Terminal bus a Bari, l’apertura slitta a giugno: lavori quasi finiti ma resta da scogliere il nodo tariffe

Slitta a giugno l’apertura del Terminal bus di Bari. All’appello mancano solo gli ultimi lavori e nella giornata di ieri si è tenuto un incontro a Palazzo di Città con la partecipazione del sindaco Vito Leccese, l’assessore a Lavori pubblici Domenico Scaramuzzi, l’ad di Ferrovie dello Stato Park Andrea Destro e i vari rappresentanti delle aziende pubbliche e private che gestiscono il servizio di trasporto extraurbano.

Al centro dell’incontro le tariffe delle sosta per i pullman, cioè quanto dovranno versare gli operatori per la sosta e il transito giornaliero dei loro mezzi. “I maggiori costi non siano scaricati sui passeggeri e sulle tariffe dei biglietti, il diritto alla mobilità è essenziale”, ha precisato il sindaco Leccese nell’incontro.

È per questo previsto un tavolo con Regione Puglia e Città Metropolitana dove le società cercheranno un sostegno economico almeno nella prima fase di avvio del terminal. Un altro tavolo sarà poi aperto invece con Fs Park che ha presentato il suo piano di gestione.

Sta di fatto che le aziende che gestiscono il servizio di trasporto extraurbano dovranno a giugno essere tutte pronte a spostarsi nella struttura, non sostando più né su via Capruzzi, né in Largo Ciaia.

Il progetto del Terminal Bus si estende su una superficie di circa7.500 metri quadrati. All’interno 18 stalli per i pullman delle linee extraurbane mentre un altro sarà utilizzato per la discesa dei passeggeri. Previsto un percorso per i pendolari realizzato sul marciapiede in via Capruzzi e protetto da una pensilina. All’interno del Terminal anche  tre chioschi. Uno sarà adibito a vano tecnico, l’altro sarà destinato agli autisti e nel terzo troveranno spazio tre locali commerciali, l’ufficio controllo accessi e i servizi igienici per i viaggiatori.

Bari, dal 2024 aumentano le tariffe del Polipark. La delusione di medici e studenti: “Siamo mortificati”

Da un euro ad un massimo di 2,50 euro giornalieri, compreso l’utilizzo delle navette. Dal 1° gennaio le tariffe del Polipark, il Park&ride situato nei pressi del Policlinico di Bari, aumenteranno. Ad oggi, fino al 31 dicembre, la tariffa giornaliera è di un euro: la stessa cifra sarà valida dal nuovo anno ma solo per le prime due ore, poi aumenterà di 50 centesimi all’ora fino ad un massimo di 2,50. I medici, tra cui molti specializzandi, hanno inviato una lettera al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al sindaco di Bari, Antonio Decaro, ai vertici Amtab, del Policlinico e della scuola di Medicina dell’Università di Bari.

“Scriviamo dopo aver appreso dell’ennesima, mortificante scelta, che impatta ancora una volta economicamente in prima istanza proprio su tutti gli operatori che, a ogni livello, ogni giorno prestano servizio all’interno del Policlinico utilizzando il Polipark come strumento di parcheggio. Per i dipendenti o frequentatori assidui le tariffe arriveranno a 2,50 euro al giorno, con un incremento superiore al 120 per cento, per un totale di circa 60 euro mensili per ciascuno specializzando (o dipendente, se per questo) da corrispondere per il parcheggio, già intasato dalle prime ore del mattino – si legge nelle lettera -. Questa decisione, alla quale vi saranno motivazioni che non analizziamo per mancanza di competenza in merito, è un ulteriore flagello che si abbatte sul già mortificante stato dei giovani medici (e degli studenti tutti) – continuano i componenti della consulta – per non parlare poi del significato economico per pazienti che devono sovente recarsi, privi di autorizzazione per l’ingresso, presso il Policlinico. Potrebbe sembrare un’inezia, assolutamente così non è. Studenti, specializzandi e persino i dipendenti del Policlinico e dell’Università non hanno alcuna convenzione agevolata rispetto ai costi su base giornaliera o mensile, e rappresentano i principali fruitori del parcheggio Polipark, essendo sostanzialmente azzerata qualsivoglia possibilità di trovar parcheggi alternativi in zona, peraltro martoriata negli ultimi 13 mesi da infiniti lavori che ne hanno significativamente complicato la mobilità, specie in uscita. Auspichiamo che questo nostro grido venga colto dalle associazioni degli studenti, nonché dalle rappresentanze sindacali di ciascuna categoria coinvolta, senza cadere nel nulla. Prendiamo atto con enorme tristezza dell’ennesimo gesto di mancanza di rispetto verso gli universitari, in una città che di universitario è più che evidente non voglia avere un bel nulla, verso i giovani, ma anche verso i futuri medici e professionisti sanitari, che a meno di un solerte intervento da parte vostra, capaci di fare la differenza, ancora una volta emetteranno un grido di aiuto che rimarrà inascoltato”.