Soldi in cambio di lavoro al Petruzzelli, l’ambasciata dopo il video: “Digli che riavrà tutto”

All’interno della Fondazione Petruzzelli qualcuno ha pensato bene di portare avanti la stagione delle tangenti. Roberto Fiore, cugino di sangue di una figura epocale della stessa Fondazione, ha creato un tariffario mettendo a disposizione un posto all’interno del teatro. Ma non a sedere in platea o nel balconcino, bensì di lavoro.

Il dipendente è stato scoperto e licenziato, come vi abbiamo raccontato nel primo servizio che ha fatto discutere. Sono almeno sei i casi accertati, c’è chi ha versato tra i 200 e i 500 euro di acconto per entrare al lavorare nel Petruzzelli. Il nostro intervento a quanto pare è stato utile e i soldi presto saranno restituiti, secondo quanto annunciata dall’ambasciata. Fiore intanto è sparito dai social, ma i colpi di teatro non finiscono qui.

Giallo in Cina, muore il pugliese Marcello Vinci: Farnesina in contatto con l’ambasciata. La mamma: “Non si è suicidato”

È un vero e proprio mistero la morte di Marcello Vinci, 29enne pugliese di Martina Franca deceduto a Chengdu nella provincia di Sichuan in Cina. Il suo corpo è stato trovato senza vita per strada dopo una caduta dal 35esimo di un grattacielo. Marcello si era trasferito in Cina dal 2019 in maniera definitiva, a causa della pandemia non era più riuscito a rivedere i suoi cari. Dal 2020 insegnava in una scuola organizzata dal consolato italiano. Le autorità cinesi parlano di suicidio, ma la famiglia esclude questa ipotesi e spinge affinché la salma torni in Italia per l’autopsia. La Farnesina è in contatto con l’ambasciata cinese.

“Sabato 4 marzo gli ho mandato le foto del negozio da parrucchiere che sto ristrutturando a Rosa Marina. Domenica 5 attorno alle 22 ora cinese lui mi ha mandato una sua foto mentre era in un bar e subito dopo so che ha inviato il programma di lavoro alla sua collega – le parole della mamma in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno -. Mi è sembrato tranquillo come al solito, mi diceva soltanto che aveva un po’ di stress da lavoro perché a causa dell’assenza di un paio di colleghi lui e la collega dovevano fare ore in più. Lunedì ho provato a chiamarlo, ma non ha risposto. Martedì i carabinieri di Pezze di Greco ci hanno convocato in caserma, me e il papà di Marcello, e ci hanno comunicato la tragica notizia. Ci hanno dato la traduzione della comunicazione giunta dalla Cina. Da quel momento non abbiamo saputo più nulla. Non sappiamo ancora come è morto. L’hanno trovato in strada. Tramite un avvocato siamo in stretto contatto con il consolato in Cina e con la Farnesina, ma ancora nessuna novità. Per noi è un dolore immenso. Suicidio? Come fanno a dirlo, lo escludo nel modo più assoluto”.