Maltempo in Puglia, colpiti 116 comuni. Agricoltura in ginocchio: perdite stimate di un miliardo di euro

La Puglia conta i danni dopo l’ondata di maltempo che tra il 31 marzo e il 2 aprile ha colpito 116 comuni, causando devastazioni diffuse su quasi un terzo del territorio regionale. La Capitanata è l’area più colpita con 42 centri interessati, seguita da Barese (18), Salento (14), Brindisino (13) e Tarantino (11).

Gli uffici regionali stanno censendo edifici pubblici e privati, aziende e famiglie sfollate per preparare la richiesta al Governo del riconoscimento dello stato di emergenza e sbloccare gli aiuti nazionali.

Il settore più colpito è l’agricoltura: Confcooperative Puglia parla di una crisi senza precedenti, con circa 200 milioni di euro di raccolti distrutti tra ortaggi, asparagi e broccoletti.

I danni strutturali — strade rurali cancellate, aziende allagate, canali di scolo compromessi e terreni resi inutilizzabili — fanno salire la stima complessiva vicino al miliardo di euro. La Regione ora deve affrontare la doppia sfida di ottenere risorse immediate e ricostruire rapidamente un sistema produttivo piegato in due.

Dimissioni e perdite, Amtab nel caos. I sindacati: “Sconcertati e preoccupati speranze quasi spente del tutto”

“La notizia delle recentissime dimissioni del Presidente del CdA di Amtab (dopo soli 8 mesi dalla sua nomina) ha lasciato sconcertati i lavoratori e noi. Queste dimissioni giungono a pochissima distanza dalle dimissioni del dirigente del personale a soli 5 mesi dalla nomina”. Inizia così il comunicato congiunto dei sindacati CGIL, FILT-CISL, UILT, FAISA CISAL, UGL, FISAST CISAS, CON.FAIL e CILDI.

“Questi professionisti, sin dal loro insediamento, si erano presentati con progetti ambiziosi per il risanamento e il rilancio di Amtab, oltre che prospettare una due diligence con lo scopo di fare luce sulle tante ombre del passato. Tali progetti, non solo erano stati condivisi, ma addirittura sposati da noi. Corre l’obbligo di ricordare che Amtab viene fuori da una gestione fortemente discutibile e sulla quale sono state presentate denunce alle autorità competenti. I progetti del nuovo (oramai ex management) rappresentavano uno spiraglio di luce nel buio in cui era finita l’Azienda e costituivano le premesse per una vera resurrezione del trasporto pubblico cittadino e dei suoi dipendenti (circa 760, con famiglie a carico) che legittimamente auspicavano un rinnovo del contratto di secondo livello, anche alla luce delle paghe misere che costringono alcuni dipendenti a doversi dimettere e cercare lavoro altrove, pur di garantire una vita dignitosa per loro e per le loro famiglie Qualora occorra, ricordiamo che un autista “professionista” neo assunto percepisce una paga di 1150€ al mese, che di certo non può considerarsi uno stipendio adeguato a un lavoratore specializzato – si legge nella nota -. Con le dimissioni del management, a cui va aggiunta l’assenza di un direttore di esercizio da quasi due anni, le speranze che avevano i lavoratori di veder risollevata l’Azienda si sono quasi spente del tutto. Resta solo il Direttore Generale, di cui si apprezza il notevole impegno, ma che sarebbe preferibile avere a tempo pieno anziché part time. Il Sindaco della città di Bari aveva prospettato un cronoprogramma per il rilancio di Amtab che si è concretizzato solo in minima parte; infatti, da ciò che si apprende dalla stampa, pare che il Comune di Bari sia orientato ad usare un artificio contabile sulle imposte anziché, come sarebbe più giusto e logico, procedere a una ricapitalizzazione del capitale sociale; un atto necessario dopo le perdite della pregressa gestione. A tal proposito, siamo sicuri che il Comune abbia vigilato con attenzione sui conti Amtab negli ultimi anni? Infatti, sempre dalla stampa si apprende che ci sono state frizioni tra il management dimissionario e la parte tecnica del Comune di Bari, in particolare sui contenuti della relazione al bilancio redatta dal collegio dei sindaci”.

“Fare chiarezza su questa vicenda rappresenterebbe una grande operazione di trasparenza da parte del socio unico, atteso che Amtab è una società a capitale pubblico e per tanto soggetta a regole precise. Nell’arco di un anno e mezzo abbiamo assistito a un vorticoso giro di valzer tra nomine e dimissioni che ha acuito la confusione e instabilità che già regnavano in Amtab da molti anni – concludono i sindacati -. Con tutte le notizie che trapelano dalla stampa, con l’instabilità annosa del management e con le conseguenze di gestioni passate discutibili, temiamo che a farne le spese saranno gli utenti del trasporto cittadino e i lavoratori di Amtab in nome di dinamiche che appaiono poco trasparenti, ma che lasciano più di qualche interrogativo”.