Truffa eco casette, Caputi accusa l’ex segretaria: “È lei la regia”. Antonio: “Fatti viva Nunzia”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana, Riccardo, Miria, dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpresa l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo, della compagna Anna, dopo aver rivolto un appello caloroso ai clienti soddisfatti e parlato della presa di posizione dell’avvocato Bonaduce che ha scaricato Caputi in quanto “indifendibile”, rinunciando ai mandati civili e penali, questa volta vi parliamo dell’ex segretaria Nunzia. Anche lei è stata denunciata da diversi clienti dopo essere stata chiamata in causa dallo stesso Caputi.

Nunzia e signore delle orecchiette multate, Home Restaurant: “Parole dell’assessore Petruzzelli sconcertanti”

“Un servizio trasmesso oggi su Telenorba ha scatenato l’indignazione dell’intero comparto dell’ospitalità trasparente e legale, in particolare del settore Home Restaurant, sempre più preso di mira da fake news e strumentalizzazioni, mentre l’illegalità diffusa sembra godere della protezione di una parte della politica locale. Nel mirino delle polemiche, le dichiarazioni sconcertanti dell’Assessore comunale Pietro Petruzzelli, che di fronte alle multe comminate per occupazione abusiva di suolo pubblico nella zona di Bari Vecchia, ha commentato con superficialità: ‘È folklore. Non è detto che dovranno smontare i banchetti entro cinque giorni’. Parole che suonano come un insulto per tutti coloro che operano nel rispetto della legge, dei regolamenti fiscali e della sicurezza alimentare”.

Inizia così il comunicato di Home Restaurant Hotel Srl. “Da anni, infatti, le realtà abusive presenti nel cuore della città vecchia vendono cibo industriale spacciandolo per ‘fatto in casa’, senza emettere scontrini, senza autorizzazioni sanitarie e senza pagare un centesimo di tasse o canoni pubblici. Eppure, sono trattate da ‘folklore’ da chi dovrebbe rappresentare la legalità”, si legge nella nota.

Durissimo il commento di Gaetano Campolo, CEO della piattaforma Home Restaurant Hotel, che accusa apertamente. “Ci troviamo in un Paese capovolto: chi è in regola viene colpito da fake news e diffidenza, mentre l’illegalità viene giustificata da esponenti istituzionali. È uno scandalo. Le case trasformate in negozi abusivi, che truffano i turisti, vengono protette sotto la scusa della tradizione – le sue parole -. È questa l’economia che vogliamo promuovere? Il settore Home Restaurant, da anni impegnato per un modello trasparente, digitale e regolamentato, viene costantemente dipinto come zona grigia o ‘non sicura’, mentre chi opera totalmente fuori legge viene romanticizzato e perfino difeso da assessori in carica”.

L’appello di Campolo è chiaro. “Basta ipocrisie. Lo Stato deve garantire concorrenza leale. La gestione della cosa pubblica non può piegarsi al folklore quando c’è di mezzo l’illegalità. Qui si stanno ingannando i turisti, danneggiando le imprese oneste e calpestando la fiducia dei cittadini». Intanto, a Bari Vecchia, si continua indisturbati a mettere in scena la ‘recita del casalingo’, con bancarelle abusive che invadono le strade e vendono pasta industriale come se fosse tradizione di famiglia. Con il benestare, ormai pubblico, di chi dovrebbe vigilare come per esempio i Nas dei Carabinieri mentre la Procura dimostra di intervenire. Le domande sono: Petruzzelli rappresenta il Comune o gli abusivi? Chi tutela la legalità, se l’illegalità viene raccontata come ‘colore locale’? Un segnale pericoloso, che rischia di demoralizzare gli imprenditori onesti e normalizzare l’illegalità. E il prezzo, alla fine, lo pagheranno tutti.

Truffa delle orecchiette, Rudy Zerbi da Nunzia a Barivecchia. Home Restaurant: “Sistema di abusi e favoritismi”

“Si è consumato un altro capitolo della ben nota truffa delle orecchiette, una vicenda che ha travolto non solo politici locali, ma anche volti noti dello spettacolo. A sfilare inconsapevolmente nel cuore di Bari Vecchia, proprio nel pieno delle indagini, è stato Rudy Zerbi, celebre conduttore del talent Amici di Maria De Filippi. Incurante del clamore mediatico, Zerbi ha preso parte a un bagno di folla tra i vicoli storici, visitando anche il negozio illegale della nota pastaia Nunzia Caputo, la cui attività — priva di autorizzazioni — è sponsorizzata dal colosso Molino Casillo e protetta da un sistema massolobbista barese radicato e potente”.

Inizia così il duro comunicato da parte di Home Restaurant Hotel Srl. “La vicenda mette ancora una volta in luce un sistema di abusi e favoritismi che penalizza chi, come gli Home Restaurant regolari, lavora nel rispetto della legge. Proprio il settore Home Restaurant, infatti, è stato bersaglio di pesanti campagne diffamatorie orchestrate da Mi Manda Rai Tre, in sinergia con la lobby della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e con il coinvolgimento diretto dell’Assessore comunale di Bari, Pietro Petruzzelli”, si legge nella nota.

“È un duro colpo che non può restare senza conseguenze – commenta il CEO della piattaforma Home Restaurant Hotel, leader nazionale del settore con oltre 450 località servite in tutta Italia -. Queste dinamiche devono portare al ripristino della legalità, non solo come esempio per Bari, ma come segnale chiaro per tutto il Paese. Gli Home Restaurant vengono spesso ingiustamente ostacolati dalle autorità locali, mentre realtà abusive come quelle emerse a Bari Vecchia continuano a prosperare sotto la protezione di potenti sistemi di interesse”.

“Dal caso della piattaforma illegale delle Cesarine, da anni operante in una zona grigia senza adeguati controlli, fino alla scandalosa truffa delle orecchiette all’Arco Basso, si evidenzia un quadro preoccupante di illegalità e discriminazione che mina la crescita economica e l’innovazione imprenditoriale del nostro Paese – si legge nella parte finale del comunicato -. Home Restaurant Hotel si appella ora alle istituzioni nazionali affinché si pongano fine a questi abusi e si garantisca un mercato realmente equo, trasparente e competitivo, dove chi rispetta le regole non debba temere chi vive nell’illegalità protetta dalle grandi lobby”.

Antonio alla regina di Bari: “Complimenti ci hai trombati tutti”. Nunzia: “Chiamo i vigili vai via”

Torniamo ad occuparci delle orecchiette di Barivecchia e della sua regina, Nunzia Caputo. Sui social ha pubblicato un video in cui documenta l’apertura del suo “store” all’Arco Basso (con tanto di merchandising e spedizioni online). Dopo l’inchiesta spopolata in tutto il mondo, ci siamo presentati sul posto per festeggiare questo traguardo.

L’accoglienza però non è stata delle migliori, siamo stati invitati ad andare via e siamo stati cacciati, seppure volevamo complimentarci con Nunzia per come ci ha trombati con la complicità delle Istituzioni.

Truffa delle orecchiette, multa di 5mila euro a Nunzia. Un pasticcio nazionale: distorta la verità

Torniamo ad occuparci della multa da 5mila euro inflitta a Nunzia Caputo, la regina delle orecchiette di Barivecchia. Siamo costretti a farlo dopo il servizio mandato in onda qualche giorno fa da La Vita in Diretta su Rai Uno. La notizia ha accesso nuovamente i riflettori a livello nazionale su quello che accade nei vicoli della città vecchia, ma ci sono state diverse imprecisioni che vanno assolutamente sottolineate. Così come non possiamo tornare sulle parole che la stessa Nunzia ha rilasciato ai microfoni della giornalista. A lei la nostra vicinanza per il malore accusato in seguito alla pec ricevuta della sanzione.