Università di Bari, centenario festeggiato al Petruzzelli: studenti annunciano protesta contro la ministra Bernini

Mercoledì prossimo, in occasione della cerimonia per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’università Aldo Moro di Bari che celebrerà il suo centenario, davanti al teatro Petruzzelli è annunciato un presidio degli studenti aderenti a Udu Link Bari. Lo comunica l’organizzazione in una nota, spiegando che si tratta di un’iniziativa di protesta contro la ministra Anna Maria Bernini – attesa per l’evento – “protagonista di uno scellerato processo di riforma del sistema universitario statale e di tagli ai suoi finanziamenti che reputiamo inaccettabili”.

Il presidio comincerà alle 10, prosegue la nota, “per contestare pubblicamente l’operato della ministra con l’obiettivo di essere finalmente ascoltati e per portare avanti una visione del sistema universitario alternativa a quella del governo, che possa realmente rappresentare un sistema formativo e accessibile”.

Gli studenti puntano il dito, in particolare, contro “la nuova stagione di tagli prevista dalla manovra di bilancio – spiega la coordinatrice di Udu Link Bari, Sahar Locaputo – e la proposta di riforma del preruolo”, che “avranno gravi e immediate conseguenze sul funzionamento dell’università pubblica statale in ogni suo ambito, dalla qualità della didattica, alla disponibilità di spazi e servizi, al diritto allo studio fino all’autonomia della ricerca”.

La protesta di Tutolo continua: “Silenzio surreale. Sono accampato con gli stessi vestiti di ieri aspetto risposte”

“Il silenzio di questa notte era surreale, interrotto solo dal ronzio dei neon. Sono ancora qui, accampato con gli stessi vestiti di ieri, seduto alla mia postazione, aspettando risposte. La mia protesta continua”. Il consigliere Antonio Tutolo sta ancora occupando l’aula consiliare della Regione Puglia in attesa di risposte sullo spostamento dei 27 milioni di euro destinati al completamento della strada provinciale 109 che collega Lucera a San Severo, in provincia di Foggia. Da ieri pomeriggio Tutolo è stato sempre collegato in diretta su Facebook, commentando con i cittadini le opere finanziate dal FCS.

“Ce ne sono per ogni desiderio e gusto – ha dichiarato -: dall’auditorium al campetto sportivo. Ci prendono in giro? Voglio sapere dove sono finiti i soldi per la 109. Chi ha fatto sparire quelle risorse dal FCS e perché? Desidero conoscere i nomi dei responsabili. La mia determinazione è incrollabile: non lascerò questa aula finché non verrà fatta chiarezza. Quei 27 milioni servivano ad ampliare la carreggiata di quella strada maledetta che si è portata via tante persone. Adesso chi si assume la responsabilità di lasciare che un’altra vita venga messa in pericolo? Che un’altra famiglia pianga un suo congiunto? L’anno scorso c’è stata un’altra vittima su quella provinciale. Non possiamo aspettare un’infinità di morti per intervenire. Quella strada oggi è impercorribile, chiunque può andare sul posto e rendersene conto. Chi ha spostato quei soldi deve rendersi conto di persona dell’intervento che ha eliminato, perché probabilmente quella è una delle opere più prioritarie: primo perché causa morti e secondo perché, se parliamo di sviluppo di un territorio sottosviluppato come quello dei Monti Dauni, quella arteria conduce al Casello autostradale della A14 verso nord e alla dorsale Adriatica. Quindi, se devi prendere l’autostrada, sei obbligato a percorrere la 109. Chi ha manomesso il documento sa quanti camion la percorrono? È terribile quello che è accaduto. Tutti i consiglieri e l’assessore Leo del mio gruppo, Per la Puglia, mi hanno mostrato la loro solidarietà, e registro anche la vicinanza di molti altri colleghi, perché tutti sono stati tenuti all’oscuro e mi spiego: l’elenco delle opere finanziate è stato consegnato ai consiglieri il giorno dopo la firma, in modo che nessuno potesse dire la propria sulle linee strategiche seguite.
La mia lotta non si fermerà – conclude – finché non avrò ottenuto le spiegazioni dovute, anzitutto ai cittadini. Non mi muoverò finché non saprò la verità. Questo è il mio impegno, per tutti coloro che rischiano la vita su quella strada ogni giorno. La mia iniziativa continua, con la speranza che il buonsenso e la trasparenza prevalgano”.

Bari divisa in due: la premier Meloni in Regione Puglia, in piazza la protesta contro la manovra di bilancio

È gremita di bandiere rosse e azzurre piazza Massari, nel centro di Bari, dove si svolge la manifestazione principale in Puglia nel giorno dello sciopero generale. In piazza ci sono tutte le categorie di Cgil e Uil, oltre pensionati e studenti. Le rivendicazioni principali riguardano la politica industriale del Paese, le risorse per la sanità, la scuola, il servizio pubblico e la situazione dei sindacati. Tutto mentre la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata nella sede del Consiglio regionale della Puglia

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Bari, protesta dei migranti ospiti al Cara di Palese. Delegazione ricevuta in Prefettura: “Condizioni disumane”

È stata ricevuta in prefettura a Bari una delegazione dei migranti del Cara che questa mattina sono sfilati in corteo per chiedere migliori condizioni di vita nel Centro richiedenti asilo.

Una protesta cominciata la scorsa notte dopo la notizia della morte, in ospedale, di un ospite del Cara che aveva tentato il suicidio e, secondo i migranti, non avrebbe ricevuto cure adeguate. Solidaria e Sportello di autodifesa sindacale stanno seguendo le proteste dei migranti che, evidenziano le associazioni, denunciano “maltrattamenti, condizioni di vita disumane, vivendo e dormendo stipati nei cointaner”.

Muore ospite del Cara, scoppia la rivolta. Tensione per strada. I migranti: “Ci maltrattano”

Un centinaio di migranti ospitati nel Cara di Bari-Palese sta manifestando per le condizioni di vita all’interno del centro di accoglienza con un corteo che al momento si sta dirigendo verso viale Europa, dopo la morte di un ospite in ospedale. Ci siamo recati sul posto con l’obiettivo di raccogliere la loro denuncia e non sono mancati momenti di tensione. 

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Bari, rivolta dei migranti al Cara. La protesta continua: invasa l’area militare di Palese – VIDEO

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Nuovi disordini a Palese a causa della protesta dei migranti ospiti al Cara dopo quelli che si sono verificati nella giornata di ieri. Alcuni di loro hanno invaso questa mattina la base militare, sarebbe la prima volta che si verifica un episodio del genere, e hanno bloccato l’ingresso militare. Tutto è stato innescato dopo la morte in ospedale di un uomo di 30 anni che, secondo i migranti, non avrebbe ricevuto cure adeguate. Un corteo al momento si sta dirigendo verso viale Europa. La marcia non starebbe creando disagi alla circolazione, sul posto ci sono gli agenti della polizia di Stato.

Immissioni in ruolo, priorità al concorso PNRR: gli idonei dello straordinario 2020 in protesta a Bari

Sono circa 30.000 gli idonei di uno dei concorsi più selettivi degli ultimi anni, l’ordinario 2020, che si ritrovano parcheggiati a data da destinarsi in favore dei vincitori del concorso ordinario PNRR bandito nel 2023, in alcuni casi con procedure ancora in corso di svolgimento. La sovrapposizione di due procedure selettive nel giro di pochi anni aumenta il precariato della scuola, ma non finisce qui: già si parla di un prossimo concorso da bandire in autunno. A farne le spese sono gli idonei del concorso 2020 che vedono allontanarsi sempre di più la meritata stabilizzazione. Non importa se alcune procedure del concorso 2023 non si sono ancora concluse, per gli idonei il ruolo resta un miraggio, infatti il Ministero ha stabilito che è necessario attendere i futuri vincitori del concorso 2023 anziché attingere dalle graduatorie già esistenti degli idonei 2020. Questa situazione si inserisce in un contesto che vede a fronte delle 62.000 cattedre disponibili un contingente autorizzato di 45.125 unità. è stato cioè autorizzato un contingente assunzionale pari al numero di posti accantonati per i concorsi PNRR, senza alcuno spiraglio per gli idonei 2020.

In Puglia la situazione rispecchia l’andamento nazionale, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha autorizzato 2181 assunzioni lasciando vacanti circa 700 cattedre destinate a supplenti, a dispetto della tanto agognata continuità didattica. A tal proposito gli idonei a gran voce reclamano il diritto al ruolo e nello specifico chiedono: 1) di essere assunti prioritariamente in quanto inseriti in una graduatoria ad esaurimento a cui è stato dato scorrimento già per l’a.s. 23/24 con l’assunzione in ruolo di colleghi che come noi sono risultati idonei al concorso DM 498/2020 e DM 499/2020, (si fa presente che si sta violando il principio di uguaglianza dell’art. 3 della Costituzione); #IDONEI2020PUGLIA Comunicato Stampa 2) che non vengano indetti ulteriori concorsi volti al reclutamento di personale docente in quelle Regioni in cui siano presenti ancora graduatorie di merito di concorsi precedenti. I precari aspettano da anni e non sono più disposti a farlo; 3) lo scorrimento degli idonei del Concorso ordinario 2020 su tutto il contingente riservato al concorso 2023 che non produrrà graduatorie entro il 10/12/2024 e che si redistribuisca in maniera equa tutto il contingente residuo. Per manifestare In conclusione, gli idonei del concorso ordinario 2020 della regione Puglia dichiarano: “La sensazione attualmente percepita è quella di abbandono da parte delle Istituzioni nonostante il merito di aver superato un Concorso Ordinario altamente selettivo. Siamo uniti e determinati nel pretendere il nostro diritto al ruolo ed attueremo ogni azione possibile finché non verremo ascoltati”.

G7 in Puglia, protesta a Bari per il clima: attivista si sente male e finisce in ospedale. Dubbi sulla duplice versione

È stato dimesso questa mattina dal Policlinico di Bari l’attivista che si era sentito male ieri sera, e secondo i suoi compagni era ‘svenuto’ durante una manifestazione del movimento ecologista Extinction Rebellion durante la quale alcuni giovani si sono incatenati ai cancelli dell’ingresso della fiera del levante di Bari dove è allestito il media center per il G7. Secondo la versione dei manifestanti, il giovane si stava incatenando a un tirante, come atto di resistenza passiva, “e la polizia è intervenuta, un agente ha tirato la catena stringendogli il collo mentre era seduto” e lui “è rimasto incastrato e ha perso i sensi” Differente la versione della questura, secondo cui “l’attivista non sarebbe svenuto e nessuno lo ha stretto”.

“Ha cercato di incatenarsi ai cancelli e mentre gli agenti di sicurezza tentavano di impedirglielo, ha detto di sentirsi male ed è stato portato con un’ambulanza del 118 in ospedale”. Saranno le immagini delle telecamere di sicurezza che sono stata già acquisite a chiarire la dinamica dell’accaduto. Intanto il giovane è stato tenuto sotto controllo tutta la notte e dimesso questa mattina. La protesta era stata avviata nel pomeriggio davanti ai cancelli della fiera del Levante per richiamare l’attenzione sul mancato rispetto degli accordi presi dai governi per frenare i cambiamenti climatici.

Tagli di gestione, revoca dello smart working e ore aggiuntive di lavoro: protesta dei dipendenti Enel a Bari

Oggi venerdì 8 marzo si è tenuto lo sciopero generale nazionale dei dipendenti Enel, indetto da FILCTEM CGIL, FLAEI CISL e UILTEC UIL. In Puglia sono interessati oltre 2000 lavoratori delle varie aziende del Gruppo, un presidio di protesta si è tenuto anche al di fuori della sede Enel di Bari. I sindacati chiedono che Enel sia, in Italia, la protagonista della Transizione energetica e digitale, realizzi i progetti previsti e finanziati dal PNRR e investa sugli asset e sulle persone.

“Non si sta scioperando per rivendicare aumenti salariali, ma perché si è fortemente preoccupati per la direzione che sta prendendo questa azienda. Un’azienda che sta focalizzando la sua attenzione esclusivamente sugli aspetti finanziari a discapito dell’occupazione, della qualità del servizio e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Con l’insediamento del nuovo Management, si propongono solo operazioni di riduzione dei costi per cercare di produrre utili agli azionisti rinunciando agli investimenti e alla sua vera mission che è quella di erogare un servizio di pubblica utilità per i cittadini – le parole dei segretari pugliesi Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil -. Si sciopera su tutto il territorio nazionale contro le decisioni di Enel e un Piano Industriale inadeguato e dannoso. Nessuna idea su come affrontare il superamento del fossile e la messa a terra delle nuove tecnologie green; appaltare la maggior parte delle attività elettriche con gravi rischi per la sicurezza dei lavoratori delle imprese e del sistema elettrico italiano vicino al collasso; un’azienda sottorganico da anni, che non è in grado di gestire l’attuale rete elettrica italiana con carichi di lavoro insostenibili e allungamento dei tempi di ripristino dei guasti; un Piano di assunzioni che non garantirebbe il raggiungimento degli obiettivi del PNRR affidati all’ENEL; ridurre gli investimenti sulle energie rinnovabili in controtendenza agli obiettivi green del 2030; modificare unilateralmente il regime degli orari di lavoro, senza rispettare il Protocollo di Relazioni; tagli indiscriminati al costo del personale; revoca dello smart working, andando a peggiorare i tempi di vita di migliaia di lavoratrici e lavoratori. Le categorie del settore elettrico denunciano, inoltre, una organizzazione del lavoro caotica e affidata solo alla buona volontà dei lavoratori. Tutto ciò comporterà: un’importante diminuzione degli standard di qualità e sicurezza della rete elettrica, con possibile incremento di infortuni sul lavoro; conseguenze fortemente negative sulla qualità e sulla continuità del servizio elettrico sempre più a rischio di blackout”.

“Mai come adesso, il malcontento e la preoccupazione sono diffusi in tutte le società del Gruppo, e-distribuzione, produzione Green Power, area mercato, Enel X, e-mobility, tutte le altre articolazioni societarie e coinvolgono Operai, Impiegati e Quadri. Va infine evidenziato che l’Enel vive grazie ad una concessione ed ha costi riconosciuti per le attività regolate – conclude la nota -. Vive in sostanza grazie alle bollette degli italiani e pertanto gli va impedito di operare a sfavore del sistema paese, delle imprese, dei cittadini. Questo sciopero, quindi, deve richiamare le responsabilità della politica, del Governo e del Parlamento che devono vigilare e agire concretamente contro una smobilitazione annunciata e studiata a tavolino”.