Bari, incendio al Policlinico: il Pronto Soccorso riapre entro le 20 di oggi. Domani riattivato il blocco Asclepios

Riaprirà entro le otto di questa sera il Pronto soccorso del Policlinico di Bari chiuso dopo un incendio divampato nella tarda serata di ieri. Le fiamme sarebbero state generate da una batteria di condensatori del quadro elettrico al piano interrato del padiglione Asclepios mentre il fumo ha interessato il piano superiore del reparto di emergenza e urgenza rendendo necessario il trasferimento di circa 60 pazienti. Sono ora in corso le pulizie, la verifica delle apparecchiature e la sanificazione dei canali di aerazione: solo al termine delle attività il reparto potrà essere riaperto.

“L’obiettivo prioritario è rendere pienamente operativo il pronto soccorso: entro le 20 dovremmo assicurarlo ed entro domani mattina sarà riattivato il blocco operatorio di Asclepios. Le urgenze sono garantite dalle sale operatorie del padiglione di Ortopedia”, spiega il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo.

“Il piano interno di gestione delle emergenze ha funzionato – ha aggiunto – grazie anche al supporto del 118 che ha assicurato i trasferimenti interni ed esterni, alle unità operative che hanno accolto i pazienti e al sistema sanitario territoriale che si sta facendo carico di questa fase di gestione della rete di primo soccorso”.

Il direttore generale ha ringraziato non solo forze dell’ordine e vigli del fuoco ma anche “il personale del Pronto soccorso per lo straordinario impegno garantito nell’ assistere e trasferire i pazienti, e il personale tecnico che è prontamente intervenuto. Tutti hanno lavorato durante la notte e stanno continuando a operare per il completo ripristino dei sistemi di alimentazione elettrica del padiglione Asclepios”.

Bari, incendio al Policlinico. Fiamme partite da cabina elettrica: evacuato il Pronto Soccorso

Incendio nel Policnico di Bari. Fiamme a quanto pare partite da una cabina elettrica. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, ma in ogni caso è stato fatto evacuare il Pronto Soccorso. Grande spiegamento di uomini e mezzi per la messa in sicurezza di pazienti e personale. Non si registrano feriti. Alcuni pazienti sono stati trasferiti in altri ospedali, il Pronto soccorso è ko. La situazione è critica perché non si riesce a mettere in funzione il generatore.

Policlinico Bari, 26enne con linfoma trattato con la terapia Car-t contro tumori sangue: è la prima volta in Puglia

Un ragazzo di 26 anni con linfoma è stato il primo paziente in Puglia sottoposto a terapia con cellule Car-t dal reparto di ematologia del Policlinico di Bari. Il 12 giugno scorso è stato dimesso, il trattamento è stato ben tollerato e nelle prossime settimane saranno effettuate le valutazioni clinico-strumentali per verificarne l’efficacia.

“Si tratta – sottolinea il professore Pellegrino Musto, direttore dell’unità operativa universitaria di Ematologia del Policlinico di Bari – di una forma di immunoterapia cellulare davvero rivoluzionaria, in grado di assicurare ai pazienti affetti da alcune forme di linfoma, risultati refrattari o poco responsivi alle terapie convenzionali, una attività assolutamente superiore a quella di tutte le altre terapie attualmente disponibili per queste patologie ematologiche”.

Gli studi condotti “fino ad oggi – aggiunge – hanno in particolare evidenziato come circa il 40% dei pazienti con linfoma che riceve questa procedura, per i quali non vi erano in passato terapie altrettanto efficaci possa essere ritenuto guarito dalla malattia”. Altri due pazienti “sono attualmente programmati per ricevere Car-t – spiega Musto – presso il nostro Centro e confidiamo di trattare, nei prossimi mesi, diversi altri pazienti, anche in considerazione della prossima approvazione in differenti tipologie di tumori del sangue, come ad esempio il mieloma multiplo”. “Abbiamo potuto avviare questa nuova forma di terapia cellulare – ricorda il dottore Mario Delia, coordinatore del Team Car-T dell’Ematologia del Policlinico di Bari – dopo un lungo e complesso processo di accreditamento da parte del Centro nazionale Trapianti (Cnt) e del Joint Accreditation Committee Isct & Ebmt, di autorizzazione della regione Puglia e di qualifica da parte dell’azienda che fornisce le Car-t”.

Da Bitonto a Bari, fanno saltare in aria il bancomat ma restano feriti: rapinatori “scaricati” dalla banda al Policlinico

Emergono nuovi retroscena e dettagli sull’assalto nella notte al bancomat della filiale della Deutsche Bank in via Repubblica a Bitonto. Sono due i rapinatori rimasti feriti dopo l’esplosione. Entrambi sarebbero stati scaricati dai complici nella notte all’ingresso del Policlinico di viale Ennio.

Uno si trova in sala operatoria, l’altro in Rianimazione. Sul posto e in ospedale sono intervenute la Scientifica e la Polizia, per ricostruire quanto accaduto e per risalire all’identità di tutta la banda.

Policlinico di Bari, protesi di ultima generazione impiantata nel polso: primo intervento nel sud Italia

È stato eseguito al Policlinico di Bari un impianto di protesi al polso di ultima generazione che ha consentito il recupero della piena funzionalità dell’articolazione a un uomo di 57 anni. Si tratta del primo intervento di questo genere al Sud Italia. Il paziente si è rivolto alla clinica ortopedica in seguito a una frattura mal curata dello scafoide della mano che a distanza di anni, oltre al dolore, lo stava portando all’immobilità completa del polso.

Tra le opzioni di trattamento quella più indicata e concordata dall’equipe del professore Giuseppe Solarino con il paziente è stata l’impianto di una protesi che gli ha permesso di recuperare a pieno il movimento.  “Oltre alla chirurgia protesica di anca, spalla e ginocchio, che nel primo quadrimestre del 2024 ha avuto un incremento del 30%, abbiamo avviato da tempo al Policlinico di Bari un percorso importante sulla chirurgia protesica della mano. Oggi è motivo di particolare orgoglio poter dire che abbiamo eseguito per la prima volta in un ospedale pubblico nel sud d’Italia questo tipo di protesi di polso ad un paziente giovane, attivo, per una patologia degenerativa che limitava funzionalmente il polso e dava particolare dolore”, spiega il professore Giuseppe Solarino, direttore dell’unità operativa di ortopedia e traumatologia del Policlinico di Bari.

“Il paziente si è rivolto in ambulatorio – aggiunge il chirurgo ortopedico Francesco Rifino che ha eseguito l’intervento – per poter avere una risoluzione al problema del dolore dell’articolazione. Tra le varie opzioni di trattamento chirurgico c’era anche un’artrodesi tra le ossa carpali del polso, che avrebbe comportato lo stop al dolore ma il blocco dell’articolazione. Il paziente ci ha chiesto un’opzione che potesse cercare di ripristinare quanto più possibile il movimento”.

Bari, al Policlinico nuovo dispositivo per trasporto del cuore: “Assicura raffreddamento stabile dell’organo”

Un dispositivo avanzato per rendere sempre più sicuro il trasporto del cuore del donatore in quanto assicura un raffreddamento stabile dell’organo e il monitoraggio in tempo reale della temperatura e della posizione. È stato acquistato dal Policlinico di Bari grazie ai fondi Pnrr ed è stato subito impiegato dall’unità operativa di cardiochirurgia, diretta dal professore Tomaso Bottio, per prelevare il cuore di un donatore di Reggio Calabria. “Quattro ore – spiega Bottio – è il tempo massimo che può passare dal prelievo del cuore dal donatore al suo trapianto nel ricevente.

In questo tempo di ischemia, in cui l’organo è privato dell’apporto naturale di sangue e di ossigeno, è fondamentale che l’organo sia mantenuto a temperatura costante. Questo nuovo dispositivo ci permette di standardizzare le variabili della conservazione e fornisce ai medici che prelevano e trasportano il cuore un monitoraggio in tempo reale dei tempi, della temperatura e l’esatta geolocalizzazione”. Il dispositivo di trasporto è particolarmente importante quando l’organo cuore viene prelevato fuori regione o fuori dalla macro area sud, e lo scorso anno i cardiochirurghi del Policlinico di Bari per 42 volte si sono spostati, 23 volte al nord, 16 fuori dalla Puglia e 3 volte sono andati all’estero per il prelievo.

“Grazie all’organizzazione del Centro regionale trapianti e alla professionalità del professore Bottio e della sua giovane equipe di cardiochirurghi, che in qualsiasi momento sono pronti a mettersi in viaggio, il Policlinico di Bari nel 2023 è stato il primo centro in Italia per numero di trapianti di cuore. Con questa innovazione nel trasporto miglioreremo la sicurezza e gli esiti dei trapianti di cuore, contribuendo a salvare più vite”, conclude il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce.