Frank&Yuma, crossover clamoroso. Antonio prova a fare pace con l’abusivo: “Sparisci mi hai rovinato”

Mentre eravamo con Frank&Yuma, i boss delle costruzioni, che pian piano iniziano ad essere riconosciuti, qualcuno ci ha segnalato la presenza lì vicino dell’abusivo storico della rotatoria dell’ipermercato a santa Caterina, che ci aveva minacciato di darci la caccia e che aveva apostrofato Antonio con epiteti passati alla storia come “cornuto”, “carnevale”, “ecchie terciute”, “Trimone” e via dicendo.

Ne abbiamo approfittato per tentare di riavvicinarlo e ricucire lo strappo, ma il risultato non è stato certo quello sperato. L’abusivo, raccontando le conseguenze di quel video (multa salatissima e sequestro dell’auto), ha rincarato la dose lasciandoci di stucco.

Bari, aggredisce Polizia Locale N’dèrre a la lanze: bloccato parcheggiatore abusivo “goggione”

Chissà cosa sarà passato nella testa del parcheggiatore abusivo di origini marocchine che questa sera si è scagliato contro gli agenti della Polizia Locale N’dèrre a la lanze, al molo San Nicola di Bari. L’uomo ha reagito in malo modo quando gli uomini della Municipale gli hanno chiesto i documenti. Reticente, si è scagliato contro gli agenti in divisa, aggredendoli.

L’uomo è stato coì bloccato, caricato in auto e condotto al comando della Polizia Locale. Già arrestato in passato, il parcheggiatore è tornato al molo della birra per continuare a dettare legge. Si tratta di un abusivo “autolesionista”. In un paese come l’Italia, infatti, non avesse reagito alla richiesta degli agenti se la sarebbe cavata con poco e avrebbe potuto continuare a fare come ha sempre fatto.

Al netto delle maratone, intere a metà che siano, Bari si conferma una città in cui l’abusivismo la fa da padrone, senza avere un nemico coriaceo nelle istituzioni. In alcuni casi diventati ormai leggenda, al contrario, sembra che le autorità preposte al controllo, pressati forse da entità marziane, lascino che tutto vada com’è sempre stato. È folklore, bellezza e non sia mai interrompere la tradizione perché Bàre iè Bbàre e nessuno può permettersi di non esserne fiero.