Effetto Crans Montana, l’esperto: “Ordinanze anti botti illegittime. Il vero pericolo è l’ignoranza”

La tragedia di Crans-Montana ha sconvolto il mondo intero e ha riacceso in maniera prepotente i riflettori sul tema sicurezza nei locali italiani. Il video che vi proponiamo farà sicuramente discutere.

Abbiamo intervistato Stefano Mazzilli, agente di commercio e direttore commerciale di Pirotecnica Castellana che si occupa di importare e distribuire articoli pirotecnici su tutto il territorio nazionale.

Ci ha consegnato il suo “vangelo”, dove sono presenti tutte le informazioni e le istruzioni per l’uso secondo quanto stabilito dalle leggi. Da quello che accade nei locali alle ordinanze anti botti, Mazzilli ci rivela alcuni retroscena di un mondo in parte “ignorato”.

Tragedia di Crans-Montana, Corato corre ai ripari: stop a candele pirotecniche e fontane luminose nei locali

“A seguito del gravissimo incendio avvenuto la notte di Capodanno in un locale pubblico della località turistica svizzera di Crans-Montana, il sindaco Corrado De Benedittis ha firmato oggi un’ordinanza contingibile e urgente volta a prevenire episodi analoghi sul territorio comunale”.

Questo è quanto si legge in una nota ufficiale del Comune di Corato. “A partire da oggi è vietato l’utilizzo all’interno dei locali pubblici e aperti al pubblico di: fiamme libere, candele pirotecniche, fontane luminose e qualsiasi articolo pirotecnico ad effetto illuminante”, si legge.

“L’incendio di Crans-Montana – sviluppatosi durante l’uso di articoli pirotecnici all’interno di un locale e costato la vita a più persone, oltre a numerosi feriti e ingenti danni materiali – ha messo in luce, ancora una volta la pericolosità di tali dispositivi in ambienti affollati. Le dinamiche dell’accaduto, pur essendo state accidentali e involontarie, hanno dimostrato come pochi secondi possano essere sufficienti a scatenare un rogo incontrollabile”, spiega l’Amministrazione comunale.

“Il provvedimento è spiegato – punta non soltanto a evitare rischi per l’incolumità delle persone, ma anche a prevenire danni a strutture pubbliche e private, come già accaduto nel caso svizzero”. Le violazioni comporteranno sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, oltre a eventuali responsabilità penali.

Il Sindaco invita i cittadini “a considerare l’accaduto di Crans-Montana come un monito concreto e a mettere in pratica comportamenti responsabili anche nelle abitazioni private concludono da Palazzo di Città, ricordando che la prevenzione è l’unico strumento davvero efficace per evitare tragedie”.

Crans-Montana, minuto di silenzio nelle scuole. Leccese: “Ogni giovane vita spezzata porta via parte del futuro”

“Quando ci lasciano dei ragazzi il lutto non è mai solo privato, perché ogni giovane vita spezzata porta via una parte di quel futuro che appartiene a tutti. È in occasioni come queste che dovremmo abbandonare ogni giudizio e ritrovare la nostra capacità di vicinanza e solidarietà”.

Lo scrive sui suoi canali social il sindaco di Bari, Vito Leccese, che questa mattina è stato nella scuola Marconi-Hack dove, come in tutte le altre scuole italiane, è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo delle giovani vittime della tragedia di Crans-Montana, in Svizzera.

Nella stessa scuola si era diplomato il 18enne Andrea Liddi, vittima con Davide Capuozzo dell’incidente in moto avvenuto nel capoluogo pugliese lo scorso 4 gennaio.

“Il silenzio di oggi nelle scuole – prosegue – certo non restituisce ciò che è stato perduto. Ma può aiutarci a ritrovare umanità, a condividere il valore della vita, il rispetto reciproco e la consapevolezza che, a volte, bastano un gesto o un pensiero per sentirsi davvero vicini”.

Tragedia di Crans-Montana, l’assessore Petruzzelli: “A Bari numerosi controlli. Presto un osservatorio ad hoc”

“Ho scritto e riscritto questo post molte volte. Troppo grandi lo sgomento e l’angoscia per quanto accaduto a Crans-Montana. Perché quei ragazzi potevano essere i nostri figli. Quanto successo non è una tragica fatalità. Non è colpa degli adolescenti che volevano festeggiare, né dei genitori che hanno permesso loro di farlo. La responsabilità è degli adulti che non hanno garantito il rispetto delle norme di sicurezza, che hanno trasgredito le regole somministrando alcool a minori e – come sembra – consentendo l’ingresso a più persone di quello previsto per un locale classificato bar e non discoteca”.

Inizia così il post pubblicato sui social da Pietro Petruzzelli, Assessore allo Sviluppo Locale e alla Blue Economy del Comune di Bari. “Qui da noi i controlli vengono regolarmente effettuati, non solo nei confronti dei locali già autorizzati ad effettuare pubblico intrattenimento per verificare il permanere delle adeguate condizioni di sicurezza, ma anche nei confronti di circoli privati che spesso organizzano attività teatrali e di pubblico spettacolo in locali non idonei – si legge -. Nel solo 2025 sono state chiuse numerose attività abusive, revocate o sospese licenze per il mancato rispetto delle norme sulla capienza e introdotto l’obbligo del conta persone nelle autorizzazioni, per garantire maggiore sicurezza nei locali pubblici. Queste decisioni, talvolta contestate, sono state prese per la sicurezza dei cittadini, perché è necessario essere rigorosi, anche quando ciò comporta andare contro gli interessi di singoli operatori”.

“Perciò continueremo a insistere sull’adeguamento dei locali alle normative, sul divieto di vendere alcool ai minori e sul rispetto di tutte le regole. È un dovere per noi amministratori, ma anche per noi adulti e genitori, perché quei ragazzi potevano essere i nostri figli – aggiunge -. La soluzione non è tenere i ragazzi in casa, ma permettere loro di vivere pienamente – e in sicurezza – la bellezza dei loro anni. Loro hanno il diritto di vivere e noi abbiamo il dovere di proteggerli. Sempre”.

“Nei prossimi mesi costituiremo un osservatorio ad hoc con i gestori dei locali di pubblico spettacolo per realizzare un decalogo e condividere soluzioni innovative – conclude -. Mi stringo alle famiglie di quei poveri ragazzi, un dolore immenso, che colpisce tutti noi e di fronte al quale le parole non bastano”.