Parco della giustizia a Bari, colpo di scena. Accolto il ricorso contro Cobar-Sac: conteggio da rifare

Il Tar di Bari ha accolto parzialmente il ricorso presentato dal raggruppamento di imprese che si è classificato secondo nella gara per la realizzazione del Parco della Giustizia di Bari, aggiudicato a giugno scorso per 367 milioni da Cobar di Altamura e Sac di Roma.

Tutto ora viene rimesso in discussione. Tutto ruota attorno all’attribuzione di cinque punti a Cobar-Sac in relazione al sub criterio D2 – ottimizzazione del livello di certificazione Leed”.

Tolti quei cinque punti, le due società slitterebbero in seconda posizione nella graduatoria finale, con conseguente attribuzione dell’appalto alle seconde classificate. Ma secondo i giudci andranno comunque rivalutati anche 3,68 punti attribuito al gruppo che si è classificato secondo.

Bari, un parco pubblico nel Parco della Giustizia: protocollo d’intesa tra Comune, Ministero e Agenzia del Demanio

La giunta comunale ha approvato ieri, su proposta del sindaco Vito Leccese, lo schema di protocollo d’intesa tra il Comune di Bari, il Ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio finalizzato alla gestione, da parte dell’amministrazione comunale, del parco pubblico, con annessi edifici e spazi pubblici per verde e servizi accessori all’interno del “Parco della Giustizia di Bari”, in via di realizzazione presso l’area precedentemente occupata dalle caserme Capozzi e Milano, di proprietà dello Stato.

Nell’ambito della collaborazione istituzionale avviata in questi anni tra gli enti coinvolti, l’Agenzia del Demanio si impegna realizzare le condizioni necessarie per la locazione, a titolo gratuito, in favore del Comune di Bari, del parco pubblico, come da progetto, nonché a valutare contestualmente la possibilità di procedere al suo trasferimento in proprietà secondo le modalità che successivamente saranno ritenute idonee, nel rispetto delle vigenti previsioni normative.

Nel documento approvato si specifica che le parti svolgeranno tutte le attività di rispettiva competenza per il conseguimento dell’obiettivo indicato nelle premesse, assumendo i rispettivi impegni: l’Agenzia del Demanio dovrà attivare le procedure finalizzate alla locazione a titolo gratuito del parco pubblico, con annessi edifici e spazi pubblici per verde e servizi accessori, compreso nel realizzando Parco della Giustizia per 19 anni, a fronte dell’assunzione degli oneri di legge, inclusi quelli manutentivi, ordinari e straordinari, da parte dell’ente locale e, nel frattempo, verificare la possibilità di trasferire tali aree al Comune di Bari. Inoltre l’Agenzia si impegna a garantire tre anni di manutenzione delle aree attrezzate a verde per l’attecchimento delle piante e ad assicurare l’approvvigionamento idrico nei termini previsti, a garantire il frazionamento degli impianti a servizio delle aree attrezzate oggetto di convenzione, a consegnare il Piano e il Programma di manutenzione del verde comprensivo della relativa stima dei costi.

Il Comune di Bari, in qualità di locatario, dovrà sottoscrivere il contratto di locazione a titolo gratuito del parco pubblico, assumendo a proprio carico tutti gli oneri di cui agli articoli 10 e 15 di cui al DPR 296/2005, secondo le modalità individuate in attuazione del protocollo, riconoscendo la primaria importanza della fruizione pubblica quale strumento atto ad assicurare il successo del processo di rigenerazione urbana. Dovrà inoltre sollevare e manlevare l’Agenzia del Demanio da qualsiasi responsabilità, anche di natura finanziaria, in ordine alla gestione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle aree e dei beni locati, assumendone anche la custodia e la vigilanza, nonché gli oneri relativi alla sicurezza, prevenzione e rimozione dei rischi, oltre a ogni ulteriore obbligo di adeguamento normativo e/o tributario gravante sui beni stessi, eccezion fatta di quelli correlati alla esecuzione delle opere e ai contenziosi correlati alla realizzazione del Parco della Giustizia. L’ente prenderà in consegna le aree e i beni non appena gli stessi saranno completati e collaudati, con l’impegno di formulare istanza di trasferimento in proprietà.

“L’atto approvato sancisce la collaborazione interistituzionale che ha permesso alla nostra città di essere protagonista di una delle più importanti operazioni di rigenerazione urbana del Paese – commenta il sindaco Vito Leccese -. Il progetto del Parco della Giustizia ha il grande merito di essere pensato per garantire una sede idonea e finalmente all’altezza dell’importanza che la funzione giudiziaria e il lavoro degli operatori della giustizia del distretto barese rivestono.

Con grande soddisfazione, in questi anni, abbiamo immaginato insieme all’Agenzia del Demanio e al Ministero della Giustizia un’opera che non si limitasse solo alla realizzazione di aule e uffici confortevoli ma che fosse un luogo inserito in un contesto urbano totalmente accessibile e fruibile dai cittadini.

La giustizia in questi anni ha liberato la città dal giogo delle mafie e della criminalità permettendole di tornare a respirare. Di qui l’idea di creare una ‘bolla di ossigeno verde’ intorno alla sede dei nuovi uffici giudiziari, che in qualche modo rappresenti l’aria salubre che, anche grazie al lavoro della magistratura e degli organi giudiziari, vogliamo respirare a Bari”.

BREVE DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Il parco verde previsto dal progetto “Parco della Giustizia di Bari”, con i suoi 10 ettari circa, sarà per estensione il più grande parco urbano di Bari con oltre 900 alberi, tra nuove piantumazioni e recupero di quelle esistenti.

L’estensione dell’area piantumata avrà, in realtà, una consistenza ancora più ampia, considerando gli oltre 10.000 mq dei tetti a verde e delle corti della parte edificata per la sede dei plessi del nuovo Palazzo di Giustizia.

Il cuore del parco è definito da un anello verde e blu, un percorso che renderà possibile l’esperienza di diversi ecosistemi e tipologie di paesaggio che richiamano il territorio barese: quello urbano, agricolo, ripariale e litoraneo.

L’area ospiterà impianti per lo sport e il tempo libero, a servizio di tutte le fasce di utenti, con campi da tennis, calcetto, basket, aree gioco per bambini, spazi fitness e orti urbani. Ma sarà anche un luogo per esposizioni dedicate all’arte e alla cultura. L’asse Nord-Sud, detto “Spina centrale”, oltre a connettere i due lotti, metterà in collegamento concettuale il parco con il centro storico di Bari e il mare. Nella piazza dei tribunali, vasche di vegetazione, alberi e fontane d’acqua raffrescheranno l’ambiente, donando comfort alle aree esterne degli edifici.

Con l’aumento della superficie verde e il maggiore assorbimento di polveri sottili e Co2, la qualità dell’aria e del microclima degli spazi aperti migliorerà sensibilmente. La scelta delle specie vegetali sarà coerente con quelle autoctone delle vicine aree protette, integrate con le alberature di pregio esistenti, creando una combinazione che richiama il paesaggio tipico pugliese.

Inoltre il tipo di vegetazione scelta, oltre ad escludere specie potenzialmente infestanti o dannose per l’habitat locale, faciliterà l’attecchimento degli alberi garantendo poi una minore manutenzione a lungo termine.

Per quanto riguarda l’illuminazione, al fine di garantire la sicurezza degli spazi, i percorsi saranno illuminati da pali con luci LED e a incasso nella pavimentazione. Diverso invece il trattamento delle aree verdi e boscate, volutamente non illuminate con luci artificiali, così da garantire la naturalità delle aree e favorire la biodiversità.

Tra i materiali utilizzati, la pietra di Trani, ideale per l’elevata resistenza e assorbenza, è un chiaro richiamo ai rivestimenti del centro storico di Bari.

Parco della Giustizia a Bari, pubblicato il bando: al via la fase esecutiva. Importo a base d’asta oltre i 300 milioni

L’agenzia del Demanio ha pubblicato il bando per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dei lavori di realizzazione del Parco della Giustizia di Bari. Il progetto – riferisce una nota dell’agenzia – prevede la realizzazione di un grande parco pubblico destinato a ospitare tutti gli uffici giudiziari di Bari trasformando un’area inutilizzata da anni in uno spazio riqualificato per il quartiere e in relazione con la città. L’importo a base d’asta dell’appalto è di 306.728.997 euro e le offerte dovranno pervenire entro le ore 12.00 del 16 ottobre 2024.

Nel rispetto del cronoprogramma – è detto ancora – la pubblicazione del bando segue la conclusione degli interventi di demolizione e bonifica dell’area delle ex Caserme Milano e Capozzi all’interno della quale sarà realizzato il progetto. Il cantiere per le demolizioni, attraverso un insieme di misure e azioni in chiave sostenibile, ha permesso il recupero e il riciclo del 98,3% del materiale demolito, pari a 137.818 mc, il contenimento dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti, il riutilizzo delle acque di origine meteorica e di quelle impiegate nelle operazioni di cantiere. Il 68% di superficie è stata liberata da asfalto e cemento e oltre il 50% dell’area interessata dall’intervento sarà destinata a parco pubblico.

“Il Parco della Giustizia di Bari – sottolinea la nota – si inserisce nella più ampia collaborazione tra il ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio, impegnate a rigenerare su tutto il territorio nazionale grandi compendi da destinare a uffici giudiziari, in un’ottica di sostenibilità ambientale, riduzione del consumo di suolo, innovazione e centralità dell’utenza. Il progetto prevede la valutazione degli impatti ambientali e sociali generati attraverso indicatori di performance (KPI) sviluppati in ambito ESG e un’analisi di resilienza ai cambiamenti climatici su come l’intervento si adatterà a eventuali eventi estremi”.

Nuovo Parco della Giustizia a Bari, presentato il progetto a Roma. Decaro: “La più grande opera pubblica in città”

È stato presentato oggi, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, il progetto del nuovo Parco della Giustizia di Bari. L’intervento si inserisce in un più ampio quadro di collaborazione tra il Ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio per la costruzione di un modello dei Parchi della Giustizia, capace di ottimizzare gli spazi in uso agli uffici giudiziari e di rispondere alle necessità del territorio con azioni di recupero urbano a beneficio della cittadinanza. Alla conferenza stampa sono intervenuti il vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, il direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme e il sindaco di Bari Antonio Decaro. Il Ministero della Giustizia è committente e principale finanziatore dell’intervento avviato nel capoluogo pugliese, il cui obiettivo prioritario è quello di unificare gli uffici giudiziari attualmente dislocati in più sedi sul territorio comunale, ottenendo così un miglior utilizzo degli spazi e delle risorse economiche. Sarà infatti possibile abbattere il costo delle locazioni passive che, per i soli uffici giudiziari baresi, ammontano a circa 2 milioni di euro annui. Con una convenzione del 2020, il Ministero della Giustizia ha affidato all’Agenzia del Demanio le funzioni di stazione appaltante e tutte le attività tecnico-amministrative finalizzate alla realizzazione dell’opera L’importo totale dell’investimento per la realizzazione dell’opera è di circa 405 milioni di euro, di cui 382 milioni sono già stati stanziati dal Ministero della Giustizia e per la restante quota sono stati messi a disposizione fondi dall’Agenzia del Demanio.

“Questo è un lungo viaggio che nella giornata di oggi segna una tappa importante per avvicinarci alla meta – ha dichiarato Antonio Decaro -. Abbiamo fatto tanta strada, sono cambiati i compagni di viaggio, ma ciò che conta, per me, è che la mia città oggi sia qui e sia protagonista del video che avete appena visto. Ringrazio il vice ministro Sisto, che ha dato un contributo determinante a questa vicenda, e la direttrice Dal Verme per aver impresso un’impronta innovativa e verde a quella che sarà forse l’opera pubblica più importante realizzata nel capoluogo pugliese nei prossimi anni. Ma, insieme alle due personalità che oggi siedono al mio fianco, sento di ringraziare tutti i rappresentanti istituzionali che da quando faccio il sindaco hanno avuto un ruolo in questa storia. Non li citerò per paura di dimenticarne o tralasciarne qualcuno. Ma, ve lo posso assicurare, sono stati tanti. Dico questo perché in questi anni, pur di arrivare a questo punto, mi sono seduto a tutti i tavoli, ho parlato con tutti i ministri, i vertici degli organi giudiziari, i dirigenti e i funzionari che si sono succeduti. Senza fare alcuna distinzione di parte politica. Perché questo deve fare un sindaco per la propria comunità, mettere l’interesse di tutti davanti all’interesse di parte. L’ho fatto per quei 1800 professionisti citati nella presentazione del progetto, perché a loro dobbiamo chiedere scusa per la vergogna di quelle tende, non l’ho dimenticato, e allo stesso tempo dire grazie per il lavoro sacrosanto che svolgono quotidianamente sul nostro territorio. L’ho fatto per la mia comunità, che merita una sede della giustizia dignitosa, innovativa, aperta alla città. Due caserme abbandonate che si trasformano nel Parco della Giustizia rappresentano un segnale forte per la nostra città. Una richiesta di fiducia nella giustizia e nelle istituzioni che si palesa anche attraverso i luoghi in cui questa funzione viene esercitata. Il nuovo Parco della Giustizia è un diritto per la mia città e, per me, un dovere istituzionale che da sindaco ho cercato di onorare. Sin da quando in sede di Commissione di Manutenzione, il 16 dicembre del 2014 in Prefettura, proposi la soluzione di una sede unica per tutta le funzioni giudiziarie indicando per la prima volte le caserme dismesse Milano e Capozzi, oggi al centro di questo importante progetto di riqualificazione. Qui da subito abbiamo immaginato un grande parco verde che restituisse ossigeno ed energie a questa città: 26 costruzioni, tra fabbricati e caserme, demoliti, a fronte di soli 4 edifici ricostruiti in cui saranno accorpati tutti gli uffici giudiziari, e 10 ettari di verde pubblico, ribaltando completamente la situazione attuale che vede la totalità di quello spazio chiuso alla città. I dettagli del progetto sono stati presentati e il Comune, anche nei prossimi giorni, sarà al lavoro per perfezionare gli ultimi dettagli delle procedure di nostra competenza. Ancora una volta mettiamo a disposizione tutti gli strumenti che abbiamo per dare a Bari la più grande opera pubblica dei prossimi anni. Un’opera sostenibile, aperta, di visione ma anche di sostanza. Che restituisce dignità agli operatori della giustizia e fiducia ai cittadini”.

“Il progetto del Parco della Giustizia di Bari è la prova di quanto un’accurata e convinta sinergia istituzionale possa portare a risultati importanti – ha affermato Francesco Paolo Sisto -. Ci troviamo di fronte ad un progetto di eccellenza, che unisce innovazione tecnologica, materiali di avanguardia, scelte organizzative sensibili al “pubblico”: magistrati, avvocati, utenza. Il ministero della Giustizia, così come il Demanio, ha dimostrato vicinanza ai cittadini di Bari”.

“La visione che ci guida – ha sottolineato Alessandra dal Verme – è quella di uno Stato generoso, capace di coniugare la logica della riduzione della spesa pubblica e razionalizzazione della logistica per la Pubblica Amministrazione con l’obiettivo di portare bellezza, rigenerazione e cura dei territori. L’intervento del Parco della Giustizia permette di restituire a Bari un’importante area verde molto attesa dal territorio e una logistica della Giustizia integrata con la città. Sarà l’avvio di un processo virtuoso che interesserà gradualmente i diversi quartieri con interventi di rigenerazione diffusa. Come a Bari in tutta Italia l’Agenzia è impegnata alla riqualificazione del patrimonio pubblico per fornire il proprio contributo agli obiettivi dell’Agenda 2030, allo sviluppo sostenibile, economico e sociale, delle nostre città”.

IL PROGETTO

Il Parco della Giustizia nascerà nell’area delle ex Caserme Milano e Capozzi, nel quartiere Carrassi, con l’obiettivo di far rivivere una porzione della città ad oggi sottoutilizzata, ma dalle grandi potenzialità di sviluppo. Al centro del progetto c’è la realizzazione di un “grande parco verde”, in linea con la politica di forestazione urbana, che punta a diventare il centro nevralgico e sociale del quartiere, in continuo dialogo con il centro della città e il mare. Grazie a questo intervento, la nuova superficie da destinare al verde, sarà più che triplicata, fino ad arrivare a oltre 10 ettari, con al suo interno un lago artificiale che coprirà una superficie di quasi un ettaro. Sono previsti anche parcheggi e percorsi dedicati alla mobilità dolce che attraverseranno e disegneranno il parco. Su una superficie complessiva di quasi 15 ettari, impegnata dalle 26 caserme in disuso, gli edifici destinati ad attività giudiziarie si svilupperanno invece solo su una superficie di poco più di 3 ettari e mezzo, ovvero solo il 30% dell’intera area, lasciando al parco il restante 70% della superficie. Il complesso sarà formato da 4 edifici a corte a pianta quadrata e disposti tra loro con dei minimi sfasamenti, quasi a richiamare l’immagine di un Quadrifoglio scomposto, tra le cui foglie si aprono spazi di percorrenza e di sosta. Gli spazi, dove si stima lavoreranno circa 1800 professionisti, tra giudici, procuratori, magistrati, avvocati e altre figure professionali, saranno articolati in una serie di corti giudiziarie e luoghi di formazione, accompagnati da ambienti amministrativi e di supporto, incardinati da ampi spazi di relazione. Il Polo permetterà infatti di unificare tutti gli uffici giudiziari di Bari: il Tribunale Penale, il Tribunale Civile, la Corte d’Appello, il Tribunale dei Minorenni, il Tribunale di Sorveglianza e il Giudice di Pace. Gli investimenti messi in campo garantiranno la minimizzazione delle emissioni di CO2, la riduzione o il raggiungimento della neutralità carbonica attraverso l’integrazione di soluzioni ad elevate prestazioni energetiche, interventi di rinaturalizzazione, l’utilizzo di tecnologie per la riduzione dei consumi idrici e di materiali a contenuto riciclato, in linea con i principi ESG (Environmental, Social e Governance) adottati dall’Agenzia del Demanio. Si tratta di un progetto complesso e articolato che vede tutti gli attori coinvolti nelle diverse fasi di sviluppo, a partire dal bando di concorso internazionale per la progettazione, pubblicato dall’Agenzia e affidato al raggruppamento Atelier(s) Alfonso Femia, Proger, Magnanimo Ingegneri Associati e Land Italia. L’operazione vede impegnati Ministero della Giustizia, Agenzia del Demanio e Comune di Bari nello sviluppo e nella trasformazione del territorio attraverso un articolato piano di interventi strategici che riguardano, tra gli altri, la mobilità dolce, la riqualificazione di quartieri decentrati e degradati e la lotta al cambiamento climatico. Da oggi è possibile avere informazioni di dettaglio sull’operazione e sullo stato di avanzamento delle attività per la realizzazione del polo giudiziario, collegandosi al sito dedicato su www.parcodellagiustiziadibari.com.