Convocazioni, lettere, rinvii e spostamenti: l’audizione di Emiliano in Antimafia diventa un caso “politico”

L’audizione in commissione Antimafia di Emiliano sta diventando un vero e proprio caso, mentre il procuratore di Bari, Roberto Rossi, sarà ascoltato l’8 maggio. Il governatore vuole evitare che l’audizione in Commissione possa avere un peso ed essere strumentalizzata in vista della mozione di sfiducia presentata dal centrodestra.

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Mini rimpasto in Regione, il centrodestra deposita mozione sfiducia a Emiliano: “Scelte senza logica”

“I gruppi di centrodestra nel Consiglio regionale della Puglia – FdI, Lega, FI e La Puglia domani – hanno depositato la mozione di sfiducia al governatore Michele Emiliano, così come avevano annunciato”. Lo comunica il capogruppo di FdI, Francesco Ventola.

“Emiliano – afferma – non solo non si è dimesso, ma ha dato vita a un mini rimpasto senza logica. Ma di questo avremo modo di parlarne quando la mozione di sfiducia che abbiamo depositato, oggi come preannunciato, e che sarà discussa in aula: noi ci auguriamo che avvenga il prima possibile, vale a dire il prossimo Consiglio convocato per il 7 maggio”. “È qui – conclude – che il presidente Emiliano dovrà dar conto non al centrodestra ma ai cittadini pugliesi”.

Matrangola assessora alla Legalità, don Angelo Cassano (Libera): “Operazione di facciata schifato e addolorato”

Il referente di Libera Puglia, don Angelo Cassano, prende le distanze dall’ingresso nella giunta regionale di Michele Emiliano, come assessora alla Legalità e alla Cultura, di Viviana Matrangola, figlia dell’assessora comunale di Nardò, Renata Fonte, che fu uccisa nel 1984 per aver ostacolato un progetto di speculazione edilizia, la realizzazione di un residence lungo la costa salentina verso Porto Selvaggio. Matrangola è stata anche attivista di Libera.

Don Angelo Cassano, in un post su facebook, sottolinea “che personalmente e come referente di Libera Puglia non so nulla di questa scelta alla Regione” e che “attualmente” Matrangola “non è dirigente di Libera”. E aggiunge: “Sono schifato e addolorato di come si strumentalizza tutto, fermo restando che si tratta di persone rispettabili a cui va la mia stima ma sono scelte personali”.

E conclude: “Le mie posizioni sono chiare da sempre e non permetto a nessuno di strumentalizzarle. Ci vuole una rivolta morale etica e culturale nella politica di questa terra e non operazioni estetiche di facciata”. Ieri il governatore Michele Emiliano ha provveduto a effettuare un mini rimpasto: sono usciti due assessori “esterni”, Rocco Palese (Sanità) e Anna Grazia Maraschio (Ambiente), e sono entrate tre donne, oltre a Matrangola anche l’avvocata Serena Triggiani con la delega all’Ambiente, e la consigliera regionale del Pd, Debora Ciliento, con la delega ai Trasporti e Mobilità sostenibile.

Puglia, caos in Regione: M5S non firmerà la sfiducia a Emiliano. Matrangola verso l’assessorato alla Legalità

“No, non firmeremo la mozione del centrodestra”. Il Movimento 5 Stelle, nonostante la decisione di Conte di ritirare i pentastellati dalla giunta e in attesa di definire la posizione dei 4 consiglieri regionali e soprattutto decidere se restare in maggioranza o passare all’opposizione, annuncia che non appoggerà la mozione di sfiducia del centrodestra nei confronti del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. A dichiararlo è stato il portavoce al consiglio regionale Marco Galante. Il tentativo del centrodestra di far cadere la giunta Emiliano (la votazione è in programma il prossimo 7 maggio) sembra essere una mission impossibile numeri alla mano.

E intanto spunta l’ipotesi della nomina di Viviana Matrangola, figlia di Renata Fonte, l’assessora comunale di Nardò uccisa nel 1984 per essersi opposta alla lottizzazione abusiva sul suo territorio, come assessore alla Legalità e alla Cultura. Questa è stata un’esplicita richiesta di Giuseppe Conte che va a braccetto con il provvedimento approvato ieri che prevede il cambio dei dirigenti delle sezioni ad alto rischio di corruzione ogni tre anni (prorogabili di due). Mantragola è una dipendente comunale di Nardò, è molto attiva in Libera e ha recitato un ruolo importante a livello nazionale per la memoria e per la ricerca delle storie e delle testimonianze sulle vittime di mafia.