Porto di Bari, fermata la nave mercantile Kythnos: “Scarsa sicurezza a bordo”

Una nave mercantile battente bandiera liberiana, la Kythnos, è stata sottoposta a fermo nel porto di Bari dopo che gli ispettori del Nucleo Port State Control della Guardia Costiera hanno rilevato a bordo gravi deficienze relative alla sicurezza della navigazione e agli impianti di sicurezza. L’unità di 2.981 tonnellate di stazza lorda, proveniente da Porto Nogaro, era arrivata nel porto di Bari di sabato 17 settembre per imbarcare un carico di grano da trasportare nel porto di Misurata (Libia).

Sebbene la nave sia relativamente giovane (15 anni), secondo gli ispettori si trova in uno stato di manutenzione che non consente una navigazione in piena sicurezza. Gli ispettori della Guardia Costiera hanno riscontrato, tra l’altro, mal funzionamenti dei mezzi di salvataggio e dei sistemi di sicurezza antincendio, nonché la non ottimale preparazione professionale dell’equipaggio nell’esecuzione delle procedure d’emergenza in caso di incendio, elementi che vengono acquisiti con simulazioni a bordo che comportano anche l’esercitazione di abbandono nave. Altrettanto non in linea con le norme sono apparse anche le condizioni di vita e di lavoro a bordo. La nave, inoltre, trasportava una notevole quantità di rifiuti che è stata obbligata a sbarcare. Il mercantile rimarrà all’ormeggio nel porto di Bari finché tutte le carenze individuate non saranno rettificate. (

Manager russo arrestato al porto di Bari, respinta l’estradizione: “Mosca è in guerra”

La Corte di Appello di Bari ha respinto la domanda di estradizione proposta nei confronti del 71enne Gennadii Lisovichenko, dirigente russo arrestato nel porto di Bari su mandato di arresto internazionale emesso dall’autorità giudiziaria della Federazione russa. L’uomo, in carcere dal 20 gennaio al 25 febbraio e poi agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in provincia di Bari, è tornato libero dal 18 marzo. I giudici hanno depositato per il momento solo il dispositivo della sentenza, le cui motivazioni si conosceranno nelle prossime settimane.

L’ex dirigente del settore petrolchimico è accusato di «abuso di potere della persona che svolge funzioni di direzione in organizzazioni commerciali» e tentata frode, per vicende relative a presunti raggiri societari risalenti al 2018. La stessa Procura generale di Bari aveva chiesto il rigetto della domanda di estradizione, «considerata la fuoriuscita, in data 10 marzo 2022, della Federazione russa dal Consiglio d’Europa che annovera tra le proprie finalità la “Tutela dei diritti dell’uomo, della democrazia parlamentare e garanzia del primato del diritto” – ha sostenuto il sostituto pg Giannicola Sinisi – nonché l’attuale impegno dello stesso Paese sul fronte di guerra con la confinante Ucraina».

La difesa di Lisovichenko, con gli avvocati Fabio Schino e Andrea Saccucci, ha invece depositato una corposa memoria basata su diversi motivi, tra i quali le precarie condizioni di salute dell’indagato, anch