Truffa orecchiette, Cassano la benedice. Chiesta l’archiviazione: “Antonio non rompere i cog***ni”

Il “blitz” e il ritorno di Antonio Cassano in città, in occasione della tappa di Viva el Futbol al Teatro Team, hanno riacceso i riflettori sulle orecchiette di Barivecchia.

L’ex calciatore è tornato nei vicoli dove è cresciuto ed è stato accolto in grande stile dalle pastaie che gli hanno riservato anche entrate trionfali con il lancio delle orecchiette.

Cassano ha prima scherzato sull’originalità e sull’autenticità del prodotto, salvo poi consigliare di “buttare qualcosa in testa” a chi si reca a Barivecchia per “dare fastidio”.

La passeggiata di Cassano, rigorosamente data in pasto ai social, arriva pochi giorni dopo la notizia della richiesta di archiviazione da parte della Procura nell’ambito dell’inchiesta per truffa.

Pur riconoscendo la frode nell’esercizio del commercio messa in atto nei vicoli della città vecchia, la Procura ha chiesto l’archiviazione per le tre persone indagate. Tra loro c’è anche Nunzia Caputo, la regina delle orecchiette. Il motivo? Il fatto “risulta di particolare tenuità per le modalità della condotta, l’esigua entità del danno cagionato e l’intensità del dolo”.

Una condotta che viene definita dal pm “non abituale”. Eppure, come testimoniato dalla nostra inchiesta giornalistica, la realtà è stata un’altra. Ora il gip deciderà se procedere con l’archiviazione oppure no. Noi come sempre ci mettiamo la faccia e siamo tornati a Barivecchia. L’accoglienza a noi riservata non è stata certamente quella data a Cassano.

Truffa delle orecchiette, Quinto Potere a Mi manda Rai 3. Antonio ne ha per tutti: “Basta ipocrisia”

Quinto Potere ospite del programma Mi manda Rai Tre per parlare dell’inchiesta sulle orecchiette di Barivecchia. Antonio e Tino si sono recati a Roma e hanno preso parte alla puntata andata in onda ieri mattina.

Antonio in studio, Tino come sempre dietro le quinte. In collegamento anche l’assessore Petruzzelli e l’ex direttore di Telenorba Magistà. È stato dato ampio spazio alla nostra inchiesta, con la messa in onda anche dei nostri servizi, e Antonio ha sfruttato al meglio lo spazio per difendere il nostro operato e per ribadire che tutto quello che abbiamo fatto è mirato al rispetto della tradizione e all’immagine della città di Bari.

Truffa delle orecchiette senza freni. Davide: “Comprate dopo l’aggressione. Ai turisti va bene così”

Un incontro casuale che offre tanti spunti di riflessione. Vi mostriamo la chiacchierata avuta con Davide che ci segue da Prato. Lo abbiamo trovato a Bari con un sacchetto. All’interno taralli e orecchiette industriali comprati all’Arco Basso di Barivecchia. 

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“Locò, ho molto rispetto di tuo padre. Lascia stare le orecchiette a Barivecchia: le hai rovinate”

Torniamo a parlare della truffa delle orecchiette di Barivecchia. Durante la registrazione di un servizio N’derre a la lanze il papà di una delle signore del borgo antico, ex collega del papà di Antonio, si è avvicinato alla nostra troupe e l’invito è stato quello di “lasciare perdere” l’inchiesta, con l’accusa di aver rovinato la tradizione. L’occasione è buona anche per fare il punto con gli ultimi aggiornamenti sulla vicenda.

Truffa delle orecchiette all’Arco basso, presentato il disciplinare: disattesi tutti i requisiti

Torniamo a parlare delle orecchiette di Barivecchia con importanti novità. La tradizione è salva. Da ora le orecchiette dovranno essere rigorosamente preparate in casa, dove dovranno essere posizionati anche tavoli in acciaio e lavabo. Sarà assolutamente vietata la vendita di quelle industriali. E noi siamo tornati all’Arco Basso per festeggiare questo speciale traguardo per Quinto Potere e la nostra richiesta. 

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Truffa delle orecchiette, turisti “cornuti e contenti” a scuola di versi: “Loconte u ricottàre”

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta della truffa delle orecchiette, dopo lo sciopero e la sceneggiata delle pastaie del borgo antico di Bari, multate per occupazione di suolo pubblico.

Le signore delle orecchiette hanno deciso giorni fa di incrociare i mattarelli e non impastare in segno di protesta, nonostante i vicoli siano stracolmi di turisti.

C’eravamo recati sul posto e ancora una volta l’accoglienza era stata tremenda. Siamo stati apostrofati nel peggiore dei modi e aggrediti. Il video ha fatto il giro d’Italia e magicamente si è tornato a parlare del caso delle orecchiette anche sulle emittenti televisive nazionali. 

Dopo aver visto alcuni collegamenti, tra cui quello di Mediaset per Mattino Cinque, e aver sentito l’assessore Petruzzelli al fianco di Nunzia, siamo stati colpiti da una forte sensazione di sconforto per come è stato trattato il caso. Sconforto dettato anche dai versi e dagli insulti che puntualmente sono indirizzati alla nostra troupe ogni volta all’Arco Basso. Il tutto davanti ai turisti “cornuti e contenti”.

Orecchiette all’Arco Basso, finita la sceneggiata a favore di telecamera: la truffa continua

Lo sciopero è già finito. Le pastaie del borgo antico di Bari, dopo le multe per occupazione di suolo pubblico ricevute nei giorni scorsi, avevano deciso due giorni fa di incrociare i mattarelli e non impastare in segno di protesta, nonostante i vicoli siano stracolmi di turisti.

C’eravamo recati sul posto e ancora una volta l’accoglienza era stata tremenda. Siamo stati apostrofati nel peggiore dei modi e aggrediti. Il video ha fatto il giro d’Italia.

Come immaginavamo, la sceneggiata a favore di telecamera è finita subito e così la truffa è potuta ripartire. E siamo tornati sul posto per documentare il ritorno alle origini. 

Truffa delle orecchiette, Nunzia e la rivoluzione dell’Arco Basso: offese educate e HACCP a sfazione

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta sulle orecchiette di Barivecchia. Secondo quello che siamo riusciti ad apprendere, il 2 maggio scorso, il tecnico incaricato dal Comune ha elaborato il disciplinare per l’HACCP.

Finalmente esisterebbe dunque un documento per la gestione delle orecchiette. Non conosciamo i dettagli esatti, ma da quello che abbiamo appreso è previsto quantomeno il minimo sindacale. Come ad esempio l’utilizzo di guanti.

Siamo tornati sul posto nel pieno della festa di San Nicola, con una marea di turisti da tutto il mondo, e abbiamo constatato che non è cambiato niente. Emblematico il siparietto di due turisti stranieri che, con Google Translate, hanno chiesto la presenza o meno di noci all’interno dei prodotti causa allergia.

Non è cambiato assolutamente niente e questa volta lo abbiamo mostrato ironicamente, scherzando anche sul posto. In 23 minuti si vede la sintesi di tutto quello che abbiamo denunciato senza denunciare, con una semplice passeggiata all’Arco Basso.

Da quello che abbiamo appreso, al momento non è arrivata neppure la richiesta di occupazione di suolo pubblico con Nunzia in prima fila, l’unica signora ad oggi ad avere un’attività. Abbiamo infine avuto l’indicazione che oggi la priorità del Comune a quanto pare sembra essere la vendita di sgagliozze. Tra queste quelle vendute in piazza Mercantile, davanti alla Guardia di Finanza, con bombole di gas e tutti i pericoli annessi del caso.

Truffa delle orecchiette, prima denuncia 6 anni fa. Le signore: “Qui non vengono a fare i controlli”

Ora tutti parlano della truffa delle orecchiette a Barivecchia. C’è chi cita l’inchiesta di Quinto Potere e chi no, ma siamo ben consapevoli di essere stati i primi ad aver scoperchiato il caso di Pandora. Già anni fa eravamo andati lì sul posto e, come si può vedere nel video allegato e rispolverato, l’atteggiamento delle signore di Barivecchia era totalmente diverso rispetto a quello mostrato qualche giorno fa.

I banchetti allestiti erano apprezzabili e le orecchiette erano fatte in casa. Eravamo andati sul posto dopo l’annuncio di Decaro sulla lotta agli abusivi. Quello che ci colpì all’epoca, al netto già delle problematiche evidenziate come la mancanza di etichette e scontrini, fu proprio l’atteggiamento delle signore di Barivecchia. Non erano impaurite di eventuali controlli e le risposte date non sono cambiate nel corso del tempo: “Abbiamo famiglie da mantenere”.

Se da un lato era stata annunciata la lotta agli abusivi, dall’altro si è tollerato tutto. Soprattutto a Barivecchia e la situazione oggi è degenerata. Sui banchi il cambio è stato radicale, le orecchiette vendute ora sono di un colore improponibile. La vendita folkloristica è stata trasformata in un mercimonio qualunque. La tradizione è venuta meno e i responsabili sono proprio coloro che dovrebbero essere i baluardi della tradizione. Ci siamo preoccupati per la trasformazione della situazione e siamo tornati a denunciare tutto con la nostra inchiesta. Non va smantellato nulla, ma il mercimonio sì. Va recuperata e regolarizzata la tradizione. Proprio come l’Amministrazione Comunale si augura di fare, almeno a parole.