Auto contro palo a Taranto, Sharon Bonillo muore a 19 anni: i familiari chiedono risarcimento di 1,5 milioni

I familiari (genitori, fratello, nonne e zia materna) di Sharon Bonillo, la 19enne morta dopo tre giorni di agonia in seguito all’incidente avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 marzo 2024 in via Mediterraneo a Taranto, hanno chiesto un risarcimento complessivo di oltre un milione e mezzo di euro.

Nel corso della seconda udienza i genitori si sono costituiti parti civili. A processo c’è la 34enne Marika Simonetti, la donna alla guida della Fiat 500 sulla quale viaggiava la giovane Sharon. L’accusa è di omicidio stradale, Simonetti ha chiesto di essere giudicata con il rito abbreviata.

Imputati anche tre dipendenti del Comune, due tecnici e la responsabile del servizio di manutenzione delle strade. La Fiat 500 quella notte viaggiava ad una velocità superiore a 100 chilometri all’ora con un limite massimo di 50. L’auto superò un’Opel Corsa senza rispettare la distanza laterale e la urtò, prima di finire fuori strada e schiantarsi conto un palo dell’Enel. Troppo gravi i traumi riportati dalla 19enne, deceduta in ospedale tre giorni dopo.

Il posizionamento del palo dell’Enel, a meno di due metri dalla strada e privo di protezione, secondo la Procura, rappresenta una concausa della morte della 19enne. La vittima e la conducente della Fiat 500 non si conoscevano, quella sera Sharon, dopo aver partecipato a una festa, accettò il passaggio per rientrare a casa.

 

Auto contro palo dell’Enel a Taranto, Sharon Bonillo muore a 19 anni: chiesto il rinvio a giudizio per 4 persone

Il pm Filomena Di Tursi della Procura di Taranto ha chiesto il rinvio a giudizio con l’ipotesi di reato di omicidio stradale per quattro persone coinvolte nello schianto stradale avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 marzo 2024 in via Mediterraneo a Taranto. In seguito all’incidente, dopo qualche giorno, morì la 19enne Sharon Bonillo.

Rinvio a giudizio per la conducente 34enne della Fiat 500 su cui viaggiava la vittima e per tre dipendenti del Comune, due tecnici e la responsabile del servizio di manutenzione delle strade. La prossima udienza è fissata al 4 novembre.

La Fiat 500 quella notte viaggiava ad una velocità superiore a 100 chilometri all’ora con un limite massimo di 50. L’auto superò un’Opel Corsa senza rispettare la distanza laterale e la urtò, prima di finire fuori strada e schiantarsi conto un palo dell’Enel. Troppo gravi i traumi riportati dalla 19enne, deceduta in ospedale tre giorni dopo.

Il posizionamento del palo dell’Enel, a meno di due metri dalla strada e privo di protezione, secondo la Procura, rappresenta una concausa della morte della 19enne. La vittima e la conducente della Fiat 500 non si conoscevano, quella sera Sharon, dopo aver partecipato a una festa, accettò il passaggio per rientrare a casa.

Tragedia a Taranto, Sharon Bonillo muore a 19 anni: 4 indagati per omicidio stradale. Tra loro l’amica alla guida

Sono quattro le persone iscritte nel registro degli indagati per l’incidente in cui perse la vita la 19enne Sharon Bonillo, in via Mediterraneo a Taranto, nella notte tra il 7 e l’8 marzo dell’anno scorso.

Si tratta della conducente di 33 anni della Fiat 500 su cui viaggiava Sharon con altre due amiche rimaste ferite, della responsabile del servizio manutenzione strade del Comune di Taranto e di due istruttori tecnici della Polizia Locale.

È stato emesso l’avviso di conclusione delle indagini, l’ipotesi di reato è omicidio stradale. Sharon morì dopo 3 giorni di agonia al Santissima Annunziata di Taranto.

Tragedia a Taranto, Sharon Bonillo muore a 19 anni: due indagati per omicidio stradale. Tra loro l’amica alla guida

Due persone sono state iscritte nel registro degli indagati dell’inchiesta aperta per fare chiarezza sulla morte di Sharon Bonillo, la 19enne deceduta dopo essere rimasta coinvolta, insieme a tre amiche, nell’incidente di via Mediterraneo la notte tra il 7 e l’8 marzo a Taranto. Sharon si trovava in coma all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto dopo il brutto incidente stradale, il suo cuore ha smesso di battere dopo tre giorni di agonia.

La 19enne si trovava a bordo di una Fiat 500 che si è schiantata contro un’Opel Corsa, prima di ribaltarsi e terminare la corsa contro un palo di cemento presente a bordo strada. Nel registro degli indagati è finita anche una sua amica, la conducente della Fiat 500, oltre al 32enne alla guida dell’Opel Corsa. Si indaga per omicidio colposo, ipotizzando violazioni del codice della strada alla base del grave incidente.