“Scuola inagibile”, trasloco lampo non cancella le polemiche: rientro tra i banchi ad alta tensione

Dieci classi della scuola elementare e cinque della materna trasferite in altra sede. Il motivo del trasloco lampo dalla scuola Perone al plesso Renato Moro, abbandonato da circa un anno e mezzo, è dovuto all’inagibilità di una parte della Perone.

Dopo il blitz alla vigilia, ci siamo recati sul posto nel giorno della riapertura. La rappresentante d’istituto ai nostri microfoni ha tranquillizzato tutti, seppure ha voluto fortemente restare anonima. Il rientro tra i banchi è avvenuto comunque in un clima ad alta tensione e tra le polemiche.

 

“Scuola inagibile”, trasloco lampo in altra sede. Genitori dubbiosi. La preside: “È tutto a norma”

Dieci classi della scuola elementare e cinque della materna trasferite in altra sede. Sta succedendo in queste ore a Bari. Il motivo del trasloco lampo dalla scuola Perone al plesso Renato Moro, abbandonato da circa un anno e mezzo, è dovuto all’inagibilità di una parte della Perone.

Il fatto che ci fossero perdite nell’ala dove si trova anche la palestra, nel periodo natalizio teatro delle tradizionali recite, era noto da diverse settimane, ma evidentemente solo dopo gli ultimi sopralluoghi, il Comune con un’ordinanza ne ha ordinato la chiusura per procedere ai carotaggi e successivamente ai lavori di ripristino.

Diversi i pilastri ammalorati. La tensione tra i genitori è salita quando la dirigente scolastica ha comunque stabilito il trasloco lampo, dovendo lavorare fino all’ultimo istante utile per assicurare la riapertura il 7 gennaio. Numerosi genitori non hanno accolto di buon grado la decisione, convinti ci fosse bisogno di qualche giorno in più per assicurare un rientro adeguato e in tutta sicurezza. Le pulizie straordinarie – a detta loro – non sarebbero sufficienti.

C’è bisogno di rimettere a posto gli estintori scaduti, controllare la qualità dell’acqua e garantite la sanificazione dell’intero presso, seppure rimasto aperto per consentire le ultime consultazioni elettorali. Insomma una situazione caotica per tutti. Noi siamo andati sul posto, raccogliendo le perplessità dei genitori, il disappunto del consigliere del Primo Municipio, Giuseppe Arbore e, alla fine, anche il parere rassicurante della dirigente scolastica.

Truffa eco casette, Caputi il mago fa sparire 68mila euro. Abbattuta la baracca abusiva: “Inagibile”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria e Giovanni, questa volta siamo noi a raccontarvi una storia davvero particolare sul mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile.

Bari, tre pilastri a rischio collasso. Sgomberata palazzina in via De Deo a San Pasquale: “Inagibile”

La palazzina in via De Deo 83 a Bari, nel quartiere San Pasquale, è stata sgomberata questa mattina a causa della presenza di tre pilastri ammalorati nei locali interrati, che avrebbero determinato una situazione di “rischio statico” dell’edificio.

Lo spiega il Comune in una nota, specificando che a breve sarà emanata un’ordinanza del sindaco Vito Leccese per attestare l’inagibilità dell’edificio e intimarne la messa in sicurezza.

La situazione critica dei pilastri è emersa durante un sopralluogo fatto dal tecnico incaricato dal condominio per i lavori di manutenzione straordinaria del palazzo.

Il tecnico ha chiesto l’intervento dei vigili del fuoco e dei tecnici comunali del settore edilizia pericolante. “Momentaneamente tutti i condomini hanno trovato ospitalità presso familiari, ad eccezione di una persona che, necessitando di assistenza medica, è stata presa in carico dal PIS del Welfare comunale”, conclude la nota.

Il 5 marzo scorso era crollata la palazzina di via De Amicis già stata sgomberata e dichiarata inagibile da un anno, dove da poco erano stati avviati i lavori di manutenzione. Nel crollo era rimasta ferita in modo non grave Rosalia De Giosa, estratta viva dalle macerie dopo più di un giorno dal crollo.