Sibilli saluta Bari, ma le parole pesano: il rispetto non può essere a senso unico

L’ex biancorosso torna sul suo addio dopo le dichiarazioni rilasciate nel post partita di Juve Stabia-Pisa. Prima la rivelazione di una scelta maturata già a giugno, poi il lungo messaggio rivolto alla piazza barese. Ma alcuni passaggi inevitabilmente stridono con quanto accaduto durante l’estate.

C’è un momento in cui le strade nel calcio si dividono. È normale, fisiologico e persino inevitabile. Poi, però, c’è il modo in cui ci si lascia. Ed è proprio su questo terreno che l’addio di Giuseppe Sibilli al Bari continua a lasciare più di qualche interrogativo. L’ex calciatore biancorosso, passato alla Juve Stabia durante il mercato estivo, nel post partita contro il Pisa ha raccontato che la scelta di approdare in Campania sarebbe maturata già nel mese di giugno. Un’affermazione che, inevitabilmente, ha fatto rumore a Bari e che assume un peso particolare se riletta alla luce di quanto accaduto nei mesi successivi.

Questo perchè nel frattempo Sibilli non era stato considerato un elemento ai margini del progetto. Tutt’altro. Durante l’estate ha continuato a vestire la maglia biancorossa arrivando persino a indossare la fascia da capitano, simbolo che per sua natura dovrebbe rappresentare appartenenza, responsabilità e centralità all’interno di un gruppo. Ed è qui che nasce la contraddizione. Se davvero la decisione di lasciare Bari era stata presa già a giugno, che valore assume tutto ciò che è avvenuto dopo? E soprattutto: quanto poteva essere autentica quell’immagine di calciatore ancora pienamente coinvolto nel progetto biancorosso?

La diffusione delle sue dichiarazioni sulle testate locali baresi ha evidentemente provocato la reazione del calciatore che attraverso un lungo messaggio social ha voluto salutare la città e spiegare la propria posizione. Sibilli ringrazia Bari per quanto ricevuto, ricorda i momenti belli e quelli difficili, parla della squalifica pagata davanti alla giustizia e nei confronti della società, alla quale – sostiene – avrebbe versato un numero di mensilità superiore agli otto mesi di stop. Poi precisa di aver dato priorità al Bari, ma che l’incontro con il suo procuratore non avrebbe portato a un accordo per la permanenza.

Sul piano economico non entriamo e non vogliamo entrare. Una trattativa può saltare per mille ragioni e ogni professionista ha pieno diritto di scegliere ciò che ritiene migliore per la propria carriera. Il punto, però, è un altro. Nel suo messaggio Sibilli rivendica il rispetto mostrato nei confronti di Bari ed è proprio questa parola, rispetto, a meritare una riflessione.

Perché il rispetto non può essere invocato soltanto quando arrivano le critiche. Deve valere in entrambe le direzioni. Bari ha accolto Sibilli, lo ha sostenuto e gli ha dato fiducia anche durante uno dei momenti più delicati della sua esperienza professionale. La vicenda scommesse e la conseguente squalifica lo hanno tenuto lontano dal campo per mesi in una stagione drammatica per i biancorossi, culminata con la retrocessione. La sua assenza, per il peso tecnico che aveva all’interno della squadra, non può certo essere indicata come unica causa del tracollo, ma ha inevitabilmente privato il Bari di una pedina importante.

Eppure la società e la piazza sono andate avanti. Sibilli è rimasto parte del Bari, fino a ricevere anche quella fascia da capitano che non è – o almeno non dovrebbe essere – un semplice pezzo di stoffa. È questo il passaggio che rende difficile accogliere senza perplessità il suo ultimo saluto. Nessuno può contestare a Sibilli la volontà di cambiare squadra. Nessuno può pretendere che un calciatore rinunci alle proprie ambizioni o accetti qualsiasi condizione pur di restare. Ma dire oggi che la scelta della Juve Stabia era maturata già a giugno cambia inevitabilmente la prospettiva con cui rileggere l’intera estate.

Indossare la fascia da capitano, trasmettere pubblicamente un forte legame con Bari e lasciare intendere di non voler salutare il capoluogo pugliese, mentre dentro di sé sarebbe stata già maturata una scelta differente, rappresenta quantomeno una contraddizione che non può essere liquidata appellandosi semplicemente al rispetto. Anzi, il lungo messaggio pubblicato dopo le polemiche rischia di trasformarsi nella classica toppa peggiore del buco.

Perché Bari non contesta a Sibilli di essere andato via. Contesta, semmai, la distanza tra ciò che è stato rappresentato durante l’estate e ciò che lui stesso ha raccontato dopo aver cambiato maglia. Il calcio è professionismo, certo. Le bandiere sono sempre più rare e i contratti hanno un peso enorme. Proprio per questo sarebbe forse bastata una frase molto più semplice: avevo deciso di cambiare, non abbiamo trovato le condizioni per continuare insieme e ho scelto un’altra strada.

Senza riscrivere i mesi precedenti. Senza rivendicare lezioni di rispetto. Perché se Bari ha rappresentato davvero ciò che Sibilli racconta nel suo saluto – una città che lo ha accolto, sostenuto e alla quale sarà sempre debitore – allora quella stessa città meritava probabilmente maggiore chiarezza quando sul braccio compariva ancora la fascia da capitano.

Caro Giuseppe, il rispetto non si pretende: si dà e si riceve. Le strade si dividono, il calcio va avanti e Bari farà altrettanto. Au revoir.

Foto: SSC Bari

Marino smentisce l’agente di Sibilli: “Dichiarazioni non veritiere ed oggetto di incomprensibile strumentalizzazione”

Non si è fatta attendere la risposta della SSC Bari alle dichiarazioni rilasciate in mattinata dall’avvocato Claudio Parlato, procuratore di Giuseppe Sibilli, ai microfoni di Contropiede. L’avvocato aveva parlato di un’attesa di dodici giorni per ottenere un appuntamento con la società e di una proposta contrattuale ritenuta “offensiva”.

A intervenire è stato il direttore generale Pierpaolo Marino con una nota ufficiale nella quale respinge integralmente la ricostruzione dell’entourage del calciatore.

«Le dichiarazioni dell’agente di Sibilli mi stupiscono fortemente in quanto inopportune, non veritiere e anche oggetto di una incomprensibile strumentalizzazione.

Comunque continuerò a tenere, esclusivamente con Sibilli, un comportamento professionale e cordiale come quello avuto nell’ultimo incontro richiestomi dal calciatore nella giornata di ieri».

Parole nette con cui il dirigente biancorosso contesta la versione fornita dal procuratore e rivela un dettaglio finora inedito, ossia l’incontro avvenuto nella giornata di ieri direttamente con Giuseppe Sibilli, richiesto dallo stesso calciatore. La vicenda, tuttavia, sembra tutt’altro che conclusa. Le posizioni tra le parti restano distanti e sarà necessario capire se il confronto diretto tra società e giocatore potrà riaprire i margini per una permanenza in biancorosso o se il futuro dell’attaccante sarà destinato a prendere un’altra direzione.

A questo punto sarà interessante capire se arriverà una controreplica da parte dell’entourage di Sibilli oppure se la vicenda si ricomporrà lontano dai riflettori. Per il momento resta un dato: nel giro di poche ore il caso è passato da una denuncia pubblica dell’agente a una secca smentita della società, alimentando un confronto che appare tutt’altro che concluso.

Foto: SSC Bari

Sibilli aspettava il Bari. Il Bari, invece, ha aspettato dodici giorni

Ore movimentate in casa Bari. Nel corso della mattinata il club biancorosso si è ritrovato al centro di due vicende cardine per il mercato. Da una parte l’indiscrezione rilanciata da Radio Bari sull’interesse della Dinamo Bucarest per Matthias Verreth, dall’altra le dichiarazioni del procuratore di Giuseppe Sibilli, l’avvocato Claudio Parlato, ai microfoni di Contropiede, che hanno aperto nuovi interrogativi sulla gestione del mercato biancorosso.

L’ipotetico addio di Verreth avrebbe una spiegazione ben più profonda del calcio. Facciamo un passo indietro. Se davvero Matthias Verreth dovesse lasciare Bari, sarebbe sbagliato leggere la vicenda esclusivamente in chiave tecnica o di mercato. Il centrocampista belga è tornato quest’estate a Roccaraso, il luogo in cui, durante il ritiro dello scorso anno, ha vissuto uno dei drammi più grandi della sua vita personale.

Nonostante tutto, Verreth ha scelto di rimettersi in gioco, allenarsi con professionalità e non far mai mancare il proprio contributo al gruppo. Un comportamento che ha mostrato il lato umano prima ancora di quello sportivo, quello di un professionista con la “P” maiuscola. Ma quanto può essere stato difficile, dal punto di vista emotivo, ritornare proprio lì dove ogni angolo, ogni campo, ogni albergo poteva riportare alla mente ricordi dolorosi?

Per questo motivo, se davvero la sua volontà fosse quella di cambiare aria, sarebbe una scelta assolutamente comprensibile. Nessuno potrà cancellare ciò che è accaduto, ma voltare pagina potrebbe rappresentare un passo necessario non solo per il calciatore, ma soprattutto per l’uomo e per la sua famiglia. Ci sono situazioni nelle quali il calcio passa inevitabilmente in secondo piano.

Ben diversa, invece, è la questione che riguarda Giuseppe Sibilli. Da settimane, nell’ambiente biancorosso, si cerca di trasmettere l’idea di una situazione sotto controllo, di un mercato gestito con lucidità e di rapporti sereni con i calciatori ritenuti centrali nel nuovo progetto. Le dichiarazioni dell’avvocato Claudio Parlato ai microfoni di Contropiede raccontano però una realtà differente: “Sibilli ha voluto dare priorità al Bari che ha impiegato 12 giorni per darci un appuntamento.”

Parole che difficilmente possono essere archiviate come una semplice schermaglia tra agente e società. Anzi, sorprendono fino a un certo punto. Del resto, la stessa sospensione dei lavori del Comitato dei Garanti era nata proprio dall’assenza di interlocuzioni da parte della SSC Bari. Anche in quel caso la sensazione era quella di una società che continuava a prendere tempo. Oggi, ascoltando il procuratore di Sibilli, quello schema sembra riproporsi anche sul fronte del mercato.

Un interrogativo appare lecito: se Sibilli ha scelto il Bari, perchè trattarlo così? Senza entrare nel merito degli aspetti economici, delle richieste dell’entourage o dell’offerta formulata dalla società, emerge un elemento che merita una riflessione. Se davvero, come sostenuto dal procuratore, la prima scelta di Giuseppe Sibilli era il Bari, nonostante la retrocessione in Serie C e le numerose possibilità che avrebbe potuto valutare altrove, significa che nel calciatore esiste una concreta volontà di rimediare concretamente agli errori commessi.

Errori che, è bene ricordarlo, non riguardano vicende di calcioscommesse, ma che hanno comunque avuto conseguenze importanti sulla sua carriera. E allora un’ulteriore domanda diventa inevitabile: se Pierpaolo Marino, al momento della presentazione del nuovo corso tecnico, aveva definito Sibilli uno dei punti di riferimento del progetto, come si spiega un’offerta che il suo stesso procuratore definisce “offensiva”? Le due versioni sembrano difficilmente conciliabili.

E’ vero, gli errori si pagano a caro prezzo ma fino a che punto? Nel calcio moderno le violazioni delle norme federali, soprattutto quelle legate alle scommesse sportive, sono purtroppo diventate una realtà sempre più frequente. Non è una giustificazione. Non può e non deve esserlo ma è un fenomeno diffuso, che coinvolge professionisti di ogni categoria.

Chi sbaglia deve pagare e Sibilli lo ha fatto, affrontando una squalifica e le conseguenze previste dagli organi competenti. Continuare però a trasformare quell’errore in una condanna perpetua rischia di essere controproducente. Chi ammette le proprie responsabilità, accetta le sanzioni e prova a ricostruire il proprio percorso dovrebbe trovare la possibilità di dimostrare di aver imparato dagli errori, non essere costretto a conviverci come un marchio indelebile.

La riflessione, inevitabilmente, torna sulla società. Dopo stagioni caratterizzate da progetti annunciati e puntualmente falliti, obiettivi dichiarati e mai raggiunti, rivoluzioni tecniche continue, direttori sportivi cambiati, allenatori sostituiti e una retrocessione che ha rappresentato il punto più basso della gestione De Laurentiis, il Bari pensa davvero che oggi basti il peso della maglia per convincere un calciatore ad accettare qualsiasi proposta?

La credibilità, nel calcio come nella vita, non si costruisce con gli slogan ma mantenendo gli impegni ed è proprio questo il vero patrimonio che oggi sembra mancare alla società biancorossa. Il Bari continua a chiedere, implicitamente, fiducia ma fatica a fornire quelle certezze che rendono un progetto realmente credibile. Se un giocatore reduce da una retrocessione sceglie comunque di dare priorità ai biancorossi, probabilmente quel gesto meriterebbe maggiore considerazione.

In una piazza già profondamente sfiduciata, ogni giorno di attesa rischia di trasformarsi nell’ennesimo tassello di una credibilità che, anziché essere ricostruita, continua lentamente a sgretolarsi.

Foto: SSC Bari

Serie B, Caserta alla vigilia di Bari-Padova: “Mi sento sicurissimo. Vogliamo bene a Sibilli ma sa che ha sbagliato”

È tempo di bilanci in casa Bari. Dopo l’inizio deludente con soli tre punti guadagnati in sei partite, l’operato del tecnico Caserta e del suo Staff è sotto esame. Il cuore del problema non è rappresentato tanto dalla mancanza di vittorie quanto dalla totale assenza di personalità del gruppo. I biancorossi appaiono privi di agonismo e identità tanto da essere dominati in ogni partita da ogni squadra.

Non un settore convincente, non un ruolo predominante, leader inesistenti. Unica nota positiva la maestria di Gaetano Castrovilli che, problematiche al ginocchio a parte, rappresenta attualmente l’unico traino di questa squadra. Nelle prime ore della mattinata si è tenuta l’abituale conferenza stampa prepartita del tecnico biancorosso Fabio Caserta in vista della partita casalinga di domani contro il Padova in programma alle ore 15:00 presso lo Stadio San Nicola: “Questa sarà una partita come le altre – ha esordito Caserta- con la stessa difficoltà delle altre perché abbiamo raccolto poco. È oggettivo, bisogna dare qualcosa in più. Nelle ultime due gare non abbiamo fatto quello che sappiamo fare”.

Tematica bollente quella dell’ipotetico esonero del tecnico durante la pausa del campionato. Parrebbe, difatti, che la dirigenza stia vagliando questo scenario sia in caso di vittoria che di sconfitta. Fattore determinate? L’approccio della squadra alla partita. Da ciò dipenderà il futuro di Caserta: “Io mi sento sicurissimo. È facile abbattersi quando i risultati non arrivano ma io non sono abituato a fare questo. Io lotto e faccio il massimo giorno dopo giorno”.

Oltre ai risultati, un altro problema ha colpito il Bari: la squalifica di otto mesi di Giuseppe Sibilli per aver scommesso su eventi calcistici. Il giocatore campano dovrà sostenere otto mesi di incontri con associazioni e pagare 20.000 euro di multa. Stagione finita per lui: “Mi dispiace per Peppe. Ha commesso un errore che costa caro a tutti. Con me si è sempre comportato benissimo. Mi sento solo di stargli vicino ma lui sa di aver sbagliato. Noi gli vogliamo bene anche al di là degli errori che si possono commettere”. Illuminante, si fa per dire, il mancato intervento dei DS. Sia Giuseppe Magalini che il vice Di Cesare non sono intervenuti per chiarire la posizione di Caserta o esprimersi circa la squalifica di Sibilli.

Squadra e tecnico sembrerebbero avere tra le mani le sorti del proprio destino: “Io ho sempre condiviso le scelte di mercato. Quando dico che sono tranquillo è perché dal primo giorno in cui si sceglie di svolgere il mio mestiere si sa di essere sempre in bilico. È normale che, se non arrivano risultati, la cosa è accentuata. Io devo cercare di ottenere risultati pensando positivo. Domani c’è una partita da vincere a tutti i costi”. Nel corso della settimana anche un comunicato riguardante l’infortunio di capitan Vicari.

Il difensore biancorosso ha rimediato una lesione di alto grado del muscolo retto femorale della coscia sinistra nel corso della partita casalinga contro la Sampdoria: “Mi dispiace per l’infortunio di Vicari. È un giocatore che si è sempre messo a disposizione del gruppo. Dall’inizio del campionato era tornato nel pieno della sua forma fisica”.

Tre partite nel corso di una settimana e poco tempo di recupero. Il modulo non parrebbe essere un problema, per Caserta il focus è sugli stimoli. Quella del Bari è stata un’involuzione oggettiva avallata dal fatto che, secondo il tecnico, il fattore mentale giochi un ruolo rilevante: “Nel corso di questi due mesi avrò sbagliato qualcosa ma dagli errori si cerca di migliorare. Ho cambiato modulo per dare maggiori certezze alla squadra. Questo non è avvenuto. Per amalgamare un gruppo ci vuole tempo e noi sino ad ora abbiamo affrontato squadre più unite di noi”. 

Foto: SSC Bari

Calcioscommesse, tegola per il Bari: Sibilli squalificato per 8 mesi. Stagione finita per l’attaccante biancorosso

Tegola per il Bari di Caserta. Giuseppe Sibilli, attaccante biancorosso, è stato squalificato per 8 mesi con l’accusa di aver scommesso su siti legali e su partite di calcio giocate in Italia e non solo.

Le giocate risalgono alle stagioni 2022/2023 (Pisa), 2023/2024 (Bari) e 2024/2025 (Bari-Sampdoria) e comportano una violazione dell’articolo 4, comma 1, e dell’articolo 24, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva.

Sibilli è tornato al Bari dopo aver indossato la maglia della Sampdoria da gennaio a giugno. Proprio a giugno era stato interrogato, dimostrandosi collaborativo con la Procura Federale. Si è optato per la strada del patteggiamento per dimezzare la pena iniziale di 16 mesi, unita a una multa di 20mila euro.

La squalifica terminerà a inizio giugno del 2026, quando il campionato di B sarà terminato. Previsto anche un percorso riabilitativo ed educativo che comporterà la partecipazione di Sibilli a un ciclo di almeno 16 incontri pubblici presso associazioni dilettantistiche, centri del settore giovanile e scolastico d centri di recupero dalle ludopatie, sulla falsa riga di quanto accaduto con Tonali e Fagioli.

Anche il Bari è pronto a prendere dei provvedimenti: il giocatore riceverà un ingaggio pari al minimo federale fino al termine della squalifica e per l’ultimo anno di contratto, in scadenza a giugno del 2027, il suo stipendio sarà dimezzato.

Calcioscommesse, Bellomo espulso dalla panchina in Ternana-Bari: indagine archiviata. Le ultime sul caso Sibilli

La Procura di Bari ha archiviato l’indagine sulle scommesse giocate sull’espulsione del calciatore del Bari, Nicola Bellomo, nella gara di ritorno dei playout di Serie B del 23 maggio 2024 tra Ternana e Bari.

Il centrocampista fu espulso al 78esimo minuto di gioco della partita sul risultato di 3-0 per i biancorossi, al termine di un litigio con un raccattapalle, mentre si trovava in panchina.

La Procura federale della Figc, insospettita dal flusso anomalo di scommesse giocate sull’espulsione del centrocampista biancorosso, aprì un fascicolo che è stato poi archiviato. Il calciatore non era indagato e non era ipotizzato un reato, le indagini erano affidate alla Guardia di finanza.

Il Bari ora deve fare i conti con il caso Sibilli. Su segnalazione della Guardia di Finanza, anche sul 28enne attaccante biancorosso è stato aperto un fascicolo per numerose scommesse effettuate su piattaforme legali su partite di tennis e di calcio.

La Procura Federale sta valutando un possibile deferimento. Anche altri giocatori del Bari sono stati seguiti negli ultimi mesi, ma dalle indagini non è emerso nulla.

Bari-Brescia, Sibilli in campo con i santini di San Nicola nei calzettoni. Ora i playout: come funzionano

Simpatico siparietto nel post partita di Bari-Brescia, match vinto dai biancorossi con il risultato di 2-0. Sibilli, autore del primo gol della partita, ha mostrato in conferenza stampa due santini di San Nicola che l’attaccante biancorosso ha infilato nei calzettoni durante il match (foto di TuttoBari). Rivedendo le immagini del gol rocambolesco, verrebbe da pensare che San Nicola sia sceso in campo ieri con i giocatori biancorossi. Il Bari ora disputerà i playout contro la Ternana.

REGOLAMENTO PLAYOUT

La Ternana avrà un vantaggio sul Bari. In caso di parità al termine delle due partite, si salverà perché ha chiuso con due punti in più in classifica.

DATE PLAY-OUT

GARA DI ANDATA Giovedì 16 maggio 2024 – (Bari vs Ternana)
GARA DI RITORNO Giovedì 23 maggio 2024 – (Ternana vs Bari )