Truffa eco casette, operaio finisce in rianimazione: “Senza casco e contratto. Caputi m’ha rovinato”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata e dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi, questa volta vi parliamo della storia di Giuseppe.

Giuseppe è l’operaio che stava lavorando nel “cantiere” della casetta di legno mal costruita e abbandonata a Palombaio. È lui ad essere caduto dal “trabattello” costruito a membro di segugio e a finire in Rianimazione dopo un volo di due metri. Indossava solo le sue scarpe antinfortunistiche, non il casco trovato poi sul posto. Nel video allegato Giuseppe ci racconta la sua tragica esperienza con Caputi.

Scooter modificati, privi di assicurazione e guida senza casco: pioggia di multe a Gioia del Colle

La Sezione di Polizia Stradale di Bari, in collaborazione con l’Ufficio della Motorizzazione Civile di Bari, ha svolto un servizio di controllo mirato sui velocipedi elettrici, ciclomotori e motocicli nel Comune di Gioia del Colle. L’attività si è svolta con l’ausilio del Banco Prova Mobile della Motorizzazione, strumento che consente di verificare le caratteristiche tecniche dei veicoli.

Durante il servizio sono stati controllati complessivamente 18 veicoli. Quattro di essi sono stati sottoposti a sequestro poiché modificati e rientranti nella categoria dei ciclomotori, ma privi di immatricolazione e copertura assicurativa. I conducenti, in alcuni casi minorenni, erano sprovvisti della necessaria patente di guida. Sono state inoltre contestate infrazioni per guida senza casco, per un totale di 25 violazioni accertate.

L’obiettivo dei controlli è quello di sensibilizzare i cittadini, in particolare i più giovani, sull’importanza del rispetto delle caratteristiche costruttive dei veicoli. Un ciclomotore progettato per viaggiare a 45 km/h, se modificato per raggiungere velocità superiori ai 60 km/h, può diventare estremamente pericoloso: l’impianto frenante e la struttura del mezzo, infatti, non sono concepiti per sopportare tali sollecitazioni.

La Polizia Stradale e Motorizzazione Civile continueranno congiuntamente queste attività di prevenzione e controllo, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza stradale e ridurre il rischio di incidenti.

Bari, papà travolto e ucciso da uno scooter per proteggere il figlio: “Scena straziante morte annunciata”

“Ho sentito un boato tremendo e ci siamo avvicinati al luogo dello schianto. Arrivati sul posto abbiamo visto il papà in una pozza di sangue vicino a suo figlio, mentre la mamma lo trascinava a sé. Sembrava morto, poi si è ripreso lamentandosi dei dolori”. Una testimone racconta i drammatici momenti dell’investimento di Gaetano De Felice, papà bitontino di 47 anni e suo figlio di 6 anni. Stavano attraversando sulle strisce pedonali dopo una serata in pizzeria con la famiglia e alcuni amici.

“Ci siamo subito accorti che le condizioni dell’uomo erano disperate”, racconta un residente, di professione medico. “Io mi sono concentrato sul bambino – continua – mentre altre due persone erano accanto all’umo. Abbiamo iniziato a massaggiare anche prima dell’arrivo dei soccorritori del 118, che hanno continuato senza sosta per almeno altri 20 minuti, ma non c’era niente da fare purtroppo”. Non è la prima volta che su quella strada, il lungomare Cristoforo Colombo, a Santo Spirito, si registrano incidenti particolarmente gravi. Un paio d’anni fa un’auto era finita nel cancello di una villa, a pochi metri dal luogo della tragedia di ieri sera.

“Anche io sono stato investito alcuni anni fa – incalza un residente – questa strada è assolutamente pericolosa, l’amministrazione dovrebbe immediatamente intervenire installando bande rumorose, dossi o dissuasori di qualche tipo”. Un situazione fuori controllo nonostante le sere d’estate ci sia sempre molto traffico. L’investitore è un ragazzo di 20 anni, ricoverato e piantonato in ospedale in attesa dell’esito dei test di routine per l’accertamento dell’abuso di alcool o droghe. È indagato per omicidio stradale. Sul posto sono stati trovati due caschi, uno sotto una macchina; l’altro al lato del marciapiede, dunque in sella allo scooter potrebbero esserci state due persone.

“Siamo stati tutto il tempo del massaggio cardiaco in silenzio – spiega un’altra residente – nessuno parlava, sembravano tutti in preghiera con la speranza di buone notizie, ma purtroppo così non è stato. Evitate altri drammi mettere la strada in sicurezza”.