La donna si trova ora ai domiciliari nell’alloggio di servizio del marito, comandante della stazione dei carabinieri di Santo Spirito. A riportarlo è TgNorba.