Regione Puglia, la maggioranza e le nomine in Consiglio: Toni Matarelli verso la presidenza. Schlein ignorata

Primo incontro interlocutorio ieri a Bari per i capigruppo dei partiti che compongono la maggioranza di centrosinistra alla Regione Puglia per trovare una intesa sulle prossime nomine in vista della seduta di insediamento dell’assemblea regionale convocata per lunedì prossimo 2 febbraio.

Sul tavolo ci sono le nomine del presidente del Consiglio con l’ufficio di presidenza e dei presidenti di commissione. Presenti Stefano Minerva (Pd), Ruggiero Passero (Per la Puglia) Maria La Ghezza (M5S) mentre Giuseppe Fischetti (Decaro presidente) era assente perché fuori città.

Da quanto si apprende, durante la riunione il Partito Democratico avrebbe comunicato l’intenzione di proporre l’ex sindaco di Mesagne, Toni Matarrelli, alla presidenza del Consiglio. Non ci sarebbe stato, dunque, un ripensamento dopo le sollecitazioni arrivate dalla segretaria nazionale del Pd, Elly Schlein, che ieri ha esortato il partito regionale a fare avanzare una parità di genere “non negoziabile”.

Un sollecito derivante dal fatto che i Dem nella giunta guidata da Antonio Decaro, sono rappresentati da tre uomini e una sola donna (complessivamente in giunta ci sono quattro donne e sei uomini). Il partito pugliese intenderebbe soddisfare la richiesta della segretaria con l’indicazione di donne per gli incarichi ancora da assegnare.

Nella riunione darebbe stato messo a punto uno schema di massima tra gli alleati: al M5S potrebbe andare la vicepresidenza del Consiglio regionale o la presidenza di una commissione. Il segretario d’Aula, figura che completa così l’ufficio di presidenza, sarebbe in quota Decaro Presidente.

Le sei commissioni spettanti alla maggioranza sarebbero così assegnate: tre al Pd (o 4 se il M5S scegliesse la vicepresidenza), una ciascuno a Decaro Presidente, Per la Puglia e M5S. L’accordo è ancora da definire anche perché potrebbe emergere dissensi ancora sopiti tra i partiti. le prossime riunioni che verranno convocate entro il fine settimana dovranno definire tutti i tasselli.

Municipalizzate a Bari, scontro in Aula. Il centrodestra non vota e attacca: “Fuori la politica dalle nomine”

“Fuori la politica dalle municipalizzate e spazio alle competenze”. I gruppi consiliari Romito Sindaco, Fdi, Forza Italia, Prima l’Italia Per Romito Sindaco di minoranza in consiglio comunale non hanno partecipato al voto ieri in aula e hanno espresso la propria contrarietà rispetto al criterio seguito dall’amministrazione comunale di Bari per le nomine nelle aziende partecipate dal Comune.

“Il nostro appello è stato ignorato dal centrosinistra, non partecipiamo al voto. Ieri, in consiglio comunale, abbiamo chiesto che le nomine negli enti partecipati e nelle municipalizzate siano affidate ai migliori, a figure qualificate, libere da legami politici, a differenza di quanto è accaduto negli ultimi anni”, così dichiarano all’unisono i gruppi di centrodestra. “Purtroppo, la maggioranza di centrosinistra ha respinto questa richiesta, dimostrando di voler continuare con una gestione che ha portato vent’anni di cattiva amministrazione e ha lasciato molte delle nostre partecipate in una situazione critica”, hanno aggiunto.

“Non abbiamo partecipato al voto per queste linee di indirizzo che, senza segnare alcun cambiamento, lasciano aperte le porte a nomine discutibili e a una gestione orientata più agli equilibri politici che alle reali necessità della città – concludono -. I cittadini meritano trasparenza, competenza e un vero cambio di rotta nelle istituzioni che influiscono direttamente sulla loro quotidianità”.

Mini rimpasto nella giunta Emiliano, malumori anche nel Pd: “Scelte e nomine senza democratica condivisione”

Il mini rimpasto di giunta targato Michele Emiliano, con l’ingresso di tre assessori, scontenta anche una fetta del Pd, non solo Sinistra italiana. A contestare, per motivi diversi, le scelte sono alcuni esponenti Dem, a cominciare dalla presidente del Pd della provincia di Bari, Elvira Tarsitano: “Nella mia vita personale e politica – scrive – ho sempre scelto di metterci la faccia, e così è giusto che faccia anche questa volta. Il Partito Democratico, incarnando il senso di democrazia, ha più volte affermato l’importanza delle scelte che partono dalla condivisione e dalla partecipazione, anche della base. Quanto stiamo vivendo negli ultimi giorni in Puglia racconta un’altra storia. Scelte e nomine, sia pur di alto profilo, che però mancano di quel senso di condivisione in un percorso che renda i nostri elettori orgogliosi e chiaro il nostro operato, con una visione generale di quello che vogliamo essere”.

E aggiunge: “Come possiamo accettare che le nomine siano fatte in solitudine senza una democratica condivisione. Tale scelta appare come un triste connubio tra meritocrazia e competizione che tanto ricorda il “darwinismo sociale” di spenseriana memoria, che non ha proprio motivo di esistere”.

“Ecco perché – conclude – non è condivisibile il metodo utilizzato nelle nomine in giunta”. Anche nel Pd della Bat ci sono “mal di pancia”, messi nero su bianco in una nota della segreteria dei Dem del nord barese con la quale si contesta le modalità di scelta dell’assessore Debora Ciliento: “Il percorso con cui si è arrivati alla nomina ad assessora della consigliera Ciliento – si legge – non appaia né un premio, né tantomeno un riconoscimento ad un territorio, ma quasi una scelta obbligata. Non è così che la Bat voleva un ruolo. Anzi, diciamo pure che questo ruolo mortifica il territorio, che da anni offre un contributo positivo, non solo con la presenza di suoi rappresentanti in Consiglio regionale, ma anche con l’apporto dato al centrosinistra. Un contributo che andava valorizzato, non mortificato. Inutile nasconderlo, speravamo in un percorso differente, soprattutto considerando il prezzo pagato per le vicende che hanno caratterizzato l’ultimo periodo”.