Serie B. Cesena-Bari 1-2: Moncini la chiude e bottino pieno alla prima dell’era bis di Longo

Prima vittoria in trasferta nel campionato di Serie B ’25-26′ per il Bari. All’Orogel Stadium Dino Manuzzi i pugliesi fanno bottino pieno alla partita numero uno dell’era bis di Moreno Longo. Tanti sono gli aspetti su cui i biancorossi dovranno lavorare ma il cambio di approccio c’è stato. I miracoli e le bacchette magiche non esistono, ma idee più chiare di gioco ed ordine si. A segno Rao 51′, Ciervo 60′ e Moncini 76′.

Resilienza. Questo è quanto Moreno Longo aveva richiesto nella conferenza stampa pre-match. Premesso che quanto andato in scena al Manuzzi nel primo tempo è sembrato più un cammino a senso unico dei cavallucci che altro, occorre sottolineare come l’impronta dell’era bis di Longo si sia in parte intravista. Il Bari se pur peccando ancora in aspetti come marcature su palla inattiva, ordine nei momenti di mischia o ancora di mancata dinamicità in fase d’attacco ha mostrato maggiore attenzione alla tecnica ed all’ordine.

Sin dai primi rintocchi il ritmo dei cavallucci è apparso più sviluppato e dinamico di quello dei pugliesi. Difatto, è stata la squadra di Mignani ad aver avuto reali occasioni per il vantaggio: Ciervo dalla distanza al 16′, la traversa di Blesa al 35′ e quella di Frabotta al 39′. Il pressing alto del Cesena ha trovato un freno nei minuti finali del primo tempo ove il Bari ha acquisito maggiore consapevolezza. I biancorossi rischiano di sbloccare la partita con un cross di Dorval per Mane al 30′. Grande chance fallita. Da segnalare un calcio di rigore non concesso ai danni della squadra di Moreno Longo per un fallo di Frabotta su Gytkjaer in area di rigore.

Se il primo tempo si è concluso a reti bianche, la ripresa è apparsa colorata. Il Bari ha trovato al 51′ la rete con Rao: gestione della palla fra tre avversari, controllo e tiro piazzato sul secondo palo. Infondo Vivarini lo aveva detto che il cambiamento proviene dai giovani. Il Cesena non ci sta. I cavallucci riprendono le redini della gara e trovano la rete del pareggio a nove minuti di distanza con Ciervo che su cross di Shpendi la posiziona sul secondo palo privo di marcatura. La squadra di Moreno Longo resiste ma insiste. Infatti i biancorossi continuano sulla medesima scia dell’apertura del secondo tempo. Maggior velocità sulle fasce e propositività in attacco dettata anche dal cambio di Moncini  su Gytkjaer (62′). Al 76′ la svolta. Nikolaou diventa l’artefice di un assist impeccabile indirizzato a Moncini. Colpo di testa perfetto del numero undici che porta il Bari in vantaggio.

Foto: SSC Bari

Bari a caccia del miracolo: la conferenza di Longo e De Laurentiis tra mercato e responsabilità

In casa Bari c’è un evidente maestrale. Quella andata in scena ieri pomeriggio alle ore 15:00 allo Stadio San Nicola non è stata una conferenza di rilancio o di semplice presentazione del nuovo tecnico bensì una circostanza di contenimento del danno ove la famiglia De Laurentiis ha deciso di non lasciare al caso alcun dettaglio.

Difatti, essendo i biancorossi in una zona della classifica delicatissima, la presenza contemporanea di De Laurentiis e Longo non è da considerarsi casuale, anzi. Uno degli obiettivi potrebbe essere stato quello di trasmettere l’idea di una catena di comando compatta dopo settimane di evidente confusione tra esoneri di tecnici e DS. Strategia di marketing?

Tono serio, a tratti teso, nessun sorriso di circostanza: questo un altro chiaro segnale in grado di evidenziare la gravità della situazione. De Laurentiis non pronuncia mai la parola “retrocessione” ma tutto il suo intervento verte attorno a quel rischio. La dichiarazione circa il suo trasferimento a Bari non è una scelta romantica ma un messaggio politico e simbolico.

É un modo celato per esprimere tre concetti: “non sto scappando”, rivolto ai tifosi; “controllo la squadra da vicino”, per gli addetti ai lavori ed infine “il club viene prima di tutto” per gli investitori che oltre tante chiacchiere non sembrerebbero aver mostrato altro.

Salvare un Bari malato, la missione di Moreno Longo: segui la conferenza live e la presentazione bis – VIDEO

Sarà presentato oggi alle ore 15:00 il nuovo, o quasi, tecnico del Bari. Moreno Longo richiamato dopo la disfatta dell’ex Vivarini ha ripreso la guida dei biancorossi in un momento molto delicato della stagione. Se pur vero che la tempra dell’allenatore piemontese sembri calzare a pennello in una squadra che sino ad ora non ha mostrato alcun tipo di identità, quello che è stato richiesto a Longo è da considerarsi un miracolo o cosa? Il dato certo è che dal primo allenamento sino ad oggi c’è stata la supervisione del Presidente Luigi De Laurentiis. Il vertice della Filmauro parrebbe essere preoccupato per la situazione nella quale la sua squadra naviga.

Questa conferenza si presenta anche come pre-match di Cesena-Bari. Difatti, sabato alle ore 15:00 i biancorossi affronteranno i cavallucci dell’ex allenatore dei pugliesi Michele Mignani. Un’ardua sfida considerando che gli emiliani vorranno farsi rivalere rispetto al girone d’andata. In quella circostanza il Bari era riuscito a battere gli avversari con l’unica azione creata.

Bari, ufficiale il ritorno di Moreno Longo: nessuna clausola di rinnovo

E’ ufficiale. Moreno Longo sarà il terzo tecnico della stagione 2025/2026 del Bari. L’allenatore, già al timone dei biancorossi nella passata stagione sportiva, aveva concluso i suoi rapporti con il club pugliese lo scorso maggio dopo aver sfiorato l’obiettivo playoff. Nona posizione a quota 48 punti in quella circostanza. Longo è ora chiamato in causa per risollevare gli animi e le prestazioni di una squadra che milita nei bassifondi della classifica del campionato di Serie B. Non presente alcuna clausola di rinnovo ad oggi. Di seguito, la nota del club circa l’ufficialità:

“SSC Bari rende noto di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra a mister Moreno Longo, già alla guida dei biancorossi nella passata stagione; in fase di definizione le pratiche burocratiche del caso. Il suo staff sarà composto dall’allenatore in seconda Dario Migliaccio, da Paolo Nava in qualità di preparatore atletico e da Luca Ceccarelli come collaboratore tecnico; con loro Francesco Cosentino (pre. atletico), Nicola Fiorentino (coll. tecnico), Giuseppe Scalera (coll. tecnico), Filippo Giordano (match analyst) e Roberto Maurantonio (all. dei portieri).

Bentornato Mister !”

Foto: SSC Bari

Ribaltone al Bari, doppio addio: ai saluti Vivarini e Magalini. Il ds Di Cesare richiama Longo

Il Bari parrebbe aver deciso: via il Direttore Sportivo Giuseppe Magalini ed il tecnico Vincenzo Vivarini. La società biancorossa, secondo quanto riportato dal giornalista Alfredo Pedullà, avrebbe vagliato per tutta la domenica l’opzione di un ribaltone totale. Ai saluti quindi non ci sarebbe solo l’allenatore ma anche il principale responsabile di un calciomercato privo di idee, il DS Magalini.

I biancorossi dopo la sconfitta rimediata nella giornata di ieri contro la Juve Stabia per 0-1 occupano la penultima posizione nel campionato di Serie B. Un disonore per la piazza ma una presa in giro anche nei confronti degli obiettivi stagionali prefissati dal presidente Luigi De Laurentiis.

Per riprendere il controllo della situazione è stata chiamata una vecchia conoscenza in casa Bari, Moreno Longo. Il tecnico arriverà in Puglia nella giornata di domani per poter conoscere la squadra e gestire il primo allenamento previsto nel pomeriggio.

 

 

Serie B. Bari-Juve Stabia 0-1: buio senza fine per i biancorossi ennesimo ko al San Nicola

Termina con una sconfitta la ventesima giornata di campionato. Al San Nicola la Juve Stabia di Ignazio Abate, espulso al 60′, fa bottino pieno. Una partita dal ritmo costante solo per gli ospiti e priva di battiti da parte dei biancorossi. Il Bari espone idee confuse e poco concrete dimostrandosi ancora una volta la squadra meno temibile del campionato. A segno dal dischetto Candellone al 37′.

Soporifero. Questo è  l’aggettivo che incarna nel miglior modo l’approccio del Bari in un primo tempo sterile e privo di fondatezza. Se da un lato Vivarini aveva presentato la partita parlando di una squadra determinata ed oramai matura dall’altro ci ha pensato il campo a fornire le opportune risposte: nessun cambiamento all’orizzonte. Il Bari rimane inerme ad osservare la Juve Stabia sviluppare il suo gioco con ordine e pressing costante. La squadra di Ignazio Abate semina per più della metà del primo tempo e poi raccoglie. Difatti, gli ospiti erano in procinto di portarsi in vantaggio già dal 16′ con una papera di Cerofolini. Il portiere biancorosso su tiro dalla distanza non blocca il pallone lasciando che quest’ultimo scorra tra i piedi di Piscopo che per poco non segna. Al 36′ la svolta. Il direttore di gara concede il calcio di rigore alle vespe in seguito ad un fallo di braccio nell’area piccola commesso da Braunoder su deviazione. Rete segnata da Candellone in una partita che nel primo tempo appare ad unico senso.

Ripresa coerente e costante. Il Bari si presenta più propositivo rispetto ai precedenti quarantacinque minuti ma la confusione è lampante. Vivarini propone dei cambi: Rao su Nikolaou, Bellomo e Pagano su Antonucci e Maggiore, Meroni su Pucino. Anche in questo caso l’epilogo non è differente. La Juve Stabia continua imperterrita a sviluppare il suo gioco mentre Candellone da prova a Gytkjaer di cosa voglia dire interpretare il ruolo di attaccante. Il calciatore danese è pargonabile ad una presenza evanescente nel campo.

Foto: SSC Bari

Vivarini alla vigilia di Bari-Juve Stabia: “Il direttore non sta dormendo la notte. Il mercato offre poco”

Che girone di ritorno sia. Domani alle ore 19:30 il Bari scenderà in campo allo Stadio San Nicola per la ventesima giornata di campionato. Avversaria la Juve Stabia di mister Abate, una squadra giovane e competitiva pronta a disputare la migliore prestazione per ritornare in Campania con il bottino pieno.

All’ora di pranzo l’abituale conferenza stampa pre partita di mister Vincenzo Vivarini: “È un periodo importante per tanti aspetti dove ci vuole risultato. Occorre vincere per continuare la crescita che stiamo avendo. I ragazzi lavorano bene ed ora hanno trovato il giusto equilibrio”.

Per il tecnico oltre alla componente del lavoro e dell’impegno, la fortuna riveste un ruolo chiave e determinante per svoltare la situazione del Bari. Per Vivarini, inoltre, la società sta offrendo il suo massimo supporto per andare a rafforzare il roster biancorosso: “La società sta facendo di tutto per levar via la preoccupazione. Il mercato sta offrendo veramente poco ed il direttore non sta dormendo la notte per monitorare i giocatori in uscita. Da parte del presidente massima libertà”. 

Molto ragazzi non riuscivano ad esprimersi, sostiene Vivarini, ma con la costanza e l’impegno il fattore crescita individuale e collettiva per il tecnico c’è: “Ora vedo molta più chiarezza su quello che loro devono fare in campo. Nelle prime partite si scappava sempre indietro, a Carrara no. I ragazzi adesso sbagliano poco anche in allenamento e la scelta inizia ad essere per me difficile”.

Un glow up, quello di cui parla Vivarini, che si potrà riscontrare solo sul manto verde. Campo parla, si potrebbe dire: “Con una vittoria cambia tutto. Ci vuole quella svolta completa che mi aspetto domani così da poter cambiare marcia”.

Tra chi ha dimostrato personalità anche il barese Colangiuli e Kassama: “Rao, Kassama sono ragazzi che hanno energia, forza ed esuberanza fisica. Manè riesce a fare tanti chilometri sulla profondità ma deve affinare la tecnica. Io ho sempre creduto nei giovani”.

Assente a causa di un infortunio Gaetano Castrovilli: “Noi questa settimana abbiamo concentrato l’attenzione sulla fase di sviluppo, la ricerca di profondità. Lì ci aspettiamo qualcosa in più. Noi guardiamo le caratteristiche individuali dei ragazzi che abbiamo. Se mettiamo dei giocatori che hanno le stesse qualità non riusciamo a fare le cose in maniera corretta. Cambieremo qualcosa ma sempre nell’ottima di guadagnare campo”.

Le idee sembrerebbero essere chiare, i fatti son da riscontrare. Vivarini racconta di una squadra positiva ed unita. Sul ritorno di Dorval: “Viene dall’esperienza in Nazionale ed ha avuto modo di allenarsi solo un giorno con noi”. Entusiasmo, voglia di rivalsa e caparbietà sono gli aspetti su cui il tecnico biancorosso ha fatto principale leva durante la conferenza, eppure..: “Lo so che le chiacchiere vanno via con il vento ma a noi serve la vittoria proprio per dimostrare che la squadra è viva”.

Circa i nuovi arrivi parole di appoggio e totale fiducia. Cistana, Stabile e De Pieri: “Nessuno dei giocatori a Bari ha chiesto di andare via. Stabile e De Pieri sono due giocatori giovani, validi e promettenti. Abbiamo scelto caratteristiche differenti dai giocatori che già abbiamo”.

Tanti aspetti negativi trovati all’arrivo del tecnico dopo l’esperienza del suo predecessore Caserta, una situazione che secondo Vivarini ha faticato a gestire: “Io lo so che le mie parole possono risultare senza fondamento perché non ho vinto. Quando dico che la mia è una squadra viva è perché ci stiamo credendo. Noi dobbiamo essere bravi a reagire. Il mercato sta offrendo veramente poco”.

Bari, 118 anni di passione biancorossa: una storia di calcio, popolo, cadute e rinascite infinite

Il calcio a Bari non è solo calcio. È vita. La Bari compie 118 anni di storia e lo fa avendo alle spalle peso e orgoglio di un vissuto che va ben oltre il manto verde. Dal 1908 a oggi, il calcio nel capoluogo pugliese è stato identità, appartenenza, sofferenza (molta) e riscatto. Una fede popolare che ha resistito a fallimenti, rinascite, promozioni esaltanti e cadute dolorose, senza mai spegnersi. Nonostante tutto i tifosi son stati sempre al fianco della Vecchia Stella del Sud. Tra contestazioni e condivisioni di attimi di gioie gli anni son trascorsi con la speranza che presto la squadra sarebbe potuta ritornare nel campionato di massima serie. Lì, dove tutti l’attendono. Lì, dove è giusto che stia una piazza storica e passionale.

La storia inizia nel lontano 15 gennaio 1908 con la fondazione del Foot-Ball Club Bari caratterizzata, oltre che dall’apporto di sportivi locali, dalla partecipazione di alcuni forestieri: Floriano Ludwig, Gustavo Kuhn, Giovanni Tiberini. Tutto avvenne in un retrobottega sito in Via Roberto da Bari 4. Da subito il pallone diventa linguaggio comune, elemento di aggregazione. Negli anni Venti e Trenta il club prende forma, si struttura e trova una sua dimensione nazionale, fino a diventare una presenza stabile nel panorama calcistico italiano.

Il vero salto di qualità arriva nel dopoguerra. Il Bari diventa una realtà riconosciuta, capace di alternare Serie A e Serie B. Gli anni Cinquanta e Sessanta sono quelli della crescita e della dignità sportiva, mentre gli anni Ottanta segnano una nuova centralità del club, con il ritorno nella massima serie e un entusiasmo cittadino sempre più travolgente. Indimenticabili gli anni Novanta. Questo, il periodo più iconico per un’intera generazione di tifosi. Il San Nicola, inaugurato nel 1990 per i Mondiali, diventa la nuova casa di un Bari capace di entusiasmare l’Italia calcistica. È il Bari che gioca, lotta e spesso sorprende. Emozioni oramai sconosciute.

Arrivano le difficoltà. Crisi societarie, retrocessioni, fino al fallimento del 2018: uno dei momenti più bui della piazza dopo il calcioscommesse. Ma i baresi sanno rialzarsi. La rinascita parte dai campi della Serie D passa per la ricostruzione societaria e culmina con il ritorno nel calcio che conta. Un percorso che ha dimostrato, ancora una volta, come il legame tra squadra e città sia più forte di qualsiasi categoria.

Oggi la Bari è una società che fatica a guardare avanti. Troppe sono stati gli scivoloni della società biancorossa negli ultimi tre anni. Non ultimo l’attuale timore di una retrocessione che pesa come un macigno. I 118 anni non devono essere solo un numero, ma la misura di una fedeltà rara, di una passione che si tramanda di padre in figlio, di una curva che non ha mai smesso di cantare. In un calcio sempre più veloce e globalizzato, il Bari resta una certezza emotiva.

Bari, chiamami ancora amore: cosa rimane tra disfatte e speranze?

Oh, mio caro Bari dove sei finito? Di ritorno dalla trasferta di Carrara tante sono le considerazioni che si potrebbero trarre sulla base degli aneddoti avvenuti. Ancor più sono le supposizioni nate dai rumors che impazzano sul web. Tra fantomatici esoneri, riunioni top secret, guerriglie interne e vecchie conoscenze per caso ritrovate allo Stadio Dei Marmi il tifoso biancorosso vive nell’oblio.

Tutto sembrerebbe essere iniziato l’11 giugno 2023 con la disfatta del Bari nella finale playoff contro il Cagliari, ma la realtà è diversa. Quella circostanza non era un punto di inizio bensì di arrivo. È stata la presa di coscienza di una condanna posta sul capo: oltre quella serie non si può approdare. O meglio, non si può arrivare sino a quando ci sarà il grande vincolo della multiproprietà.

Da quel momento in poi, una società da sempre ambita ha iniziato a subire una brusca inversione di rotta. Dapprima la diciottesima posizione rimediata nella stagione sportiva 2023-2024 con una salvezza ottenuta in extremis e quattro cambi nell’area tecnica (Mignani, Marino, Iachini e Giampaolo) successivamente il mancato approdo ai playoff con mister Moreno Longo.

Dobbiamo salvarci” era quello che ripeteva il tecnico nello shock di una piazza non avvezza a questa tipologia di dichiarazioni e che evidentemente non aveva ben fatto i conti con quelle che erano, e sono, le reali problematiche: trattare una realtà importante come una succursale privandola di valore. Con il senno di poi si potrebbe supporre che Moreno Longo sia stato solo lungimirante.

Da protagonista a comparsa il passo è breve. Dacché se ne dica il Bari è diventato il contorno di una minestra, non la portata principale ove son richiesti alimenti di prima qualità per far si che la pietanza accolga il diletto del palato altrui. Così tra alibi legati ad un budget ridotto, cartellini dal costo troppo elevato, un campionato molto dispendioso, il rischio imprenditoriale si sta sviluppando.

Con la sconfitta rimediata a Carrara i biancorossi sono scivolati nelle retrovie della Serie B nell’imbarazzo generale di chi ad inizio stagione non avrebbe mai potuto credere ad un risultato simile anzi ha gridato al successo della campagna acquisti.

Le colpe dell’accaduto son passate da attore ad attore. Da Fabio Caserta a Vincenzo Vivarini senza mai focalizzarsi né sul rendimento di calciatori definiti a giugno “convinti del progetto Bari” né sulle scelte dei direttori sportivi. Così dopo una domenica ove parrebbe esserci stata una riunione tra i vertici della Filmauro l’ardua sentenza è arrivata: tutto resta invariato, nessun ribaltone tecnico.

Inizia per Vivarini la settimana dell’oblio, quella in cui nessuno blinda la sua posizione apertamente ed in cui ci si aspetta il miracolo chiamato vittoria contro una Juve Stabia reduce dal pareggio casalingo contro il Pescara. Sugli esperti, le colonne portati dello spogliatoio, tutto tace. Nessuno si esprime e si lascia che le colpe, ancora una volta, terminino sulle spalle del tecnico.

Intanto tra la tifoseria il timore della retrocessione si fa sempre più vivo di pari passo al malcontento generale. Oh, mio caro Bari ma chi decide di indossare i tuoi colori conosce anche solo un decimo la tua storia?

U Bbàre, le storie dei tifosi. A Carrara tra fede e amarezza: “Mercato insufficiente”

I sostenitori del Bari accorsi in 338 a Carrara hanno le idee chiare: “Il calciomercato improntato così non è sufficiente”. Difatto al momento l’operato dei due DS Magalini e Di Cesare ha prodotto solo tre arrivi: Cistana, Stabile e De Pieri. Altri erano i presupposti per una squadra che ha come obiettivo reale la salvezza e necessita di calciatori pronti ad abbracciare sin dal principio la causa. Non c’è tempo per aspettare i recuperi di condizione. Eppure questo aspetto non sembra essere impresso nella mente di chi seleziona le risorse. Il timore della retrocessione è diventato un sentimento sempre più vivo tra gran parte della tifoseria che si definisce sfiduciata e sconfortata.

Ad inizio stagione, tenendo conto delle dichiarazioni del presidente Luigi De Laurentiis & co.,  i playoff  si erano definiti come risultato minimo raggiungibile eppure l’evoluzione del campionato della squadra pugliese è stata nettamente differente. Ci ha pensato il tecnico Vincenzo Vivarini ad avallare il periodo complesso e difficile che i biancorossi stanno vivendo. Nella conferenza stampa pre Carrarese-Bari l’allenatore biancorosso si è espresso in maniera sincera palesando le sue preoccupazioni nei confronti del mercato ancora in corso: “Senza rinforzi non si va da nessuna parte” – ha dichiarato un tifoso all’esterno dello stadio dei Marmi.

Nonostante lo stato d’animo turbolento si continua a seguire la squadra. Gli intervistati di Carrara per gran parte non vivono a Bari. Si tratta difatto di pugliesi emigrati in altre regioni d’Italia: “Non vedo il mio amico da anni ed oggi ci siamo ritrovati”. L’amarezza dei risultati non demoralizza la fede. In fondo il tifo vero vuole proprio questo, la presenza oltre ogni risultato e categoria.