Precipita nel vano ascensore a Fasano, chiuse le indagini sulla morte di Clelia Ditano: 4 indagati per omicidio

La pm Livia Orlando della Procura di Brindisi ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini alle 4 persone indagate per la morte di Clelia Ditano, la 25enne di Fasano morta dopo essere caduta nel vano dell’ascensore di una palazzina in via Saragat nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio 2024.

L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Imputati l’amministratore del condominio, il rappresentante legale della ditta incaricata della gestione e riparazione dell’impianto insieme con il responsabile tecnico e un dipendente.

Secondo quanto emerso dalla consulenza tecnica sull’impianto dell’ascensore effettuata lo scorso luglio una manomissione esterna, di tipo meccanico o elettrico, ha causato un’alterazione dei sistemi di sicurezza delle porte di piano. Clelia perse la vita dopo un volo di quasi 10 metri nella tromba dell’ascensore.

Le indagini hanno accertato come la manutenzione dell’ascensore non era mai stata effettuata “correttamente” ma solo “in maniera superficiale”. Secondo l’accusa tutti gli indagati hanno omesso “di effettuare le necessarie riparazioni, ovvero di mettere in sicurezza l’ascensore e comunque di inibire l’uso dello stesso a fronte della più volte accertata difettosità e consapevoli dell’enorme pericolo per l’incolumità dei condomini e di terzi. E di un rischio concreto di cadute accidentali nel vuoto all’interno della rampa dell’ascensore”.

 

La porta si apre senza cabina, precipita nel vano ascensore con volo di due metri: ferita una 72enne in Salento

Una donna di 72 anni è precipitata per circa due metri nel vano dell’ascensore della propria abitazione, una casa indipendente su due livelli a Parabita, in provincia di Lecce.

Nonostante la porta dell’ascensore si fosse aperta, la cabina era rimasta al piano inferiore e la 72enne, entrando, è precipitata. Soccorsa dai vigili del fuoco, la donna è stata trasportata all’ospedale di Gallipoli.

Ha riportato fratture ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri. L’ascensore è stato posto sotto sequestro.

Precipita nel vano ascensore a Fasano, eseguita l’autopsia: Clelia è morta sul colpo. Domani i funerali

Sono in programma domani alle 16 nella chiesa di Sant’Antonio a Fasano i funerali di Clelia Ditano, la 25enne deceduta dopo essere caduta, nella notte tra il 30 giugno ed il primo luglio, nel vano ascensore della palazzina dove abitava con la famiglia.

In giornata si è svolta l’autopsia disposta dalla procura di Brindisi nell’inchiesta sull’incidente di quella notte, la ragazza avrebbe subito una lesione a livello encefalico e con ogni probabilità sarebbe morta sul colpo. La procura attenderà comunque il deposito entro 60 giorni, da parte del medico legale, della relazione sugli esami istologici per determinare anche l’ora esatta del decesso.

Al momento sono quattro le persone indagate per l’incidente avvenuto nella palazzina e tutte sono accusate di omicidio colposo. Si tratta dell’amministratore del condominio e di altre tre persone coinvolte nelle attività di manutenzione e revisione dell’ascensore. La famiglia della 25enne è assistita dall’avvocato Umberto Sforza.

Precipita nel vano ascensore a Fasano, salgono a 4 gli indagati per la morte di Clelia: attesa per l’autopsia

Sale a quattro il numero degli indagati per la morte della 25enne di Fasano, Clelia Ditano, caduta nella notte tra domenica e lunedì scorsi nel vano ascensore della palazzina dove abitava con la famiglia. La procura di Brindisi, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, aveva già iscritto nel registro degli indagati l’amministratore di condominio.

Alla vigilia del conferimento dell’incarico per l’autopsia, che sarà formalizzato in giornata, sono stati firmati altri tre avvisi di garanzia nei confronti di altrettante persone presumibilmente coinvolte nelle attività di manutenzione e revisione dell’ascensore. Al momento si tratta di un atto dovuto per consentire l’eventuale nomina di consulenti di parte durante le perizie.

Oltre all’autopsia, infatti, saranno svolti altri due accertamenti tecnici irripetibili: l’analisi del telefono della 25enne e la perizia sull’ascensore sequestrato a poche ore dalla morte della ragazza. La salma della 25enne nelle scorse ore è stata trasferita al cimitero di Brindisi dove sarà svolto l’esame autoptico, forse già oggi, e dopo si attenderà il nulla-osta del pubblico ministero, Livia Orlando, per i funerali.

Precipita nel vano ascensore, il funerale di Clelia pagato da uno “sconosciuto”. Steven: “Ricorda mia sorella”

Steven Parpanesi, 26enne milanese residente da tempo a Brindisi, pagherà il funerale di Clelia Ditano, la 25enne tragicamente morta a Fasano precipitando nel vano ascensore dal quarto piano. Fa il tatuatore a Mesagne, non conosceva la vittima, ma sua sorella Kimberly ha perso la vita 4 anni fa, all’età di 19 anni, nelle stesse circostanze. Un volo in questo caso di sei piani.

“Appena ho visto i servizi in tv la cosa mi ha toccato. Io come la famiglia di Clelia non vengo dall’oro. Il fatto che lei stesse mettendo da parte i sodi per la patente mi ha fatto scattare qualcosa. Ho pensato: se la famiglia non ha da dare i soldi per la patente cosa deve fare? La cosa principale è però che io quattro anni fa ho subito la stessa cosa con mia sorella. Io comprendo la famiglia, che tipo di dolore è, a cosa si va incontro e quali spese occorre sostenere. Spese che sono davvero alte e quindi io mi sono sentito di fare questo gesto senza pensarci mezza volta”, le parole riportate dalla Repubblica. La famiglia lo ha ringraziato in lacrime al telefono dopo aver ricevuto il bonifico istantaneo.

“La mia fidanzata mi ha detto: perché tu? Io non vivo nell’oro, sto bene, lavoro ma niente di più. Ma questa cosa mi gratifica. Devo fare quello che mi dice il cuore. Io non sono certo ricco, sto tranquillo. Ma mi chiedo: le persone ricche dove sono in questi casi? Io mi sono immedesimato nella famiglia. La morte di Clelia mi ha toccato profondamente”, ha aggiunto.

Precipita nel vano ascensore a Fasano, nei prossimi giorni l’autopsia sul corpo di Clelia: ascoltati alcuni amici

La Procura di Brindisi a breve conferirà l’incarico per poter svolgere l’autopsia sul corpo di Clelia Ditano, la 25enne morta dopo una caduta di oltre 10 metri dal vano ascensore della palazzina dove abitava con i genitori a Fasano in via Piave. L’esame sarà eseguito dal medico legale Domenico Urso all’inizio della prossima settimana, tra martedì o mercoledì. I Carabinieri ed i tecnici dello Spesal stanno completando la lunga fase degli accertamenti sull’impianto e sulle autorizzazioni in possesso.

Al momento l’inchiesta della procura è aperta contro ignoti e l’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Le indagini sono condotte dai carabinieri che sin da subito hanno posto sotto sequestro l’ascensore. Da quello che sarebbe emerso in questa prima fase l’incidente che ha provocato la morte della ragazza potrebbe essere avvenuto tra l’1:30 e le 2.

Sono stati ascoltati anche alcuni amici della vittima che solitamente si fermavano a parlare con lei anche in tarda serata. Convinti che la 25enne fosse rientrata definitivamente in casa quella sera non avrebbero dato peso al fatto che non fosse scesa a salutarli. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare, infatti, un simile incidente. La ragazza, infatti, dopo aver lasciato la borsa ed altri effetti personali nel suo appartamento, voleva scendere dal quarto piano utilizzando l’ascensore ma è precipitata nel vuoto perché la cabina non era risalita come lei credeva.

Precipita nel vano ascensore, non si esclude la manomissione esterna: gli amici di Clelia erano giù ad aspettarla

Si continua ad indagare sulla tragica morte di Clelia Ditano, la 25enne precipitata nel vano ascensore dal quarto piano della sua abitazione a Fasano mentre l’elevatore si trovava al piano terra. Diverse le piste seguite dagli inquirenti, a partire dal guasto al sensore o dei due sistemi che stoppano la porta fino ad una possibile manomissione esterna.

Possibile che Clelia abbia lasciato la porta semiaperta dopo essere salita a casa per una brevissima sosta, prima di riaprirla e precipitare nel vuoto dopo non aver trovato più la cabina. Gli amici la stavano aspettando giù, hanno provato a chiamarla e a telefonarla non vedendola tornare. Poi sono andati via. Sul cellulare di Clelia sono state trovate diverse chiamate senza risposta. I carabinieri di Fasano continuano a raccogliere testimonianze in attesa dell’eventuale autopsia.

“Come sindaco di Fasano e soprattutto come cittadino fasanese, abbraccio la famiglia di Clelia, miei concittadini colpiti da un dolore ingiusto e profondo – le parole del sindaco Francesco Zaccaria -. Mi auguro che non sia stato un errore umano la causa della disgrazia, perché a questo dolore già grande si aggiungerebbe lo sconforto per una morte evitabile. Affidiamoci tutti al lavoro competente e imparziale di magistrati e periti”.

Precipita nel vano ascensore, anche la mamma di Clelia ha rischiato di cadere nel vuoto: si è fermata all’ultimo

Giusy Angiulli, la mamma di Clelia Ditano, è costretta sulla sedia a rotelle a causa di una grave malattia. Secondo quanto raccontato agli inquirenti anche lei ha rischiato di precipitare nel vuoto e nel vano ascensore come la figlia. Dopo non averla trovata a casa, assieme al marito ha provato a rintracciarla chiamandola. La suoneria proveniva da giù, così si è avvicinata all’ascensore e si è bloccata in extremis, notando proprio l’assenza della cabina. Poco dopo la tragica scoperta del corpo della figlia senza vita.

Le indagini proseguono in attesa dell’autopsia sul corpo. Si dovrà stabilire perché Clelia abbia messo il piede nel vuoto cadendo da un’altezza di 15 metri. Se ha lasciato aperta la porta dell’ascensore aperta ed è rientrata a casa per poi uscire e non trovare la cabina o se ha richiamato l’ascensore e sia precipitata nel vuoto dopo aver chiamato un’altra volta l’impianto. All’origine potrebbe esserci comunque un malfunzionamento di un sensore e tutti i condomini, così come la sua mamma, hanno rischiato di cadere.

Nella palazzina ci sono 3 appartamenti privati e 5 abitazioni popolari di proprietà di Arca Nord. “C’è un amministratore che si occupa della gestione. Abbiamo anche verificato che c’è un regolare contratto di manutenzione con una ditta esterna e abbiamo domandato se nel corso del tempo vi fossero state segnalazioni specifiche sul fabbricato in questione e non risultano segnalazioni – riferisce il direttore -. Noi non abbiamo una competenza specifica sulla manutenzione, ma ci siamo informati e sappiamo che una verifica sulla manutenzione era stata effettuata di recente, nel mese di aprile”.