Bari, lotta all’evasione TARI: nel 2025 quasi 5mila utenze non iscritte. Mancano 7 milioni e 900mila euro

Questa mattina l’assessore al Bilancio e alla Fiscalità Locale Diego de Marzo e la dirigente della Ripartizione Tributi Rosalba Cirillo sono stati auditi dalla commissione consiliare Bilancio e Fiscalità locale per illustrare i risultati delle attività di contrasto all’evasione e alle irregolarità legate al mancato pagamento della TARI.

Un impegno a tutto campo, portato avanti dal Comune di Bari attraverso l’attività ordinaria condotta dagli uffici con l’incrocio sulle banche dati e rafforzato con l’ausilio del Nucleo ispettivo (ampliato lo scorso mese da 2 a 4 unità), istituito dall’attuale amministrazione con l’obiettivo di combattere l’evasione tributaria per garantire equità contributiva tra le diverse categorie di utenti.

A seguito dei controlli effettuati durante tutto l’anno in corso, al 30 novembre 2025 sono complessivamente 4.900 le utenze – tra domestiche e non domestiche – che non risultano iscritte alla TARI o che hanno presentato dichiarazioni infedeli, circostanza che comporta un accertamento complessivo di 7.900.000 euro (dei quali, come comunicato qualche settimana fa, 2.366.000 relativi alle attività specifiche del Nucleo Ispettivo) configurandosi a tutti gli effetti come un danno alla collettività. La regola comunitaria, infatti, prevede che il costo del servizio di igiene urbana debba essere posto a carico degli utenti, con il risultato che l’evasione determina un aumento diretto della TARI per cittadini e imprese regolari.

Gli uffici competenti, stanno quindi procedendo con la notifica degli avvisi di accertamento nei confronti delle utenze risultate inesistenti o irregolari e, in caso di mancato pagamento di quanto accertato, in ottemperanza alle previsioni del DPR 602 del ’73, gli stessi uffici proseguiranno con le azioni di riscossione coattiva, che contemplano pignoramenti e iscrizioni ipotecarie.

“La lotta all’evasione, come abbiamo detto dal primo giorno – spiega Diego De Marzo -, è un impegno qualificante della nostra amministrazione a garanzia dell’equità fiscale tra tutti i cittadini. Nel 2024 l’attività di accertamento da lotta all’evasione Tari aveva prodotto un risultato definitivo di 5.700.000 euro, oggi invece commentiamo positivamente un dato di gran lunga superiore, seppur non ancora definitivo, grazie a un grandissimo lavoro della ripartizione Tributi.

L’individuazione di omesse e infedeli dichiarazioni porta un doppio vantaggio: in primis amplia la platea dei contribuenti tra i quali viene ripartito il costo complessivo del servizio di igiene urbana e, a questo, si aggiunge che le riscossioni effettive saranno poi riportate nelle annualità successive in detrazione dal costo complessivo del servizio risultante dal PEF.

La strada è ancora lunga, ma siamo certi di essere nella direzione giusta, confidando sempre che l’elevato senso degli indispensabili controlli, abbinato agli strumenti agevolativi apportati dalle recenti riforme regolamentari per chi si mette spontaneamente in regola, porti sempre a maggiori risultati a beneficio dei cittadini baresi.

Ogni cittadino che adempie all’iscrizione spontaneamente, seppur in ritardo, rappresenta per noi un risultato ancora maggiore perché, oltre a portare un vantaggio in termini tributari per la collettività, raffigura un miglioramento del senso civico e, di conseguenza, dell’equità fiscale ”.

Tari a Bari, controllate 709 attività commerciali: irregolari quasi il 50%. Importo da recuperare di oltre 2 milioni

Nell’ambito delle attività condotte dal Nucleo Ispettivo Tributi con l’obiettivo di individuare soggetti non dichiarati, al 31 ottobre scorso sono 709 le utenze non domestiche baresi sottoposte a controllo. Le ispezioni, mirate a contrastare l’evasione e le irregolarità legate al mancato pagamento della TARI, hanno riguardato fin qui in particolare le attività commerciali caratterizzate da elevata superficie tassabile in metri quadri (e dunque anche ad alto volume di produzione rifiuti).

I sopralluoghi effettuati restituiscono un dato significativo, confermando l’importanza delle attività realizzate dal Nucleo: su 709 attività oggetto di controllo, infatti, ben 329 (il 46,5% del totale) non risultavano iscritte alla TARI.

L’iter, come previsto dalla Legge 147/2013, prevede la predisposizione e l’invio di un questionario alle attività controllate, cui viene offerta la possibilità di regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni dal rilievo, allegando il modulo di dichiarazione di iscrizione TARI debitamente compilato; per chi aderisce all’invito è previsto, come da Regolamento, un abbattimento della sanzione al 50%.

La mancata risposta al questionario comporta invece l’applicazione di una specifica sanzione amministrativa e, con l’accertamento d’ufficio, un aggravio delle sanzioni tributarie piene oltre che, in ogni caso, degli interessi.

Con riferimento alle 329 attività risultate irregolari, l’importo totale da recuperare tramite l’invio degli avvisi di accertamento ammonta a 2.366.000 euro, cifra comprensiva di sanzioni e interessi. Ad oggi risultano 109 le attività che hanno proceduto alla dichiarazione di iscrizione TARI; delle mancanti 220 attività, 145 sono state già accertate d’ufficio.

Si ricorda che l’istituzione del Nucleo Ispettivo Tributi è stata voluta dall’attuale amministrazione con l’obiettivo di garantire equità contributiva tra le diverse categorie di utenti, contrastando il fenomeno diffuso dell’evasione tributaria che incide direttamente sulla distribuzione del costo del servizio integrato rifiuti e, quindi, sull’imposta che tutti i cittadini sono chiamati a pagare. Chi non si iscrive alla TARI, infatti, fa ricadere i costi del suo servizio sui cittadini che invece pagano, in quanto la regola comunitaria prevede che il costo del servizio debba essere sopportato dagli utenti, con il risultato che l’evasione determina un aumento diretto della TARI per cittadini e imprese regolari.

Bari, via libera della giunta comunale: restano invariate le tariffe Tari nel 2025. Le novità sui rifiuti

Su proposta dell’assessore al Bilancio e alla Fiscalità locale, nei giorni scorsi la giunta ha approvato due delibere da trasmettere al Consiglio comunale, relative all’imposta sui rifiuti della città.

La prima riguarda la determinazione delle tariffe Tari 2025 che risultano confermate rispetto a quelle 2024 anche grazie a una serie di entrate che il Comune di Bari può prevedere a copertura del costo di gestione del servizio rifiuti.

Tra queste c’è sicuramente il contrasto all’evasione su cui, per le prossime annualità, l’amministrazione comunale sta continuando a programmare e rafforzare un’intensa attività finalizzata alla riscossione delle somme evase e all’individuazione delle utenze attualmente sconosciute e non presenti nella banca dati.

A tal riguardo, solo nel primo trimestre 2025 il Nucleo ispettivo, istituito dall’amministrazione comunale (attivo da gennaio 2025) per condurre verifiche fisiche sulle iscrizioni Tari presso le attività commerciali, ha eseguito controlli su 317 attività commerciali, con priorità a quelle con volumi elevati di produzione di rifiuti. Di queste sono risultate sconosciute alla banca dati Tari comunale ben 144 attività, che sono state invitate a regolarizzare la propria posizione attraverso la compilazione di un questionario a tal fine predisposto. Ad oggi si sono iscritte al registro 17 nuove attività mentre per le restanti 127 non sono scaduti ancora i termini di riscontro.

A questa attività si aggiunge l’azione di riscossione coattiva che ha l’obiettivo di incentivare il pagamento dei tributi comunali sia nella fase ordinaria sia in quella accertativa: nello stesso periodo di riferimento (gennaio – marzo 2025) sono state inviate 211 intimazioni di pagamento, che hanno prodotto 18 piani di rateizzazione, richiesti e concessi, per € 1.516.644,92 di crediti totali movimentati e € 871.741,51 già incassati, al netto delle somme relative alle rate non scadute dei piani di rateizzazione concessi.

La seconda delibera approvata dalla giunta comunale nella stessa seduta riguarda il nuovo Regolamento comunale per la disciplina della tassa sui rifiuti (Tari), che sarà sottoposto al Consiglio comunale entro il prossimo 30 aprile. Il nuovo regolamento recepisce l’esigenza di provvedere a una generale revisione e semplificazione attraverso una più efficace sequenza delle disposizioni e con l’inserimento di precisazioni o chiarimenti divenuti necessari alla luce delle criticità emerse durante le precedenti attività di riscossione. Un intervento ritenuto necessario al fine di migliorare i tempi di lavorazione, snellire le procedure connesse con la gestione, istruttoria e definizione delle istanze, secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa e, quindi, garantire certezza e chiarezza degli obblighi in capo ai contribuenti.

Sempre nel nuovo regolamento che a breve sarà discusso in Consiglio, grande attenzione è stata riservata al contrasto all’evasione fiscale intrapresa dall’amministrazione, che presuppone il passaggio da una logica meramente repressiva a una logica più collaborativa, preventiva, che incentiva il cosiddetto adempimento spontaneo.

A tal proposito, uno delle modifiche più importanti riguarda la “riduzione delle sanzioni per sproporzione”. Nello specifico, il Comune, in materia di sanzioni applicate ai tributi locali, ha la possibilità di disciplinare con regolamento la riduzione delle stesse, mediante l’introduzione di circostanze attenuanti al fine di incentivare gli adempimenti in capo ai contribuenti.

In particolare, rilevato che l’art. 7, comma 4, del D. Lgs. n. 472/1997 stabilisce che “Se concorrono circostanze che rendono manifesta la sproporzione tra violazione commessa e sanzione applicabile, questa è ridotta fino alla metà della misura prevista, sia essa fissa, proporzionale o variabile”, al fine di agevolare gli adempimenti spontanei, ancorché tardivi, il comma 5 dell’art. 30 del nuovo testo del Regolamento TARI del Comune di Bari prevede, in caso di presentazione volontaria seppur oltre i termini previsti, la riduzione della relativa sanzione alla metà, proprio con l’obiettivo di tener conto della condotta del contribuente e di valorizzare l’azione da lui svolta per attenuare le conseguenze della violazione commessa.

Un’altra modifica riguarda il bonus sociale rifiuti, per cui il Comune di Bari ha ritenuto di confermare le agevolazioni già previste dal vigente regolamento per le utenze domestiche che si trovino in una comprovata situazione di disagio economico, per le quali si definisce che le esenzioni previste operano comunque con riferimento alla quota parte Tari non coperta dal bonus sociale rifiuti governativo – con DPCM 21 gennaio 2025, n. 24 è stato emanato il provvedimento normativo che ha introdotto il nuovo sistema di agevolazione tariffaria a decorrere dal 1° gennaio 2025, quantificato l’agevolazione tariffaria in una riduzione del 25% della tassa sui rifiuti e individuato la platea dei beneficiari negli utenti domestici, nuclei familiari, per i quali l’ISEE non risulti superiore a € 9.530 (soglia elevata a € 20.000 limitatamente ai nuclei familiari con almeno quattro figli a carico).

In ultima istanza il nuovo regolamento osserva l’uscita parziale o totale dal servizio pubblico per le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani. Gli artt. 19-bis e 25 del vigente regolamento prevedono due differenti procedure per le utenze non domestiche che producono rifiuti urbani, le quali possono:

1. optare per l’uscita dal servizio pubblico, ottenendo in tal caso, previa dimostrazione dell’effettivo avvio al recupero di tutte le frazioni di rifiuti prodotti, la totale esenzione dalla corresponsione della parte variabile della tariffa (art. 19-bis);

2. conferire a soggetti privati alcune frazioni di rifiuti urbano per il successivo avvio al recupero o riciclo, ottenendo in tal caso una riduzione della parte variabile commisurata alla quota di rifiuti avviati a recupero o riciclo.

Allo stato attuale le due procedure prevedono differenti modalità di accesso all’agevolazione (la prima deve essere richiesta entro il 30 giugno dell’anno precedente, la seconda non richiede una preliminare comunicazione all’ente e al gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti) e diverse tempistiche per la rendicontazione (entro il 20 febbraio dell’anno successivo la prima ed entro il 30 giugno dell’anno successivo la seconda). Nel nuovo regolamento, invece, le due situazioni sono riconducibili a un’unica fattispecie che può prevedere una differente gradualità in considerazione della percentuale di rifiuti avviati a riciclo o recupero, uniformando le procedure di comunicazione al Comune.

“Con la riduzione delle sanzioni per sproporzione prevista nel nuovo regolamento Tari – commenta l’assessore al Bilancio e alla Fiscalità locale -, rafforziamo il principio di fiducia e dialogo collaborativo con i contribuenti che stiamo portando avanti sin dall’insediamento della nuova amministrazione, secondo una visione moderna del rapporto tributario. L’impattante riduzione delle sanzioni alla metà vuole in modo evidente tener conto della condotta del contribuente che, seppur oltre i termini previsti, decida spontaneamente di mettersi in regola.

Contestualmente scoraggiamo ogni tentativo di evasione fiscale rafforzando i nostri controlli attraverso il Nucleo Ispettivo che inizia a produrre i suoi frutti proprio per quanto riguarda l’emersione di utenze totalmente sconosciute in banca dati Tari, fenomeno che non possiamo in alcun modo permetterci. Un’attività di primaria importanza, volta proprio a garantire quel principio di maggiore equità tra i contribuenti che è uno degli obiettivi di questa amministrazione”.

Bari, il Comune avvio progetto per ridurre l’evasione della TARI da parte dei nuovi residenti: le info

Su proposta della vicesindaca e assessora ai Servizi demografici Giovanna Iacovone, la giunta comunale ha approvato ieri il progetto “Nuovi cittadini 2024/2026”, finalizzato a ridurre l’evasione relativa alla TARI affiancando all’attività ordinaria di accertamento e riscossione, un ulteriore approccio di natura preventiva, grazie alla collaborazione trasversale della ripartizione Servizi demografici e della ripartizione Tributi. Il Comune di Bari, annualmente, è interessato dall’iscrizione di circa 5.000 nuovi cittadini (3.500 famiglie) che, provenendo da altri Comuni o dall’estero, decidono di trasferire a Bari la propria dimora abituale.

Tale circostanza comporta che i nuovi cittadini debbano, da un lato, presentare dichiarazione di residenza all’Ufficio Anagrafe entro venti giorni dalla data di trasferimento (come previsto all’art. 13 del DPR n. 223/1989), dall’altro, presentare denuncia per il pagamento della TARI entro il primo giorno del quarto mese successivo alla data di inizio del possesso, occupazione o detenzione dell’immobile assoggettabile al tributo (ai sensi degli artt. 29 e 30 del vigente regolamento TARI del Comune di Bari).

Tuttavia, dall’incrocio della banca dati TARI con il dataset delle iscrizioni di famiglie provenienti da altri Comuni o dall’estero, è emerso che ogni anno, a ridosso della scadenza fissata, soltanto un terzo delle famiglie interessate presenta spontaneamente regolare denuncia TARI. Si tratta dunque di un fenomeno che comporta la creazione di nuove sacche di potenziale evasione e che l’amministrazione intende affrontare con la realizzazione del progetto obiettivo, approvato ieri dalla giunta per favorire l’adempimento degli obblighi contributivi da parte dei nuovi cittadini baresi.

“Il progetto Nuovi cittadini – spiega Giovanna Iacovone – è il frutto di un impegno interdisciplinare che abbiamo voluto mettere in campo per provare a colmare il mancato introito della Tari che nella nostra città, come in molte altre, si aggira annualmente intorno al 30%. Un dato significativo che, se in parte è da ascriversi alla mancata volontà dei nuovi baresi di ottemperare agli obblighi contributivi, in parte dipende dalle banche dati di cui disponiamo, non sempre aggiornate e allineate.

Grazie a questo progetto, quindi, potremo implementare le attività intersettoriali attraverso l’incrocio dei dati anagrafici dei nuovi iscritti con il database delle denunce TARI e aggiornare la banca dati TARI con le informazioni anagrafiche e catastali rivenienti dalle nuove denunce, realizzando al contempo un’azione di moral suasion sui nuovi cittadini da affidare a una campagna di comunicazione ad hoc e a un sistema informativo e di supporto dedicato. Conoscere con esattezza l’ammontare complessivo delle denunce attese, individuare ogni mancata denuncia e prevenire ogni tentativo di evasione tributaria sono gli output attesi del progetto, per il quale ringrazio l’assessore De Marzo e il personale delle due ripartizioni coinvolte.

Il recupero dell’evasione è non solo un atto dovuto ma anche un’azione di equità nei confronti della stragrande maggioranza dei cittadini baresi che ottempera ai propri doveri e che deve poter contare su servizi pubblici adeguati ed efficienti. Se pensiamo che nel 2021 su 66 milioni attesi per la TARI ne sono stati incassati 47, è facile capire come le sacche di evasione rappresentino a tuti gli effetti un danno per la comunità amministrata”.

“Si tratta di un progetto importantissimo per la nostra città – commenta l’assessore al Bilancio e Fiscalità locale Diego de Marzo -. Abbiamo iniziato sin da subito un lavoro complesso e delicato sulla lotta all’evasione fiscale creando sinergie con un apposito gruppo di lavoro. Il progetto Nuovi cittadini e il conseguente incrocio delle banche dati tra Tributi e Servizi demografici rappresenta un altro importantissimo passo avanti che sarà effettuato proprio per aumentare la capacità di riscossione dell’ente, obiettivo che rappresenta un pilastro per il presente e il futuro di ogni amministrazione”.

Nel dettaglio il progetto Nuovi cittadini prevede che, per accrescere la propensione al pagamento della TARI da parte dei nuovi contribuenti, si proceda sia con l’espletamento della regolare attività di accertamento e riscossione, unitamente a una corretta attività di programmazione e di controllo, sia con un “input autorevole” da parte dell’ente che possa persuadere i nuovi cittadini del valore etico dell’adempimento tributario, inducendoli al comportamento atteso.

A tal fine sarà promossa una campagna di comunicazione in grado di far leva sul sentimento di solidarietà sociale ed economica, coerentemente con il dettato costituzionale, e sarà attivato un servizio di invio di specifici messaggi/avvisi al contribuente, una sorta di reminder da veicolare grazie all’impiego di strumenti smart e ormai familiari ai più quali mail e notifiche tramite AppIO.

Contestualmente sarà necessario che all’interno dell’ente si costituisca un coordinamento intersettoriale tra le due ripartizioni comunali interessate, tanto con riferimento alle rispettive basi informative quanto alle competenze e conoscenze verticali degli addetti delle due strutture, in modo che il Comune di Bari disponga di dati aggiornati e allineati alla reale situazione anagrafica e catastale, aumentando così la propria capacità di riscossione complessiva.

Nelle attività progettuali saranno coinvolti 4 dipendenti della ripartizione Servizi Demografici (a cui si aggiungono due PoEQ – posizioni di elevata qualificazione della stessa ripartizione, con compiti di coordinamento e monitoraggio) e 11 dipendenti della ripartizione Tributi (a cui si aggiunge la PoEQ Tari, con compiti di coordinamento e monitoraggio).

Stangata sulla Tari a Bari, aumento del 13,3%: tutte le info. Come ottenere le agevolazioni

Ieri mattina il Consiglio comunale ha approvato la delibera con la quale si procede alla presa d’atto della determina Ager n. 177 del 13/06/2024 di validazione del nuovo PEF (Piano economico finanziario) 2024_2025 per il Comune di Bari e la conseguente determinazione delle tariffe Tari (tassa rifiuti) per il 2024. Il nuovo PEF si è adeguato al Metodo Tariffario (MTR2) per il secondo periodo regolatorio 2022/2025, come approvato da ARERA – Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, che ha funzioni di regolazione e controllo in materia di rifiuti urbani. Il Metodo Tariffario è finalizzato all’applicazione del principio comunitario secondo cui i costi del servizio di gestione devono essere posti a carico degli utenti. L’introduzione del nuovo Metodo ha comportato un aumento dei costi per la maggior parte dei Comuni italiani. A tale aumento fisiologico, per la grande parte dei Comuni pugliesi, si è aggiunto l’effetto di due recenti sentenze del TAR Lombardia e del Consiglio di Stato, che hanno sancito l’obbligo di aggiornare i corrispettivi per l’uso degli impianti di trattamento all’andamento dell’inflazione; aggiornamento che ARERA e Regione Puglia avevano sospeso per i cosiddetti “impianti minimi”, con delibere annullate dalle sentenze richiamate.

Pertanto, ai fini dell’adeguamento monetario delle tariffe per gli anni 2024 e 2025, occorre applicare i seguenti tassi di inflazione: per il 2023 il 4,5% e per il 2024 l’8,8%, per un totale, nel biennio, del 13,3%. Tali incrementi hanno spinto l’Autorità a individuare l’innalzamento del limite massimo alla crescita delle tariffe nella misura del 9,6% in ciascuna annualità (2024 e 2025). A ciò si aggiunge che l’economia mondiale, dopo l’emergenza sanitaria degli anni 2020 e 2021, ha vissuto un ulteriore periodo di crisi dovuto all’incremento dei prezzi dell’energia, venutosi ad aggravare dopo lo scoppio del conflitto russo-ucraino del 24 febbraio 2022; se sul fronte dei prezzi energetici il percorso di rientro dai livelli del tutto anomali del 2022 si è reso evidente, l’aggravarsi delle vicende belliche a causa del conflitto arabo-israeliano iniziato il 7 ottobre 2023 ha avuto conseguenze economiche importanti, con aumenti generalizzati dei prezzi dei beni e servizi e dei tassi di interesse.

Ciò ha determinato che il Piano Economico finanziario, per l’anno 2024, compreso nell’aggiornamento biennale 2024-2025 che l’AGER ha validato, evidenzia costi complessivi pari a 78.884.918 euro, a cui sono state sottratte le detrazioni previste pari a euro 2.318.216, definendo così l’ammontare totale del costo del servizio da coprire con tariffa TARI in 76.566.701 euro, così suddivisi: 49.044.713 euro per la tariffa a componente variabile, 27.521.988 per la tariffa a componente fissa.

Alle tariffe ordinarie saranno applicate le agevolazioni previste dal Comune di Bari secondo le seguenti casistiche:
· esenzione per famiglie con numero di componenti maggiore o uguale a 6 con valore ISEE minore o uguale a 25.000 euro;
· esenzione totale per quei nuclei con ISEE minore o uguale 5.000 euro;
· esenzione per ultraottantenni con ISEE minore o uguale a 10.000 euro;
· riduzione del 20% della quota variabile, per i nuclei composti da un unico occupante;
· riduzione del 20% per i nuclei familiari con ISEE minore o uguale a 8.000 euro;
· riduzione del 30% della quota variabile per le utenze site in quartieri che hanno superato il 65% di raccolta differenziata

Spese per l’igiene urbana e TARI, scende in campo l’AGER Puglia: 2 milioni di euro ai Comuni più “virtuosi”

Il Comitato dei Delegati di AGER ha stanziato in favore dei Comuni “virtuosi” 2 milioni di euro per abbassare i costi dei servizi di igiene urbana e concorrere ad attenuare il peso della TARI sui cittadini. Lo ha deciso il Comitato dei Delegati dell’Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti con la Delibera n. 6 del 24 aprile, che ha destinato tali risorse attingendo dal “Fondo d’ambito di incentivazione alla prevenzione e riduzione dei rifiuti”, alimentato da una quota del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi ex art. 3 della L. 549/95 (c.d. “ecotassa”) che la Regione Puglia versa annualmente ad AGER. Tali risorse, coerentemente con le norme che le regolano, verranno impiegate per consentire di ridurre il costo del servizio di igiene urbana degli utenti dei comuni: che nel 2022 hanno prodotto quantitativi di rifiuti pro-capite non inviati a riciclaggio inferiori al 70 per cento della media regionale registrata; che nel 2022 hanno raggiunto obiettivi di raccolta differenziata maggiori al 65%. Le somme, calcolate progressivamente secondo i parametri sopra citati, verranno versate direttamente alle Amministrazioni Comunali, che sono titolari per legge del servizio di igiene urbana, le quali potranno utilizzarle anche per diminuire in misura corrispondente l’ammontare della TARI. L

La Presidente del Comitato dei Delegati di AGER, Fiorenza Pascazio, dichiara: “In un momento in cui tutti i costi dei servizi sono aumentati a causa di eventi al di sopra della portata dei Sindaci, AGER ha voluto fare un gesto concreto per intervenire in favore delle Amministrazioni Comunali, che con queste somme potranno diminuire in maniera corrispondente il costo del proprio servizio di igiene urbana. E questo vuol dire alleggerire in misura proporzionale l’impegno che pesa sulle tasche dei cittadini”. “Ovviamente – continua la Presidente Pascazio – tale finanziamento potrà essere riconosciuto a due condizioni: che nel 2022 il Comune abbia hanno prodotto quantitativi di rifiuti pro-capite non destinati ad essere riciclati inferiori al 70 per cento della media regionale e che abbia raggiunto almeno il 65% di percentuale di raccolta differenziata. In tal modo vengono premiati concretamente i comportamenti dei cittadini più virtuosi e attenti nel fare la raccolta differenziata”. Nella prossima settimana gli uffici di AGER termineranno i calcoli per la ripartizione del contributo ed inizieranno a liquidare, secondo i criteri citati, i 2 milioni di euro tra tutti i Comuni pugliesi.