Caro carburanti, scatta il tetto ai prezzi di Eni e Ip: lunghe code ai distributori di Bari

Da oggi, lunedì 28 settembre, sono entrati in vigore i prezzi calmierati dei carburanti annunciati da Eni, con lunghe code registrate anche nei distributori di Bari. Alla misura si aggiunge l’iniziativa di Socar, il gruppo petrolifero statale azero proprietario della rete Ip, che ha annunciato l’intenzione di introdurre un tetto ai prezzi di benzina e gasolio nei propri impianti.

Nel capoluogo pugliese, il cambio dei prezzi nei distributori Eni è avvenuto intorno alle 8 del mattino. Numerosi automobilisti si sono messi in fila per fare rifornimento, mettendo sotto pressione i gestori degli impianti. “Siamo presi d’assalto, speriamo di riuscire a fare fronte a tutte le richieste”, hanno raccontato alcuni operatori.

Eni ha fissato un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro al litro per il gasolio commercializzati attraverso Enilive. La misura avrà una durata iniziale di 30 giorni, con la possibilità di essere prorogata fino alla fine dell’anno.

Anche Socar ha deciso di intervenire per contenere il costo dei carburanti lungo la rete Ip. Il gruppo ha annunciato che il limite ai prezzi sarà definito tenendo conto delle esigenze della filiera distributiva e verrà applicato progressivamente ai circa 4.500 impianti del marchio. L’obiettivo dichiarato è sostenere famiglie e imprese, alle prese con il caro-carburanti e le ripercussioni dell’instabilità geopolitica sui mercati energetici.

Con l’iniziativa di Eni e Ip, i distributori potenzialmente interessati salgono a circa 8.500 in tutta Italia, pari a quasi il 39% dei circa 22mila punti vendita nazionali. Resta da capire se altri operatori del settore, tra cui Esso, decideranno di aderire a iniziative analoghe.

A pesare sul prezzo del diesel è anche la progressiva riduzione del taglio delle accise. Dopo la proroga decisa dal Consiglio dei ministri il 16 settembre, lo sconto fiscale è passato da 17 centesimi al litro a 12,2 centesimi tra il 18 e il 25 settembre, per scendere ulteriormente a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, la riduzione dello sconto ha comportato un aumento del costo del gasolio, con un aggravio stimato di circa 3 euro per un pieno secondo il Codacons.

Nel frattempo, il Governo ha convocato le compagnie petrolifere per l’8 ottobre. I ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto hanno chiesto interventi per aumentare la produzione delle raffinerie e favorire una riduzione dei prezzi. Sul fronte dell’autotrasporto, Assotir ha inoltre prospettato la possibilità di uno sciopero della categoria qualora non venga aperto un confronto sul caro-diesel.

 

Foggia, 15 distributori gratuiti di assorbenti nelle sedi dell’Università: “Fase sperimentale per un anno”

Quindici distributori gratuiti di assorbenti saranno installati in tutte le sedi dipartimentali dell’Università di Foggia. È un’iniziativa promossa dal Cug (comitato unico di garanzia) dell’ateneo per la tutela del benessere femminile e la promozione della parità di genere.

I prodotti, realizzati in Italia, rispondono a criteri di sostenibilità ambientale e responsabilità lungo l’intero ciclo produttivo. “È una delle pochissime università in Italia ad adottare questo sistema che offriamo gratuitamente alle nostre studentesse che ne avessero bisogno – sottolinea la presidente del Cug Luigia Trabace – È una fase sperimentale che durerà un anno e che, se sarà accolto positivamente, diventerà strutturale nella nostra università”.

La prorettrice vicaria Donatella Curtotti ha spiegato che si tratta di un progetto innovativo grazie al quale “tutto ciò di cui le nostre studentesse hanno bisogno per la loro femminilità dal punto di vista dell’igiene” sarà messo loro a disposizione.

“I nostri distributori – ha aggiunto – sono un modo per far sentire a casa e a proprio agio le studentesse che vivono i nostri dipartimenti”. L’iniziativa, nella fase di lancio, sarà supportata da Ipercoop, che donerà la prima fornitura di 1.000 assorbenti compostabili.

Taranto, prosegue protesta tir davanti a raffineria Eni: distributori a secco e allarme rifornimenti

Molti distributori di carburanti di Taranto sono rimasti a secco a causa della protesta degli autotrasportatori aderenti all’Usb che da cinque giorni presidiano i varchi della raffineria Eni bloccando l’accesso dei mezzi.

I manifestanti lamentano di essere stati esclusi dalla parte dell’appalto che nel luglio scorso è stato riassegnato alla ditta ligure G e A. Quest’ultima ha precisato che all’indotto locale è garantito almeno il 50 per cento del servizio, ma gli autotrasportatori in agitazione sono usciti dal consorzio CTCT (Consorzio Trasporti Carburanti Taranto) con cui è stato rinnovato il rapporto di sub-vezione. ‘Usb annuncia in una nota che il presidio permanente organizzato di fronte al varco 2 della raffineria Eni di Taranto “prosegue e andrà avanti fino a mercoledì 7 settembre, giorno in cui è previsto il confronto in Prefettura tra l’Eni, la società G e A e l’organizzazione sindacale. Circa 80 i camion parcheggiati lungo la strada consortile che collega le statali 100 e 106 jonica”.

I mezzi sono fermi, aggiunge l’Unione sindacale di base, “nonostante gli autotrasportatori abbiano sottolineato la propria disponibilità a coprire il servizio gratuitamente e con i propri mezzi, per evitare di far ricadere gli effetti negativi della protesta sulla cittadinanza. Si registra che in molte realtà della provincia di Taranto, ma anche nel capoluogo, non è più possibile fare rifornimento”.

Franco Rizzo, coordinatore provinciale Usb Taranto, spiega che “proprio per evitare quello che sta accadendo, la categoria si era messa a disposizione per garantire il carburante negli impianti di distribuzione del territorio. Di fronte all’assenza di risposta, sembra chiaro che questo atteggiamento miri ad alimentare frizioni”.