Serie B, Juve Stabia-Bari 0-0: denti stretti al Romeo Menti ma offensività inesistente. Punto d’oro

Finisce 0-0 il recupero della 10^giornata di campionato tra Juve Stabia e Bari. Le vespe non riescono ad accaparrarsi la vittoria ed il punticino guadagnato dai pugliesi fa più che comodo. E’ un Bari sofferente quello visto allo Stadio Romeo Monti. La squadra del neo allenatore Vincenzo Vivarini stringe i denti ma non li affonda mai. Ancora troppi errori nelle retrovie e poca fantasia nelle zone anteriori. Il cinismo è una caratteristica che non appartiene alla compagine pugliese.

Il primo tempo è evanescente. Zero tiri nello specchio della porta di Confente. Il Bari impronta la prima parte della gara adottando un approccio difensivo più che offensivo. Gli ospiti vengono circoscritti nella propria metà campo da una Juve Stabia fisica ed intrepida.  Due le reti annullate per i padroni di casa. La prima al 27′ in seguito ad un fallo commesso ai danni di Dickmann. La seconda al 38′ per via del fuorigioco di Correia. In entrambi i casi il reparto difensivo biancorosso appare dormiente. Dorval e Nikolaou dimenticano di marcare Gabrielloni e compagni lasciandoli liberi di operare dinanzi all’area di Cerofolini. Rapidi nei fraseggi ed ancor più nelle verticalizzazioni. La squadra di Ignazio Abate crea con sfrontatezza.

Ripresa dal medesimo canovaccio in quel di Castellammare di Stabia. A vantaggio del Bari un’unica occasione pericolosa. Artefice Matthias Verreth. Il biancorosso su calcio di punizione si consolida come miglior battitore facendo terminare il tiro di poco lontano dal primo palo coperto dal portiere avversario. Per le vespe un palo colpito su deviazione al suolo da Nicola Mosti.

L’aspetto positivo di una gara priva di colore e fantasia è che nel complesso la squadra pugliese appare unita, aspetto non irrilevante considerando l’esonero vissuto e le polemiche divampate nel corso degli ultimi giorni a causa degli episodi avvenuti nell’aereo di ritorno da Pisa a Bari. Occorrerà attendere prima di iniziare a riscontrare i reali effetti del lavoro svolto del nuovo tecnico ma il campionato di Serie B non aspetta e non fa sconti. Con il punto guadagnato il Bari si piazza in sedicesima posizione a quota quattordici punti tra Mantova (14) e Sudtirol (13).

Prossimo impegno per i biancorossi il match casalingo contro il Pescara in programma l’8 dicembre alle ore 17:15. Incontro per cui è stata già dichiarata la diserzione da parte del tifo organizzato come segno di protesta nei confronti della società.

Foto: SSC Bari

Ssc Bari, Vivarini: “Momento difficile ai giocatori manca il fuoco”. Magalini sull’aereo gate: “Fatta pubblicità”

Voce al tecnico Vincenzo Vivarini. Si è da poco conclusa la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore biancorosso. Al suo fianco non il Presidente Luigi De Laurentiis, come ci si sarebbe aspettato, ma i Direttori Sportivi Giuseppe Magalini e Valerio Di Cesare. Ancora una volta LDL supera l’ostacolo non presenziando ad una conferenza tanto importante quanto delicata visto e considerato il periodo sportivo che il Bari sta vivendo. Tante le tematiche affrontate: dal rendimento di una squadra mal costruita, al deludente esordio in panchina in quel di Empoli fino all’aereo-gate.

Ringraziamenti ad inizio conferenza rivolti all’ex tecnico biancorosso Fabio Caserta ed al suo Staff per la professionalità dimostrata sino all’ultimo giorno di lavoro. Messi da parte i saluti l’attenzione si è focalizzata sul progetto di Vivarini: “Il richiamo del Bari si è fatto sentire. Vorrei portare entusiasmo, risultati. È importante fare bene. In questo momento so che è difficile ma adesso ci si butta nel lavoro e speriamo di uscire subito da questa situazione”.

Tempo ridotto per lavorare e partite in successione, dapprima la Juve Stabia poi il Pescara tra le mura amiche del San Nicola: “Ci siamo buttati in questa avventura – ha dichiarato Vivarini- consapevoli anche di queste difficoltà. Le criticità di questa squadra le abbiamo messe in evidenza ed ora dobbiamo solo continuare a lavorare”. 

Salva i primi quaranta minuti ad Empoli il nuovo tecnico biancorosso che considera quest’ultimi come un trampolino di lancio per le prossime prestazioni del Bari. Focus principale sul quale andare a lavorare la fase di non possesso: Bisogna avere la coscienza di capire chi hai di fronte. In quei quaranta minuti la squadra ha tenuto bene ed ha messo in atto ciò che c’eravamo detti nei giorni precedenti”.

Dopo ciò, un blackout generale dove la squadra pugliese ha abbandonato gli ormeggi: Io vorrei portare benzina – ha concluso Vivarini- per accendere il fuoco di questi giocatori che ahimè ora non c’è”. Non son tutte rose peró in conferenza stampa ed arriva anche il turno dei Direttori Sportivi che affermano di aver scelto il profilo del nuovo tecnico sulla base delle caratteristiche di gioco della squadra da loro costruita.

Fondamentale il mea culpa di Valerio Di Cesare sulla modalità di espressione utilizzata nel post partita di Empoli-Bari dove ha risposto alle domande del giornalista Michele Salomone con un linguaggio colorito e non consono alla sua professione: “Avrò sbagliato i modi nell’esprimere il mio concetto ma capite bene che è emerso tutto il dispiacere che provavo in quel momento e poi non penso di aver leso il giornalista. Il mio sfogo non era contro di lui”.

Di linea differente l’approccio del DS Magalini che ha percepito nelle parole del giornalista un analisi e non una domanda.  Circa la brutta immagine consegnata al panorama sportivo ed avvenuta nelle mura del velivolo diretto da Pisa a Bari: “È stata fatta pubblicità – ha esordito Magalini- a quanto avvenuto. In separata sede abbiamo preso i nostri provvedimenti”. Confermato il duo Magalini-Di Cesare anche per il prossimo mercato. I direttori sportivi hanno dichiarato di non aver percepito, da parte della società, avvisaglie circa un possibile esonero. Sarà la scelta giusta?

 

Foto: SSC Bari

SSC Bari, calci in aereo tra un tifoso e Bellomo: “Comunque sia andata società inadeguata”

Così non si può andare avanti. Questa è certezza nella piazza di Bari dove urge uno scossone per invertire la rotta e tornare a sperare in una salvezza tranquilla. Dopo la partita contro l’Empoli un vortice ha colpito società e tifoseria.

Nelle ore successive alla disfatta biancorossa avvenuta allo “Stadio Carlo Castellani Computer Gross Arena” gli animi si sono accesi e la situazione in aeroporto, e successivamente sul velivolo di linea, é diventata incandescente.

Tra provocazioni e reazioni, parapiglia e attimi di forte tensione è andato in scena uno spettacolo non degno del panorama sportivo. Protagonisti il giocatore del Bari, Nicola Bellomo, ed un sostenitore biancorosso.

Tante le versioni circolate sul web nel corso dei giorni successivi. C’è stato anche il riscontro da parte del tesserato della SSC Bari che ha chiarito la propria posizione tramite i canali social: “Mi spiace molto leggere commenti e accuse legate a quanto successo ieri sera al momento del rientro in aereo per Bari – ha esordito nella giornata di domenica – Stiamo vivendo un periodo difficile e delicato per tutti, capisco e accetto le critiche, anche pesanti, come sempre fatto, ma quello che non posso accettare è ricevere minacce e provocazioni oltre ad un tentativo di aggressione fisica, ed essere addirittura accusato di essere stato io ad ‘aggredire’ un tifoso”. Tra i presenti anche la nostra Claudia.

Bellomo e Partipilo a confronto con i capi ultras: chiarimenti dopo Empoli-Bari

Allenamento all’antistadio per il Bari di Vincenzo Vivarini. Dopo l’amara sconfitta rimediata in quel di Empoli i biancorossi sono tornato a lavoro nella giornata di ieri. Non solo delusione e tristezza per una partita da dimenticare ma anche tanto clamore mediatico per gli episodi accaduti. Due i palcoscenici: lo stadio, durante la partita, e l’aeroporto di Pisa, nel post gara.

Se al Carlo Castellani Computer Gross Arena si erano palesati i malumori della tifoseria nei riguardi dell’atteggiamento superficiale mostrato nella fase di riscaldamento dai baresi Nicola Bellomo ed Anthony Partipilo in aereo, prima di partire per il ritorno a Bari, la situazione è precipitata dopo alcune battute tra un tifoso ed i giocatori.

Il tifo organizzato non ha visto di buon occhio l’accaduto e nel pomeriggio di oggi si è recato all’antistadio. I rappresentanti degli ultras sono stati protagonisti di un confronto civile con i due giocatori ai quali parrebbe essere stato richiesto un atteggiamento propositivo ed un senso di responsabilità maggiore rispetto ai compagni di squadra in virtù della loro provenienza dal capoluogo pugliese nonché della loro carriera nata e sviluppata nel settore giovanile della società. Il cambio di rotta dev’essere subito messo in atto, altrimenti non ci sarà più nulla su cui dover dibattere.

Empoli-Bari 5-0, nessun effetto Vivarini: figuraccia al Castellani, era tutta colpa di Caserta?

Imbarcata totale allo Stadio Carlo Castellani Computer Gross Arena per il Bari. La quattordicesima giornata di campionato in quel di Empoli mostra solo dolori per i settecento tifosi accorsi. I biancorossi reduci da un cambio in panchina, Vivarini al posto dell’ex Caserta, hanno rimediando un’altra sconfitta dopo il match casalingo contro il Frosinone. 5-0 un risultato tanto netto quanto imbarazzante per delle prestazioni che si fanno fatica a commentare. A segno Guarino 45′ + 2′, Shpendi S. 52′, Yepes 66′, Pellegri 89′, Ceesay 90’+ 1′.

Un Bari che aveva impattato in maniera positiva la partita districandosi nei minuti iniziali di gioco a suon di proposte e creatività ha ben presto ceduto il passo al classico canovaccio piatto e sterile. L’Empoli si lascia trascinare nella rete degli inganni per quasi tutta la totalità del primo tempo. Dal 44′ in poi drastica inversione di rotta per la squadra guidata da Dionisi. Ci pensa il molfettese Gabriele Guarino al 45′ + 2′ a rispedire le squadre negli spogliatoi.

La ripresa è gagliarda e veemente per i padroni di casa che aprono le danze al 52′ con la rete di Steven Shpendi. Le retrovie del Bari si dimenticano del numero undici e segna di piattone nella rete di Cerofolini. Gli azzurri non si placano e continuano imperterriti ad attaccare i biancorossi. A distanza di dieci minuti Yepes sigla il 3-0. Caput dei biancorossi e discesa libera alla volta di un disastro calcistico. La difesa degli ospiti si sgretola e la certezza Cerofolini vacilla. Chiudono il match le reti di Pellegri all’89’ e Ceesay. Era tutta colpa di Caserta o di una squadra mal costruita?

Il Bari visto sino ad ora ha lasciato poca luce e tante ombre. La squadra allestita dai DS, Magalini e Di Cesare, ha dimostrato di essere in un periodo di totale blackout dal quale occorrerà uscire il prima possibile per evitare la retrocessione. Un reparto difensivo imbarazzante commette una serie di scivoloni che peggiorano di partita in partita non lasciando presagire nulla di positivo all’orizzonte.

Foto: SSC Bari

Il Bari crolla, la Nord non ci sta. Striscioni e contestazione al San Nicola: “Via Magalini e Caserta”

La piazza reclama. Il tifo organizzato nella serata di ieri, domenica 23 novembre, ha lanciato un ennesimo messaggio alla società. Due gli striscioni affissi all’esterno dello stadio San Nicola in cui si chiedono i saluti del DS Magalini e del tecnico biancorosso Fabio Caserta. A loro sembrerebbero essere imputate le principali colpe di una squadra costruita male e disposta in campo anche peggio.

Nelle ore successive alla sconfitta rimediata dal Bari contro la squadra di Alvini la società si è trincerata dietro un silenzio assordante. Nulla di nuovo rispetto a quanto sino ad ora si è riscontrato ma parrebbero esserci stati dei confronti fra l’entourage di LDL e la Filmauro circa le linee guida da dover seguire per far sbrogliare la matassa Bari.

Difatti il club dovrà tornare a galla quanto prima per evitare come risultato finale dell’annata la perdita della categoria. Non si può più temporeggiare o consegnare nelle mani del Fato la scelta ultima. E’ giunto il momento di prendere delle decisioni e dal punto di vista del tifo organizzato il messaggio lanciato è chiaro.

Ad avallare la posizione intrapresa da quest’ultimi una data: 8 dicembre. In questa giornata parrebbe essere prevista la contestazione degli ultras tra le vie della città. Il “dentro o fuori” sembrerebbe essere più vicino che mai. La società non può più rimanere nell’ombra. Occorrerà esprimersi sia per blindare la posizione del tecnico, qualora si riconfermasse la scelta, sia per motivare la nuova linea intrapresa. Dalla clessidra è oramai caduto l’ultimo granello di sabbia.

Serie B, Bari-Frosinone 2-3: bottino d’oro per i gialloblù, pugliesi troppo vulnerabili

Pugliesi sconfitti nella tredicesima giornata di campionato. 2-3 per il Frosinone di Alvini in una partita ricca di colpi di scena. A segno Raimondo 12′, Verreth 21′, Bracaglia 27′, Ghedjemis 42′, Castrovilli 45′ + 3′. Scintille sin dai primi rintocchi per le due squadre. Monterisi apre le danze al 2′ con un colpo di testa sugli sviluppi di una punizione laterale. Gytkjaer risponde con una zampata su cross di Pagano. I biancorossi attaccano e trovano la rete, annullata per fuorigioco, all’8′ con Pagano su rinvio di Cerofolini. La squadra di Alvini fa della fase offensiva la sua miglior arma.

Al 12′ sblocca la partita con il gol di testa di Raimondo servito da un abile Monterisi che sugli sviluppi dell’azione riesce a tenere il pallone in gioco con l’esterno servendo così il compagno di squadra. Il Bari accusa il colpo. Le retrovie biancorosse diventano le protagoniste, strano a dirsi, di un clamoroso errore su costruzione dal basso. Questo un clichè considerando che i pugliesi peccano principalmente nel reparto difensivo ancora troppo fragile e lacunoso per poter reggere pressioni costanti. Al 21′ la rete del pareggio. Ci pensa Matthias Verreth che segna su calcio di punizione come un pittore che dipinge la tela. Sguardo rivolto verso il cielo e cuore colmo di emozione per il belga.

I gialloblù non si arrendono, anzi. Al 27′ Calò batte un velenoso calcio di punizione e Bracaglia firma la rete del sorpasso. Gli uomini di Alvini non considerano la partita chiusa ed attaccano i padroni senza sosta. Nell’ultimo quarto d’ora il Bari incassa concedendo agli ospiti la terza rete con Ghedjemis di sinistro. In pieno recupero Castrovilli delizia il San Nicola con una delle sue prodezze. Il pugliese attacca dapprima la profondità e dopo la porta difesa da Palmisani che nulla può sul gol prepotente del 2-3. Un solo tiro in porta nella ripresa per la squadra di Caserta che lascia giocare a tutto campo i gialloblù.  Prossimo impegno in trasferta per il Bari. Sabato 29/11 i biancorossi affronteranno l’Empoli di Dionisi reduce da una vittoria netta per 3-0 ai danni dell’Avellino.

Foto: SSC Bari

Spezia-Bari 1-1, cinismo al “Picco”: la squadra biancorossa passeggia in superiorità numerica per un’ora

Anticipo della dodicesima giornata di campionato tra Spezia e Bari. Allo Stadio “Alberto Picco” i biancorossi non riescono a smuovere il risultato dall’1-1 nonostante l’inferiorità numerica dei padroni di casa dagli ultimi rintocchi del primo tempo. I pugliesi peccano di poco cinismo palesando i due volti di una squadra ancora troppo vulnerabile e vacillante per poter credere  di ambire in un obiettivo diverso dalla salvezza. Se nel primo tempo si era avuta l’impressione di vedere in campo una squadra più caparbia e combattiva, nella ripresa si ritorna al classico canovaccio con clima appiattito.

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un noto proverbio. Il Bari difatto impatta bene la partita mostrandosi sin da subito propositivo ed avvincente. La rete del vantaggio arriva meritatamente con Gytkjaer al 7′. I pugliesi diversamente dal solito non si arenano e continuano a spingere. Dapprima Dorval calcia nello specchio della porta, dopodichè Nikolaou colpisce pericolosamente di testa la palla servitagli dal calcio d’angolo battuto da Matthias Verreth.

Lo Spezia di Donadoni non demorde. Attende e studia il tallone d’Achille dei biancorossi scoperti su contropiede e lacunosi nel reparto difensivo. La rete del pareggio non tarda ad arrivare ed al 36′ Vlahovic serve l’assist per Kouda, smarcato e dimenticato dalle retrovie del Bari. Ancora un errore dell’ex difensore del Palermo, Nikolaou, che pecca di superficialità. Il clima si accende ma i liguri commettono un errore pagato caro. Espulsione diretta per l’autore della rete al 42′ a causa di un fallo effettuato ai danni di Giulio Maggiore.

Ripresa da dimenticare. Gli ospiti perdono la verve iniziale e concedono troppi spazi ad uno Spezia che tenta di imbastire svariate azioni offensive. Gioco interrotto per una decina di minuti a causa di un incidente avvenuto nella curva Ferrovia. Parrebbe che un ultras spezzino sia caduto nel fossato. Salvato dall’azione dei VVF presenti sul campo, parrebbe fuori pericolo. Il gioco riprende ma non effettivamente. La squadra di Caserta non riesce ad imprimersi nonostante i cambi effettuati dal tecnico. In chiusura una parabola a taglio battuta da Partitpilo finita nel dimenticatoio. Nessuno ci ha creduto sino in fondo.

L’ultima azione del Bari incarna quello che questa squadra rappresenta. Manca l’uomo della zampata finale, il trascinatore, colui che si fa carico della squadra per apporre la firma di una vittoria o di una prestazione sentita quanto meritata. I due risultati positivi biancorossi rimediati contro il Cesena ed il Mantova avevano lasciano perplessi i più. Non avevano difatto convinto le prestazioni generali della squadra che sembrava aver vinto più per fortuna che per meriti. Classifica di poco smossa ed un punto guadagnato prima dell’arrivo della sosta.

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Calcio, Eccellenza. Il caso del DS del Brindisi Emanuele Righi: battuta sessista o black humor?

Dodicesima giornata del campionato di Eccellenza. Brindisi batte Novoli per 2-1. E’ il momento dell’abituale conferenza stampa post-partita ed il Direttore Sportivo del club brindisino, Emanuele Righi, commenta il comportamento del capitano Saraniti al momento della sostituzione. Fin qui nulla di strano. Durante la sua analisi viene raggiunto dalla Responsabile della Comunicazione, Caterina Cerino, impegnata a sistemargli il microfono. Righi si lascia andare ad un commento: “Con l’ultima che ha fatto così, quattro figli”.

Una battuta, a parere del DS, fatta per via del rapporto amichevole presente tra i due e che sul momento ha suscitato risate generali tra il parterre. Successivamente si è gridato allo scandalo. Il web, appresa la notizia, ha iniziato a scatenarsi contro Righi reputando il comportamento offensivo nei riguardi del genere femminile. Sessismo o black humor? Questo il dubbio amletico che potrebbe trovare la sua risoluzione nelle definizioni dei due termini. Nel primo caso si vuole indicare un atteggiamento discriminatorio, di pregiudizio o stereotipo, facente leva sul sesso e sull’idea di un genere considerato di prassi inferiore. Nel secondo si parla di un genere di comicità trattante argomenti macabri, tabù o seri ed avente come obiettivo la ricerca di una risata attraverso temi difficili.

La differenza tra i due concetti è sottile ed il confine facilmente valicabile. Secondo il punto di vista di Righi la sua intenzione era quella di stemperare gli animi per la situazione calcistica ironizzando con la Cerino senza voler di denigrare la sfera professionale ed umana di quest’ultima, eppure le testate giornalistiche hanno gridato al “sessismo!”. Padre di tre figlie, il DS del Brindisi, si presume abbia a cuore la tematica del rispetto verso il genere femminile e la frase, a tratti anche strumentalizzata da parte di chi forse la predica proprio non potrebbe farla, è rientrata nella sfera del politicamente corretto. Si attende di scoprire quale sarà la linea che il Brindisi Calcio adotterà nei confronti dell’accaduto. Profilo basso o scuse pubbliche?

Serie B, Bari-Cesena 1-0: i biancorossi frenano il Cesena. Gytkjaer regala la vittoria al San Nicola

Ripartire dalla vittoria sporca rimediata contro il Mantova. Questo è ciò che il Bari ha fatto approfittando del turno infrasettimanale non disputato contro la Juve Stabia. 1-0 contro il Cesena e tre punti importantissimi nella sacca. I pugliesi soffrono, ma nel momento in cui Gytkjaer viene chiamato in causa risponde. La rete del biancorosso al 79′ riaccende l’intero San Nicola.

Nell’undicesima giornata di campionato la squadra di Caserta sfoggia una prestazione differente rispetto alle precedenti ma non ancora soddisfacente. I biancorossi nella prima parte di partita totalizzano zero tiri in porta a differenza dei cavallucci che ci provano con Shpendi in due occasioni. Meroni e Cerofolini scongiurano il possibile vantaggio degli ospiti.

Il Bari ci prova a creare insidie a Mignani ed i suoi ma non affonda mai il dente. Il gioco dei padroni di casa si ferma sulla trequarti e dinanzi alle sporadiche sbavature difensive del Cesena pecca di poca offensività. Nota positiva il miglioramento rilevato nel reparto difensivo che si dimostra più meticoloso ed attento alle marcature. Aspetto che ha portato i cavallucci ad essere circoscritti e poco liberi di intendere e di volere.

La ripresa è gagliarda. Il Bari tenta di lanciare un segnale a Klinsmann, poco impensierito sino a quel momento, ma anche il Cesena modifica il tiro. I cavallucci passano alla fase offensiva dopo aver studiato abbondamente l’avversario. Verticalizzazioni e ricerca della profondità due delle caratteristiche della squadra di Mignani, ma i biancorossi non demordono.

Chi la dura la vince e così il Bari dopo aver stretto i denti per gran parte del secondo tempo sfoggia dal cappello magico una rete con i fiocchi. Dickmann dalla trequarti, Cerri non arriva e Gytkjaer totalmente dimenticato buca di testa la rete controllata da Klinsmann. I biancorossi sfruttano l’unica occasione creata per riportare un sorriso al San Nicola.

Quattordicesimo posto in classifica agguantato a quota dodici punti. La sosta aiuterà la squadra di Caserta a ritrovare maggiore consapevolezza del proprio io?

 

Foto: SSC Bari