U Bbàre, le storie dei tifosi. A Mantova in 600: “Il mercato non ha riparato nulla ci siamo indeboliti”

Mantova, la nuova tappa della rubrica “U Bbàre, le storie dei tifosi”. QuintoPotere è arrivato allo Stadio Danilo Martelli – Pata Stadium. L’occasione, la partita del Bari contro il Mantova in programma ieri alle ore 15:00. Circa 573 tifosi accorsi al seguito della squadra pugliese per dimostrare, ancora una volta, la vicinanza del tifo alla propria realtà sportiva nonostante il rendimento lacunoso visto sino a questo momento.

Tra gli intervistati si sono alternati sentimenti sia di speranza e fiducia verso quanto realizzato nel calciomercato dal nuovo Direttore Sportivo Valerio Di Cesare sia di rassegnazione verso una situazione che si pensa non possa risolversi sino a quando al vertice della società ci sarà la Filmauro: “Il mercato non ha riparato nulla – ha chiosato uno dei tifosi intervistati – siamo indeboliti”. Pareri duri anche nei confronti della scelta di Gaetano Castrovilli di lasciare la Puglia per dirigersi a Cesena dall’ex tecnico biancorosso Michele Mignani.

U Bbàre, le storie dei tifosi. Claudia bloccata ai controlli, tifosi contro Masiello: “Pezzo di…”

Gli imprevisti son sempre dietro l’angolo ed in questo nuovo viaggio con la rubrica “U Bbàre, le storie dei tifosi” la nostra Claudia ne ha vissuti veramente tanti. A Bolzano è successo di tutto. Dai microfoni non funzionanti alla connessione altalenante del telefono e per non farsi mancare nulla è stata anche fermata all’ingresso dello Stadio “Druso” per dei controlli approfonditi eseguiti dalle forze dell’ordine.

Il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia non è bastato a testimoniare la professione ed ha dovuto svuotare lo zaino. Tanti gli elementi pericolosi presenti all’interno: trucchi, creme ed il pigiama.

Come conseguenza un ingresso posticipato di venti minuti ed attimi di nervosismo dettati dall’impossibilità di poter seguire la partita a causa della meticolosa indagine. Chi la dura la vince e noi di Quinto Potere non perdiamo mai le speranze anche quando tutto sembra girare nel verso sbagliato.

Nonostante i problemi rilevati anche con i microfoni gli intervistati hanno saputo pazientare. La bellezza dei tifosi biancorossi risiede anche in questo. Gli intervistati si sono espressi contro la situazione del Bari ritenendola una vera e propria presa in giro rispetto alla storia della piazza.

Assente fisso nelle partite del Sudtirol contro il Bari, Andrea Masiello. L’ex biancorosso non ha lasciato un gradevole ricordo alla città di cui ha indossato i colori. Difatto finì nello scandalo del calcioscommesse che lo vide coinvolto direttamente. L’accusa era quella di aver manipolato il risultato di diverse partite del Bari tra il 2010 e il 2011, tra cui il derby contro il Lecce, per ottenere denaro. Conseguenza una pena pecuniaria e squalifica.

U Bbàre, le storie dei tifosi. A La Spezia Cupido tifa biancorosso: “Innamorati finché il Bari non ci separi!”

Riprendono le trasferte dei biancorossi e con esse la rubrica fuori porta di Quinto Potere, U Bbàre, le storie dei tifosi. La Spezia come nuova cornice, lo Stadio “Alberto Picco” la culla che ha accolto all’incirca quattrocento baresi accorsi al seguito della squadra. Dieci le ore di viaggio per chi ha raggiunto la città in auto o pullman ed un rientro previsto nella tarda mattinata di domani. Tutto in nome di un attaccamento profondo e viscerale che “acceca” gli amanti della disciplina sportiva ma ancor più i tifosi baresi.

Non solo calcio come argomento delle interviste ma anche una splendida storia d’amore raccontata da un tifoso biancorosso. Quarant’anni di vita trascorsi di fianco al Bari ed un matrimonio nato proprio in virtù della passione condivisa con sua moglie. Parrebbe, secondo il racconto che il giorno delle nozze ci sia stata una promessa di amore eterno differente dal solito: “Giuro di amarti finchè il Bari non ci separi!”

Dopo il romanticismo anche un leggero languarino. Focacce e panini con la frittata per curare la propria linea in vista della prossima stagione balneare e qualche birra Peroni per accompagnare. Il tutto condito da una buona dose di convivialità: “Qui si condivide tutto: panini, acqua, dolci..siamo una grande famiglia”. E’ questo che accomuna tutte le trasferte.

Non è tutto oro quel che luccica e per questo anche nella puntata di La Spezia non sono mancante le dure critiche nei confronti della famiglia De Laurentiis e dell’ex sindaco di Bari, Antonio Decaro. Ad entrambe le figure i tifosi attribuiscono i problemi della squadra ma si sa, continuare a guardare al passato porta a vivere il presente con tribolazione. La speranza che qualcosa possa cambiare entro il duemilaventotto rimane sempre viva. Negli animi di alcuni tifosi biancorossi le due vittorie della squadra hanno fatto accendere la scintilla. Si potranno agganciare le zone alte della classifica per poter sperare nel raggiungimento della massima serie?

U Bbàre, le storie dei tifosi. Baffone in trasferta a Reggio Emilia: “San Nicola aiutaci dai ricci vuoti”

Un inizio atipico per la rubrica targata Quinto Potere. In partenza dall’Aeroporto Internazionale di Bari-Karol Wojtyla “U Bbàre, le storie dei tifosi” ha percorso tutte le abituali tappe di un giornalista in trasferta. Voli alle prime ore del giorno, pranzi fast e corsa allo stadio. Un iter simile a quello dei sostenitori biancorossi che partono all’alba dai diversi punti dell’Italia per raggiungere la squadra in ogni dove. La differenza con la stampa? Il pranzo a sacco. Per i tifosi quest’ultimo si presenta sempre estremamente ricco ed abbondante e soprattutto homemade!

A Reggio Emilia, così come in aeroporto, tanti i biancorossi incontrati. C’è stato persino chi da New York si è recato al Mapei Stadium in nome di una fede e di un senso di attaccamento ai colori della città natia: “In America ci sono tanti baresi e spesso, quando il lavoro lo consente, ci incontriamo per vedere assieme le partite. Il cibo per quell’occasione? La lasagna o in alternativa uova con bacon”. Paese che vai, usanza che trovi direbbero gli antichi.

Immancabile la presenza del barese Gennaro Di Mario soprannominato “baffone” per via dei suoi folti baffi. Per lui polipi come antipasto e pranzo abbondante tra le vie emiliane. Pareri dubbi sulla squadra che secondo le sue opinioni sarebbe paragonabile ad un riccio vuoto, noto modo di dire barese per indicare un qualcosa privo di contenuto. Nel complesso le opinioni dei tifosi del Bari non variano. La squadra si segue non per la presidenza o per gli allenatori ma per portare avanti i colori della città.

La nota stonata di tanto amore e passione nasce quando si vuole provare a trasmettere questo sentimento ai propri figli. Le nuove generazioni sempre più vicine alle squadre “strisciate” desidererebbero vedere la squadra della propria città nel campionato di massima serie. Chissà che prima o poi questo sogno non diventi realtà.

U Bbàre, le storie dei tifosi. In Liguria 350 baresi: “Qui per la maglia. Cosa sono le chiavarine?”

La rubrica U Bbàre, le storie dei tifosi ha fatto tappa in una nuova città. Destinazione Chiavari per il turno infrasettimanale del campionato di Serie B che ha visto affrontare Virtus Entella e Bari (2-2). Trasferta libera e senza restrizioni. Oltre 350 tifosi baresi accorsi allo Stadio “Enrico Sannazzari” per sostenere la squadra in un momento delicato del campionato. Tre soli punti in sei partite ed un ennesimo pareggio rimediato in extremis grazie alla rete di Gytkjaer all’87.

L’inizio in sordina ha tradito le aspettative, e dichiarazioni, iniziali. Nonostante ciò i sostenitori del Bari hanno risposto presente anche in questa circostanza. Ferie o permessi richiesti ai propri datori di lavoro in nome di una passione e di una fiamma che mai si spegnerà: ”Sono qui perché amo la maglia e se non ci fosse stato questo sentimento sicuramente non seguirei il Bari”. Questa la voce comune.

Punti e classifica a parte, la campagna abbonamenti della stagione 2025/2026 ha evidenziato un dato non poco irrilevante: 5.134 abbonati registrati, 2.000 in meno rispetto alla passata stagione. Il peggior dato dell’era De Laurentiis che palesa una frattura netta tra la piazza e la società.

Complice di questo aspetto un problema comunicativo. Da un lato la riunione del tifo organizzato aveva promosso l’idea di continuare a sostenere la squadra dall’altro le dichiarazioni rilasciate nei caldi mesi estivi avevano prefigurato un altro scenario. I DS così come il Presidente Luigi De Laurentiis ed il tecnico Caserta avevano espresso la volontà di occupare la zona playoff della classifica. Al momento le incerte prestazioni della squadra non stanno producendo i frutti sperati, ma i tifosi non demordono e continuano a seguire la squadra in trasferta. Situazione differente per le partite casalinghe.

“La maglia non si discute ma il causa di questa situazione è Luigi De Laurentiis”. Colpevole primario, ma non l’unico, il Presidente del Bari. A lui i tifosi imputano le maggiori responsabilità di un progetto inesistente se non mancante.