Scoperta choc a Locorotondo: dispositivi medici per persone non autosufficienti abbandonati in campagna

Scoperta choc nelle campagne di Locorotondo. Michelangelo Schiavone, guardia ambientale dell’organizzazione Wardapark, ha trovato nel corso di un’ispezione alcuni dispositivi medici utilizzati da persone in gravi condizioni, alcuni per l’alimentazione artificiale, altri per il supporto alla respirazione, abbandonati in contrada Serrullo.

I dispositivi erano all’interno di un bustone, ancora sigillati, e abbandonati nei pressi di un muretto a secco. L’azienda fornitrice è stata subita contattata e ha predisposto subito il ritiro dei supporti medici, ora custoditi dalle guardie ambientali. Venerdì un addetto dell’azienda del nord Italia si recherà nella sede delle Guardie del gruppo Wardapark per esaminare insieme con attenzione i dati a disposizione oltre che per ritirare il materiale trovato.

“La cosa peggiore è che si tratta di dispositivi medici utilizzati solitamente su pazienti gravissimi e terminali, alcuni per alimentare altri per permettere di respirare – si legge nel post di denuncia pubblicato sui social -. Tutte confezioni nuove e sigillate destinate a pazienti che non li hanno mai ricevuti”.

“Sono sconcertato da questo ritrovamento – le parole di Schiavone -. Forse qualcuno nell’attesa di ricevere questo materiale salvavita probabilmente la vita l’ha persa. Ci impegniamo molto per la sensibilizzazione riguardo norme ambientali, ma qui, mi pare, che si sta perdendo proprio anche la più basilare sensibilità che riguarda il rispetto altrui e per la vita stessa”.

Locorotondo, modella aggredita durante shooting: “Ma come ti vesti poi vi lamentate se vi stuprano” – VIDEO

“Mi scuso davvero tanto per le parole che mi sentirete dire in questo video ma non abbiamo avuto la prontezza di filmare dall’inizio per cui non rende bene ciò che è stato detto da questo individuo e come. Ho sentito delle urla forsennate all’improvviso e non mi sono subito resa conto di quello che stava succedendo”.

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Inizia così la denuncia social della modella Gemma Surgo, aggredita verbalmente durante un servizio fotografico a Locorotondo, da un uomo. “L’essere ‘umano’ qui presente ha iniziato ad urlare ‘POI NON VI LAMENTATE SE VI STUPRANO, ma guarda come ti sei vestita!’ – si legge nel post di denuncia -.  Ma la cosa che mi ha lasciata di stucco è stata il modo in cui lo ha detto, rosso dalla rabbia, urlando e sbraitando come se gli avessi fatto un danno irreparabile”.

“Il mondo sta lentamente sprofondando nel baratro ma io non sono una di quelle che sta zitta. Ha smesso di reagire nell’istante in cui ha capito che stavamo registrando. Mi chiedo: ma se il mio fidanzato fosse stato presente, si sarebbe comportato allo stesso modo?”, conclude la modella.

Torino, ciclista di Locorotondo viene urtato dalla Polizia e muore. Il racconto dell’agente: “Lo chiamavo per nome”

“Non appena l’ho visto ho frenato, ma non ho potuto evitare l’impatto. Mi sono reso conto che l’incidente era stato grave. Il mio collega ha chiamato l’ambulanza e io ho tentato di prestare le prime cure. C’era molto sangue. Il nome era su un biglietto d’aereo che aveva con sé: ho continuato a chiamarlo ‘Francesco, Francesco …’, per tenerlo in vita. I soccorsi non sono arrivati subito: ci sono voluti una decina di minuti abbondanti”.

Così oggi in tribunale, a Torino, sono stati rievocati gli attimi successivi all’incidente stradale in cui nel 2022 morì Francesco Convertini, designer di 33 anni originario di Locorotondo (Bari), urtato da un’auto della polizia mentre percorreva in bicicletta una rotonda nel capoluogo piemontese. A parlare è stato l’agente che era alla guida, ora imputato di omicidio colposo.

“Stavamo portando al commissariato Dora Vanchiglia – ha detto – un uomo che avevamo appena arrestato per maltrattamenti sul padre. Era ostile e molto agitato, batteva i pugni sul divisorio in plexiglass. In quel momento c’era molto traffico e i semafori erano lampeggianti. Stavo percorrendo la corsia preferenziale, che era sgombra, e accanto alla nostra auto c’era una fila di auto. Ho intravisto il ciclista solo attraverso il finestrino di una vettura. È stato un attimo. Ho frenato d’istinto. Non stavo correndo, ero in seconda (la marcia – ndr) ma l’impatto c’è stato lo stesso”.

Il poliziotto, ora in servizio a Roma, ha anche spiegato lavorava sulle volanti da poco più di due mesi. A difenderlo è l’avvocato Davide Cangemi. La famiglia di Convertini segue il processo con l’avvocato Natascia Taormina. “Dalle stesse parole dell’agente – ha commentato – è emerso che in prossimità della rotonda le auto si erano fermate per permettere al ciclista di attraversare la strada”. La causa continuerà a maggio.

La badante esce, la porta è chiusa a chiave e in pochi secondi cadono in casa: soccorsi due anziani a Locorotondo

Due anziani caduti in casa sono stati soccorsi questi mattina dai Vigili del Fuoco a Locorotondo. A lanciare l’allarme la loro badante, uscita di casa per fare la spesa. La nonnina ha chiuso la porta d’ingresso a chiave per motivi di sicurezza e, mentre stava per raggiungere la cucina, è inciampata ed è caduta. Suo marito si è precipitato per aiutarla, ma è scivolato ed è caduto anche lui non riuscendo più ad alzarsi.

La badante, tornata nell’abitazione, ha lanciato l’allarme non ricevendo risposta. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, la Polizia Locale, il 118 e una squadra dei vigili del fuoco di Putignano del turno D. I pompieri hanno aperto la porta d’ingresso all’abitazione, dando la possibilità ai sanitari del 118 di soccorrere e stabilizzare sul posto i due nonni per dopo ospedalizzarli al più vicino pronto soccorso. Le condizioni non sono gravi.

Locorotondo, a torso nudo aggredisce due carabinieri in villa: il 46enne Neglia finisce ai domiciliari

Questa mattina, i Carabinieri del Comando Compagnia di Monopoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nella quale vengono riconosciuti, secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa) gravi indizi di colpevolezza a carico del 46enne Vittorio Neglia di Locorotondo, ritenuto responsabile dei reati di resistenza ad un Pubblico Ufficiale, lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere.

I fatti risalgono alle ore serali dello scorso 23 agosto, quando la Centrale Operativa della Compagnia di Monopoli aveva ricevuto numerose richieste di aiuto dai cittadini di Locorotondo, allarmati per la presenza di un uomo a torso nudo e con in mano un piccone da muratore, verosimilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e alcoliche, nei pressi della Villa Comunale.

Un militare di quel Comando, libero dal servizio, notando la scena mentre passeggiava con la propria famiglia, per impedire all’uomo di proseguire con i suoi atteggiamenti aggressivi, al fine di tutelare l’incolumità dei presenti, era intervenuto prontamente nel tentativo di sottrargli il piccone dalle mani. Nel corso di una breve colluttazione, il 46enne colpiva violentemente il Carabiniere ai polsi, tanto da provocargli delle contusioni, oltre alla rottura di un bracciale e di un orologio da polso che, andato in frantumi a seguito del colpo, probabilmente, ha in qualche modo protetto l’arto del militare, evitandogli più gravi conseguenze. Poco dopo, nonostante l’arrivo sul posto di ulteriori militari dell’Arma, improvvisamente, l’uomo si scagliava contro uno di loro, colpendolo violentemente con due pugni in pieno volto. Solo l’intervento degli altri due Carabinieri e l’utilizzo dello spray al peperoncino aveva consentito di bloccare definitivamente l’uomo per poi condurlo in Caserma.

Dalle successive verifiche sono stati poi accertati i numerosi precedenti penali a carico dell’aggressore, facendo emergere una personalità proclive alla violenza e irrispettosa delle regole del vivere civile. L’aggressione al Carabiniere, immortalata anche in un video divenuto poi “virale” sui Social, evidenziava un’aggressività tanto immotivata quanto incontenibile che ha visto la condanna unanime della collettività. Pertanto, ad esecuzione dell’odierna ordinanza, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari. È importante sottolineare che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Rissa a Locorotondo, carabiniere interviene ma viene preso a pugni: il video diventa virale sui social

“Sta imperversando sui social l’ennesimo video che documenta la brutale aggressione nei confronti di un carabiniere preso a pugni, ieri sera a Locorotondo, in provincia di Bari. Il SIM Carabinieri esprime profondo disappunto e preoccupazione per il grave episodio e auspica al collega gli auguri di pronta guarigione, rendendosi disponibile a tutelarlo nelle opportune sedi legali grazie all’apposito team di avvocati messo gratuitamente a disposizione di tutti i propri iscritti”. Inizia così la denuncia del Segretario Generale del SIM Carabinieri, Antonio Serpi.

“Questo ennesimo episodio di violenza contro le forze dell’ordine è inaccettabile. Non possiamo più attendere: chiediamo un immediato incontro con il Governo per discutere misure urgenti a tutela delle forze di Polizia. I nostri colleghi non possono essere carne da macello”, dichiara. Il SIM Carabinieri sottolinea l’importanza di garantire condizioni di sicurezza adeguate a tutte le forze dell’ordine, rimarcando la necessità di interventi concreti e tempestivi per prevenire ulteriori episodi di violenza.

“È evidente – continua Serpi – che l’approccio del legislatore stia ormai da anni andando nella direzione diametralmente opposta a quella auspicata volta alla tutela dei colleghi, come dimostra la recente riforma Cartabia. Questa, come noto, ha ampliato il novero dei reati per i quali l’imputato può chiedere la sospensione del processo e la messa alla prova includendo anche quello di violenza e resistenza a pubblico ufficiale riducendo di fatto le conseguenze per chi aggredisce le forze dell’ordine”.

“In aggiunta, Serpi evidenzia come le future iniziative legislative, come quella dello ‘svuota carceri’, possano incidere su eventuali misure detentive creando preoccupanti segnali per la sicurezza degli operatori di Polizia.. Il SIM Carabinieri, oggi più che mai, è al fianco dei colleghi garantendo loro la dovuta tutela legale, ribadendo però che è imprescindibile un intervento normativo del Governo affinché vengano tutelate adeguatamente le forze dell’ordine”, si legge nella nota.

“Siamo profondamente preoccupati e sconcertati per quanto accaduto in seguito all’aggressione subita da un nostro carabiniere, che ha agito con coraggio e professionalità per proteggere la comunità da un individuo noto per la sua estrema violenza. Nonostante la gravità dell’episodio, con danni non solo al nostro militare ma anche alla sicurezza dei residenti e dei turisti, apprendiamo , non senza stupore, che nei confronti del responsabile di tali gravi comportamenti non è stato assunto alcun provvedimento idoneo ad evitare il ripetersi di quanto accaduto – le parole del sindaco di Locorotondo, ANtonio Bufano -. Il dato non è di poco conto. Questa decisione affida un messaggio preoccupante ai cittadini, che si aspettano che la giustizia sia pronta a meglio tutelarli da soggetti così pericolosi. Siamo vicini al carabiniere coinvolto e alla sua famiglia, e ribadiamo il nostro impegno per garantire la sicurezza pubblica, però chiedendo nel contempo, che la giustizia rifletta con attenzione sulle sue prerogative nel preservare l’ordine e la sicurezza della nostra comunità. In un momento in cui la fiducia nelle istituzioni è più che mai fondamentale, auspichiamo che vengano intrapresi tutti i passi necessari affinché episodi del genere non si ripetano e che chiunque minacci la sicurezza pubblica venga trattato con la fermezza che la situazione richiede”.

Locorotondo, mistero sulla scomparsa del piccolo Domenico. Ipotesi sequestro lampo: indaga la Procura

Restano i dubbi sulle modalità della scomparsa per otto ore del piccolo Domenico, il bimbo di Locorotondo sparito la mattina del 30 luglio scorso mentre giocava nel giardino di famiglia in una contrada di campagna e poi ritrovato dopo ore di ricerche a tappeto addormentato sotto un fico a qualche chilometro di distanza.

Sulla vicenda sarebbero ancora in corso accertamenti da parte dei carabinieri. Il dubbio, che si era fatto largo già nell’immediatezza del ritrovamento, è che difficilmente un bimbo così piccolo (compirà due anni tra pochi giorni) può coprire da solo un percorso così lungo da solo e senza che nessuno lo noti. Dubbio espresso dal sindaco, Antonio Bufano, che ha partecipato alle ricerche in prima persona, sia dalla famiglia. L’ipotesi, circolata da giorni e ripresa da alcuni media, è che si possa essere trattato di un sequestro lampo. Sulla vicenda c’è massimo riserbo da parte della Procura di Bari, mentre , secondo quanto apprende l’ANSA non ci sarebbe alcuna ipotesi rapimento al vaglio degli inquirenti.

Lo stesso sindaco, Antonio Bufano aveva dichiarato all’Ansa che “i cani molecolari giravano attorno alla casa del piccolo e questo faceva dedurre che fosse lì vicino e non a tre, quattro chilometri da casa”. Parole che hanno spinto molti a pensare che il bambino fosse stato preso da qualcuno che, a causa del clamore mediatico suscitato dalla vicenda e dalla attività intesa di ricerca, avrebbe desistito nel suo intento lasciandolo accanto all’albero. Una tesi che al momento non trova riscontri ufficiali.