Amministrative in Puglia, Bruno si riconferma ad Andria. Trani verso il ballottaggio Lovascio bis a Conversano

Il centrosinistra domina le elezioni amministrative in Puglia, con Giovanna Bruno verso una larga riconferma ad Andria e Francesco Rogoli nettamente avanti a Mesagne. A Trani si andrà probabilmente al ballottaggio tra Marco Galiano e Angelo Guarriello. Conferme anche per Giuseppe Lovascio a Conversano e Fiorenza Pascazio a Bitetto, mentre a Ceglie Messapica viene rieletto il sindaco di centrodestra Angelo Palmisano.

A Molfetta è in vantaggio Manuel Flavio Minervini, seguito dal civico Pietro Mastropasqua e dal candidato del centrodestra Adamo Logrieco. Nel Salento, Fabio Tarantino e Antonio Cavallo sono già stati eletti rispettivamente a Martano e Ruffano grazie al raggiungimento del quorum con lista unica. A Gallipoli, Flavio Fasano punta alla vittoria al primo turno.

Comunali in Puglia, affluenza al 63,68%: in calo rispetto alle precedenti elezioni. I dati nel Barese

Affluenza al 63,68% in Puglia alla chiusura dei seggi nei 54 Comuni al voto, quasi tre punti percentuali al di sotto di quella registrata nelle precedenti elezioni amministrative (66,37%), ma superiore al dato nazionale (ancora parziale) che si ferma attorno al 60%.

Nella provincia Bat, dove si trovano i due Comuni capoluogo chiamati ad eleggere i sindaci, Andria e Trani, l’affluenza è al 66,09% (alle precedenti amministrative era del 66,85%): nel dettaglio ad Andria 66,77%, leggermente superiore alle precedenti elezioni (66,12%), a Trani 65,18%, oltre tre punti percentuali più bassa delle scorse amministrative (68,31%).

Il dato più alto in Puglia si registra nella provincia di Taranto: qui nei cinque Comuni chiamati ai seggi l’affluenza è del 69,37% (rispetto al 72,58% delle precedenti elezioni).

Segue il dato dei 21 Comuni al voto in Salento (i più grandi Casarano, Gallipoli e Tricase), dove l’affluenza si attesta al 64,98% (alle scorse amministrative era del 67,11%); a Castro l’affluenza più alta della regione, all’84,91%. Nell’area metropolitana di Bari, dove si vota in nove Comuni (tra i più grandi Molfetta, Capurso, Conversano, Corato, Palo del Colle e Modugno), l’affluenza è stata del 62,68% (65,84 alle precedenti elezioni).

Nelle undici città della provincia di Foggia al voto (sopra i 15mila abitanti Lucera e San Giovanni Rotondo) affluenza al 60,95%, rispetto al 64,34% delle scorse amministrative. Nel Foggiano c’è il Comune con l’affluenza più bassa della regione, Monteleone, dove la partecipazione dei cittadini al voto si è fermata al 46,59% (nella stessa provincia a Ordona superato l’81% di affluenza). Nei cinque Comuni al voto nel Brindisino (i più grandi Ceglie Messapica, Mesagne e San Vito dei Normanni), l’affluenza è del 58,6% (alle scorse amministrative 63,6%).

Comunali 2026, chiamati al voto 750mila pugliesi in 54 Comuni: nel Barese si vota in 9 Comuni

Domani e lunedì sono chiamati al voto circa 750mila pugliesi per il rinnovo di 54 Consigli comunali. Le elezioni amministrative riguardano 17 Comuni sopra i 15mila abitanti, dove quindi potrebbe esserci un turno di ballottaggio il 7 e l’8 giugno.

Sono due le città capoluogo di Provincia che rinnoveranno i Consigli comunali, Andria e Trani, entrambe nella Bat. Nell’area metropolitana di Bari si vota in nove Comuni.

Tra questi Molfetta, dove l’amministrazione è caduta a seguito di una inchiesta giudiziaria. Tra i Comuni più grandi al voto nel Barese ci sono poi Capurso, Conversano, Corato, Palo del Colle e Modugno, questo travolto da un’inchiesta della procura Antimafia e finito al centro di una ispezione per verificare il rischio di infiltrazioni (conclusasi senza scioglimento per mafia).

Nel Brindisino sono cinque i Comuni dove si voterà (i più grandi Ceglie Messapica, Mesagne e San Vito dei Normanni); undici in provincia di Foggia (sopra i 15mila abitanti Lucera e San Giovanni Rotondo); 21 in Salento (i più grandi Casarano, Gallipoli e Tricase); cinque nel Tarantino, tra cui Manduria.

I seggi saranno aperti domani, domenica, dalle 7.00 alle 23.00 e lunedì dalle 7.00 alle 15.00. Oggi pomeriggio presidenti e scrutatori procederanno all’allestimento degli 839 seggi.

Elezioni 2026, 54 comuni pugliesi alle urne: si voterà il 24 e il 25 maggio. Ecco dove – INFO

Le Elezioni Comunali 2026 si terranno in primavera in 54 comuni della regione Puglia. Il ministro dell’Interno Matteo Piantendosi ha informato il Consiglio dei ministri in relazione all’individuazione, nei prossimi 24 e 25 maggio, delle date per lo svolgimento delle elezioni.

Si voterà in 17 comuni pugliesi con popolazione legale superiore alla soglia dei 15.000 abitanti con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Novità per il sistema elettorale dei comuni di Laterza (TA) e Latiano (BR), che, essendo scesi sotto la soglia dei 15.000 abitanti al Censimento 2021, vedranno la proclamazione del sindaco in un turno unico.

Nella provincia di Bari si voterà a Bitetto, Capurso, Conversano, Corato, Grumo, Locorotondo, Modugno, Molfetta e Palo. Nella BAT si voterà ad Andria, Minervino e Trani. Nella provincia di Brindisi elezioni a Ceglie Messapica, Latiano, Mesagne, San Vito dei Normanni, Torchiarolo. Nel Foggiano votazioni a Accadia, Cagnano Varano, Candela, Lucera, Mattinata, Monteleone di Puglia, Ordona, Rocchetta Sant’Antonio, San Giovanni Rotondo e Serracapriola.

Nella provincia di Lecce si andrà alle urne a Arnesano, Calimera, Caprarica di Lecce, Casarano, Castro, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Gagliano del Capo, Gallipoli, Maglie, Martano, Melpignano, Monteroni di Lecce, Porto Cesareo, Presicce-Acquarica, Racale, Ruffano, San Pietro in Lama, Sogliano Cavour, Tricase e Uggiano la Chiesa. Nel Tarantino elezioni a Fragnano, Laterza, Manduria, Montemesola, Roccaforzata.

Comunali Modugno, soldi e lavori in cambio di voti: l’ex assessore Antonio Lopez fa scena muta davanti al gip

Si è avvalso della facoltà di non rispondere dicendo di essere disponibile a chiarire le contestazioni mossegli dalla Dda nel prossimo futuro, Antonio Lopez, di 40 anni, ormai ex assessore alle attività produttive del Comune di Modugno (Bari) ed ex candidato di Fi alle prossime elezioni regionali in Puglia.

Lopez è comparso oggi, per l’interrogatorio di garanzia, dinanzi al gip di Bari Giuseppe Montemurro che gli contesta il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti per le comunali di Modugno del 2020 in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro. Lopez è difeso dall’avv. Cristian Di Giusto. Anche Stragapede, difeso dall’avv.Nicola Quaranta, in carcere assieme a Lopez, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Nella stessa indagine sono stati arrestati, per altri reati che vanno dalla testata estorsione alla detenzione illegale di armi da fuoco, altri quattro indagati: Felice Giuliani, di 59 anni, Vincenzo Costantino, di 53, Raffaele Strafile, di 52, e Eugenio Damiano Giuliani, di 34. Felice Giuliani, interrogato per rogatoria, si è avvalso della facoltà di non rispondere alla presenza del suo legale, avv.Gianluca Ursitti.

Comunali Modugno, 25 euro a voto: il sistema Lopez, l’intermediario e il clan Parisi. Venerdì l’interrogatorio

Antonio Lopez, l’assessore di Modugno e candidato alle prossime elezioni regionali con Forza Italia arrestato nell’inchiesta di voto di scambio politico-mafioso, era preoccupato di essere scoperto dopo il terremoto provocato dall’indagine Codice Interno nel Barese.

In passato si era recato in casa di Michele Parisi, fratello di Savinuccio deceduto pochi mesi fa, per installare un condizionatore (oltre ad una caldaia a casa di una sua parente) senza essere retribuito, salvo poi emettere fattura per scongiurare controlli e verifiche.

Venerdì Antonio Lopez sarà interrogato in carcere. Secondo l’accusa avrebbe pagato 25 euro a voto per essere eletto in occasioni delle Comunali 2020 a Modugno e si sarebbe rivolto anche al clan Parisi.

Resta indagato a piede libero anche il sindaco Nicola Bonasia. Del primo cittadino, che ha respinto ogni accusa, si parla tanto nel corso delle intercettazioni tra Antonio Lopez e Michele Parisi. “I soldi il sindaco non li vuole uscire”, le parole del primo.

Bonasia avrebbe “promesso” un posto di lavoro a Cristian Stragapede, un ragazzo dei Parisi, arrestato anche con lui con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso. Per il gip Giuseppe Montemurro però il primo cittadino non sapeva che Stragapede fosse vicino alla criminalità.

Strapagede ha affermato nelle intercettazioni di aver portato 150 voti a Lopez ad un prezzo di mercato stracciato, 25 euro e non 50 come a Bari. Lopez avrebbe ammesso di avergli dato 2mila euro, salvo poi assumerlo in una delle sue aziende, perché Bonasia non avrebbe mantenuto la promessa.

 

Voti dai Parisi in cambio di soldi e favori, a Modugno arrestato l’assessore Lopez: è candidato alle Regionali con FI

Un vero e proprio terremoto politico ha scosso il Comune di Modugno. Sei persone sono state arrestate dalla guardia di finanza tra le province di Bari e Foggia nell’ambito di una inchiesta della direzione distrettuale antimafia su un presunto scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali del 2020 a Modugno.

Le accuse a vario titolo sono di scambio elettorale politico mafioso, estorsione e detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo. Indagato a piede libero anche il sindaco di Modugno, Nicola Bonasia (centrodestra), mentre uno degli assessori, Antonio Lopez (candidato alla Regione con Fi) , è tra gli arrestati.

Lopez è stato eletto con 195 voti nella lista civica “Modugno per le imprese e il commercio), poi è stato nominato assessore alle Attività Produttive. Secondo l’accusa avrebbe chiesto aiuto ad elementi di spicco del clan Parisi in cambio di denaro e della disponibilità a soddisfare le esigenze del gruppo mafioso.

In occasione del ballottaggio, ad esempio, avrebbe procacciato voti per Bonasia, poi eletto, in cambio della promessa (successivamente mantenuta) di garantire l’assunzione di un affiliato al clan che si era impegnato personalmente a procurare le preferenze.

Lo stesso Lopez, commissario provinciale della Democrazia Cristiana, è candidato alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre con la lista di Forza Italia a sostegno del candidato di centrodestra Luigi Lobuono.

Comunali 2020 a Modugno, scambio politico-mafioso: 6 arresti tra loro un assessore. Indagato il sindaco Bonasia

Sei persone sono state arrestate dalla guardia di finanza tra le province di Bari e Foggia nell’ambito di una inchiesta della direzione distrettuale antimafia su un presunto scambio elettorale politico-mafioso in occasione delle elezioni comunali del 2020 a Modugno.

Le accuse a vario titolo sono di scambio elettorale politico mafioso, estorsione e detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo. Tra gli indagati figura il sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, mentre uno degli assessori, Antonio Lopez (candidato alla Regione con Fi) , è tra gli arrestati.

L’operazione è condotta dai finanzieri del comando provinciale di Bari e del servizio centrale Ico di Roma sulla base di un’ordinanza, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Dda di Bari.

Secondo le accuse, sarebbe stato stretto un accordo tra esponenti del clan Parisi e politici locali candidati alle comunali di Modugno del 2020. Ci sarebbero stati anche diversi episodi estorsivi da parte di un imprenditore del foggiano ai danni di imprenditori agricoli, sfruttando la caratura criminale di uno dei medesimi esponenti del clan.

In particolare, secondo l’accusa, il candidato Lopez al consiglio comunale, poi eletto, avrebbe acquistato voti da esponenti dei Parisi in cambio di denaro e della disponibilità a soddisfare le esigenze del gruppo mafioso.

Comunali 2025 a Triggiano, l’annuncio di Sandrino Cataldo: “Mi candido come consigliere nel centrodestra”

Sandro Cataldo ha annunciato la sua candidatura alle elezioni comunali di Triggiano in programma a maggio a sostegno del candidato sindaco di centrodestra, il giornalista Onofrio D’Alesio.

E’ stato lui stesso a farlo sapere in un comunicato stampa dopo che la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per lui, per la moglie, ex assessora regionale, Anita Maurodinoia e altre 16 persone coinvolte nell’inchiesta sulle due presunte associazioni per delinquere finalizzate alla corruzione elettorale

che avrebbero alterato l’esito delle elezioni amministrative nel Comune di Grumo Appula e della Regione Puglia (del 20 e 21 settembre 2020) e nel Comune di Triggiano (del 3 e 4 ottobre 2021).

L’udienza preliminare si aprirà il 3 luglio prossimo davanti alla gup Susanna De Felice. A capo delle due associazioni ci sarebbe stato proprio ‘Sandrino’ Cataldo, fondatore del movimento politico (ora sciolto) ‘Sud al centro’. Secondo l’accusa, Cataldo sarebbe stato promotore del sistema che avrebbe procacciato voti a pagamento nelle diverse tornate elettorali. L’ex assessora, soprannominata ‘Lady preferenze’ fu eletta nel consiglio comunale di Bari, nel 2019, nel movimento politico fondato dal marito con oltre 6mila voti. L’anno dopo, candidata alle Regionali con il Pd, di preferenze ne ottenne quasi 20mila..

“Se non fossi sicuro dell’assoluta regolarità del mio agire, delle mie scelte, della mia buonafede e soprattutto del rispetto e della fiducia che ripongo nella Magistratura avrei desistito – è detto nel comunicato -. Ma io, dopo 24 anni dalla mia ultima candidatura a consigliere comunale, preferisco metterci la faccia e scendere direttamente in campo a viso aperto e senza infingimenti. La forza della ragione e la certezza che al più presto sarà ricostruita la verità dei fatti, mi rende ancor più convinto della decisione di candidarmi alle prossime amministrative di Triggiano alla carica di consigliere comunale nella lista “Onofrio D’Alesio Sindaco”, conscio anche delle prevedibili e scontate strumentalizzazioni che ci saranno”.

“La campagna velenosa e denigratoria artatamente avviata nei miei confronti con l’obiettivo di delegittimare il mio operato e il mio impegno politico, ha provocato una sorta di eterogenesi dei fini e di controspinta di dignità morale – conclude Cataldo -. Se l’intenzione di alcuni è stata quella di isolarmi e di escludermi, di contro questo ha contribuito a determinare in me una reazione opposta. Rivendico il mio diritto all’agibilità politica, a non isolarmi e a rivendicare, a testa alta, il dovere civico di dare un contributo alla nostra comunità. Spinto e spronato dall’affetto di tanti amici e sostenitori, il mio impegno politico proseguirà come candidato al Consiglio Comunale in occasione delle elezioni comunali di Triggiano del 25 e 26 maggio nella lista Onofrio D’Alesio Sindaco. Sono convinto di poter continuare a contribuire e risolvere i problemi di tantissimi miei concittadini, così come ho sempre fatto mettendomi a disposizione con la mia esperienza e competenza, ma soprattutto con l’entusiasmo, la passione e la disinteressata generosità al servizio dei triggianesi”.