Serie B, disastro al San Nicola. Da occasione a disfatta: il Bari cade contro la Carrarese

Poco cinici ed inconcludenti queste le due caratteristiche chiave dei biancorossi che vengono amaramente sconfitti al San Nicola da una Carrarese che dopo un inizio in sordina si appropria dei tre punti nella 32^giornata del campionato di Serie B. Il Bari del primo tempo a tratti propositivo cambia totalmente volto nella ripresa incassando tre reti. A segno Rouhi 47′, Abiuso 72′ e Bouah 81′.

L’equilibrio regna sovrano nel primo tempo tra le due squadre. Bari e Carrarese prendono le misure del gioco a suon di palleggi ma le uniche occasioni pericolose sono da imputare ai biancorossi dapprima con Rao, poi con il tiro in diagonale di Esteves ed infine con il tocco di testa di Moncini. I biancorossi sviluppano un gioco offensivo ma impreciso difatti innumerevoli sono i cross a cui non segue la conclusione. E’ proprio la fase di finalizzazione a rappresentare il problema della prima parte della gara nonostante gli sforzi evidenti messi in atto dalla formazione di Longo. Il ritmo frammenato a causa dei falli non aiuta entrambe le squadre che stentano a mettere in atto accelerate offensive. Al rientro negli spogliatoi un parapiglia tra Bellomo e Illanes da cui è scaturita l’espulsione del barese.

Ciò che la Carrarese non ha costruito in partenza ha messo in atto nella ripresa. Al 47′ Rouhi punisce le dormienti retrovie biancorosse che vedono Dorval perdere la marcatura su Abiuso che mette al centro per l’ex Juve. Tra i pugliesi attimi di squilibrio nei minuti successivi alla rete subita con passaggi confusionari ed un approccio ben lontano da quanto si era prefigurato alla vigilia del match. La Carrarese non demorde e continua imperterrita ad imbastire un gioco offensivo tanto da trovare la rete del raddoppio al 72′ con Abiuso. Firma finale degli uomini di Calabro all’81’ con Bouah.

Foto: SSC Bari

U Bbàre, le storie dei tifosi. A Frosinone per continuare a sperare: “Il Bari deve e può salvarsi”

Nuovo viaggio per la rubrica targata Quinto Potere U Bbàre, le storie dei tifosi. Tappa del turno infrasettimanale valido per la 31^ giornata del campionato di Serie B Frosinone. Lo stadio Benito Stirpe ha accolto per l’occasione circa 527 tifosi pugliesi. In occasione della partita è stato ristretto però l’OBBLIGO DI SSC BARI FAN CARD ai soli residenti nella regione Puglia per l’acquisto dei tagliandi nel settore ospiti.

Tra gli intervistati parere univoco circa il futuro del Bari. La positività aleggia sovrana dopo le prestazioni positive dimostrate contro Sampdoria, Empoli e Reggiana: “Ce la faremo a salvarci ed io – sostiene il tifoso intervistato – lo dicevo anche quando eravamo penultimi. Io ci credo fermamente”. 

Frosinone-Bari 2-1, il solito Rao illude ma non basta: continuano le montagne russe biancorosse

Inzuppati e sconfitti i biancorossi ritornano in Puglia con zero punti nella sacca. Il Bari nella 31^giornata del campionato di Serie B perde 2-1 contro la squadra di mister Alvini. Continuano gli alti e bassi di un gruppo che alterna momenti di intraprendenza ad altri di assoluta remissività. A segno Rao 2′, Fini 8′ e Corrado 53′.

Inizio reboante in quel di Frosinone ove la pioggia fitta è il terzo avversario da dover gestire. Il Bari di Longo dimostra carattere in apertura ma successivamente si perde nel cammin di nostra vita. Al primo minuto di gioco i pugliesi guadagnano il vantaggio con un’azione degna di nota: protezione della palla ad hoc di Moncini, sponda sulla fascia destra e rete di Rao. La risposta dei ciociari non tarda ad arrivare e Fini all’8′ riporta la partita in parità. Nonostante la marcatura triplicata su di lui l’esterno ex Genova segna la sua prima rete con i colori del Frosinone.

Ritmo che in corso d’opera decelera per gli ospiti che dimostrano di aver accusato il colpo del pareggio. La squadra di Longo si chiude nella propria metà campo abbassando il baricentro e promuovendo l’aspetto difensivo rispetto a quello offensivo. In partite con avversarie performanti e competitive stringere i denti diventa una delle prerogative fondamentali per evitare scivoloni simili a quello di Pescara. La reazione però dovrebbe sempre esserci ed in questa occasione invece sta mancando.

Clima acceso nella ripresa ove i biancorossi spostano la gara inizialmente su un piano provocatorio. Il Frosinone non cade nella trappola ed al 53′ segna la rete del vantaggio con Niccolo’ Corrado. In quest’occasione un vero pasticcio del Bari troppo distratto sulle coperture. I biancorossi perdono palla servendo ai ciociari l’opportunità di approfittare rapidamente della rimessa da cui si sviluppa il passaggio a taglio centrale di Fini per Corrado.

Sono i ciociari a muovere le fila del gioco cercando di allungare le distanze. Pugliesi troppo remissivi e poco propositivi nonostante i cambi di Longo. La fame di rivalsa e di ricerca della continuità dovrebbe essere presente in ogni dove a prescindere da chi ci sia l’avversario. Il Bari torna nel proprio guscio ogni qual volta che dall’altro lato del campo c’è un leone pronto a ruggire.

Pur essendo vero che sono altre le partite da dover dominare ed aggiudicarsi al Bari mancano ancora una volta il cinismo e la fame. In apertura gagliardi poi calanti. Queste continue montagne russe non possono e devono appartenere ad un gruppo che è reduce da un importante vittoria per 4-1 ai danni della Reggiana. La costanza ad oggi rimane ancora il più grande demone dei biancorossi.

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Dottor Jekyll e Mister Hyde, da un 4-0 ad 4-1. Bari show al San Nicola: Reggiana demolita

Lo scrittore Robert Louis Stevenson aveva raccontato nel lontano ’86 Lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mister Hyde ma non aveva fatto i conti con il Bari dell’era De Laurentiis in grando di cambiare personalità a distanza di pochi giorni. Nella partita valida per la 30^ giornata del campionato di Serie B la Reggiana subisce l’onda impetuosa dei biancorossi che travolgono i granata 4-0 in una partita ben sviluppata e sempre gestita dal Bari. A segno Artioli 11′, Rao 16′, 48′ e Moncini 50′.

I caldi raggi solari illuminano un San Nicola poco popolato. La luce non la si intravede solo per la mite temperatura della giornata ma anche per l’approccio che la squadra di Longo ha alla partita. Il Bari del primo tempo sfodera la migliore prestazione dell’annata in un momento in cui anima e cuore sembravano essere venuti meno. I biancorossi lottano e lo fanno con la consapevolezza che d’ora in poi ogni sfida è decisiva. La Reggiana dispone sul manto verde le carte del proprio gioco ma i pugliesi le impediscono di svilupparlo.

Qualche sbavatura nel reparto difensivo rende i primi minuti ostici ma Artioli scombina i piani degli ospiti ed al 10′ firma la rete del vantaggio con una conclusione dal limite. Il Bari coordina la regia della partita ed incalza aumentando il ritmo di gioco. A distanza di cinque minuti è Rao l’autore della rete del raddoppio: cross di Dickmann per Moncini che attutisce il tiro servendo Rao e gol di destro a giro per il numero diciassette del Bari. I granata non pongono gli ormeggi in barca, anzi. Le imbucate di Girma e Portanova appaiono tanto improvvise quanto efficaci ma tra i pali Cerofolini sembra aver ritrovato quella serenità che a Pescara è mancata.

L’inspiegabile di Longo si palesa nella ripresa stavolta con un’accezione positiva. Il Bari rientra in campo con una convinzione tale che al 48′ sigilla la rete del 3-0 con doppietta di Rao: cross dal fondo di Dorval, tentativo di conclusione di Esteves, deviazione e rete di Rao. I pugliesi non si adagiano sugli allori e continuano a spingere sulla fascia tanto da guadagnarsi un calcio di punizione battuto da Artioli che con un destro a giro serve Moncini. La rete del 4-0 al 50′ manifesta come l’andamento dei biancorossi sia incostante e soprattutto imprevedibile. A distanza di pochi giorni dalla debacle di Pescara, dal ritiro di Matera e da una settimana di grande sforzo emotivo e fisico a causa dei ravvicinati turni di campionato la situazione si è ribaltata. In chiusura Lusuardi, ex Frosinone, segna l’unica rete granata che poco influisce sulla globalità del risultato.

Entusiasmarsi con una squadra dal doppio volto è un errore da non compiere soprattutto considerando che la prossima avversaria del Bari sarà il Frosinone di mister Alvini la cui lotta alla promozione è una causa conclamata. Partita infrasettimanale in territorio ciociaro ove dimostrare costanza sarà la più grande delle sfide.

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Bari, sei una bella senz’anima. Longo e l’inspiegabile: “Facile colpevolizzare i cambi, ma gli altri?”

Con il senno di poi tutto è ovvio e semplice. Ragionando a conti fatti ed a reti incassate anche il più inesperto dei critici calcistici potrebbe fornire la migliore delle spiegazioni. La vera difficoltà sta nel ben interpretare le situazioni nel preciso momento in cui esse accadono. Moreno Longo si è trovato così al centro di un vortice mediatico nei giorni successivi alla debacle di Pescara a causa della sua lettura della partita contro gli abruzzesi e di alcune scelte proposte. Il tecnico piemontese la cui schiettezza è una dote preponderante ha approfittato della conferenza stampa pre Bari-Reggiana per far chiarezza su questo aspetto: “La situazione di Pescara è stata ampiamente cavalcata da tutti voi. Ho letto ‘Longo cambia tutto a Pescara’ ma non è affatto così. Sono stato giudicato per tre soli cambi sulla totalità della squadra. Erano variazioni forzate, necessarie ma non ho rivoluzionato l’organico”.

L’allenatore del Bari fatica a trattenere la stizza che quelle parole gli hanno provocato soprattutto dopo che nelle precedenti conferenze aveva trasmesso un messaggio chiaro riguardante sia la condizione precaria di alcuni nuovi innesti sia di un “gruppo” che non si potesse ancora considerare squadra a febbraio. Posta questa base non ci si può stupire se proponendo dei cambi gli equilibri complessivi atterranno. Il Bari per ciò che ha dimostrato non parrebbe avere né gruppo, né leader, né fame. Difatti, se due vittorie son bastate a riaccendere l’entusiasmo di chi non è avvezzo a leggere tra le righe, una sconfitta è servita a riportare tutti gli intrepidi sognatori di nuovo con i piedi per terra.

Che i biancorossi non fossero mai scesi in campo a Pescara è un dato di fatto ma che il tecnico a distanza di giorni non riesca a fornire ancora una risposta a ciò è emblematico. Se non si riesce a trovare una causa a determinate azioni l’effetto potrà avvenire in loop. L’immagine di Longo che scende negli spogliatoi al termine della partita senza stringere mani o salutare alcuno si può considerare il simbolo della dignità prima dell’uomo e poi dello sportivo. Caratteristiche che gran parte del gruppo biancorosso non sembrerebbe possedere. La tecnica fa esprimere un buon gioco ma la fame ti fa vincere anche se a segnare è il portiere.

Il Bari dell’Adriatico è una squadra che non ha la benché minima opportunità di salvarsi. Perdere fa parte di un percorso di crescita ma farlo in quel modo vuol dire non avere pathos, essere privi di qualsiasi tipo di passione, emozione. Passi indietro, ha supposto Longo, ma in realtà i biancorossi son sempre stati costanti dall’inizio del campionato sino ad ora. Gli sprazzi di vita mostrati, i piccoli miglioramenti evinti dalle due vittorie consecutive se ben analizzati mostrano innumerevoli scorie di una squadra che ha sempre impattato in maniera dubbia le partite per poi concludere in vantaggio sulla base di alcuni episodi. La fortuna serve ma se è l’unica componente ad influire su un cammino prima o poi esaurisce.

Longo richiede una presa di responsabilità complessiva anche in vista di quella che sarà la partita di domani contro la Reggiana non dimenticando però che i limiti di questa squadra erano noti e chiari da mesi orsono: “Io non voglio aprire un capitolo diverso ma voglio continuare quello già aperto. Voglio credere che Pescara sia stato un incidente di percorso e che si possa continuare sulla scia positiva delle precedenti partite”. La speranza e la determinazione di un tecnico che ne sta provando di ogni per salvare la categoria appaiono evidenti ma dal lato squadra oltre alle esultanze provocatorie cosa si può riscontrare?

Bari, sei una bella senz’anima.

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Bari come sabbia tra le dita, debacle a Pescara e tifosi traditi ancora. Squadra verso il ritiro

Come il Titanic nel noto film del ’97 il Bari di Moreno Longo affonda a Pescara. I pugliesi arrivano allo Stadio Adriatico con più certezze che dubbi rispetto al passato: due vittorie consecutive, una tifoseria che nonostante il divieto di vendita dei biglietti per i residenti in Puglia aveva trovato il modo di mostrare la propria vicinanza alla squadra, maggiore consapevolezza delle proprie qualità tecniche e caratteriali. La speranza almeno era questa. Come un castello di sabbia costruito sulla battigia tutto si è sgretolato all’arrivo dell’impetuosa onda abruzzese.

La squadra di mister Gorgone accende il clima in una serata dalla temperatura pungente. Infuoca gli spalti a suon di reti e ridicolizza la sua diretta avversaria nel cammino valido per la salvezza. Essere ultimi in classifica non vuol dire perdere dignità e professionismo, questa una lezione impartita a caro prezzo dai Delfini. Il Bari non recepisce il suono del fischio d’inizio e sembra rimanere negli spogliatoi per quasi la totalità dei novanta minuti di gioco.

Guizzi e sviluppi di Insigne, Di Nardo e Valzania esprimono la rivalsa di chi sino a quando la matematica non sarà sfavorevole al vento abruzzese mostrerà in campo la migliore delle prestazioni in rispetto non solo alla propria piazza, ai paganti per intenderci, ma anche a sé stessi in qualità di professionisti.

I biancorossi non giocano, attaccano, sviluppano e difendono. Le basi calcistiche vengono meno in una partita tanto importante quanto complessa. Si vocifera la presenza di sintomi influenzali per Dorval e di qualche acciacco fisico di altri componenti della squadra causato dai turni di gioco ravvicinati. Gli antichi avrebbero detto: “Chi vince festeggia, chi perde spiega”. Solo che in questo caso le spiegazioni si faticano ad esprimere.

Il DS Valerio Di Cesare si dice in difficoltà persino nel chiedere scusa, il tecnico piemontese al triplice fischio sgattaiola lontano dal campo e l’opzione di un ritiro si fa sempre più concreta all’orizzonte. Il punto focale risiede nel capire l’efficacia di tutto ciò: questo modus operandi sarà proficuo o meno per riaccendere un fuoco che sembrava essersi palesato nelle giornate precedenti del campionato?

L’altro aspetto chiave sta nell’analizzare come anche nelle due vittorie rimediate la prestazione dei pugliesi non abbia convinto a pieno tra alternanze di momenti di passività ad altri di offensività. Il Bari ha guadagnato il bottino pieno senza mai meritarlo a pieno. Fattore comune in tutte queste sfide la mancata solidità dell’assetto difensivo: “Non hanno avuto molto tempo di conoscersi”, ribatte Longo. Eppure, nonostante i giorni e le settimane trascorrano questa coesione di intenti non sembra palesarsi in alcun modo.

Il tecnico piemontese nello specifico cambia qualche innesto contro i delfini. Ritornano in campo il difensore ex Palermo Nikolaou, capitan Pucino e De Pieri. Tre apparenti semplici cambi che hanno scombinato equilibri di per sé labili. Le somme di un’ennesima stagione deludente potrebbero essere già espresse ma la priorità momentanea dovrà rimanere quella della salvezza. Ai posteri l’ardua sentenza.

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Serie B. Il Bari affonda a Pescara, finisce 4 a 0: biancorossi senza dignità

Disagio in quel di Pescara dove i pugliesi rimediano un amaro 4-0 in una partita mal interpretata e gestita dagli ospiti. Standing ovation per capitan Insigne e compagni emblema di dignità e professionismo puro nonostante l’ultimo posto in classifica. La sconfitta del Bari avviene in una modalità sorprendente rispetto a quelli che erano i presupposti. I pugliesi hanno dimostrato come le due vittorie consecutive altro non siano state che un palliativo ad una situazione disastrosa nella quale si naviga oramai da tempo. A segno Di Nardo 13′, 47′, Lorenzo Insigne (R) 47′ e Valzania 56′.

I biancorossi si presentano in campo con delle novità rispetto ai pronostici: tornano titolari Nikolaou, capitan Pucino e De Pieri. In uno Stadio Adriatico acceso dal clima locale e con soli trentacinque ospiti l’assopito Bari di Moreno Longo si approccia alla partita con un evidente stato confusionario, intimoriti e lontani parenti dei giocatori che nelle scorse partite hanno affrontato Sampdoria ed Empoli. Ciò che è andato in scena a Pescara nulla a che vedere con quanto richiesto nella mattinata di ieri dai gruppi organizzati che hanno provato a trasmettere scosse energetiche ad una squadra che sembrava essere guarita dal più grave dei mali: l’assenza di identità. Mera utopia, forse?

I pugliesi lasciano nel primo tempo i delfini liberi di imbastire la più fitta delle reti senza opposizione alcuna. Difatti la rete del vantaggio non tarda ad arrivare. Al 13′ Cagnano serve da sinistra il cross trasformato in gol da Di Nardo totalmente perso da Nikolaou e Odenthal. Il Pescara incalza per i successivi minuti di gioco dimostrando che essere ultimi in classifica non vuol dire perdere dignità nell’approccio. La difesa biancorossa si sgretola alla visione della maestria di Insigne & co.. In chiusura Maggiore compie un errore che costa caro in una partita così ardua: fallo su Valzania nell’area di Cerofolini e calcio di rigore segnato da capitan Insigne al 40′.

Il canovaccio della ripresa è il medesimo della prima parte della partita. Difatti, la prima azione sviluppata dai delfini sigilla la terza rete. Lancio lungo per Di Nardo, pasticcio assoluto di Cerofolini e doppietta del numero nove abruzzese al 47′. Incapaci di intendere e di volere i biancorossi non reagiscono nonostante tutti i cambi proposti da mister Longo. Il dramma di questa partita lo si denota oltre che dal mancato orgoglio generale anche dagli errori dell’intoccabile portiere biancorosso, fiore all’occhiello sino a questo momento. La trama di gioco dei pugliesi è inesistente tanto da dover fare i conti con la quarta rete della serata: conclusione dalla distanza di Insigne, deviazione di Cerofolini e rete firmata da Valzania al 56′. Kaput.

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Bari, caccia al tris di vittorie. Longo alla vigilia: “Pescara intenso dovremo avere cuore e testa”

Conferenza stampa anticipata per la ventinovesima giornata del campionato di Serie B che vedrà il Bari impegnato allo Stadio Adriatico di Pescara domenica alle ore 19:30. Occorrerà continuare la scia di risultati positivi per credere nell’obiettivo chiamato salvezza. I biancorossi reduci dalle vittorie rimediate contro la Sampdoria e l’Empoli dovranno provare a contenere i delfini di mister Gorgone. Gli abruzzesi scenderanno in campo con maggiore consapevolezza dettata dal pareggio strappato al Frosinone, terzo in classifica, nella scorsa giornata di campionato. Una partita che li ha visti dominare in fase iniziale con un vantaggio di due reti per poi essere rimontati dai ciociari a fine ripresa.

Massima concentrazione per il tecnico Moreno Longo che sottolinea come sino ad ora non si sia compiuta ancora nessun’impresa eroica, anzi. Per il piemontese la strada è ancora lunga ed in salita. Contentezza per i sei punti in due partite si, ma anche piena coscienza dell’imprevedibilità del campionato. In questa partita verrà meno anche il fattore tifosi biancorossi a cui la trasferta è stata vietata. Il Bari dovrà quindi fare tesoro del calore che la piazza sino ad ora ha dimostrato e tentare di rientrare in Puglia con il bottino pieno.

Sarà una partita difficile perché andiamo ad affrontare una squadra che al momento non va sottovalutata. Il Pescara è in piena salute e troveremo un ambiente molto caldo”. Questa la presentazione della partita di domenica contro i delfini. Per Moreno Longo è fondamentale che il Bari impatti la partita in maniera positiva sin dai minuti iniziali presentandosi in Abruzzo con coraggio e determinazione.

Piedi per terra per il tecnico piemontese nonostante le due vittorie consecutive ottenute: “È di vitale importanza fare punti. La squadra ha messo in campo un atteggiamento combattivo e diverso rispetto al trend precedente. Mi verrebbe da dire non scherziamo, saremmo dei pazzi a non pensare che il percorso da qui alla fine sarà difficile”.

Si parla di luce di speranza in fondo al tunnel ma piedi per terra in casa Bari dove deconcentrarsi non è concesso: “Dobbiamo avere grande fermezza con un focus che vada di partita in partita. Per uscire da Pescara con dei punti occorrerà dare il massimo”.

In dubbio le condizioni di Piscopo: “Stiamo valutando tutti i calciatori in quanto siamo alla terza partita in una settimana. Abbiamo allenamento a pomeriggio e domattina. Occorre capire chi ha recuperato ed ha energie giuste per giocare questa tipologia di partita. La stanchezza si sente sempre 48h e mai 24h. Il Pescara sarà un avversario intenso”.

Studi tattici in corso per i biancorossi soprattutto in seguito alle difficoltà riscontrate contro l’Empoli nei minuti iniziali di gioco: “Di cose da migliorare ce ne sono tante, non potrebbe essere diversamente. Il gol subito contro l’Empoli è stato poco logico e non te lo devi permettere. È stato un incidente di percorso che non deve accadere l’aspetto positivo è che l’hai subito ma non hai perso lucidità”.

Dickmann ed i suoi tempi di recupero: “Stiamo intensificando il suo recupero. Lo verificheremo giornalmente e così capiremo i tempi precisi in cui averlo a disposizione”. Entusiasmo riacceso tra le vie della città per i sei punti guadagnati e la visione di una squadra viva e gagliarda: “Sappiamo quanto può spingere uno stadio al proprio calciatore. Vorrei arrivare alla fine di questo percorso senza rimpianto. Io sono dispiaciutissimo del fatto che non ci saranno a Pescara e lo dico da uomo di sport. Il calcio è trasferta, è sport, è divertimento. Quando noi li vediamo sugli spalti è una gioia in più”.

Alta la posta in palio in Abruzzo dove ad attendere il Bari ci sarà una squadra determinata e spietata in termini di gioco: “Spero che ogni singolo componente della mia squadra dai giocatori a chi lavora con noi abbia ben a mente il clima che vivremo lì. Io lo so benissimo ed è per questo che oltre al cuore chiedo la lucidità perché senza quella non si può andare avanti”.

”C’è una relazione tra allenatore e giocatore che a volte funziona ed a volte no. Io cerco di essere sempre molto chiaro e diretto ma faccio attenzione a valutare chi è realmente in forma. Nicola conosce il calcio. Ha tempi, tecnica e riconosce il gioco. Con Giulio Maggiore ho parlato ma spettava a lui. È un giocatore che ha reagito nella maniera corretta mettendosi in discussione. Ha lanciato segnali importanti fino a farci dire se è questo deve giocare-

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Serie B, il Bari forse è rinato. Empoli ko 2-1: seconda vittoria di fila

Assopiti in apertura ma gagliardi in chiusura, questa è l’immagine del Bari di Moreno Longo che guadagna meritevolmente la vittoria contro l’Empoli nella 28^giornata del campionato di Serie B. Una partita con qualche sbavatura di troppo nel reparto difensivo ma cinica e propositiva nel complesso. Maggior gamba e propositività fanno del Bari una squadra nettamente diversa rispetto al girone d’andata sia a livello di approccio che di gioco. Questo, merito indiscusso del tecnico piemontese e della volontà dimostrata dai nuovi arrivi. A segno Rao 42′, Shpendi 45′ + 2′, Maggiore 73′

Il Bari impiega i quindici minuti iniziali di gioco per far riscaldare i motori a differenza di un Empoli costante ed offensivo che sin dai primi rintocchi dell’orologio dimostra le proprie capacità guadagnandosi angoli, corner e punizioni. La partita al San Nicola si accende dal ventesimo in poi con la rete degli ospiti annullata per fuorigioco di Shpendi. L’attaccante albanese pur essendo in fuorigioco passivo partecipa agli sviluppi dell’azione toccando la palla che su rimpallo viene tirata in rete da Fila.

I biancorossi approfittano cinicamente del calo dell’Empoli per tessere le fila di un gioco predisposto agli slanci di Rao  e Dorval sulla fascia sinistra. E’ proprio il numero diciassette del Bari a determinare l’espulsione al 23′ di capitan Lovato in seguito ad un fallo commesso al limite dell’area. Arriva in chiusura della prima metà di gioco la rete dei padroni di casa. Un premio indiscusso alle doti ed alla propositività di Emanuele Rao che giova di un colpo di tacco di Dorval nell’area di Fulignati per determinare il vantaggio del Bari. Nei tre minuti di recupero la svolta con il pareggio dell’Empoli che, riscontrata la passività difensiva biancorossa a tratti totalmente scollegata dal contesto gara, segna per volere di Shpendi al 45′ + 2′.

Rigore annullato per i pugliesi in apertura di ripresa. Il direttore di gara Maria Sole Ferrieri Caputi da un controllo al VAR ritiene il braccio di Guarino attaccato al corpo. L’alto baricentro biancorosso cede ben presto il passo ad una fase di stallo. Al 70′ il Bari ritorna alla carica dimostrando di volere il bottino pieno. Difatti al 73′ arriva la rete di Giulio Maggiore su cross da sinistra di Dorval.

Seconda vittoria di fila per i pugliesi che a causa del pareggio dello Spezia e della sconfitta del Mantova si piazzano in diciassettesima posizione a quota 28 punti al di sotto della Virtus Entella. Domenica alle ore 19:00 lo scontro diretto contro il Pescara allo Stadio Adriatico- Giovanni Cornacchia. I delfini sono reduci dalla sorprendente vittoria contro il Frosinone a riprova di come nel calcio nulla è scontato.

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U Bbàre, le storie dei tifosi. Genova in festa: “Tifoserie gloriose Bari-Samp spettacolo calcistico”

Non solo calcio ma anche storia. La nuova tappa della rubrica U Bbàre, le storie dei tifosi è Genova dove nella serata di ieri è andata in scena la partita tra Sampdoria e Bari. Questa, una gara speciale non solo in termini di classifica ma anche per clima e presenze sugli spalti. Allo Stadio Luigi Ferraris si è potuta vivere una festa: quasi settecento tifosi biancorossi che hanno onorato l’amicizia ventennale con i doriani a suon di cori ed abbracci tra le vie della città.

Questa, un’ennesima mano tesa nei confronti della squadra allenata da Moreno Longo. Non mancano però le esternazioni di delusione da parte degli intervistati che a poche ore dalle dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino di Bari, il Sindaco Vito Leccese, non possono far altro che constatare che la “causa Bari” sia vissuta da tutti come un qualcosa di drammatico e preoccupante.