Soldi facili in Albania, denunciato il sistema Labianca: “Stategli lontano è un truffattore”

Le sirene albanesi continuano ad attrarre sempre più investitori italiani. Le linee di credito e i finanziamenti facili facili promessi da alcuni “facilitatori”, però, si rivelano presto delle truffe vere e proprie. Non solo raggiri milionari, ma anche nel caso si voglia aprire un’azienda di qualunque tipo.

Negli ultimi anni, il fenomeno ha assunto connotati mostruosi. In virtù dell’alto tasso di corruzione presente nel Paese, questi pseudo consulenti, con tanto di profili social accattivanti, trovano spesso professionisti locali o dipendenti di banca disposti a reggere il gioco in cambio di poche centinaia di euro.

Abbiamo dato il via alla nostra inchiesta in sordina, cercando di restare sul generale senza fare nomi, ma dopo la messa in onda del primo servizio siamo stati inondati di segnalazioni. Tutte riconducono a Cesare Labianca, riferimento di Caesar’ Group. Lo abbiamo già incontrato e intervistato, presto vi documenteremo tutto questo. Ma prima vi racconteremo alcune storie.

Truffa online, su WhatsApp la cura miracolosa dei frati di Padre Pio per l’artrite: “È fake”

Una truffa online sfruttando il nome dei frati del santuario di padre Pio a San Giovanni Rotondo (Foggia) starebbe circolando in queste ore attraverso un messaggio Whatsapp.

A renderlo noto sono gli stessi frati cappuccini che ribadiscono l’estraneità al messaggio. “I frati del Santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo curano le articolazioni in 30 giorni. La loro ricetta segreta è stata finalmente rivelata”, il testo del messaggio fake, seguito da un link sulle proprietà terapeutiche di un preparato acquistabile.

I frati, in una nota, smentiscono “l’affermazione di essere in grado di curare le articolazioni in 30 giorni e dichiarano la loro completa estraneità alla diffusione del messaggio e alla commercializzazione del prodotto terapeutico, di cui non sono in grado di garantire né l’efficacia né l’assenza di effetti tossici o comunque dannosi per l’organismo”, e preannunciano “l’intenzione di tutelarsi legalmente per evitare di essere coinvolti in una vicenda che potrebbe avere anche risvolti penali”.

Nella nota diffusa i frati invitano tutti coloro che hanno ricevuto o che riceveranno, in qualunque forma, il messaggio trascritto o indicazioni simili “a diffidare dell’autenticità del contenuto e ad attivare comportamenti prudenti per evitare di divenire vittime di potenziali truffe”.

Truffa eco casette, una strage impunita. Miria: “Dati a Caputi 3.400 euro. Lavoro mai iniziato”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana, Riccardo, dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo, della compagna Anna e dopo aver rivolto un appello caloroso ai clienti soddisfatti, questa volta vi raccontiamo la storia di Miria.

Come tanti altri è caduta nella trappola di Caputi. Ha versato 3400 euro per lavori neppure mai iniziati.

Attenzione a Perrone, chiusa “La Perla Pink”. Il pacco di Natale: “Nuova gestione dall’8 gennaio”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima su cui da alcune settimane abbiamo acceso i nostri riflettori dopo la segnalazioni di alcuni clienti circa trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta si è allargata con il passare dei giorni.

Dopo avervi parlato della truffa escogitata ai danni del disabile Matteo e della sua mamma malata, della storia di Pierpaolo Progida, di Cinzia e dell’ex receptionist, dopo avervi mostrato le immagini del nostro secondo epico incontro con Perrone, con tanto di sceneggiata e dell’interpretazione da Oscar al telefono, abbiamo iniziato anche a raccontare quello che si nasconde dietro il mondo della Perla Pink.

E proprio della Perla Pink torniamo a parlare dopo l’annuncio pubblicato sui social e su un cartellone sistemato all’esterno dell’attività. Il centro resterà chiuso fino al 7 gennaio e riaprirà l’8 con una “nuova gestione”. Tutto questo mentre Perrone ha fatto cadere in un sonno profondo tutti ed è sparito nel nulla, oppure no. Ha cercato infatti di farsi avanti, tramite vie traverse, per cercare di insabbiare tutto.

Truffa eco casette, lavoro fatto male: Caputi deve pagare 6mila euro. Appello ai clienti soddisfatti

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana, Riccardo, dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo e della compagna Anna, questa volta siamo noi a lanciare un appello dopo aver superato i 20 servizi in questa inchiesta.

Vogliamo metterci in contatto con i clienti che hanno avuto a che fare con Caputi e che sono rimasti soddisfatti dei lavori. Siamo venuti a conoscenza del fatto che nei suoi confronti sono già state presentate numerose denunce. E in un caso è già arrivata una condanna. Caputi deve pagare 6mila euro, ma è irreperibile. Restate collegati.

Quel truffatore di Perrone, receptionist in fuga: “È pessimo. Voleva farmi fare la massaggiatrice”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima su cui da alcune settimane abbiamo acceso i nostri riflettori dopo la segnalazioni di alcuni clienti circa trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta si è allargata con il passare dei giorni.

Dopo avervi parlato della truffa escogitata ai danni del disabile Matteo e della sua mamma malata, della storia di Pierpaolo Progida e di Cinzia, dopo avervi mostrato le immagini del nostro secondo epico incontro con Perrone, con tanto di sceneggiata e dell’interpretazione da Oscar al telefono, abbiamo iniziato anche a raccontare quello che si nasconde dietro il mondo della Perla Pink.

Perrone ha fatto cadere in un sonno profondo tutti ed è sparito nel nulla. Questa volta vi raccontiamo la storia di Grazia, nome di fantasia, ex receptionist e improvvisata massaggiatrice.

Promesse milionarie dall’Albania, italiani truffati dai facilitatori: l’inganno dei crediti falsi

Le sirene albanesi continuano ad attrarre sempre più investitori italiani. Le linee di credito e i finanziamenti facili facili promessi da alcuni “facilitatori”, però, si rivelano presto delle truffe vere e proprie. Non solo raggiri milionari, ma anche nel caso si voglia aprire un’azienda di qualunque tipo.

Negli ultimi anni, il fenomeno ha assunto connotati mostruosi. In virtù dell’alto tasso di corruzione presente nel Paese, questi pseudo consulenti, con tanto di profili social accattivanti, trovano spesso professionisti locali o dipendenti di banca disposti a reggere il gioco in cambio di poche centinaia di euro.

Affari in apparenza milionari diventano preso flop clamorosi, soprattutto quando a rivolgersi a questi imbonitori finanziari sono imprenditori italiani che in nessun altro modo potrebbero avere soldi in prestito a causa del loro passato burrascoso e problematico. Ma come si fa ad aprire un’azienda in Albania? Come si fa a ottenere finanziamenti?

Una fonte, molto ferrata nell’argomento, ha deciso di darci una mano ad aprire il vaso di pandora. Abbiamo già raccolto decine di testimonianze, siamo stati in Albania, abbiamo ascoltato persone informate sui fatti, professionisti e abbiamo fatto cadere in un tranello uno di questi facilitatori, un uomo di Bitonto molto noto in certi ambienti finanziari, non solo in Puglia. Scoprirete circostanze e dettagli nel corso della nostra inchiesta, la cui morale è semplice semplice: l’Albania non si trova nel Terzo Mondo, per investire e avere finanziamenti, bisogna essere solidi e rispettare le regole.

Nel caso del nostro consulente, senza autorizzazione a esercitare tanto in Italia quanto in Albania, si tratta di una questione paradossale, che si alimenta con le speranze di chi non ha alternative in una giungla normativa di difficile interpretazione. Allacciate le cinture, perché ne vedrete e ascolterete delle belle.

“Notti delle Lanterne è un evento fantasma”, biglietti in vendita ma è una truffa: tra le date anche quella di Bari

“Una notte che ricorderai per sempre”. Tutti pazzi per l’evento delle Notti della lanterne, in programma nelle principali città italiane a gennaio e febbraio. Tra queste spicca la data anche di Bari, in programma il 24 gennaio.

Ma in realtà, quello che si nasconde dietro all’organizzazione, è una truffa. Sui social piovono segnalazioni e denunce per non far cadere le persone nella trappola. Sì, perché i biglietti sono in vendita, con tanto di sconto, e c’è chi ha già acquistato un ticket. Per l’evento di Bari il prezzo scontato di un biglietto è di 30 euro (65 euro quello inizialmente previsto).

Nella descrizione dell’evento è scritto che i biglietti sono quasi esauriti e che la disponibilità è limitata. Non è indicata alcuna posizione. “La località dell’evento verrà comunicata 30 giorni prima della data. I biglietti in prevendita sono già disponibili e l’evento è previsto e sono esauriti molto rapidamente”, si legge.

“Le porte del festival si apriranno alle 16:00, così da offrire tutto il tempo per godersi il cibo, la musica e le varie attività. Il lancio delle lanterne è previsto per le 18:30 e trasformerà la serata in un magnifico mare di luci. L’evento terminerà alle 21:00 – si legge ancora -. Il tuo biglietto ti garantisce l’accesso completo al festival e tutto ciò di cui hai bisogno per vivere una serata indimenticabile. Ogni ospite riceverà un braccialetto d’ingresso e un kit con lanterna galleggiante, che include una lanterna, una candela tealight e un pennarello”.

“Da anni portiamo la magia delle lanterne in tutto il mondo, con eventi tenuti in Germania, Stati Uniti, Canada e Australia. Centinaia di migliaia di persone hanno già vissuto questa esperienza unica, e ora il nostro festival arriva finalmente anche in Italia, con la stessa qualità, sicurezza e affidabilità che ci contraddistinguono”, concludono gli organizzatori.

Ma in tanti hanno smascherato la truffa, replicata ad un anno di distanza. Già nei mesi precedenti sono state ingannate diverse persone. “Notti delle Lanterne” in realtà è un evento fantasma, nonostante la massiccia pubblicità sui social, da Instagram a TikTok. I gestori delle pagine hanno disattivato e bloccato i commenti per non permettere a chi è stato truffato di raccontare la propria esperienza.

Truffa eco casette, la strage di Caputi. Riccardo: “Versati 3800 euro ho finito da solo i lavori”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo e della compagna Anna, questa volta è il turno di Riccardo.

Truffa del benessere, la Perla Pink. Padrona del locale sbugiarda Perrone: “Ho trattato con lui” (2)

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima su cui da alcune settimane abbiamo acceso i nostri riflettori dopo la segnalazioni di alcuni clienti circa trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta si è allargata con il passare dei giorni.

Dopo avervi parlato della truffa escogitata ai danni del disabile Matteo e della sua mamma malata, della storia di Pierpaolo Progida e di Cinzia, dopo avervi mostrato le immagini del nostro secondo epico incontro con Perrone, con tanto di sceneggiata e dell’interpretazione da Oscar al telefono, abbiamo iniziato anche a raccontare quello che si nasconde dietro il mondo della Perla Pink.

L’amministratore, a sua insaputa fino a qualche tempo fa e senza poter esercitare il suo ruolo, è proprio Progida. Nonostante il versamento di 60mila euro a Perrone. Al telefono Ludovico ha negato tutto con il solito copione. E così ci siamo recati sul posto. Ecco la seconda parte della nostra inchiesta che sbugiarda totalmente l’abile truffatore.