Politecnico Bari, l’anno accademico sarà aperto da un minuto di silenzio prima delle lezioni per Gaza

“Considerato il perdurare del conflitto in Palestina e il drammatico acuirsi dell’azione militare nella striscia di Gaza, dove un numero sempre più elevato di vittime innocenti, in particolare tra la popolazione civile, sta pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane, sofferenze e privazioni, il Politecnico di Bari ritiene di non poter restare indifferente”.

Lo afferma una nota del Senato Accademico d’ateneo. “Nel solco dei principi sanciti dalla Costituzione italiana, che ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali – si spiega nella nota — e in coerenza con i valori che ispirano la missione educativa e civile dell’università, il Senato accademico ha proposto a tutti i docenti del Politecnico di Bari di aprire la prima lezione di ciascun corso di studi per l’anno accademico 2025/2026 in programma dal prossimo lunedì, 22 settembre, con un minuto di silenzio”.

“Tale gesto simbolico intende rappresentare – sottolinea il Senato Accademico – una ferma contrarietà all’uso della guerra come strumento politico, una testimonianza di vicinanza e solidarietà alla popolazione civile di Gaza, costretta a vivere in condizioni disumane e un richiamo all’importanza del ruolo delle istituzioni educative come custodi di memoria, coscienza e responsabilità collettiva. Il minuto di silenzio – conclude la nota – potrà essere accompagnato, a discrezione del docente, da una breve riflessione sul valore della pace, e della dignità umana”.

Il Politecnico di Bari e la Regione Puglia insieme per ricostruire Gaza: “Pronti a collaborare sui progetti”

Il Politecnico di Bari ha aderito al framework di ricostruzione Gaza Phoenix, il documento chiave per la ricostruzione della città palestinese sviluppato dall’Unione delle municipalità della Striscia di Gaza con il supporto di un gruppo di esperti.

Per questo ieri ha organizzato una giornata di seminari con il supporto della presidenza della Regione Puglia, dedicato all’esplorazione delle dimensioni tecniche, infrastrutturali e economiche del processo, attingendo a esperienze globali di risanamento post-bellico.

Presenti, fra gli altri, il governatore Michele Emiliano, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano e la vice rettrice del PoliBa, Loredana Ficarelli. L’obiettivo è quello dipreparare contributi in vista della prima assemblea della comunità esperta internazionale, che si terrà il prossimo ottobre nello stesso ateneo.

L’assemblea costruirà indirizzi operativi, soluzioni pratiche e innovative per trasformare la devastazione in un risanamento dignitoso e possibile per Gaza. PoliBa, già nelle scorse settimane, attraverso il Senato accademico aveva approvato e pubblicato una Dichiarazione in favore della pace e della ricostruzione di Gaza.

“Con la Regione Puglia – ha detto Ficarelli – abbiamo deciso di collaborare con il progetto al quale ogni docente del Politecnico ha preso parte in modo autonomo e libero”.

“Siamo pronti a sostenere i progetti di ricostruzione di Gaza, con l’obiettivo di consentire al popolo palestinese di rimanere a casa sua – ha dichiarato Emiliano – È un lavoro che stiamo preparando da tempo, in collaborazione con il Politecnico di Bari e con il sistema delle imprese pugliesi, che mi auguro possa presto dare un suo contributo. Appena possibile, intendo organizzare un gruppo di lavoro con i funzionari e i dirigenti per la stesura delle azioni di pianificazione strategica. Chiederei quindi al Politecnico un paper di indirizzo sul quale fondare una delibera di giunta sulla pianificazione strategica per la ricostruzione di Gaza. Potremmo anche convocare una conferenza dei più importanti esperti di diritto internazionale con specifico riferimento al delitto di genocidio, per fare il punto sulla situazione a Gaza. Si tratta di una vera e propria azione contro il genocidio, perché genocidio non significa soltanto l’uccisione di un popolo, ma anche il tentativo di sradicarlo, di spostarlo altrove, per cancellarne la presenza dal territorio a cui appartiene”.

“Questa giornata vuole essere un messaggio chiaro alla comunità internazionale: esiste la possibilità di far convivere popoli diversi in quella terra martoriata, esiste la speranza che uomini e donne possano recuperare il bene più prezioso: la pace e la convivenza pacifica. Non sarà semplice – ha concluso il presidente – ma se non iniziamo a lavorare da subito, e se non costruiamo presupposti concreti per costruire questa prospettiva, il rischio è che diventi ancora più difficile da realizzare in futuro”.

Il Politecnico di Bari annuncia: “Stop a collaborazioni con governo israeliano ma studenti sempre benvenuti”

Il Politecnico di Bari “sospende le collaborazioni di ricerca nelle quali svolga un ruolo diretto il governo israeliano, come ente promotore o finanziatore, fino a quando non saranno garantite condizioni minime di rispetto del diritto internazionale e di protezione della popolazione civile”.

Questa scelta, precisa il PoliBa, “non pregiudica in alcun modo i rapporti con i ricercatori e gli studenti israeliani, che continuano a essere benvenuti e parte della nostra comunità accademica”, ma “la sospensione è da intendersi come atto di responsabilità civile e istituzionale, volto a stimolare un impegno effettivo verso il cessate il fuoco e la ricostruzione”.

La decisione è stata presa dal senato accademico in un documento nel quale, fra le altre cose, il PoliBa “condanna con fermezza tutte le guerre in corso, in ogni parte del mondo, e ogni forma di violenza che colpisca civili, minoranze e popolazioni vulnerabili” e “ribadisce il proprio impegno nella promozione di una cultura della pace, del dialogo, della cooperazione e del rispetto della dignità umana, che considera fondamenti irrinunciabili del progresso scientifico, civile e democratico”.

Il Politecnico ha inoltre deciso di mettere gratuitamente a disposizione le proprie competenze “per supportare la ricostruzione di Gaza. In particolare, lavorerà all’elaborazione di progetti preliminari nei settori dell’edilizia residenziale, dell’energia, dell’acqua e della logistica”.

Politecnico Bari, il 91% lavora a un anno dalla laurea: primo al Sud e quarto in Italia. Dati sopra la media nazionale

Con un tasso di occupazione del 91%, a un anno dal conseguimento della laurea magistrale, il Politecnico di Bari è primo in Italia al centro-sud e quarto in Italia. Lo rivela il rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati 2025 di Almalaurea, presentato oggi all’università di Brescia.

PoliBa risulta tra i pochi in grado di superare il 90% di occupazione per i laureati di secondo livello (92,5% per i laureati magistrali biennali e 83,2% per quelli dei corsi a ciclo unico), con oltre 12 punti sopra la media nazionale (78,6%) e 17 rispetto a quella regionale (73,6% è il dato in Puglia).

Il Politecnico di Bari è il secondo miglior ateneo statale italiano, molto vicino al Politecnico di Torino, che ha un tasso di occupabilità del 92,5% ed è seguito da Humanitas university di Milano e dalla Libera università di Bolzano. “I dati di Almalaurea – commenta il rettore del Politecnico di Bari Francesco Cupertino – confermano la qualità e l’attualità delle competenze dei nostri laureati nel mercato del lavoro, che cambia rapidamente”. “In questi anni – prosegue – il nostro ateneo ha aggiornato tutta l’offerta formativa grazie soprattutto a uno stretto rapporto di collaborazione con le imprese”.

Dalla ricerca emerge anche che l’età media dei laureati al PoliBa è di 24,8 anni (23,6 anni per i laureati di primo livello e 26,5 anni per i magistrali biennali) rispetto a una media nazionale di 25,8 anni. Anche la retribuzione è più alta della media nazionale: 1.602 euro mensili netti in media (1.660 euro per i magistrali biennali e 1.230 euro per i magistrali a ciclo unico) a fronte di un dato nazionale di 1.488 euro. A cinque anni dal conseguimento del titolo, invece, il tasso di occupazione dei laureati magistrali Poliba è del 95,6% (96,4% per i magistrali biennali e 93,3% per i magistrali a ciclo unico).

Quanto ai laureati di primo livello (lauree triennali), fra chi sceglie di non proseguire gli studi universitari il tasso di occupazione a un anno dal titolo è dell’80,5% (media Italia 78.6%).

Politecnico Bari, il 5 giugno si vota per il nuovo rettore: 785 chiamati alle urne. Carbone e Fratino i candidati

Si voterà il 5 giugno, al Politecnico di Bari, per scegliere il nuovo rettore che subentrerà a Francesco Cupertino per sessennio 2025-2031. A scegliere tra i due candidati, Giuseppe Carbone e Umberto Fratino, saranno gli 785 elettori chiamati alle urne di Bari e a Taranto.

Giuseppe Carbone, 53 anni, è professore ordinario al Politecnico dove insegna Meccanica Applicata alle Macchine e di Tribologia. Laurea in Ingegneria meccanica, è stato direttore del dipartimento di Meccanica, Matematica e Management (DMMM) nonché senatore accademico (2018-2024). Attualmente ricopre la carica di consigliere di amministrazione del Politecnico. Ha sviluppato una intensa attività scientifica con oltre 220 pubblicazioni. È presidente dell’Associazione Italiana di Tribologia.

Umberto Fratino, 60 anni, è professore ordinario di Costruzioni Idrauliche, Costruzioni Marittime e Idrologia al Politecnico. Laurea in Ingegneria Civile, indirizzo Idraulica, è stato direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica e componente del Senato Accademico del Politecnico di Bari. E’ stato Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bari. Ha condotto attività di ricerca, anche all’estero, nel settore dell’ingegneria idraulica. È autore e/o coautore di circa 280 lavori scientifici.

Al voto sono stati invitati: il corpo docente (326); il personale tecnico-amministrativo-bibliotecario (282); i rappresentanti degli studenti (92); i rappresentanti dei ricercatori a tempo determinato (85). Per queste ultime tre categorie il voto sarà pesato (ridotto) e differente. Il voto sarà elettronico (uVote) ed elaborato dal Cineca che consentirà un veloce scrutinio subito dopo la chiusura dei seggi.

Il neorettore sarà eletto nel primo appuntamento con l’urna se sarà valida la votazione misurata su 1/3 degli aventi diritto (262 votanti). Ai candidati serve la maggioranza assoluta dei voti interi e pesati. Eventuali altre date previste per il voto sono: 10 giugno, 17 giugno, 24 giugno – ballottaggio). Gli elettori potranno elettronicamente esercitare il diritto di voto accedendo ad una delle 8 postazioni telematiche installate a Bari (7) e Taranto (1).

Dopo la identificazione dell’elettore da parte della commissione quest’ultimo potrà esprimere il suo voto mediante credenziali generate al momento vesro uno dei due candidati o votare scheda bianca. Non potranno esserci schede nulle. Sono 46 gli elettori infine che potranno esercitare, mediante SPID, il loro diritto-dovere di voto da remoto per giustificati motivi personali o logistici.

Politecnico Bari, il 5 giugno l’elezione del nuovo rettore: la presentazione dei candidati Carbone e Fratino

Sono Giuseppe Carbone, 53enne professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine, e Umberto Fratino, 60enne ordinario di Costruzioni idrauliche, costruzioni Marittime e idrologia, i due candidati per la corsa di rettore del Politecnico di Bari, che comincerà con la prima tornata elettorale il prossimo 5 giugno.

I due docenti stamattina si sono presentati nel corso di un incontro organizzato dal sindacato Snals Puglia, nel corso del quale si sono raccontati anche al personale tecnico, amministrativo e bibliotecario del PoliBa.

Carbone ha detto di voler puntare sulla “valorizzazione delle persone”, con l’obiettivo di guardare al Politecnico come “comunità di persone in modo da favorire una crescita della sua attrattività e la creazione di un ambiente proficuo e sereno”.

Per Carbone tema centrale è “l’aspetto etico” perché “dobbiamo sempre avere comportamenti trasparenti”. Quanto a Fratino, l’ex presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Bari usa la parola “coraggio”, necessaria secondo lui per “identificare il domani”.

Il Politecnico, ha aggiunto, “ha grandissime capacità, è eccellente e in grande crescita”. “Adesso – ha concluso – abbiamo bisogno di traguardare il domani senza guardare solo a ieri come modello di riferimento, perché la società sta cambiando. L’università è un ascensore sociale e così deve rimanere, non è solo un centro di ricerca ma deve impattare nella società”.

Politecnico Bari, realizzato processore per satelliti del futuro: prototipo premiato a Bruxelles

Un processore ottico per i satelliti spaziali, più veloce e più piccolo di quelli esistenti, in grado di processare grandi quantità di dati, direttamente a bordo dei dispositivi che vengono utilizzati per l’esplorazione spaziale.

Il progetto, nato nel laboratorio di Optoelettronica del Politecnico di Bari, è stato battezzato ‘LiNbO3-based Photonic Fft processor’ e ha vinto il primo premio nella sezione ‘Idea’ del Telespazio technology contest, organizzato da Leonardo e Telespazio per premiare studenti, dottorandi e giovani ricercatori provenienti da università di tutto il mondo che propongono idee innovative nel settore spaziale e della new space economy.

L’idea è frutto del lavoro di un team composto dalla dottoranda di ricerca Annarita di Toma e dal ricercatore Giuseppe Brunetti, supervisionato dalla docente Caterina Ciminelli. Il premio è stato consegnato ieri a Bruxelles nel corso della 17esima edizione dell’European space conference, è stato selezionato da una giuria internazionale di esperti del settore, tra le proposte di 29 team provenienti da 26 università in Italia, Regno Unito, Francia, Spagna, Polonia, Argentina, Perù, Colombia, Cina e India.

L’idea, spiega il PoliBa in una nota, “si basa su un processore fotonico in niobato di litio, in grado di svolgere elaborazioni di dati in real-time, con ridotto peso e ingombro e, pertanto, è idoneo a essere installato su satelliti di nuova generazione equipaggiati con sistemi Sar (Radar ad apertura sintetica) che consentono di ottenere immagini ad alta risoluzione da grandi distanze”. Il premio da 5mila euro permetterà l’avvio di un processo di pre-incubazione per giovani imprese innovative da Cesah GmbH, nella rete di incubatori di impresa istituita dall’Agenzia spaziale europea.

Per il rettore, Francesco Cupertino, si tratta di “un riconoscimento importante voluto da due giganti del settore aerospaziale che conferma l’eccellenza scientifica e la capacità di innovazione del Politecnico di Bari e dei suoi talenti”.

Lettera choc al Politecnico, catena di solidarietà tra studenti. La ministra Bernini: “Giovani fragili vanno ascoltati”

“Il bigliettino dello studente barese appeso all’albero di Natale ci scuote e ci ricorda un dovere collettivo fondamentale: l’ascolto”. Questo è il commento della ministra dell’università e della ricerca, Anna Maria Bernini, sul caso del ragazzo del Politecnico di Bari e della lettera appesa all’albero di Natale in cui confessava il suo stato di sofferenza e solitudine. “Il disagio giovanile e studentesco è una realtà che non possiamo ignorare. Il rischio più grande, da evitare ad ogni costo, è che queste difficoltà restino nell’ombra, invisibili – ha aggiunto -. Le fragilità dei giovani, amplificate dalla pandemia, richiedono attenzione e risposte concrete”.

La notizia ha fatto il giro del web e dei social dopo l’appello diffuso sui social da una professoressa, allarmata dal peso di quelle parole. La mamma ha riconosciuto il figlio, autore del messaggio, mettendosi in contatto direttamente con la stessa docente. Ma in pochi giorni si è innescata una catena di solidarietà senza precedenti. Tanti suoi colleghi di studio si sono fatti avanti con messaggi e lasciando il proprio numero di telefono. “Non sei solo. Chiedi aiuto! Chiamaci, noi ci siamo”, recitano gli altri fogli appesi all’albero di Natale.