Monopoli, maxi-multa da 18mila euro e patente sospesa per abbandono rifiuti: è uno dei primi casi in Italia

Una multa che può arrivare fino a 18mila euro e il ritiro della patente di guida: questa è la maxi stangata per un cittadino denunciato dalla Polizia Locale di Monopoli dopo essere stato sorpreso ad abbandonare rifiuti nella zona di Cala Corvino.

È uno dei primi casi in Italia in cui viene applicata la nuova normativa entrata in vigore alla fine del 2025. Oltre alla sanzione pecuniaria e alla denuncia penale, è infatti prevista la sospensione della patente di guida per un periodo che può variare da quattro a sei mesi.

Soddisfazione espressa dall’associazione Plastic Free Onlus. “È una notizia che accogliamo con favore – dichiara Virginia Mazzone, referente provinciale di Bari – perché dimostra che le nuove norme possono essere applicate con efficacia, se supportate da un controllo attento del territorio e da una cittadinanza consapevole. Chi abbandona rifiuti deve sapere che oggi rischia molto più di una semplice multa”.

“La battaglia contro l’inciviltà ambientale si vince sul campo – aggiunge -. Come referenti Plastic Free lo vediamo ogni giorno: organizziamo appuntamenti di pulizia e troviamo frigoriferi, copertoni, rifiuti edili, bombole di gas e sacchi neri pieni di ogni genere di scarto. Quello che è accaduto a Monopoli deve rappresentare un precedente: la provincia di Bari non può più tollerare chi inquina impunemente. Servono controlli costanti in tutte le aree rurali, costiere e periferiche”.

Nuovo decreto contro l’abbandono illecito di rifiuti: a Bari arriva la prima denuncia con sequestro del mezzo

Continuano le attività della Polizia Locale di Bari finalizzate a contrastare l’abbandono e la migrazione dei rifiuti, anche alla luce delle novità introdotte dal decreto legge 116/2025 – “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi” -, che inasprisce le pene per chi abbandona illecitamente i rifiuti e introduce una stretta contro il lancio dai veicoli di mozziconi di sigarette, fazzolettini, lattine, bottiglie, sacchetti e oggetti vari.

Questa mattina, intorno alle ore 8.10, una pattuglia in borghese ha intercettato un furgone in via Dante. Sul mezzo era riportato il nome dell’azienda, specializzata in attività di “sgomberi cantine e box, traslochi e trasporti locali”, con l’indicazione di un numero di cellulare da contattare per i servizi pubblicizzati. Durante l’attività di osservazione, gli agenti hanno effettuato un primo riscontro, da cui è emerso che la ditta risultava cancellata dal Registro delle imprese dal 2017. Nel corso del controllo del mezzo, gli agenti hanno trovato, all’interno del vano carico, oltre 100 chili di rifiuti provenienti da attività di ristrutturazione edilizia. Il conducente, un ventiduenne residente a Bitonto, non ha fornito alcuna giustificazione rispetto alla provenienza dei rifiuti ed è risultato privo dei necessari formulari (FIR) per il trasporto degli stessi.

A norma dell’articolo 256 del Testo unico sull’ambiente (D.Lgs.152/06), così come modificato dal nuovo decreto legge 116/2025, “chiunque effettua un’attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti in mancanza della prescritta autorizzazione, iscrizione o comunicazione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni”. Oltre alla denuncia a piede libero per il trasporto senza titolo dei rifiuti, si è proceduto al sequestro penale del mezzo utilizzato per compiere il reato, come disposto dall’articolo 321 del Codice di procedura penale; in concorso con l’illecito penale, si è provveduto alla contestazione dell’assenza del formulario di identificazione dei rifiuti (FIR), che prevede la sanzione amministrativa di 3.200 euro, oltre alla sospensione della patente di guida da tre a nove mesi.

“Dopo mesi di controlli e intense attività di contrasto nei confronti di chi abbandona i rifiuti, spesso in maniera seriale e prendendo di mira gli angoli di natura più belli della nostra città, oggi cominciamo a vedere applicate le novità introdotte dal nuovo decreto legge, entrato in vigore lo scorso 9 agosto – dichiara l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile Carla Palone -. Nelle ultime ore ci siamo concentrati su tutte quelle realtà che si propongono di aiutare i cittadini nella gestione, ad esempio, dello svuotamento delle loro cantine, senza averne titolo. Le conseguenze, ormai, sono pesantissime, come dimostra il caso del giovane conducente individuato stamattina dagli agenti e denunciato. Ci tengo, però, a ribadire il messaggio anche nei confronti dei cittadini onesti, che si affidano a svuota-cantine abusivi. Fate attenzione, perché rischiate di essere chiamati a rispondere, in concorso, di reati ambientali come l’abbandono e il trasporto di rifiuti senza titolo. Prima di conferire i vostri rifiuti ingombranti o le masserizie, assicuratevi che l’impresa sia iscritta all’Albo dei gestori ambientali, liberamente consultabile all’indirizzo www.albonazionalegestoriambientali.it/public/elenchiiscritti”.

Rifiuti abbandonati nel Barese, Leccese incontra i sindaci di 41 Comuni: “Preoccupa il fenomeno della migrazione”

“Utilizzeremo l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie per un controllo più efficace ed efficiente del territorio, monitorando il fenomeno, e avvieremo nuove procedure grazie a uno stanziamento da un milione 800mila euro provenienti dalle sanzioni amministrative in materia di conferimento irregolare”.

Lo ha detto, sul tema del contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti, il sindaco di Bari e della Città metropolitana, Vito Leccese, che stamattina ha incontrato i 41 primi cittadini dei Comuni del territorio per discutere della gestione e del contrasto dell’abbandono lungo le strade metropolitane.

“Su indicazione dei sindaci – ha aggiunto Leccese – già nei prossimi giorni interverremo nelle situazioni più critiche”. Leccese ha evidenziato anche che a settembre “partiremo con l’individuazione del gestore dell’accordo quadro che ci garantirà, nel biennio successivo, l’attività di rimozione e smaltimento dei rifiuti depositati illegalmente sul ciglio delle strade provinciali”, specialmente in campagna.

Leccese, usando una metafora, ha spiegato che “questa terra è diventata fortemente attrattiva sul piano del turismo, ma lo è diventata anche sul piano del turismo dei rifiuti, perché i dati che abbiamo analizzato sono preoccupanti e indicativi sul fenomeno migrazione da un Comune all’altro, a seconda che sia stata attivata la raccolta porta porta o meno”.

“Il 56% delle sanzioni – ha chiarito – riguarda proprio cittadini non residenti in quel Comune, ma in città contigue”. Il sindaco di Bari ha sottolineato l’opportunità di “passare da sanzioni amministrative a sanzioni penali, fondamentale in termini di deterrenza e quindi anche di attività di contrasto”.