Piazze di spaccio, faida tra i clan Misceo e Annoscia a Noicattaro: chiesti 16 anni per Giuseppe Annoscia

I pm Fabio Buquicchio, Daniela Chimienti e Domenico Minardi hanno invocato una pena di 16 anni di reclusione nei confronti di Giuseppe Annoscia, soprannominato “Schpidd”, nell’ambito dell’inchiesta Noja sui clan Misceo e Annoscia.

Il 54enne di Noicattaro è ritenuto il mandante dell’agguato del 3 marzo 2021 nel quale Luciano Saponaro e Luca Belfiore furono raggiunti da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata.

Il primo fu colpito alle spalle e riportò gravi lesioni, il secondo fu ferito invece al gomito e al fianco. A sparare, secondo la Proccura, fu Giuseppe Patruno. L’agguato secondo gli inquirenti rientra nell’ambito della guerra tra i clan per il controllo delle piazze di spaccio.

In totale sono 69 gli imputati, 52 hanno chiesto il rito abbreviato. Le richieste di condanna vanno dai 3 e ai 20 anni di carcere. Altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, traffico di droga, porto e detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga era acquistata dal clan Palermiti di Japigia e Madonnella, trasportata nel quartier generale di Noicattaro e da lì smistata verso Adelfia, Capurso, Triggiano, Gioia del Colle e Fasano. I reati contestati spaziano dall’associazione mafiosa al traffico di stupefacenti, dal porto e detenzione di armi fino alla resistenza a pubblico ufficiale.

La Procura di Bari ha invocato nelle precedenti udienze una pena di 20 anni di reclusione per Giuseppe Misceo, detenuto nel carcere di Secondigliano e ritenuto il capo dell’omonimo clan egemone a Noicattaro, per Luciano Saponaro, uomo di fiducia del boss, per Emanuele Grimaldi, considerato il braccio armato del clan. Per Giuseppe Patruno, responsabile del sottogruppo Grimaldi, invocata invece una condanna di 13 anni di carcere. Uno in meno per Domenico Anelli, ritenuto il cassiere del sodalizio e incaricato del trasporto della droga. Pene più contenute, pari a 3 anni e 4 mesi, sono state richieste per i collaboratori di giustizia Domenico Porrelli e Mario Stefanelli.

Droga spacciata da Noicattaro nel Barese, inchiesta sul clan Misceo e Annoscia: chieste pene fino a 20 anni – NOMI

La Procura di Bari ha invocato una pena di 20 anni di reclusione per Giuseppe Misceo, detenuto nel carcere di Secondigliano e ritenuto il capo dell’omonimo clan egemone a Noicattaro, per Luciano Saponaro, uomo di fiducia del boss, per Emanuele Grimaldi, considerato il braccio armato del clan, nell’ambito della chiesta sul controllo delle piazze di spaccio a Noicattaro e in altri comuni baresi.

Per Giuseppe Patruno, responsabile del sottogruppo Grimaldi, invocata invece una condanna di 13 anni di carcere. Uno in meno per Domenico Anelli, ritenuto il cassiere del sodalizio e incaricato del trasporto della droga. Pene più contenute, pari a 3 anni e 4 mesi, sono state richieste per i collaboratori di giustizia Domenico Porrelli e Mario Stefanelli. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

In totale sono 69 gli imputati, 52 di loro hanno scelto il rito abbreviato, altri 5 imputati hanno proposto il patteggiamento, mentre i restanti potrebbero affrontare il dibattimento. Il Ministero dell’Interno si è costituito parte civile. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, traffico di droga, porto e detenzione di armi e resistenza a pubblico ufficiale. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga era acquistata dal clan Palermiti di Japigia e Madonnella, trasportata nel quartier generale di Noicattaro e da lì smistata verso Adelfia, Capurso, Triggiano, Gioia del Colle e Fasano.

Nel processo sono contestati anche due tentati omicidi: il primo risale al 3 marzo 2021, quando Luciano Saponaro e Luca Belfiore furono raggiunti da numerosi colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. Per quell’agguato, l’accusa individua in Giuseppe Annoscia il mandante e in Giuseppe Patruno l’esecutore materiale. Un secondo tentato omicidio riguarda Giuseppe Mazzei, esponente del clan Di Cosola. L’8 giugno 2012, a Noicattaro, Emanuele Grimaldi avrebbe esploso cinque colpi di pistola calibro 7,65 nel tentativo di ucciderlo, agendo secondo l’accusa su mandato di Mario Stefanelli. 

Spaccio h24 nel centro storico di Noicattaro, droga calata dai balconi: 8 arresti nei clan Misceo e Annoscia – NOMI

La Guardia di finanza di Bari ha notificato 8 misure cautelari a persone accusate di traffico e detenzione di stupefacenti. Alcuni dei destinatari del provvedimento sono già in carcere per altri reati.

In carcere sono finiti Giacomo De Gennaro, Eugenio Damiano Giuliani, Davide De Marco, Emilio Moretti. Ai domiciliari Cleto Caprioli, Gaetano Colaianni, Tommaso Ruggiero, Costantino Lavermicocca.

Gli arrestati sono stati sottoposti a interrogatorio preventivo e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per altri due indagati è stata rigettata la richiesta di misura cautelare.

Gli arresti odierni rientrano nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bari in cui lo scorso 1 aprile complessivamente 22 persone, ritenute appartenenti ai clan Misceo e Annoscia di Noicattaro (Bari), furono arrestate con le accuse a vario titolo di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori e tentato omicidio, tutti delitti aggravati dall’agevolazione mafiosa.

Le indagini hanno consentito di ricostruire l’attività di spaccio, strutturata in veri e propri ‘punti vendita’ attivi h24 nel centro storico di Noicattaro. La droga veniva consegnata attraverso cestini calati dai balconi o a domicilio nelle case degli acquirenti.

Gli indagati, per riferirsi agli stupefacenti, usavano nomi in codice come “bob”, “limoni”, “giubbotto Versace o filo spinato”, o anche “il Papa che arriva da Roma” per indicare un nuovo carico.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati cinque chili di cocaina, 16 di hashish, 21 di marijuana, una pistola e 22 proiettili. Sette corrieri della droga sono stati arrestati in flagranza e sono stati individuati cinque depositi della droga, le “cupe”.

Spaccio h24 nel centro storico di Noicattaro, droga calata dai balconi. Colpo ai clan Misceo e Annoscia: 8 arresti

La Guardia di finanza di Bari ha notificato otto misure cautelari a persone accusate di traffico e detenzione di stupefacenti. Alcuni dei destinatari del provvedimento sono già in carcere per altri reati.

Gli arrestati sono stati sottoposti a interrogatorio preventivo e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Per altri due indagati è stata rigettata la richiesta di misura cautelare.

Gli arresti odierni rientrano nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bari in cui lo scorso 1 aprile complessivamente 22 persone, ritenute appartenenti ai clan Misceo e Annoscia di Noicattaro (Bari), furono arrestate con le accuse a vario titolo di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori e tentato omicidio, tutti delitti aggravati dall’agevolazione mafiosa.

Le indagini hanno consentito di ricostruire l’attività di spaccio, strutturata in veri e propri ‘punti vendita’ attivi h24 nel centro storico di Noicattaro. La droga veniva consegnata attraverso cestini calati dai balconi o a domicilio nelle case degli acquirenti.

Gli indagati, per riferirsi agli stupefacenti, usavano nomi in codice come “bob”, “limoni”, “giubbotto Versace o filo spinato”, o anche “il Papa che arriva da Roma” per indicare un nuovo carico.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati cinque chili di cocaina, 16 di hashish, 21 di marijuana, una pistola e 22 proiettili. Sette corrieri della droga sono stati arrestati in flagranza e sono stati individuati cinque depositi della droga, le “cupe”.

Tentati omicidi, mafia e droga. A Noicattaro scacco ai clan Misceo e Annoscia: 22 arresti e 69 indagati – I NOMI

Sono in totale 69 gli indagati dell’inchiesta che ha portato all’arresto nella notte di 22 persone, ritenute affiliate ai clan Misceo e Annoscia nel territorio di Noicattaro. Le accuse a vario titolo sono di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, due tentati omicidi (di cui uno duplice nel quale rimasero feriti Luca Belfiore e Luciano Saponaro, ritenuti vicini al clan Misceo) produzione, detenzione e traffico di stupefacenti, detenzione di armi, accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, trasferimento fraudolento di valori.

In totale sono 69 i capi d’imputazione: 1 associazione mafiosa (a carico di 18 indagati); 2 associazioni finalizzate al traffico di stupefacenti (una a carico di 31 indagati, l’altra a carico di 14 indagati); 2 tentati omicidi, di cui 1 duplice (a carico di 13 indagati); 48 delitti in tema di stupefacenti (a carico di 42 indagati); 2 delitti in materia di armi (a carico di 8 indagati); 9 delitti di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti (a carico di 11 indagati); 2 delitti vari di trasferimento fraudolento di valori (a carico di 4 indagati); 1 delitto di resistenza a pubblico ufficiale (a carico di 1 indagato). Nei confronti di 12 persone, gravemente indiziate del reato di traffico e detenzione di stupefacenti, è stata avanzata richiesta di ordinanza cautelare personale, il gip deciderà dopo l’interrogatorio preventivo.

Secondo quanto ricostruito la base operativa del clan Misceo era situata a Noicattaro, da qui le attività illecite si estendevano a Gioia del Colle, Triggiano, Capurso, Bari, Fasano. Quella decisionale nel carcere di Secondigliano a Napoli. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il clanMisceo hanno aveva “ingaggiato una sorta di sfida armata con il rivale clan Annoscia, operativo nello stesso territorio, per l’illecita occupazione di un alloggio di edilizia popolare, resosi disponibile a seguito della morte del legittimo assegnatario, e per il controllo delle piazze di spaccio, sfociata in un tentato duplice omicidio il 3 marzo del 2021 nella piazza principale della città”. La pace tra i clan sarebbe stata sancita da Giovanni Palermiti, figlio del boss Eugenio del quartiere Japigia di Bari. Dalle indagini sono emersi inoltre investimenti della criminalità nelle attività commerciali e sono state contestate due intestazioni fittizie di società.

Fra gli arrestati c’è Giuseppe Misceo, ritenuto capo dell’associazione, che dal carcere di Napoli avrebbe continuato a impartire ordini al clan mediante l’utilizzo illegale di cellulari. Ecco i nomi delle persone arrestate riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno:

1. AMORUSO Giuseppe, alias “colpo in canna”
2. ANELLI Domenico, alias “Bombolo”
3. ANNOSCIA Giuseppe, alias “Schpidd”
4. BARBETTA Pietro, alias “Petruc Nghmmiridd”
5. BELFIORE Luca
6. CICCARELLI Ruggero, alias “il lupo”
7. CORALLO Vincenzo, alias “U Uannà”
8. FANELLI Antonio, alias “Tony”
9. FANELLI Salvatore
10. GAGLIARDI Nicola
11. GRIMALDI Emanuele, alias “Lillino il sorgo”
12. MARINO Francesco, alias “Checco u’ buc”
13. MIGLIETTA Egidio
14. MINCUZZI Michele, alias “nasone”
15. MISCEO Giuseppe, alias “il fantasma”
16. PATRUNO Antonio, alias “il pagliaccio o Gianni Celeste”
17. PATRUNO Giuseppe, alias “crocchetta o panzerotto”
18. PATRUNO Giuseppe, alias “u’Zal”
19. PATRUNO Massimo Emiliano
20. PATRUNO Tommaso Francesco
21. RUBINO Alessandro
22. SAPONARO Luciano, alias “u pesciaiuol”

Tentato omicidio, associazione a delinquere, armi e droga. Scacco ai clan Misceo e Annoscia: 22 arresti a Noicattaro

Blitz nella notte del Gico della Guardia di Finanza, eseguite 22 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettante persone, ritenute affiliate ai clan Misceo e Annoscia nel territorio di Noicattaro.

I reati contestati a vario titolo dalla Dda di Bari sono quelli di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto d’armi, trasferimento fraudolento di valori.

Fra i destinatari del provvedimento anche Giuseppe Misceo, ritenuto capo dell’associazione, che dal carcere di Napoli avrebbe continuato a impartire ordini al clan.

Accertato anche il frequente utilizzo di telefonini all’interno del carcere. Fra le contestazioni un duplice tentato omicidio avvenuto a Noicattaro il 3 marzo del 2021. A riportarlo è TgNorba.