Ustionato da acqua bollente in casa, tragedia a Bari: bimbo di 10 mesi muore al Policlinico dopo 53 giorni di agonia

Non ce l’ha fatta il bimbo di 10 mesi rimasto gravemente ustionato dopo un incidente domestico avvenuto a novembre a Torricella. Il piccolo, dopo 53 giorni di agonia, è morto nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, dove era stato ricoverato dopo il trasporto d’urgenza dall’ospedale di Manduria.

Il bimbo si trovava nel girello ed era riuscito a trascinare il cavo del bollitore elettrico posizionato sul frigorifero mentre la mamma si era allontanata in bagno.

Il contenitore si è aperto e l’acqua bollente gli è finita addosso, provocandogli ustioni di secondo e terzo grado su gran parte del corpo.

La Procura di Taranto ha sequestrato la salma, potrebbe essere disposta l’autopsia. La madre, unica presente in casa al momento dell’incidente, è l’unica indagata per lesioni personali gravi. Ma l’accusa potrebbe essere riformulata.

Panico a Ruvo, incendio e scoppio in casa: una persona ustionata. Vigili del Fuoco al lavoro per ore

I vigili del Fuoco sono intervenuti ieri sera siamo intervenuti a Ruvo di Puglia a causa di un incendio-scoppio in una casa.

Una squadra ha estinto le fiamme e portato all’esterno in sicurezza alcune bombole di GPL presenti. Di queste ultime poi, è stata bruciata la parte residua di gas in torcia dal nucleo dei vigili del fuoco lpg light.

Le operazioni di soccorso si sono chiuse dopo diverse ore, l’abitazione è stata inibita per successivi accertamenti e si registra un residente ustionato, sui due presenti al momento dell’incidente.

Gioia, bimbo ustionato da succo di frutta. Titolare del bar assolta dopo 5 anni: “Non costituisce reato”

Il Tribunale di Bari ha assolto la titolare e proprietaria del bar Belle Epoque cafè di Gioia del Colle dall’accusa di lesioni gravi dopo che un bimbo di 5 anni rimase ustionato dopo aver bevuto un succo di frutta nell’attività. Per i giudici il fatto non costituisce reato, l’episodio risale al 23 marzo 2019.

Il bimbo, accompagnato dalla mamma, consumò la bottiglietta del succo di frutta con la cannuccia ma si sentì subito male. Avvertì uno strano sapore e un bruciore, fino a vomitare sangue. Fu trasportato d’urgenza in ospedale, poi il trasferimento a Bari dove rimase ricoverato in chirurgia pediatrica per alcuni giorni. Rimediò ustioni varie tra lingua, stomaco ed esofago. A distanza di mesi, dopo le indagini avviate dai carabinieri del Nas, la titolare del bar fu raggiunta da un avviso di garanzia. Le veniva contestato di aver “omesso”  il piano di autocontrollo Haccp, con riguardo alla procedura di “utilizzo di detergenti e prodotti chimici da utilizzare nell’esercizio, in tal modo procurando lesioni personali consistite in ustioni da sostanza caustica”.

Il bimbo avrebbe bevuto uno sgrassante per stoviglie e forni, contenuto evidentemente nella bottiglia con l’etichetta del succo di frutto, poi rinvenuto all’interno del laboratorio del bar”. Secondo il Tribunale la titolare del bar non ha però causato le lesioni.