Bari, lite tra due giovani al Libertà ma nessuno interviene. Don Angelo Cassano condanna: “Cultura mafiosa”

Una rissa violenta si è verificata nel quartiere Libertà di Bari, in piazza Risorgimento, nella notte tra sabato e domenica. Protagonisti due ragazzi che si sono affrontati davanti ad una ventina di coetanei, tutti rimasti a guardare e a “godersi lo spettacolo” senza intervenire.

La scena è stata ripresa da un residente della zona e, secondo le prime ricostruzioni, nessuno ha richiesto sul posto l’intervento delle Forze dell’Ordine.

“Bisogna fare di più sul piano educativo e culturale perché esiste anche una cultura mafiosa che fa leva su questi ragazzi. Stiamo vivendo questa sfida e dobbiamo portarla avanti. Come dice don Ciotti, dobbiamo non solo preoccuparci dei giovani ma anche occuparcene attraverso delle scelte di politica giovanile, istituzionale, inerenti ai ragazzi”, le parole del referente di Libera Puglia, don Angelo Cassano.

“Questi atti purtroppo si moltiplicano in diverse situazioni, a volte hanno anche uno sfondo razziale perché ci sono bande che infieriscono sui deboli o sui migranti – aggiunge -. E poi c’è questa violenza intergenerazionale, di questi ragazzi. E’ un tema che stiamo cercando di affrontare da tempo, già da un bel pò emerge questo disagio giovanile che si trasforma in rabbia e violenza, in comportamenti di intimidazione, di paura, in cui sembra che la vita sia un qualcosa che non ti tocca. Si rimane spettatori, come se tutto fosse virtuale, non c’è una dimensione della relazione”.

Bari, sgombero dell’ex Socrate occupato. Don Angelo Cassano in aula: “Non si poteva lasciare al freddo la gente”

Don Angelo Cassano, oggi parroco della chiesa di San Carlo al quartiere Libertà e referente regionale di Libera contro le mafie, è stato ascoltato come testimone della difesa nel processo in cui sono imputate 30 persone dopo la protesta contro lo sgombero dell’ex liceo Socrate di via Fanelli avvenuto il 22 dicembre 2020 in seguito ad un incendio.

La struttura negli anni si era trasformata in un rifugio per migranti, alla sbarra ci sono trenta persone, accusate di manifestazione non autorizzata e due di loro anche di resistenza a pubblico ufficiale. Don Angelo Cassano, ai tempi parroco di San Sabino, si recò sul posto in qualità di punto di riferimento di diverse associazioni che si occupavano di assistenza ai migranti.

“Sono arrivato nel primo pomeriggio e, siccome si era parlato di incendio, chiesi agli assessori Giuseppe Galasso e Francesca Bottalico di fare una visita nella struttura per capire qual era l’entità del rogo – le sue parole -. Arrivando, mi permetto di dire che l’incendio non aveva questa entità così grave, perché era in un sottoscala dove c’erano dei borsoni, delle cose degli abitanti che erano andate a fuoco, avevano fatto molto fumo”.

Don Angelo richiese l’intervento sul posto dell’allora sindaco Antonio Decaro “perché non si poteva lasciare al freddo la gente in pieno Covid”. La presenza di persone all’interno dell’ex scuola “non era illegittima perché si stava ragionando su una possibilità di far sì che quel luogo diventasse un’abitazione per chi ci stava, non un luogo occupato ma dove la gente viveva, c’era un po’ di tensione ma io onestamente non ho visto difficoltà”.

 

 

Università Bari, Don Angelo Cassano riceve la laurea honoris causa in Innovazione sociale e politiche di inclusione

Don Angelo Cassano, referente di Libera Puglia e parroco della chiesa San Carlo Borromeo del quartiere Libertà di Bari, ha ricevuto la laurea honoris causa in Innovazione sociale e politiche di inclusione da parte del rettore dell’università Aldo Moro di Bari, Stefano Bronzini.

Prima del conferimento, nell’aula magna di UniBa, Bronzini ha ricordato che “Don Angelo è un pezzo di vita” e che questa “è una particolare laurea perché fa un percorso di vita fuori da queste mura”.

“Ho incontrato più volte Don Angelo – ha aggiunto – sempre con il sorriso e con parole di conforto rispetto al nostro mondo laico”.
Dopo la lettura del dispositivo, firmato dalla ministra Bernini, è stato ricordato che Don Angelo è “punto di riferimento a Bari e in Puglia per chi si impegna nella lotta al disagio sociale e lotta alle mafie.

Colpisce l’impegno intransigente nel contrasto alle associazioni, non solo repressivo, ma anche nella custodia della memoria delle vittime innocenti e nella vicinanza ai loro familiari”. Cassano ha poi iniziato la sua lectio magistralis esponendo una bandiera della Palestina che “non è retorica per me”, ha detto. “Dopo un’ennesima scuola bombardata non possiamo essere insensibili rispetto a questo genocidio che avviene giorno per giorno sotto i nostri occhi”.

Bari, l’Università conferisce la laurea magistrale honoris causa a don Angelo Cassano: cerimonia il 26 maggio

“Siamo profondamente orgogliosi di condividere una notizia che ci riempie il cuore di gioia: al nostro caro don Angelo Cassano sarà conferita la laurea magistrale honoris causa in Innovazione sociale e politiche di inclusione”.

Inizia così il post pubblicato sui social dalla Parrocchia San Carlo Borromeo di Bari. Don Angelo Cassano è referente di Libera Puglia e presiedente dell’associazione Giuseppe Moscati che svolge attività di solidarietà sociale.

“Un riconoscimento che va ben oltre l’ambito accademico perché premia una vita spesa per gli altri, con amore, ascolto e instancabile impegno, una laurea che profuma di umanità e dedizione”, si legge.

La cerimonia si terrà lunedì 26 maggio 2025, alle ore 15.00, presso l’Aula Magna Aldo Cossu del Palazzo Ateneo di Bari. “Grazie, don Angelo, per essere guida, esempio e luce per la nostra comunità. Questa laurea è anche un po’ nostra, perché parla del bene che ogni giorno semini tra noi e con noi – conclude la parrocchia -. Congratulazioni di cuore”.

Matrangola assessora alla Legalità, don Angelo Cassano (Libera): “Operazione di facciata schifato e addolorato”

Il referente di Libera Puglia, don Angelo Cassano, prende le distanze dall’ingresso nella giunta regionale di Michele Emiliano, come assessora alla Legalità e alla Cultura, di Viviana Matrangola, figlia dell’assessora comunale di Nardò, Renata Fonte, che fu uccisa nel 1984 per aver ostacolato un progetto di speculazione edilizia, la realizzazione di un residence lungo la costa salentina verso Porto Selvaggio. Matrangola è stata anche attivista di Libera.

Don Angelo Cassano, in un post su facebook, sottolinea “che personalmente e come referente di Libera Puglia non so nulla di questa scelta alla Regione” e che “attualmente” Matrangola “non è dirigente di Libera”. E aggiunge: “Sono schifato e addolorato di come si strumentalizza tutto, fermo restando che si tratta di persone rispettabili a cui va la mia stima ma sono scelte personali”.

E conclude: “Le mie posizioni sono chiare da sempre e non permetto a nessuno di strumentalizzarle. Ci vuole una rivolta morale etica e culturale nella politica di questa terra e non operazioni estetiche di facciata”. Ieri il governatore Michele Emiliano ha provveduto a effettuare un mini rimpasto: sono usciti due assessori “esterni”, Rocco Palese (Sanità) e Anna Grazia Maraschio (Ambiente), e sono entrate tre donne, oltre a Matrangola anche l’avvocata Serena Triggiani con la delega all’Ambiente, e la consigliera regionale del Pd, Debora Ciliento, con la delega ai Trasporti e Mobilità sostenibile.