Orta Nova, aggredito da un gruppo di giovani senza motivo: dopo 4 anni di agonia è morto Fabio Visconti

È morto sabato 25 aprile, a 36 anni, Fabio Visconti, uno dei due fratelli aggrediti il 2 ottobre 2022 a Orta Nova. La sua scomparsa arriva al termine di un lungo calvario durato quasi quattro anni, segnato da interventi chirurgici e cure continue, senza mai un reale recupero.

Quella sera, davanti a un bar del centro, un banale diverbio degenerò rapidamente in violenza. Visconti, allora 32enne, fu preso di mira insieme al fratello gemello da un gruppo di giovani. Il secondo riportò ferite lievi, Fabio subì invece gravissime lesioni al volto e al naso.

Il giorno successivo all’aggressione, mentre si trovava in ospedale, fu trovato privo di sensi. Da quel momento iniziò una lunga battaglia tra ricoveri e terapie, che non gli ha mai consentito di riprendersi completamente.

Per quell’episodio sono già arrivate due condanne: uno degli aggressori è stato riconosciuto colpevole di lesioni gravissime e condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione, mentre un secondo imputato ha ricevuto una pena di 2 anni. La morte di Visconti potrebbe ora riaprire il quadro giudiziario.

Altamura, rider travolto da un’auto muore dopo 4 anni di agonia: 31enne accusato di omicidio

Dovrà rispondere di omicidio stradale il 31enne di Altamura che la sera del 23 novembre 2021 travolse il 21enne concittadino Nicola Loporcaro, rider che stava lavorando consegnando pizze a domicilio. Loporcaro è morto il 9 agosto 2025, dopo quasi quattro anni di agonia.

Oggi in aula, nell’udienza del processo iniziato quando la vittima era ancora viva, la pm di Bari Silvia Curione ha modificato l’imputazione di lesioni gravissime in omicidio.

Le indagini hanno stabilito che l’auto guidata dal 31enne stava percorrendo via Mura Megalalitiche a 110 chilometri orari, oltre il limite di velocità consentito di 40 km/h. Nell’affrontare una curva a sinistra, in condizioni di scarsa visibilità e manto stradale viscido a causa della pioggia, avrebbe invaso la corsia opposta scontrandosi frontalmente con lo scooter a bordo del quale viaggiava il rider.

Il 21enne fu sbalzato dal mezzo e nell’impatto violento riportò numerose fratture, fatale quella al cranio con conseguente emorragia. Per quasi quattro anni è rimasto ricoverato in un letto di ospedale: non parlava, non camminava, non apriva gli occhi e rispondeva raramente agli stimoli, fino al decesso ad agosto scorso.

Nel processo la famiglia si è costituita parte civile con l’avvocato Andrea Moreno. Dopo la modifica del capo di imputazione, la difesa dell’imputato ha chiesto termini per valutare eventuali riti alternativi e il processo è stato rinviato al 30 marzo.