Omessa dichiarazione IVA nel 2018: sequestro per oltre 80mila euro a società di trasporti nel Barese

Il Tribunale di Trani ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e quote societarie per un importo complessivo di 80.155 euro nei confronti del rappresentante legale pro tempore di una società operante nel settore del trasporto merci su strada, attualmente in liquidazione.

Il provvedimento cautelare, deciso dal tribunale di Trani su richiesta della Procura locale, è stato eseguito dal personale del Comando provinciale della guardia di finanza di Bari, a conclusione di un’articolata attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle di Molfetta, sotto il coordinamento del Pubblico Ministero.

Le indagini riguarderebbero l’ipotesi di reato di omessa dichiarazione e avrebbero fatto emergere la mancata presentazione nel 2018, da parte della società, della dichiarazione Iva relativa all’anno d’imposta 2017, nonostante avesse realizzato operazioni attive per un importo complessivo pari a 796.955 euro, con un’Iva corrispondente a 175.015 euro, e operazioni passive per 435.143 euro, con Iva pari a 94.860 euro. L’omissione avrebbe così determinato un’evasione d’imposta pari a 80.155 euro, corrispondente al profitto del presunto reato contestato.

La Procura ha avanzato richiesta di sequestro preventivo dell’importo corrispondente ala presunta imposta evasa, richiesta che il Tribunale ha accolto disponendo il sequestro delle somme di denaro rinvenute nella disponibilità della società e, per l’eventuale eccedenza o in mancanza, il sequestro per equivalente su beni mobili, immobili e partecipazioni societarie riconducibili al suo legale rappresentante pro tempore.

Omesso versamento dell’Iva, a processo l’ex presidente della Provincia di Bari: Vernola si difende in aula

Marcello Vernola, ex presidente della Provincia di Bari dal 1999 al 2004 ed ex europarlamentare del Partito popolare europeo fino al 2009, è stato ascoltato nella giornata di oggi nel tribunale di Bari nell’ambito del processo che lo vede imputato, insieme ad altre 7 persone per i reati, contestati a vario titolo, di bancarotta fraudolenta, omesso versamento dell’Iva, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione delle imposte.

Vernola ha affermato che nella società Velga aveva soltanto un ruolo di supervisione e non aveva mai avuto compiti operativi. E che, negli anni in cui ha ricoperto il ruolo di legale rappresentante della società, operante nel settore dell’energia elettrica, non aveva mai avuto una postazione negli uffici della srl con sede a Modugno. Respingendo, dunque, le accuse di aver avuto un ruolo nella presunta evasione dell’Iva tra il 2015 e il 2017. L’inchiesta riguarda due società operanti nel settore dell’energia, le srl Consorzio energetico italiano (Cei) e Velga. Giuseppe Giuliani, amministratore di fatto della Cei e vicepresidente del cda, ha definito la sua posizione in altra sede con un patteggiamento.

A Vernola, legale rappresentante della Velga, è contestato (originariamente insieme a Giuliani, direttore della società e consideratone amministratore di fatto) l’omesso versamento dell’acconto Iva per oltre 607mila euro per il 2017, oltre che l’evasione di Iva nel 2015 e nel 2016, fatta – secondo la Procura – indicando elementi passivi fittizi per circa 74 milioni di euro nel primo anno (avvalendosi di 84 fatture ricevute dalla Cei “per operazioni soggettivamente inesistenti”, si legge nel capo d’imputazione) e di poco più di un milione nel secondo.