Consiglio regionale, Sergio Blasi subentra al posto di Donato Metallo per il PD. Il ricordo toccante in aula

Un mazzo di rose bianche sul suo banco. Un minuto di silenzio. Un lungo applauso. Così il Consiglio regionale pugliese ricorda Donato Metallo, il consigliere regionale del Partito democratico scomparso a 44 anni, il 22 aprile scorso dopo una lunga malattia. In aula, ad assistere al ricordo che l’Aula tributa al consigliere, la compagna Alessandra Caiulo e madre del loro piccolo Pietro, la sorella Angela, i collaboratori che da sempre hanno accompagnato Donato Metallo. Accanto a loro, anche l’europarlamentare Antonio Decaro, unito a Donato da una profonda amicizia.

Subentra in Consiglio regionale Sergio Blasi, primo dei non eletti nella Circoscrizione di Lecce per la lista del PD alle elezioni regionali del settembre 2020, a seguito della surroga del consigliere Donato Metallo. Per Blasi si tratta della terza convalida a consigliere regionale del PD per il collegio di Lecce, ottenendo 13.539 preferenze, dopo la prima avvenuta alle elezioni regionali del 2010 e la seconda nella legislatura successiva del 2015, dove risultò il consigliere più suffragato del PD con 16.540 voti. È stato segretario regionale del PD Puglia e sindaco del Comune di Melpignano fino ai primi mesi del 2010, per due mandati e precedentemente assessore comunale alla cultura. È stato segretario provinciale dei DS a Lecce e consigliere provinciale del PD.

Di seguito il discorso di commemorazione della presidente Capone per Donato Metallo

“Carissime colleghe e carissimi colleghi è difficile oggi iniziare questo consiglio. Da giorni cerco le parole giuste per salutare e ricordare in questo luogo, che lo ha visto combattere con la sua passione e il suo ardore politico, il nostro collega Donato Metallo. Ma davanti a questa perdita non ci sono parole giuste, e non ce ne potrebbero essere. Mi sono così affidata alle parole vere, ispirate anche dalla commozione sincera e dall’ondata di affetto arrivati in questi giorni per Donato, per il suo impegno politico e sociale e per la sua famiglia, da tutte le parti della nostra regione. Un affetto e una stima conquistati sul campo, per tutte le battaglie che lui ha combattuto mettendo la “persona e le persone” al centro.

Abbiamo perso una persona buona, di rara sensibilità, un politico combattente sempre impegnato per il riconoscimento dei diritti, soprattutto dei più deboli.

Molti di noi hanno percorso insieme a lui le strade delle sue battaglie, indipendentemente dalle posizioni politiche, e anche chi la pensava diversamente ha apprezzato in questa aula la sua determinazione e il suo impegno.

Diventato sindaco di Racale, a soli 31 anni, ha mostrato in tutte le sue politiche l’amore per la sua città, il “prendersi cura” e il grande senso di comunità, una comunità che lo ha corrisposto negli anni a seguire. Ha fatto parte di quella generazione di giovani politici impegnati a sovvertire la storia e la narrazione delle proprie piccole città. Un esempio della politica bella.

Nel 2020 è arrivato in Consiglio regionale, è entrato con il suo sorriso disarmante, ed ha iniziato le sue battaglie: come quella dei medici per i senzatetto, per il riconoscimento delle bande, quella contro l’omotransfobia. E proprio il giorno dell’approvazione di questa legge, a luglio scorso, lo abbiamo visto per l’ultima volta seduto al suo banco a gioire. Il suo coraggio, nonostante la malattia, ci ha fatto sperato. Oggi il nostro impegno è quello di vigilare affinchè le sue leggi trovino piena attuazione e che le sue proposte di legge vengano al più presto discusse in questa aula.

Donato lascia un grande vuoto non solo in questa assise, ma in tutta la comunità politica. Tra gli ultimi impegni di Donato c’è stato quello del sostegno ad Emergency per aiutare i bambini a Gaza sostenendo i medici che sono sul campo. In questi giorni sono state tante le donazioni in suo nome, un gesto bellissimo che insieme possiamo rendere ancora più grande”.

Segreteria Pd, Decaro smentisce: “Si fa il mio nome ma c’è già Elly Schlein. Dobbiamo restare uniti”

“Lo dico chiaramente perché da qualche giorno, come è successo in altre occasioni, si fa il mio nome come possibile candidato alla segreteria del Partito democratico. Esistono una segreteria e una segretaria autorevole eletta da poco, Elly Schlein, ed è pienamente titolata a terminare il suo mandato”.

È quanto sostiene in un post pubblicato su Facebook il presidente della commissione Ambiente dell’Unione europea, ex sindaco di Bari ed ex presidente dell’Anci, Antonio Decaro, smentendo le voci di un imminente congresso Pd e di una sua candidatura alla guida del partito.

“Non abbiamo bisogno di un congresso del Partito democratico, non ne ha bisogno l’Italia né il Pd”, aggiunge Decaro spiegando che con Schlein “dobbiamo lavorare, uniti, per costruire un progetto di governo credibile e alternativo alle destre”.

“Passare i prossimi mesi rinchiusi nei nostri circoli a discutere del nostro ombelico – rileva – non mi pare la strada migliore per raggiungere questo obiettivo”. “Non amo intervenire nelle questioni di partito – conclude – ma oggi sento il dovere di fare un richiamo alla responsabilità del momento e all’ascolto dei cittadini e dei nostri elettori, che anche sabato, in piazza a Roma, ci hanno chiesto a gran voce di restare uniti”.

Il Pd chiude le porte, Maurodinoia: “Sottoposta ad una quarantena. Passo in opposizione ma grata ad Emiliano”

Anita Maurodinoia ha lasciato il Pd. La consigliera regionale, che ha perso l’incarico di assessore regionali ai Trasporti dopo l’indagine per corruzione elettorale nell’inchiesta che vede al centro il marito, Sandrino Cataldo, ha comunicato nella giornata di ieri la sua decisione. La Maurodinoia passa all’opposizione, anche per volontà dello stesso partito che ha bocciato una sua eventuale ricandidatura.

“Passo in opposizione non a un governo che, con orgoglio e capacità, ho contribuito a costruire (come le opere realizzate dimostrano e che alcuni, bontà loro, mi riconoscono), né tantomeno a un presidente al quale sarò sempre grata per la sua umanità e fiducia. Quindi, all’opposizione, con la coscienza pulita, con il coraggio delle proprie idee, delle proprie scelte e con la libertà di votare anche a favore di provvedimenti proposti da chiunque, ma che siano nell’interesse dei pugliesi. Senza pregiudizi. Ma, tutto al più, come il buon senso insegna, in serena ed ottimista attesa di giudizi”, le parole riportate in una nota.

“Non ho esitato un attimo, quando sono stata coinvolta come indagata nella vicenda giudiziaria dello scorso anno a rassegnare volontariamente e con effetto immediato le dimissioni da assessore regionale, pur ritenendomi estranea ai fatti contestati. Scelta sostenuta sia per fiducia nella Magistratura, sia per evitare ombre e difficoltà al Presidente Emiliano e al partito in cui sono stata eletta – ha aggiunto -. A volte è più difficile restare che andarsene soprattutto quando in determinate situazioni, invece di aspettarti un ambiente solidale, ti ritrovi circondata da un clima asfissiante tra l’altro appesantito da veleni, ostacoli, freni ed impedimenti ammantati dalla più bieca ipocrisia. Sono stata sottoposta a una quarantena insostenibile: esclusa da incontri, riunioni, iniziative e commissioni consiliari. Un isolamento che, di fatto, conferma un giudizio che, a quanto pare, i colleghi del gruppo e del partito hanno già sentenziato, a differenza di chi, invece, per legge, deve ancora farlo”.

Legge sul fine vita, la Puglia sulla scia della Toscana. PD: “Vogliamo concludere l’iter iniziato 2 anni fa”

“L’approvazione della legge sul fine vita da parte della Regione Toscana è un ulteriore stimolo a portare a conclusione l’iter legislativo avviato oltre 2 anni fa in Consiglio regionale su iniziativa del gruppo del Partito Democratico”.

Inizia così la nota del capogruppo del PD, Paolo Campo. “Ora come allora crediamo che la scelta di porre termine alla propria vita quando non è più definibile tale debba essere nella piena disponibilità di chi la compie e non vincolata o negata dai principi altrui”, si legge nella nota.

“Il nostro obiettivo è preservare la dignità di chi soffre così tanto da scegliere di morire e per sottrarre familiari e amici al calvario di un’assistenza inutile e un conforto senza speranza – conclude -. Abbiamo rispetto per le convinzioni etiche e religiose altrui e ciascuno ha il diritto di agire in base a quelle, purché non diventino un’imposizione a chi ne ha di diverse”.

Schlein a Manfredonia: “Questo Governo sembra una saga di Beautiful. In Puglia risultati PD straordinari”

“Noi siamo qui a Manfredonia per la seconda volta dopo pochi mesi non solo per festeggiare la vittoria ma anche per la festa regionale del Partito democratico. Ricordo che abbiamo avuto un risultato straordinario qui in Puglia e che abbiamo raggiunto il risultato di essere il partito più votato al Sud alle scorse elezione europee”. Lo ha detto la segretaria del partito democratico Elly Schlein ieri sera a Manfredonia nel Foggiano dove è in corso fino a domenica la festa regionale dell’Unità.

“Quindi – ha aggiunto la segretaria – è un piacere tornare per rilanciare in queste settimane di settembre alcune battaglie fondamentali la prima delle quali il contrasto all’autonomia differenziata che vuole spaccare in due questo Paese e che vuole aumentare le diseguaglianze che il sud e le aree interne hanno già pagato sin troppo. Continueremo a raccogliere le firme anche a questa nostra festa. Continueremo ad insistere per il salario minimo, continueremo ad insistere ad inchiodare questo governo alle sue responsabilità sulla salute pubblica”. In questi giorni, ha chiosato la leader del Pd “è più chiaro che mai: non c’è più un governo. Sembra una saga di Beautiful. Io davvero non riesco a capacitarmi del fatto che in questi giorni la presidente del consiglio abbia passato un’ora e mezza ad occuparsi non delle liste d’attesa che si allungano, non dei redditi reali degli italiani che sono sei punti più bassi del 2008 ma a verificare gli scontrini di Sangiuliano”.

“Penso che questa vicenda abbia già imbarazzato a sufficienza questo Paese”, ha sottolineato Schlein proprio in riferimento alle polemiche che hanno travolto il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano. “Mi chiedo – ha concluso la segretaria – per quale ragione Giorgia Meloni abbia respinto le dimissioni di Sangiuliano che erano probabilmente il primo atto opportuno del ministro da quando si è insediato”.

Pd Bari senza pace, si dimette anche il segretario del circolo del II Municipio. Biancofiore: “Sostengo Laforgia”

Il “mal di pancia” nel Pd barese proseguono. Dopo le dimissioni della presidente dei Dem di Bari, Titti De Simone, ieri ha rassegnato le proprie dimissioni anche Nicola Biancofiore, segretario del circolo del II Municipio (Carrassi-Poggiofranco), dove Elly Schlein vinse il congresso, uno dei due circoli principali della città. È delegato del sindaco Decaro ai diritti civili. “Anche io sostengo Laforgia, questo partito soffoca il pensiero e non include”, commenta.

“Mi sono dimesso da segretario del Circolo del II Municipio di Bari – annuncia – l’ho fatto il 25 aprile per dare un segno. Le mie dimissioni hanno il sapore della resistenza, della libertà e del coraggio. La forza di lasciare un partito che, a livello locale, soffoca il pensiero divergente e non include chi non si omologa alle linee dettate dai maggiorenti. Ho guidato il Circolo con rigore, creatività, dedizione, riportando alla partecipazione compagne e compagni che avevano smesso di vivere la politica. E qual è stata la mia colpa? Il sostegno chiaro e costante al candidato Laforgia”. “Sostengo Michele – spiega Biancofiore – dal primo momento perché mi piace la sua idea di Bari come comunità di persone, rete di relazioni, luogo pieno di potenzialità e di diritti. Sono con lui perché ha deciso di cambiare passo, partendo da quanto fatto negli ultimi 20 anni, pensando a politiche e pratiche differenti, innovative”.

Mini rimpasto nella giunta Emiliano, malumori anche nel Pd: “Scelte e nomine senza democratica condivisione”

Il mini rimpasto di giunta targato Michele Emiliano, con l’ingresso di tre assessori, scontenta anche una fetta del Pd, non solo Sinistra italiana. A contestare, per motivi diversi, le scelte sono alcuni esponenti Dem, a cominciare dalla presidente del Pd della provincia di Bari, Elvira Tarsitano: “Nella mia vita personale e politica – scrive – ho sempre scelto di metterci la faccia, e così è giusto che faccia anche questa volta. Il Partito Democratico, incarnando il senso di democrazia, ha più volte affermato l’importanza delle scelte che partono dalla condivisione e dalla partecipazione, anche della base. Quanto stiamo vivendo negli ultimi giorni in Puglia racconta un’altra storia. Scelte e nomine, sia pur di alto profilo, che però mancano di quel senso di condivisione in un percorso che renda i nostri elettori orgogliosi e chiaro il nostro operato, con una visione generale di quello che vogliamo essere”.

E aggiunge: “Come possiamo accettare che le nomine siano fatte in solitudine senza una democratica condivisione. Tale scelta appare come un triste connubio tra meritocrazia e competizione che tanto ricorda il “darwinismo sociale” di spenseriana memoria, che non ha proprio motivo di esistere”.

“Ecco perché – conclude – non è condivisibile il metodo utilizzato nelle nomine in giunta”. Anche nel Pd della Bat ci sono “mal di pancia”, messi nero su bianco in una nota della segreteria dei Dem del nord barese con la quale si contesta le modalità di scelta dell’assessore Debora Ciliento: “Il percorso con cui si è arrivati alla nomina ad assessora della consigliera Ciliento – si legge – non appaia né un premio, né tantomeno un riconoscimento ad un territorio, ma quasi una scelta obbligata. Non è così che la Bat voleva un ruolo. Anzi, diciamo pure che questo ruolo mortifica il territorio, che da anni offre un contributo positivo, non solo con la presenza di suoi rappresentanti in Consiglio regionale, ma anche con l’apporto dato al centrosinistra. Un contributo che andava valorizzato, non mortificato. Inutile nasconderlo, speravamo in un percorso differente, soprattutto considerando il prezzo pagato per le vicende che hanno caratterizzato l’ultimo periodo”.

“Colpaccio” di Laforgia, si dimette il presidente del Pd di Bari De Simone: “Sostengo lui e non Leccese”

Nuova “scossa” nel Pd pugliese, la presidente dei Dem di Bari, Titti De Simone, consigliera del presidente della Regione, Michele Emiliano, ha deciso di dimettersi dal suo ruolo. La decisione arriva dopo mesi di frizioni all’interno del Pd barese: De Simone infatti sostiene la candidatura alle comunali di Bari di Michele Laforgia, appoggiato da M5s e Convenzione, mentre il Pd ha scelto Vito Leccese.

“Per battere le destre – spiega – e recuperare l’astensionismo di tanta parte della cittadinanza, serve una proposta per la città forte e credibile, che tenga conto della necessità di un rinnovamento della politica e del Pd e insieme di un rilancio programmatico del centrosinistra, che parta dai problemi sociali ed ambientali, dalla partecipazione delle/i cittadine/i alle scelte importanti che attendono la città. Abbiamo bisogno di un nuovo inizio, dopo un ciclo di 20 anni, con tante luci, certo, ma che ha esaurito la propria spinta propulsiva”.

“Queste sono state per mesi, e sono ancor più oggi – aggiunge – le ragioni di fondo del sostegno espresso a Michele Laforgia, anche nelle sedi del Partito democratico, ed ho maturato questa decisione dato che tale sostegno è ritenuto incompatibile con il mio ruolo di presidente, cosa che mi è stata più volte comunicata dai vertici del partito locale nei giorni scorsi. Dunque faccio una scelta”. “Non ho cambiato idea, avevo già manifestato, il mio sostegno a Michele Laforgia insieme ad altre e altri dirigenti e iscritti – conclude – sperando in una ricomposizione unitaria alla quale abbiamo incessantemente lavorato, convinti che la candidatura di Michele Laforgia sia la proposta che serve a Bari e alla sua visione di futuro”.