Truffa orecchiette, Cassano la benedice. Chiesta l’archiviazione: “Antonio non rompere i cog***ni”

Il “blitz” e il ritorno di Antonio Cassano in città, in occasione della tappa di Viva el Futbol al Teatro Team, hanno riacceso i riflettori sulle orecchiette di Barivecchia.

L’ex calciatore è tornato nei vicoli dove è cresciuto ed è stato accolto in grande stile dalle pastaie che gli hanno riservato anche entrate trionfali con il lancio delle orecchiette.

Cassano ha prima scherzato sull’originalità e sull’autenticità del prodotto, salvo poi consigliare di “buttare qualcosa in testa” a chi si reca a Barivecchia per “dare fastidio”.

La passeggiata di Cassano, rigorosamente data in pasto ai social, arriva pochi giorni dopo la notizia della richiesta di archiviazione da parte della Procura nell’ambito dell’inchiesta per truffa.

Pur riconoscendo la frode nell’esercizio del commercio messa in atto nei vicoli della città vecchia, la Procura ha chiesto l’archiviazione per le tre persone indagate. Tra loro c’è anche Nunzia Caputo, la regina delle orecchiette. Il motivo? Il fatto “risulta di particolare tenuità per le modalità della condotta, l’esigua entità del danno cagionato e l’intensità del dolo”.

Una condotta che viene definita dal pm “non abituale”. Eppure, come testimoniato dalla nostra inchiesta giornalistica, la realtà è stata un’altra. Ora il gip deciderà se procedere con l’archiviazione oppure no. Noi come sempre ci mettiamo la faccia e siamo tornati a Barivecchia. L’accoglienza a noi riservata non è stata certamente quella data a Cassano.

Truffa delle orecchiette senza freni. Davide: “Comprate dopo l’aggressione. Ai turisti va bene così”

Un incontro casuale che offre tanti spunti di riflessione. Vi mostriamo la chiacchierata avuta con Davide che ci segue da Prato. Lo abbiamo trovato a Bari con un sacchetto. All’interno taralli e orecchiette industriali comprati all’Arco Basso di Barivecchia. 

Continue reading

“Orecchiette” buttate nei cassonetti. Il vecchio video svela la truffa: “Franca togli tutto le Iene”

Siamo stati letteralmente inondati di messaggi e segnalazioni sui nostri canali social nelle ultime ore. In tanti ci avete inoltrato il reel pubblicato su Instagram da Davide Petrelli.

Il video è stato registrato a novembre scorso, ma è stato diffuso sui social solo nei giorni scorsi. Un blitz all’Arco Basso di una troupe delle Iene genera il panico tra le signore delle orecchiette. Una ragazza corre spaventata per avvisare di “togliere tutto”.

A testimonianza di come i prodotti esposti sui banchetti e venduti ai turisti non siano artigianali, ma industriali. Quello che denunciamo da mesi. E da novembre scorso ad oggi la situazione non è assolutamente cambiata, come vi abbiamo raccontato. E siamo tornati anche rovistare nei cassonetti e ripescare i soliti cartoni.

Orecchiette Barivecchia, Home Restaurant: “Il vademecum del Comune sulle IAD è un pastrocchio legale”

“Prendiamo atto con un misto di plauso e rammarico del recente vademecum presentato dal Comune di Bari, relativo alla produzione e vendita di pasta fresca in casa”, chiosa Gaetano Campolo. “È lodevole che finalmente si parli di Imprese Alimentari Domestiche (IAD) e non più di Home Restaurant, riconoscendo la specificità di queste attività. È altrettanto apprezzabile che il comunicato faccia riferimento a tutte le pastaie, uscendo dall’ottica riduttiva che per troppo tempo ha concentrato l’attenzione su un singolo caso emblematico come quello di Nunzia”.

Inizia così il comunicato di Home Restaurant a firma di Gaetano Campolo. “Questi sono passi nella direzione giusta, che dimostrano una seppur tardiva consapevolezza della complessità della questione. Tuttavia, il plauso si ferma qui. Sfortunatamente, le linee guida presentate dall’assessore Petruzzelli e dai tecnici comunali rivelano una conoscenza lacunosa della normativa vigente, in particolare di quella nazionale – si legge ancora -. Il vademecum, pur affrontando aspetti importanti come l’igiene e la tracciabilità, ignora o interpreta erroneamente punti cruciali che rendono le proposte attuali insufficienti e potenzialmente fuorvianti. Innanzitutto, è fondamentale ribadire un concetto inequivocabile: le IAD non sono esercizi aperti al pubblico. Questo significa che la preparazione e la vendita dei prodotti non possono avvenire all’esterno dell’abitazione, né tantomeno attraverso banchetti su strada”.

“Il comunicato stesso, in un punto, afferma che ‘non si potrà preparare pasta fresca all’esterno, se non a scopo dimostrativo’, ma poi non chiarisce adeguatamente le modalità di vendita, lasciando spazio a pericolose ambiguità che potrebbero portare a una riproposizione di pratiche illegali. Purtroppo, la normativa regionale in materia, su cui si basano queste interpretazioni locali, è a nostro avviso incostituzionale – continua -. Non è un caso che già da marzo 2025 abbiamo sporto denuncia all’Antitrust proprio su queste incongruenze. Già in una video-intervista su Quinto Potere, ben prima di questo vademecum, parlavamo di IAD e delle loro peculiarità, ma la resistenza da parte di alcuni operatori a rimuovere i banchetti è stata forte, un segno di una radicata, ma errata, convinzione di legittimità. Non possiamo inoltre ignorare un aspetto cruciale: la maggior parte dei prodotti venduti su strada sono prodotti industriali. Dare il via libera alle IAD con un accesso al pubblico indiscriminato, come erroneamente suggerito da alcune pratiche attuali, significherebbe reintrodurre una situazione di illegalità diffusa e, cosa ben più grave, un pericolo per la salute pubblica. Non è solo una questione di concorrenza leale, ma di tutela dei consumatori”.

“Le IAD, per essere considerate legali e sicure, devono rispettare una normativa nazionale stringente in materia di abitazione, che include requisiti precisi su altezze, spazi predisposti alla preparazione dei prodotti e condizioni igienico-sanitarie. Il vademecum accenna a queste ultime, ma senza approfondire la necessità di conformità strutturale. La vendita dei prodotti delle IAD è possibile, ma in appositi mercati organizzati, dove si possano garantire controlli, tracciabilità e il rispetto delle norme fiscali – aggiunge Campolo -. Non è concepibile né legalmente ammissibile la vendita diretta davanti o all’interno della propria abitazione, che dovrebbe essere esclusivamente un luogo di produzione, non un esercizio commerciale aperto. Ogni transazione dovrebbe avvenire con un registratore di cassa, garantendo la piena regolarità fiscale”.

“Gli Home Restaurant, nati in assenza di una legge specifica ma operando con regole rigidissime e autoimposte per garantire qualità e sicurezza, si trovano oggi in una situazione paradossale. A Bari Vecchia, in particolare, si cercano soluzioni di fronte a quella che si configura sempre più come una truffa ai danni dei turisti – conclude -. La portata di orecchiette, per quanto artigianale, non potrà mai compensare un’offerta turistica completa e di qualità. Senza contare che la pasta fresca, per sua natura, non sarebbe idonea al trasporto all’estero, vanificando l’idea di un prodotto da “esportazione” per il turista. In conclusione, pur apprezzando il riconoscimento del termine IAD e l’apertura a tutte le pastaie, il Comune di Bari deve fare i conti con la realtà normativa. È indispensabile che gli assessori e i tecnici approfondiscano le leggi nazionali e regionali, evitando interpretazioni che, seppur ben intenzionate, rischiano di creare ulteriore confusione e alimentare pratiche illecite. La strada per una vera regolarizzazione è ancora lunga e richiede un impegno serio e una conoscenza approfondita della materia, ma intanto devono fermarsi”.

Truffa delle orecchiette all’Arco basso, presentato il disciplinare: disattesi tutti i requisiti

Torniamo a parlare delle orecchiette di Barivecchia con importanti novità. La tradizione è salva. Da ora le orecchiette dovranno essere rigorosamente preparate in casa, dove dovranno essere posizionati anche tavoli in acciaio e lavabo. Sarà assolutamente vietata la vendita di quelle industriali. E noi siamo tornati all’Arco Basso per festeggiare questo speciale traguardo per Quinto Potere e la nostra richiesta. 

Continue reading

Barivecchia come una volta, ecco le nuove regole rigide per le pastaie: stop alla vendita delle orecchiette industriali

Ritorno alle origine per la tradizione delle orecchiette baresi. Oggi è in programma un incontro tra le pastaie di Barivecchia e l’amministrazione comunale, al centro il manuale di autocontrollo redatto da un tecnologo che impone regole rigide per la produzione e la vendita delle orecchiette nel borgo antico della città.

Le orecchiette saranno rigorosamente preparate in casa, dove dovranno essere posizionati anche tavoli in acciaio e lavabo. All’esterno potranno essere fatte solo dimostrazioni. Le pastaie, nella preparazione all’interno delle proprie abitazioni, dovranno indossare il cappellino e rispettare diverse misure igieniche.

Sarà assolutamente vietata la vendita di orecchiette industriali. Stesso discorso per i taralli, potranno essere venduti solo quelli prodotti artigianalmente. In più le pastaie dovranno specificare la provenienza della semola con semplici cartelli.

 

Orecchiette all’Arco Basso, finita la sceneggiata a favore di telecamera: la truffa continua

Lo sciopero è già finito. Le pastaie del borgo antico di Bari, dopo le multe per occupazione di suolo pubblico ricevute nei giorni scorsi, avevano deciso due giorni fa di incrociare i mattarelli e non impastare in segno di protesta, nonostante i vicoli siano stracolmi di turisti.

C’eravamo recati sul posto e ancora una volta l’accoglienza era stata tremenda. Siamo stati apostrofati nel peggiore dei modi e aggrediti. Il video ha fatto il giro d’Italia.

Come immaginavamo, la sceneggiata a favore di telecamera è finita subito e così la truffa è potuta ripartire. E siamo tornati sul posto per documentare il ritorno alle origini. 

Orecchiette, sciopero farsa dopo le multe. L’ira del “clan” delle pastaie: parolacce e mani addosso

Le pastaie del borgo antico di Bari, dopo le multe per occupazione di suolo pubblico ricevute nei giorni scorsi, hanno deciso di incrociare i mattarelli e non impastare oggi in segno di protesta. Ci siamo recati sul posto e ancora una volta l’accoglienza è stata tremenda. Siamo stati apostrofati nel peggiore dei modi e aggrediti, mentre le pastaie hanno rilasciato interviste ai microfoni dei vari giornalisti presenti sul posto. 

Continue reading