Serie B, Bari-Avellino 1-1: i biancorossi archiviano il 2025 con un pareggio. Risultato giusto o grande spreco?

Il 2025 avrebbe potuto avere un epilogo differente per il Bari che nella diciottesima giornata del campionato di Serie B colleziona un punticino di comodo contro l’Avellino di mister Biancolino. I biancorossi che hanno alternato momenti di piena gestione della gara ad altri di passività sono apparsi sin dal principio consapevoli del peso che la partita aveva per le loro sorti e la classifica ma nei momenti decisivi hanno faticato ad imprimersi sul manto verde. Sedicesima posizione a quota diciassette punti. A segno Lorenzo Dickmann al 52′ e Tommaso Biascia al 68′.

E’ il Bari ad aprire le danze. Nei rintocchi iniziali del primo tempo la squadra di mister Vivarini si presenta gagliarda e competitiva. Al 6′ Gytkjaer spreca una grandissima occasione per i padroni di casa. Daffara devia il colpo di testa di Braunoder e la palla termina sui piedi del danese che pecca di poco lucidità sfoderando un tiro alto. Gli sviluppi vedono i biancorossi emergere sugli ospiti. Dapprima con Maggiore che calcia di poco fuori su punizione battuta da Dickmann e successivamente con la conclusione dal limite dell’area con Castrovilli. Per la squadra di Biancolino invece l’unica azione pericolosa è da ricondurre a Tutino che al 26′ scappa servendo Biasci. Il numero quattordici manca l’intervento. Nei minuti finali un Bari calante cede il passo ad un Avellino che tenta di alzare il baricentro a suon di rapide ripartenze.

La ripresa inizia con i fiocchi. Il Bari riparte con i piedi caldi e grazie ad un’ottima costruzione di Mane e Gytkjaer in prossimità dell’area di Daffara, Giulio Maggiore riesce a servire Lorenzo Dickmann che si coordina, calcia di destro e buca la porta avversaria. L’Avellino non tarda a mostrare la risposta. Al 68′ Biasci approfitta di un errore di Cerofolini per riportare la partita in parità. Baricentro basso per la squadra di Vivarini che dopo la rete subita fatica, come da prassi, a riprendere in mano le redini della gara.

Foto: SSC Bari

Serie B, Bari-Catanzaro 1-2: tutta colpa dei fischi per l’ennesima figuraccia collezionata al San Nicola?

L’anticipo della 17esima giornata del campionato di Serie B vede il Catanzaro affermarsi per 2-1 su un Bari privo di identità. Segnano Pontisso al 30′ e Antonini al 48′ in una partita dominata dagli ospiti senza troppa fatica. In chiusura un calcio di rigore ottenuto per un fallo di Liberali su Giulio Maggiore. Autore della rete Nicola Bellomo.

L’inizio del match è in sordina. Entrambe le squadre si studiano e fraseggiano per il primo quarto d’ora dopodichè il Catanzaro entra in gioco. La squadra guidata da Alberto Aquilani prende le misure dei biancorossi. Apre le danze la traversa colpita di testa da capitan Iemmello. Al 30′ la svolta. Lo stesso Iemmello fa da sponda a Pontisso servendogli un assist morbido che il centrocampista sfrutta con un tiro coordinato ma di potenza. Rete fu sotto gli occhi inermi di Pucino e Nikolaou che assistono di fianco a Pontisso. Dopo quattro minuti è Favasuli il protagonista dell’azione con un tiro dal secondo palo terminato fuori. Il Bari non reagisce. I pugliesi sono chiusi nella propria metà campo con un baricentro troppo basso per pensare ad una fase offensiva. Le fasce appaiono lacunose complice anche l’assenza di Dorval, unico giocatore in grado di saltare l’uomo.

La ripresa è avvincente sin dai primi rintocchi, per il Catanzaro. Al 49′ arriva la rete di Antonini su cross di Petriccione. I giallorossi frenano quelle sporadiche azioni imbastite dal Bari che non riesce a superare più di tre passaggi prima di cedere il pallone agli avversari. Vivarini prova a mischiare le carte in tavola. Schiera Moncini, Manè e Bellomo al posto di Gytkjaer, Burgio e Rao. Fischi dagli spalti all’ingresso in campo del barese classe ’91. Al 70′ è Nicola Bellomo a calciare direttamente in porta dove Pigliacelli blocca il pallone in due tempi. La chiusura della partita regala un imprevisto: la rete dei biancorossi. I pugliesi in seguito ad un fallo subito da Giulio Maggiore ricevono un calcio di rigore. Sul dischetto sempre lui, l’uomo dei fischi: Nicola Bellomo. Il gol, l’unica emozione di una partita opaca.

Foto: SSC Bari

Azione e reazione: il principio di Newton, De Laurentiis e la cartolina “spiacevole” della piazza

Il Terzo Principio della Dinamica di Newton afferma che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e opposta. Ebbene, la premessa fisica serve per ricollegarsi alle dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri dal Presidente del Bari, Luigi De Laurentiis.

Per quanto gran parte della tifoseria sia rimasta sollevata dalla conferma della presenza di soci esteri, ad un’altra metà non sembrerebbero essere passate inosservate le visioni del presidente sugli atteggiamenti della tifoseria: “Rispetto il tifo perché è particolare in tutta Italia ed è ambizioso. Stiamo però consegnando una cartolina spiacevole. Diventa autolesionismo sia dal punto di vista dell’immagine che dal punto di vista delle domande che dall’estero possono giungere circa la situazione della piazza. La gettano sulla difficoltà della città”.

C’è però da fare un piccolo passo indietro. Occorre semplicemente riavvolgere il nastro di qualche episodio. Se infatti la tifoseria biancorossa è arrivata al punto di disertare, ipotesi esclusa nella riunione del 21 agosto al parcheggio dell’antistadio del San Nicola, un motivo ci sarà.

In quella circostanza era stato proposto di disertare dalla prima giornata di campionato proprio per lanciare un messaggio, a detta dei tifosi, forte e chiaro alla società. Il tifo organizzato ha optato inizialmente per una strada più ragionevole e maggiormente predisposta a tendere la mano nei confronti della squadra.

Se però alla 17ª giornata di campionato il Bari occupa ancora la quattordicesima posizione avendo un piede in zona playout è lecito che la tifoseria mostri il proprio dissenso. Le motivazioni potrebbero essere svariate. Il rendimento insufficiente della squadra, i risultati che non arrivano, il timore di retrocedere, gli obiettivi iniziali (playoff) che ad oggi vedendo il gioco biancorosso sembrerebbero miraggi. La reazione è figlia di queste azioni. Cambiando i presupposti la cartolina spiacevole si trasformerebbe in un paesaggio idilliaco.

Perde la vita a 35 anni sul campo da calcio: partita di beneficenza a Triggiano nel ricordo di Domenico Leonetti

Il gruppo “70019” nasce nel 2024. È un gruppo di amici con un legame comune: i colori biancoazzurri. Attualmente è composto da 30 ragazzi da una varia fascia di età provenienti da svariati contesti professionali; dagli studenti liceali e universitari, imprenditori e pubblici ufficiali. Il gruppo nasce con lo scopo di fare aggregazione e tifo basandosi soprattutto su sani valori e principi quali lealtà e sportività. Infatti, è fermamente contrario ad ogni forma di violenza o vandalismo che, purtroppo, in contesti di stadio hanno macchiato il nome e il movimento “ultras” che, con tali avvenimenti, non ha nulla a che vedere.

A quasi un anno dalla perdita del caro Domenico Leonetti, amico e fratello di molti di noi in quanto cresciuto nei campetti di periferia e con la quale ha passato gran parte dell’adolescenza, il gruppo (lunedì 15 dicembre), nel campo sportivo “Principe di Piemonte”, ha voluto onorarlo e ricordarlo con un evento dove, a parteciparvi, ci sono state tantissime persone e tanti amici con i quali Domenico aveva coltivato bei rapporti umani.

Si è disputata una partita indossando due maglie di colori diversi: quella gialla arancio (colori sociali della società arcobaleno Triggiano) e quelli bianco azzurro (colori sociali del Triggiano calcio). Domenico ha vestito entrambe le maglie nel suo percorso sportivo. Hanno partecipato all’evento la famiglia di Domenico e diverse Associazioni di volontariato del territorio. Insieme a queste ultime, il gruppo “70019” ha raccolto, durante la serata, indumenti e viveri per i più bisognosi così da poter regalare un sorriso in vista del periodo natalizio.

Il gruppo tiene a specificare che vuole anche e soprattutto essere un punto di riferimento per i ragazzi più giovani che facilmente possono ritrovarsi ad essere coinvolti in situazioni sbagliate che la strada molte volte porta a percorrere. Frequentare lo stadio dev’essere anche un modo per socializzare, coltivare rapporti umani e vivere momenti di divertimento e spensieratezza cantando e festeggiando con spirito di festa.

Chi era Domenico Leonetti? Era un ragazzo di 35 anni, nato il 18 luglio del 1989 a Bari. Persona dal cuore grande, generoso, simpatico e molto socievole infatti, per questo, è stato da sempre definito come “un gigante buono”. Domenico amava tanto il calcio ed era tifoso dell’A.S. Roma e ovviamente anche legato ai colori della sua Bari. Il 16 dicembre 2024, durante una partita tra amici al campo sportivo “Principe di Piemonte”, Domenico accusava un malore accasciandosi al suolo per poi perdere la vita. La sua perdita ha causato un dolore immenso all’intera comunità triggianese.

U Bbàre, le storie dei tifosi. Claudia bloccata ai controlli, tifosi contro Masiello: “Pezzo di…”

Gli imprevisti son sempre dietro l’angolo ed in questo nuovo viaggio con la rubrica “U Bbàre, le storie dei tifosi” la nostra Claudia ne ha vissuti veramente tanti. A Bolzano è successo di tutto. Dai microfoni non funzionanti alla connessione altalenante del telefono e per non farsi mancare nulla è stata anche fermata all’ingresso dello Stadio “Druso” per dei controlli approfonditi eseguiti dalle forze dell’ordine.

Il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia non è bastato a testimoniare la professione ed ha dovuto svuotare lo zaino. Tanti gli elementi pericolosi presenti all’interno: trucchi, creme ed il pigiama.

Come conseguenza un ingresso posticipato di venti minuti ed attimi di nervosismo dettati dall’impossibilità di poter seguire la partita a causa della meticolosa indagine. Chi la dura la vince e noi di Quinto Potere non perdiamo mai le speranze anche quando tutto sembra girare nel verso sbagliato.

Nonostante i problemi rilevati anche con i microfoni gli intervistati hanno saputo pazientare. La bellezza dei tifosi biancorossi risiede anche in questo. Gli intervistati si sono espressi contro la situazione del Bari ritenendola una vera e propria presa in giro rispetto alla storia della piazza.

Assente fisso nelle partite del Sudtirol contro il Bari, Andrea Masiello. L’ex biancorosso non ha lasciato un gradevole ricordo alla città di cui ha indossato i colori. Difatto finì nello scandalo del calcioscommesse che lo vide coinvolto direttamente. L’accusa era quella di aver manipolato il risultato di diverse partite del Bari tra il 2010 e il 2011, tra cui il derby contro il Lecce, per ottenere denaro. Conseguenza una pena pecuniaria e squalifica.

Serie B, Sudtirol-Bari 0-0: al Druso due squadre in difficoltà. Un punto non regala o toglie nulla

Termina con un pareggio la sedicesima giornata di campionato tra Sudtirol e Bari. Il mancato cinismo dei pugliesi ha determinato un epilogo neutro di gara con un punto in saccoccia. Registrata un’altra prestazione grigia per la squadra di Vivarini. Se Castori ed i suoi improntano la partita su una superiorità fisica i biancorossi la incentrano sul palleggio. Si risvegliano nei minuti finali con qualche azione maggiormente intrepida.

Esordio da primo allenatore per mister Andrea Milani, il vice di Vincenzo Vivarini squalificato alla fine della scorsa partita dal direttore di gara. Un inizio in piena linea con il classico canovaccio del Bari. Palleggi e passaggi tra le linee ma di concreto poco se non nulla. Il Sudtirol la sposta sin dal principio sul lato fisico aspetto principale e rilevante della squadra allenata da Castori. I biancorossi faticano sulle seconde palle lasciando alla squadra di casa la possibilità di prendere sempre più terreno e alzando il baricentro complessivo del gruppo.

“Sei nato con la camicia”. L’espressione popolare serve ad indicare un qualcuno che è fortunato nella sua vita. Il parallelismo con le situazioni che vive il Bari nasce dagli eventi a cui è soggetto. Per la seconda volta di fila i pugliesi si trovano a dover gestire una partita dalla metà del primo tempo in superiorità numerica. Sudtirol in dieci a causa dell’espulsione di Tronchin su fallo ai danni di Pucino al 26′. Dapprima un giallo e successivamente rosso su revisione al VAR. La squadra di Vivarini nemmeno in questa circostanza riesce ad imprimersi. Ci prova Braunoder con cross a taglio in più di un occasione, Gytkjaer di testa, Verreth dal limite e Moncini che grazie alla parata di Adamonis ottiene un calcio d’angolo.

La ripresa evidenzia tutti i limiti tecnici del Bari. I pugliesi pur impattando il secondo tempo in maniera propositiva con Dorval sulla fascia che corre, dribbla e crea sono sprovvisti del bomber che segni i gol. Possesso palla e poca concretezza per gli ospiti. Si continuano a vedere passaggi indietro da parte del centrocampo piuttosto che verticalizzazioni in avanti rapide e incisive. Il Sudtirol avanza a suon di duelli e contrasti ma da ambedue le parti si evidenzia pochezza qualitativa. Milani chiama in causa Pagano, Partipilo e Rao al posto di Moncini, Maggiore e Verreth. Da elogiare la prestazione gagliarda di Kassama. Il difensore classe ’04 è partito dal primo minuto in seguito alle assenze nel reparto difensivo biancorosso. Vicari influenzato e Meroni squalificato.

Calcio, Vivarini e le considerazioni sul Sudtirol: “A Bolzano intensità ed aggressività alte. Sarà una battaglia”

Una squadra matura e consolidata. Queste le due caratteristiche principali del Sudtirol prossimo avversario dei biancorossi. I pugliesi scenderanno in campo allo Stadio Druso di Bolzano sabato alle ore 15:00. Una partita fondamentale tra due squadre che occupano la quindicesima e sedicesima posizione in classifica. Il Bari con un punto in più grazie al pareggio strappato all’82’ contro il Pescara lo scorso 8 dicembre. Abili nel sviluppare molto gioco sulle corsie esterne i sudtirolesi fanno principale riferimento su Salvatore Molina un instancabile motorino che percorre chilometri e serve una grande quantità di cross per gli attaccanti e per gli inserimenti delle mezzali. Fondamentali anche Pecorino, Casiraghi e Martini. Per il Bari sarà un ottimo banco di prova ove tentare di superare il blackout psicologico causato da prestazioni poco incisive e fin troppo vacillanti.

Vincenzo Vivarini assisterà alla partita dalla tribuna. Difatti alla fine della gara casalinga contro il Pescara il direttore di gara, visibilmente infastidito, ha espulso non solo il difensore Meroni ma anche il tecnico del Bari, il Vice Direttore Di Cesare ed il medico Caputo. Un turno di squalifica per loro. In diffida Castrovilli che attualmente è ad un giallo dalla squalifica. Occorrerà prestare attenzione anche a questi aspetti nella partita contro i sudtirolesi il cui gioco si presenta spesso falloso e fisico: “Il Sudtirol è una squadra ben definita ed aggredisce i portatori di palla in maniera costante. E’ difficile mantenere il campo contro di loro. In fase di possesso palla cercano la profondità”.

Per il Bari una chiara necessità di raccimolare punti: “Dobbiamo fare risultato perchè se no la situazione diventa difficile. Bisognerà andare decisi per accettare la loro battaglia. Sotto l’aspetto tecnico e qualitativo potremo essere incisivi e far male. In questa partita voglio vedere alzare la capacità di essere aggressivi”. Più di qualche segnale d’allarme dall’infermeria. Vicari con sintomi influenzali persistenti, Bellomo con un fastidio al polpaccio rimediato nella giornata di ieri e Castrovilli con molta probabilità potrebbe partire dalla panchina a causa della presenza di un’ematoma frutto di problemi fisici pregressi: “Se pur vero che ho dato molta continuità ad una formazione, ora ho necessità di valutare altri ragazzi. Kassama lo vedo tonico e guerriero mentre Mavraj deve maturare su alcuni punti. Bisogna ragionare sull’energia dei giovani che può essere fondamentale”.

Pochi dubbi per Vivarini circa il potenziale della squadra da lui ritenuta forte e qualitativa: “Questa è una squadra forte. Nell’analisi che ho fatto prima di venire ho valutato nel complesso il gruppo ed ha tutte le qualità per poter fare meglio. Se non sei sereno però viene meno tutto. Di conseguenza in questo momento dovremo cercare calma”. Ritorna il tema della mancata serenità aspetto che secondo il tecnico biancorosso precluderebbe la possibilità di disputare delle partite qualitative. Un altro aspetto riscontrato è l’approccio agli aventi che dev’essere gestito in maniera differente rispetto al passato: “Vi faccio un esempio. A me piace, se perdo palla, andare in aggressione però c’è da scardinare chi corre indietro”.

Moncini e l’errore su calcio di rigore. Una parentesi discutibile apertasi durante la partita contro il Pescara. L’attaccante biancorosso difatti ha ribattuto il tiro per due volte sbagliando in entrambi i casi: “Sono cose che accadono. Chi non batte i rigori non li sbaglia, altrimenti può capitare”. Non solo individualità ma anche altri fattori sono quelli che Vivarini dovrà porre al centro dell’attenzione in vista del mercato. La squadra non corre, manca la velocità: “Facciamo pochi metri nelle partite sia sulle ripartenze che sui palloni persi. In questo momento la squadra prende qualche secondo in più e su questo dovremo andare a lavorare con calma”.

Fragilità psicologica dettata dalla mancata consapevolezza delle proprie doti. Questo, secondo Vivarini, il focus attorno al quale vertono i problemi della squadra: “Senza ferocia nel difendersi, aggressività d’attacco, forza e coraggio come fai a giocare? Se la partita a Bolzano la interpreti impattandola come delle signorine in campo torni a casa con zero punti”.

Foto: SSC Bari

De Laurentiis e la confessione agli sponsor: “Cerco un socio estero. Il Bari sarà consegnato ad una realtà solida”

Torna a parlare il Presidente Luigi De Laurentiis. Non in presenza della stampa, come ci si aspetterebbe, o ancor più dei tifosi, ma dinanzi agli sponsor. L’occasione è la tradizionale cena di Natale organizzata presso Villa De Grecis. Nel corso del discorso intrattenuto un excursus sulle sorti del Bari: “Nel futuro è importante il lavoro che sto facendo. Sto lavorando per trovare il socio estero che potrà affiancarmi. Questo è per l’imminenza. Il traguardo è consegnare questa squadra, il brand, ad una realtà solida”. 

Parrebbe quindi assodata la volontà di vagliare proposte da parte di investitori esteri peccato che il discorso esposto sia stato generico e poco dettagliato. Parlare della possibilità di intrattenere contatti nell’imminenza potrebbe voler dire tanto o niente. Dipende tutto dai punti di vista.

Il Presidente che manca dinanzi ai microfoni della sala stampa da una calda giornata di fine giugno ha deciso di premiare una cerchia ristretta per l’esternazione dei suoi programmi futuri a svantaggio di chi quell’invito non l’aveva ricevuto ed ha dovuto apprendere le notizie tramite “voci di corridoio” o “da tavolo”.

A Villa De Grecis però non c’erano solo gli sponsor. All’esterno anche esponenti del tifo organizzato. Quest’ultimi hanno lanciato un messaggio inequivocabile affiggendo uno striscione: “Sponsor complici”.  Se la premura degli alti vertici societari parrebbe riguardare solo la presenza o meno di investitori, quella del popolo si focalizza sul bene della realtà calcistica.

Difatti la stagione del Bari è iniziata in maniera claudicante. Soli quindici punti guadagnati ed un +1 rispetto alla zona playout con uno scontro diretto in programma il prossimo fine settimana a Bolzano contro il Sudtirol. La tifoseria è quindi momentaneamente preoccupata per le sorti di un campionato iniziato male e che potrebbe finire peggio.

Ancora di salvezza? Il calciomercato invernale ma anche qui un dubbio amletico: i due direttori Sportivi del Bari, Magalini e Di Cesare, saranno pronti per affrontarlo in maniera competitiva? Il dubbio è lecito visti e considerati gli sviluppi.

Il verba volant continua a regnare sovrano e nessuno degli obiettivi annunciati a giugno sembrerebbe essere stato rispettato, dalla ricerca dei playoff alla stabilità che la squadra avrebbe dovuto avere con l’arrivo di Caserta. Le acque nelle quali stanno navigando i biancorossi non sono delle migliori ed ogni punto perso rischia di trasformarsi in un passo falso con destinazione….oblio.

Calcio. Voce a Vivarini nel pre Bari-Pescara: “ I delfini hanno anima, non mollano mai. Dovremo fare attenzione”

Ad un mese dal suo esonero sulla panchina del Pescara Vincenzo Vivarini ritrova i delfini. Sarà uno scontro salvezza tra due squadre che occupano le retrovie della classifica. Per il tecnico sarà debutto al San Nicola. Stadio con ultras baresi in diserzione e tifosi ospiti assenti per il divieto posto ai residenti nella regione Abruzzo: “È una gara importantissima per la classifica, per il percorso che stiamo facendo e per i problemi che abbiamo. Dobbiamo dare autostima alla squadra oltre che logica al lavoro che stiamo facendo”.

Un miglioramento esponenziale nella fase di possesso palla. Questo è quello che richiede Vivarini ai suoi. La squadra dovrà iniziare a fornire risposte. Il Pescara, con la peggior difesa del campionato, sarà un avversario insidioso: “Io sto provando a fare una progressione di lavoro aggiungendo tasselli su tasselli. La fase di possesso palla è un fattore determinante. Più sappiamo ciò che dobbiamo fare più portiamo palla nell’area avversaria”.
Guardando lo storico della squadra il focus rimane sulla difesa. I biancorossi però commettono anche altri errori tecnici. La motivazione per Vivarini risiede nel fatto che in questo momento forzando troppo il gioco l’errore si presenta dietro l’angolo.

Sulla situazione dei delfini: “Il Pescara in questo momento ha recuperato giocatori forti per la categoria come Olzer. Hanno altri atleti di livello. La squadra è diversa da quella di Catanzaro. Dovremo fare attenzione. I delfini hanno anima, non mollano mai. Sono ragazzi applicati ed umili. Le problematiche le hanno e su quelle dovremo andare ad incidere”. 

Equilibrio. Un altro aspetto su cui occorrerà lavorare: “Io spero di arrivare ad avere una squadra con sicurezza individuale e globale. Non posso andare a snaturare la natura e le caratteristiche dei singoli giocatori”. Gaetano Castrovilli, fuoriclasse indiscusso e giocatore generoso.

Una carriera che non richiede presentazioni ed una voglia di rivalsa da tanti imprevisti che la vita gli ha posto dinanzi. Un tuttofare per il Bari nonostante la sua figura venga utilizzata maggiormente nelle proiezioni di fase offensiva. Sulla tematica psicologia dello spogliatoio: “Ci sono equilibri particolari. C’è mancanza di esuberanza e di entusiasmo. Sto cercando di lavorare con applicazione e man mano sto riscontrando miglioramenti. Sul campo è chiaro che quando si cambia un allenatore si fa i conti con le idee diverse che vengono proposte”.
Tra gli indisponibili Darboe e rientrerà Maggiore. Tema diserzione ultras: “Non posso entrare nel discorso perché ne conosco veramente poco però io mi aspetto un grande aiuto dai tifosi. Le negatività sono tante e troppe e dovremo fare un lavoro di trasformazione. Il San Nicola per noi è determinante nonostante rispetti le volontà della tifoseria”.

Juve Stabia commissariata per mafia, i tifosi: “Non siamo camorristi la società è seria”

Juve Stabia-Bari. Questa la cornice del servizio realizzato all’esterno dello Stadio Romeo Menti. Il fine è quello di focalizzare l’attenzione sugli avvicendamenti che hanno coinvolto la piazza dal 21 ottobre 2025. Il club è sotto amministrazione giudiziaria controllata.

Il provvedimento è scattato in seguito ai sospetti di presunte infiltrazioni della criminalità organizzata in diverse attività collegate alla società. Due le linee di pensiero presenti in paese. Difatti c’è chi sostiene che il problema non sussista e chi ritiene responsabili “dell’accanimento” i piani alti della politica e dello sport campano.

Il decreto in questione riguarda settori esterni alla gestione sportiva: vendita e gestione dei biglietti, servizi di vigilanza e pulizia dello stadio, trasporti, ristorazione e servizio ambulanze. Secondo gli atti in questi ambiti si sarebbero registrati condizionamenti riconducibili al clan D’Alessandro.

Inoltre l’episodio citato negli atti è proprio la gara Juve Stabia–Bari del 9 febbraio 2025. In quella circostanza ai tornelli sarebbe stata individuata una persona pluripregiudicata, legata alla criminalità organizzata e destinataria di un DASPO triennale.

Il rappresentante della società, Langella, ha diffuso un comunicato che tende a circoscrivere il perimetro delle responsabilità. È stato specificato che i rilievi della Procura riguardano “esclusivamente fornitori di servizi esterni, estranei all’azienda”. Soci e management non risultano sospettati di contiguità con ambienti mafiosi o criminali. La società condivide la finalità del provvedimento volto al “ripristino della legalità e della trasparenza”.