Ssc Bari, Vivarini l’erede di Caserta. Le prime parole: “Qui ho lasciato qualcosa in sospeso bisogna vincere e basta”

Esonerato Fabio Caserta, il Bari riparte con in panchina Vincenzo Vivarini: quello dell’allenatore abruzzese è un ritorno in biancorosso, dopo l’esito sfortunato nei play off di Lega pro del 2020 (sconfitta in finale con la Reggiana).

Il tecnico è da ieri in città e in mattinata completerà le formalità del contratto: firmerà, secondo le indiscrezioni, un accordo fino a giugno prossimo.
“Qui ho ritrovato un po’ di amici. Ho lasciato qualcosa in sospeso. A Bari bisogna vincere e basta”, queste le prime parole di Vivarini appena arrivato nel capoluogo pugliese.

Ssc Bari, Fabio Caserta saluta: ufficiale l’esonero. L’erede è l’ex Vivarini: riuscirà a riscattarsi?

Ufficialità fu. La SSC Bari in una nota postata sui propri canali social comunica “di aver sollevato Fabio Caserta dall’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra e con lui i collaboratori Salvatore Accursi, Luigi Viola e Aldo Reale”.

“La Società ringrazia il tecnico calabrese e il suo staff per la professionalità e la dedizione dimostrati in questi mesi, augurando agli stessi le migliori fortune umane e professionali”, si legge ancora nella nota ufficiale del club biancorosso.

L’erede sarà Vincenzo Vivarini. Mancherebbe solo l’ufficialità. Ex tecnico del Pescara con cui nella giornata di oggi ha rescisso il contratto, il futuro nuovo allenatore del Bari conosce ampiamente la piazza. Al timone della nave biancorossa nella stagione 2019-2020 subentrò in sostituzione dell’esonerato Giovanni Cornacchini e guidò la squadra alla volta della finale playoff contro la Reggiana persa 1-0.

Nell’ultimo anno e mezzo due esoneri per lui: Frosinone, dove dopo aver firmato un contratto biennale ha pagato pegno per una partenza negativa della squadra neoretrocessa dalla Serie A, e Pescara, società neopromossa in Serie B e le cui strade si sono separate a causa del rendimento dei biancazzurri (8 punti in 12 giornate).

Bari in balia delle onde: Caserta verso l’esonero, è l’unico colpevole del disastro?

È quasi mezzogiorno. Questa l’unica certezza di un mercoledì dal sapore aspro. In casa Bari dal post-partita contro il Frosinone di Alvini tanti sono stati i rumors e poche le conferme. “Caserta esonerato?” o “Vivarini il nuovo tecnico biancorosso?” o ancora “Ritorna Moreno Longo?” queste le domande più quotate nei tre giorni successivi alla gara casalinga. Interrogativi che hanno alimentato polemiche e malumori nella piazza.

Due i punti saldi della vicenda, l’aver visto il tecnico Fabio Caserta alla guida dell’allenamento della squadra nel pomeriggio di ieri presso l’antistadio del San Nicola, circostanza nella quale si vocifera che abbia seguito in maniera distaccata i biancorossi, e la poca professionalità dimostrata da una società che si dimostra sempre più allo sbaraglio.

Nulla più sorprende della gestione Magalini a Bari. Dall’esonero di Moreno Longo avvenuto il 16 giugno scorso dopo settimane di silenzio dalla fine del campionato al “problema” Caserta. Paga pegno sempre l’allenatore e questa è una garanzia fissa nel panorama calcistico contemporaneo, ma è davvero lui il colpevole?

Il Bari con al comando i due DS, Magalini e Di Cesare, parrebbe aver lasciato più interrogativi che certezze in una piazza satura di gestioni approssimative, poco competitive e prive di un’idea concreta. Temporeggiare, questo il verbo che descrive il modus operandi. Difatti, nel caso di Caserta si è affidata al Dio tempo la decisione di proseguire o meno con il tecnico.

Tempo che ha prodotto svariati risultati: sconfitte, pareggi e vittorie inaspettate. Fattore comune di tutte le gare è stata una prestazione insufficiente ed incolore per una squadra presentata a giugno dai vertici della SSC Bari come competitiva e da playoff.

Caserta parrebbe essere arrivato ai titoli di coda di un film che in molti avevano previsto da agosto. Tecnico che, come nel caso di Moreno Longo, parrebbe non essere riuscito a far emergere il meglio dalla rosa allestita. Due allenatori su due salutano la piazza in malo modo, ma non sarà mica che il pegno debba essere pagato anche da altri protagonisti della vicenda?

Foto: SSC Bari

Serie B, Bari-Frosinone 2-3: bottino d’oro per i gialloblù, pugliesi troppo vulnerabili

Pugliesi sconfitti nella tredicesima giornata di campionato. 2-3 per il Frosinone di Alvini in una partita ricca di colpi di scena. A segno Raimondo 12′, Verreth 21′, Bracaglia 27′, Ghedjemis 42′, Castrovilli 45′ + 3′. Scintille sin dai primi rintocchi per le due squadre. Monterisi apre le danze al 2′ con un colpo di testa sugli sviluppi di una punizione laterale. Gytkjaer risponde con una zampata su cross di Pagano. I biancorossi attaccano e trovano la rete, annullata per fuorigioco, all’8′ con Pagano su rinvio di Cerofolini. La squadra di Alvini fa della fase offensiva la sua miglior arma.

Al 12′ sblocca la partita con il gol di testa di Raimondo servito da un abile Monterisi che sugli sviluppi dell’azione riesce a tenere il pallone in gioco con l’esterno servendo così il compagno di squadra. Il Bari accusa il colpo. Le retrovie biancorosse diventano le protagoniste, strano a dirsi, di un clamoroso errore su costruzione dal basso. Questo un clichè considerando che i pugliesi peccano principalmente nel reparto difensivo ancora troppo fragile e lacunoso per poter reggere pressioni costanti. Al 21′ la rete del pareggio. Ci pensa Matthias Verreth che segna su calcio di punizione come un pittore che dipinge la tela. Sguardo rivolto verso il cielo e cuore colmo di emozione per il belga.

I gialloblù non si arrendono, anzi. Al 27′ Calò batte un velenoso calcio di punizione e Bracaglia firma la rete del sorpasso. Gli uomini di Alvini non considerano la partita chiusa ed attaccano i padroni senza sosta. Nell’ultimo quarto d’ora il Bari incassa concedendo agli ospiti la terza rete con Ghedjemis di sinistro. In pieno recupero Castrovilli delizia il San Nicola con una delle sue prodezze. Il pugliese attacca dapprima la profondità e dopo la porta difesa da Palmisani che nulla può sul gol prepotente del 2-3. Un solo tiro in porta nella ripresa per la squadra di Caserta che lascia giocare a tutto campo i gialloblù.  Prossimo impegno in trasferta per il Bari. Sabato 29/11 i biancorossi affronteranno l’Empoli di Dionisi reduce da una vittoria netta per 3-0 ai danni dell’Avellino.

Foto: SSC Bari

La multiproprietà, il Bari e la famiglia De Laurentiis. La Nord non ci sta: i gruppi organizzati preparano la protesta

“Bari contro la multiproprietà. Prossimamente in piazza….”. È prevista nelle prossime partite una dura presa di posizione da parte dei gruppi organizzati del tifo barese. Cosa bolle in pentola non è dato ancora saperlo, ma la tematica principale sarà: “LIBERATECI”. Da chi? Ovviamente dalla presidenza e da una gestione che lascia desiderare.

U Bbàre, le storie dei tifosi. A La Spezia Cupido tifa biancorosso: “Innamorati finché il Bari non ci separi!”

Riprendono le trasferte dei biancorossi e con esse la rubrica fuori porta di Quinto Potere, U Bbàre, le storie dei tifosi. La Spezia come nuova cornice, lo Stadio “Alberto Picco” la culla che ha accolto all’incirca quattrocento baresi accorsi al seguito della squadra. Dieci le ore di viaggio per chi ha raggiunto la città in auto o pullman ed un rientro previsto nella tarda mattinata di domani. Tutto in nome di un attaccamento profondo e viscerale che “acceca” gli amanti della disciplina sportiva ma ancor più i tifosi baresi.

Non solo calcio come argomento delle interviste ma anche una splendida storia d’amore raccontata da un tifoso biancorosso. Quarant’anni di vita trascorsi di fianco al Bari ed un matrimonio nato proprio in virtù della passione condivisa con sua moglie. Parrebbe, secondo il racconto che il giorno delle nozze ci sia stata una promessa di amore eterno differente dal solito: “Giuro di amarti finchè il Bari non ci separi!”

Dopo il romanticismo anche un leggero languarino. Focacce e panini con la frittata per curare la propria linea in vista della prossima stagione balneare e qualche birra Peroni per accompagnare. Il tutto condito da una buona dose di convivialità: “Qui si condivide tutto: panini, acqua, dolci..siamo una grande famiglia”. E’ questo che accomuna tutte le trasferte.

Non è tutto oro quel che luccica e per questo anche nella puntata di La Spezia non sono mancante le dure critiche nei confronti della famiglia De Laurentiis e dell’ex sindaco di Bari, Antonio Decaro. Ad entrambe le figure i tifosi attribuiscono i problemi della squadra ma si sa, continuare a guardare al passato porta a vivere il presente con tribolazione. La speranza che qualcosa possa cambiare entro il duemilaventotto rimane sempre viva. Negli animi di alcuni tifosi biancorossi le due vittorie della squadra hanno fatto accendere la scintilla. Si potranno agganciare le zone alte della classifica per poter sperare nel raggiungimento della massima serie?

Spezia-Bari 1-1, cinismo al “Picco”: la squadra biancorossa passeggia in superiorità numerica per un’ora

Anticipo della dodicesima giornata di campionato tra Spezia e Bari. Allo Stadio “Alberto Picco” i biancorossi non riescono a smuovere il risultato dall’1-1 nonostante l’inferiorità numerica dei padroni di casa dagli ultimi rintocchi del primo tempo. I pugliesi peccano di poco cinismo palesando i due volti di una squadra ancora troppo vulnerabile e vacillante per poter credere  di ambire in un obiettivo diverso dalla salvezza. Se nel primo tempo si era avuta l’impressione di vedere in campo una squadra più caparbia e combattiva, nella ripresa si ritorna al classico canovaccio con clima appiattito.

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recita un noto proverbio. Il Bari difatto impatta bene la partita mostrandosi sin da subito propositivo ed avvincente. La rete del vantaggio arriva meritatamente con Gytkjaer al 7′. I pugliesi diversamente dal solito non si arenano e continuano a spingere. Dapprima Dorval calcia nello specchio della porta, dopodichè Nikolaou colpisce pericolosamente di testa la palla servitagli dal calcio d’angolo battuto da Matthias Verreth.

Lo Spezia di Donadoni non demorde. Attende e studia il tallone d’Achille dei biancorossi scoperti su contropiede e lacunosi nel reparto difensivo. La rete del pareggio non tarda ad arrivare ed al 36′ Vlahovic serve l’assist per Kouda, smarcato e dimenticato dalle retrovie del Bari. Ancora un errore dell’ex difensore del Palermo, Nikolaou, che pecca di superficialità. Il clima si accende ma i liguri commettono un errore pagato caro. Espulsione diretta per l’autore della rete al 42′ a causa di un fallo effettuato ai danni di Giulio Maggiore.

Ripresa da dimenticare. Gli ospiti perdono la verve iniziale e concedono troppi spazi ad uno Spezia che tenta di imbastire svariate azioni offensive. Gioco interrotto per una decina di minuti a causa di un incidente avvenuto nella curva Ferrovia. Parrebbe che un ultras spezzino sia caduto nel fossato. Salvato dall’azione dei VVF presenti sul campo, parrebbe fuori pericolo. Il gioco riprende ma non effettivamente. La squadra di Caserta non riesce ad imprimersi nonostante i cambi effettuati dal tecnico. In chiusura una parabola a taglio battuta da Partitpilo finita nel dimenticatoio. Nessuno ci ha creduto sino in fondo.

L’ultima azione del Bari incarna quello che questa squadra rappresenta. Manca l’uomo della zampata finale, il trascinatore, colui che si fa carico della squadra per apporre la firma di una vittoria o di una prestazione sentita quanto meritata. I due risultati positivi biancorossi rimediati contro il Cesena ed il Mantova avevano lasciano perplessi i più. Non avevano difatto convinto le prestazioni generali della squadra che sembrava aver vinto più per fortuna che per meriti. Classifica di poco smossa ed un punto guadagnato prima dell’arrivo della sosta.

Foto: SSC Bari

Serie B, Bari-Cesena 1-0: i biancorossi frenano il Cesena. Gytkjaer regala la vittoria al San Nicola

Ripartire dalla vittoria sporca rimediata contro il Mantova. Questo è ciò che il Bari ha fatto approfittando del turno infrasettimanale non disputato contro la Juve Stabia. 1-0 contro il Cesena e tre punti importantissimi nella sacca. I pugliesi soffrono, ma nel momento in cui Gytkjaer viene chiamato in causa risponde. La rete del biancorosso al 79′ riaccende l’intero San Nicola.

Nell’undicesima giornata di campionato la squadra di Caserta sfoggia una prestazione differente rispetto alle precedenti ma non ancora soddisfacente. I biancorossi nella prima parte di partita totalizzano zero tiri in porta a differenza dei cavallucci che ci provano con Shpendi in due occasioni. Meroni e Cerofolini scongiurano il possibile vantaggio degli ospiti.

Il Bari ci prova a creare insidie a Mignani ed i suoi ma non affonda mai il dente. Il gioco dei padroni di casa si ferma sulla trequarti e dinanzi alle sporadiche sbavature difensive del Cesena pecca di poca offensività. Nota positiva il miglioramento rilevato nel reparto difensivo che si dimostra più meticoloso ed attento alle marcature. Aspetto che ha portato i cavallucci ad essere circoscritti e poco liberi di intendere e di volere.

La ripresa è gagliarda. Il Bari tenta di lanciare un segnale a Klinsmann, poco impensierito sino a quel momento, ma anche il Cesena modifica il tiro. I cavallucci passano alla fase offensiva dopo aver studiato abbondamente l’avversario. Verticalizzazioni e ricerca della profondità due delle caratteristiche della squadra di Mignani, ma i biancorossi non demordono.

Chi la dura la vince e così il Bari dopo aver stretto i denti per gran parte del secondo tempo sfoggia dal cappello magico una rete con i fiocchi. Dickmann dalla trequarti, Cerri non arriva e Gytkjaer totalmente dimenticato buca di testa la rete controllata da Klinsmann. I biancorossi sfruttano l’unica occasione creata per riportare un sorriso al San Nicola.

Quattordicesimo posto in classifica agguantato a quota dodici punti. La sosta aiuterà la squadra di Caserta a ritrovare maggiore consapevolezza del proprio io?

 

Foto: SSC Bari

 

Serie B, Caserta alla vigilia di Bari-Cesena: “Mignani? Grande allenatore. Noi dobbiamo avere identità”

Undicesima giornata di campionato alle porte. Il Bari di Caserta si prepara ad accogliere un grande ritorno al San Nicola, quello dell’ex tecnico Michele Mignani. Amato ed odiato a causa di quel famigerato Bari-Cagliari conclusosi con il mancato approdo nella massima serie. “Il Cesena è una squadra che sta bene – ha dichiarato Fabio Caserta – e presenta una chiara identità. Se pur vero che prende qualche gol ne fa altrettanti altri. Noi abbiamo cercato di lavorare sui nostri concetti soprattutto quando siamo con il possesso palla”.

Momenti positivi e negativi. Questo è il calcio. Per il tecnico biancorosso non è importante come una vittoria arrivi, l’aspetto chiave è che ci sia. Il campionato di Serie B presenta insidie di settimana in settimana: “Abbiamo fatto una settimana intensa di lavoro cercando di gestire quei giocatori che hanno avuto qualche problema fisico durante l’ultima partita. Il Cesena è allenato da una grandissima persona nonchè un ottimo allenatore”. I cavallucci attualmente terzi in classifica a quota venti punti hanno iniziato il campionato al massimo delle loro potenzialità.

“Michele Mignani – ha continuato Caserta – ha fatto un percorso importantissimo a Bari ma anche a Palermo e Cesena. Quando alleni e stai in una piazza da più di un anno è più facile che conoscano il modo di essere di un allenatore. Ci sono tante riconferme nella squadra ma è anche completa su più fronti”. Occorrerà impattare la partita dal principio in maniera riflessiva ma anche aggressiva. I cavallucci tendono ad aspettare le mosse avversarie con il fine di studiarne i movimenti per poi attaccare.

Dubbi sugli indisponibili. Meroni si è allenato ieri con la squadra ma con ritmi più blandi nell’intera settimana. Kassama è in fase di valutazione. Ennesimo banco di prova per tutto lo Staff del Bari. Dirigenti e tecnico: “Il mio stato d’animo è positivo anche quando le cose non vanno bene e le giocate vanno male. Nella mia vita agisco così. Dobbiamo avere personalità in momenti della partita in cui mi aspetto coraggio dai giocatori d’esperienza. Durante novanta minuti saltano schemi e tattica e ci serve la giocata del singolo calciatore”.

Circa le difficoltà Caserta non si lascia demotivare: “Sapevamo e sapevo che avremmo avuto qualche insidia da superare. Quando sono venuto a Bari ho parlato con la società ed abbiamo deciso di cambiare qualche giocatore presente da molti anni e di insistere sugli atleti di proprietà. Sono ancora convinto delle scelte come lo ero prima nonostante le difficoltà”.

Serie B, Bari-Mantova 1-0: Moncini salva dal buio. I tre punti offuscano la prestazione?

Vincere non basta. La nona giornata di campionato vede il Bari di Caserta ancora più inerme rispetto agli albori. I biancorossi alla ripresa smuovono il risultato con una rete di Moncini al 49′. La partita disputatasi al San Nicola fa rabbrividire gli amanti della disciplina. Nessun’azione degna di nota nel primo tempo e sprazzi di vita nella ripresa.

I pugliesi lasciano palleggiare un Mantova in crisi non riuscendo mai a dominare la gara. Basta trascorrere qualche minuto all’interno dello stadio per comprendere anche l’umore di una città che ancora una volta aveva creduto nelle svariate dichiarazioni rilasciate. Boati, striscioni esposti, una dura contestazione da parte dei gruppi organizzati.

Nulla di tutto ciò è riuscito ad innescare una reale reazione in una squadra senza un briciolo di identità che si trova fortuitamente ad aggiudicarsi i tre punti. Il ritiro organizzato in settimana in quel di Castel di Sangro non ha prodotto gli effetti desiderati non solo a livello caratteriale ma anche di gioco. Contro i lombardi Caserta opta per un 3-4-2-1. Difesa a tre con Pucino spostato sulla corsia di sinistra per consentire a Kassama di poter far leva sul piede forte mentre Meroni passa in posizione centrale. Il centrocampo a quattro si dimostra privo di idee. Dickmann, Verreth, Maggiore e Dorval sono più evanescenti del solito. In particolare le qualità mostrate per tutto lo scorso campionato dal francoalgerino faticano a palesarsi. Antonucci e Castrovilli alle spalle di Moncini dovrebbero spingere le verticalizzazioni ricercando la profondità eppure..Si fatica ancora a capire quale sia la reale idea di gioco del tecnico del Bari.

Dopo una prima parte di match che ha fatto rabbrividire gli amanti della disciplina, nella ripresa arriva la svolta. Calcio d’angolo per il Bari e palla che esce dal limite con Dorval che la calcia violentemente. Sulla respinta corta di Festa arriva la rete di Moncini. Una palla inattiva ben sfruttata, ma questo non può e deve bastare. Per la restante parte della partita i biancorossi continuano a faticare. Non si segnalano altre azioni offensive.

Foto: SSC Bari