Comunali 2025 a Triggiano, l’annuncio di Sandrino Cataldo: “Mi candido come consigliere nel centrodestra”

Sandro Cataldo ha annunciato la sua candidatura alle elezioni comunali di Triggiano in programma a maggio a sostegno del candidato sindaco di centrodestra, il giornalista Onofrio D’Alesio.

E’ stato lui stesso a farlo sapere in un comunicato stampa dopo che la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per lui, per la moglie, ex assessora regionale, Anita Maurodinoia e altre 16 persone coinvolte nell’inchiesta sulle due presunte associazioni per delinquere finalizzate alla corruzione elettorale

che avrebbero alterato l’esito delle elezioni amministrative nel Comune di Grumo Appula e della Regione Puglia (del 20 e 21 settembre 2020) e nel Comune di Triggiano (del 3 e 4 ottobre 2021).

L’udienza preliminare si aprirà il 3 luglio prossimo davanti alla gup Susanna De Felice. A capo delle due associazioni ci sarebbe stato proprio ‘Sandrino’ Cataldo, fondatore del movimento politico (ora sciolto) ‘Sud al centro’. Secondo l’accusa, Cataldo sarebbe stato promotore del sistema che avrebbe procacciato voti a pagamento nelle diverse tornate elettorali. L’ex assessora, soprannominata ‘Lady preferenze’ fu eletta nel consiglio comunale di Bari, nel 2019, nel movimento politico fondato dal marito con oltre 6mila voti. L’anno dopo, candidata alle Regionali con il Pd, di preferenze ne ottenne quasi 20mila..

“Se non fossi sicuro dell’assoluta regolarità del mio agire, delle mie scelte, della mia buonafede e soprattutto del rispetto e della fiducia che ripongo nella Magistratura avrei desistito – è detto nel comunicato -. Ma io, dopo 24 anni dalla mia ultima candidatura a consigliere comunale, preferisco metterci la faccia e scendere direttamente in campo a viso aperto e senza infingimenti. La forza della ragione e la certezza che al più presto sarà ricostruita la verità dei fatti, mi rende ancor più convinto della decisione di candidarmi alle prossime amministrative di Triggiano alla carica di consigliere comunale nella lista “Onofrio D’Alesio Sindaco”, conscio anche delle prevedibili e scontate strumentalizzazioni che ci saranno”.

“La campagna velenosa e denigratoria artatamente avviata nei miei confronti con l’obiettivo di delegittimare il mio operato e il mio impegno politico, ha provocato una sorta di eterogenesi dei fini e di controspinta di dignità morale – conclude Cataldo -. Se l’intenzione di alcuni è stata quella di isolarmi e di escludermi, di contro questo ha contribuito a determinare in me una reazione opposta. Rivendico il mio diritto all’agibilità politica, a non isolarmi e a rivendicare, a testa alta, il dovere civico di dare un contributo alla nostra comunità. Spinto e spronato dall’affetto di tanti amici e sostenitori, il mio impegno politico proseguirà come candidato al Consiglio Comunale in occasione delle elezioni comunali di Triggiano del 25 e 26 maggio nella lista Onofrio D’Alesio Sindaco. Sono convinto di poter continuare a contribuire e risolvere i problemi di tantissimi miei concittadini, così come ho sempre fatto mettendomi a disposizione con la mia esperienza e competenza, ma soprattutto con l’entusiasmo, la passione e la disinteressata generosità al servizio dei triggianesi”.

Processo a Bari, Olivieri ammette di aver dato soldi in cambio di voti: “Dovevo indebolire il centrodestra nel 2019”

“Chiedo scusa alla città, ho sbagliato”. Lo ha detto in aula a Bari Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale in carcere dallo scorso 26 febbraio per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione, nel corso del suo interrogatorio tuttora in corso davanti al gup Giuseppe De Salvatore dove si celebra il processo a lui e ad altri 107 imputati con rito abbreviato.

Olivieri, secondo quanto emerso finora (l’udienza è a porte chiuse), avrebbe ammesso di aver sbagliato ad aver dato soldi in cambio di voti, ha confermato – come già fatto durante il primo interrogatorio – di non conoscere i legami con i clan delle persone con cui ha fatto la campagna elettorale del 2019 (in particolare di Tommaso Lovreglio, nipote del boss del quartiere Japigia ‘Savinuccio’) e ha anche sostenuto di aver rinunciato allo stipendio e all’autista una volta diventato presidente della Multiservizi, la municipalizzata barese che si occupa del verde.

“Il mio ruolo era di indebolire il centrodestra”, le sue parole.  Olivieri sta ricostruendo gli accordi presi durante i mesi precedenti alle comunali di quell’anno e ha anche ammesso di aver regalato buoni pasto e buoni benzina, oltre che una moto, per l’organizzazione della campagna elettorale.

L’ex consigliere fu arrestato con altri 130 nell’ambito dell’inchiesta ‘Codice interno’ di Dda e squadra mobile di Bari, che ha svelato presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria in città. Olivieri, per l’accusa, nel 2019 avrebbe raccolto e pagato i voti dei clan Parisi, Striusciuglio e Montani di Bari per favorire l’elezione al consiglio comunale di Bari della moglie Maria Carmen Lorusso, anche lei imputata.

Dopo l’esame in corso dei suoi difensori Gaetano e Luca Castellaneta, l’interrogatorio potrebbe durare fino al pomeriggio. Olivieri è arrivato a Bari la mattina del 12 febbraio dal carcere di Lanciano, dove è detenuto in regime di alta sicurezza.

Olivieri e l’alleanza con Sandrino prima dell’arresto: “Gestisco io le liste di Sud al Centro mia moglie farà l’assessore”

Il retroscena dell’alleanza tra Olivieri e Cataldo, ex numero uno di Sud al Centro e marito della Maurodinoia, emerge dalle chat depositate nel processo: “Devo fare in modo che Mari arrivi seconda nella lista, perché la prima è la figlia di Anita Maurodinoia, che dobbiamo far arrivare prima ma non vuole fare assessore o altro. Mari deve arrivare subito dopo”.

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Bari, la cognata di Savinuccio Parisi candidata alle Comunali del 2019: era in corsa al municipio nel centrodestra

La cognata, incensurata, del boss Savino Parisi era candidata alle elezioni comunali di Bari nel 2019 nella lista civica Sport Bari a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Pasquale Di Rella. Questo è quanto emerge dalle chat tra alcuni esponenti dei clan Palermiti e Parisi.

La cognata di Parisi era in corsa nel primo municipio, ovvero il quartiere Japigia in cui è egemone il clan di ‘Savinuccio’, e ottenne 21 preferenze. Ma nella lista Sport Bari fu poi eletta consigliera comunale Francesca Ferri, arrestata nel 2022 per voto di scambio. Ferri, eletta con il centrodestra, era passata da pochi mesi con il centrosinistra.

Le elezioni del 2019 a Bari sono al centro dell’indagine Codice interno che lo scorso 26 febbraio ha portato all’arresto di 130 persone per voto di scambio politico-mafioso. Tra le 130 persone finite in carcere e ai domiciliari ci sono anche Carmen Lorusso, consigliera eletta con il centrodestra e poi passata nella maggioranza di centrosinistra; e suo marito Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale. Le indagini hanno spinto il Viminale a inviare a Bari una commissione ministeriale per accertare l’esistenza di infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale. I Palermiti avevano manifestato ai Parisi perplessità sulla candidatura della cognata del boss, e i timori che la donna potesse rivelare dettagli sulle attività dei clan agli inquirenti.

Comunali Bari 2024, Leccese oltre il 70%. Romito: “Auguri a Vito ma al voto solo un terzo della città” – I DATI

“Auguri a Vito Leccese nuovo sindaco di Bari in continuità con la precedente amministrazione. La politica dovrà porsi qualche interrogativo perché a scegliere il nuovo sindaco è stato poco più di un terzo della popolazione. Vuol dire che la gran parte di Bari non si è appassionata alla campagna elettorale e ha scelto di non appassionarsi a queste amministrative e credo che la politica debba proprio ripartire da qui”.

Sono queste le prime parole del candidato sindaco del centrodestra Fabio Romito per commentare la vittoria del candidato del centrosinistra, Vito Leccese, che ha trionfato con il 70,27% dei voti al secondo turno. L’affluenza registrata a Bari è pari al 37,53% su 345 sezioni totali contro il 58,17% del primo turno.

Comunali Bari 2024, Vito Leccese è il nuovo sindaco: battuto Romito al ballottaggio. È lui l’erede di Decaro

Vito Leccese è il nuovo sindaco di Bari e raccoglie l’eredità di Antonio Decaro alla guida del capoluogo pugliese. Nessuna sorpresa rispetto alle previsioni della vigilia, in attesa del completamento dello spoglio delle schede elettorali, il candidato del centrosinistra Vito Leccese ha praticamente triplicato le preferenze raccolte dallo sfidante Fabio Romito, candidato del centrodestra. Leccese ha potuto contare anche sull’apporto di Michele Laforgia che, nel primo turno, aveva ottenuto oltre il 21% dei voti.

Comunali Bari 2024, l’affluenza del ballottaggio è del 38%: Leccese in vantaggio su Romito dopo i primi spogli

L’affluenza registrata per il ballottaggio alle Comunali di Bari è del 38%, un dato basso ma superiori a quello del 2014 quando fu eletto Decaro sindaco per la prima volta. Dopo i primi spogli, il candidato del centrosinistra Vito Leccese sembra essere in netto vantaggio sullo sfidante Fabio Romito.

+++ COMUNALI 2024: A BARI TRIONFA LECCESE +++

Il comitato elettorale di Vito Leccese è già affollato di sostenitori, tra loro anche il deputato Marco Lacarra, le assessore Paola Romano e Ines Pierucci,
l’assessore Vito Lacoppola e la presidente del primo municipio Annamaria Ferretti.

I DATI A BARI E IN PUGLIA

Affluenza definitiva in Puglia al 44,13% nel turno di ballottaggio per l’elezione dei sindaci, in forte calo rispetto al primo turno, quando si recò alle urne il 61,54% degli aventi diritto. Al voto otto Comuni, tra cui Bari e Lecce. Spicca il dato di Bari città: 37,53% su 345 sezioni totali contro il 58,17% del primo turno. Questa la percentuale nelle province: Bari 40,20% (59,68 % al primo turno); Foggia 42,19 % (60,94%); Lecce 59,26% (68,33%). Nello specifico a Bari città 37,53% su 345 sezioni totali (al primo turno 58,17%), a Putignano 60,42% su 25 sezioni (70,22%), a Santeramo in Colle 50,55% su 23 sezioni (66,39%). Nel Foggiano a Manfredonia 36,33% su 59 sezioni (58,10 %), a San Giovanni Rotondo 51,23% su 26 sezioni (64,81%), a San Severo il 43,65% su 56 sezioni (61,93%). A Lecce città 60,76% su 102 sezioni (68,43% al primo turno), a Copertino 53,81% su 26 sezioni (67,96 %).