“Orecchiette di Barivecchia”, da Lidl prezzi shock. Mezzo chilo a 99 centesimi: “Viva la tradizione”

Mezzo chilo di orecchiette a 99 centesimi. Lidl 1, Autogrill 0. Prezzi shock al supermercato per le stesse orecchiette acquistate in autostrada e che si possono trovare anche a Barivecchia con un rincaro prezzi notevole.

La nostra è chiaramente una provocazione e, unendo i pezzi del puzzle, la domanda sorge spontanea tra un blitz e l’altro a Barivecchia. Esattamente la tradizione dov’era finita?

Truffa delle orecchiette, mega multa all’Arco Alto: vendono tutte le stesse che trovi in autostrada

Torniamo a parlare della truffa delle orecchiette dopo il blitz della Polizia Locale a Bari Vecchia nel pomeriggio di ieri, martedì 26 agosto. Le pattuglie del nucleo Annona e Polizia giudiziaria hanno sequestrato in Strada Arco Alto circa 40 chili di merce, tra cui pomodori secchi, pasta secca, taralli contenuti in confezioni prive di etichette. Il sequestro ha riguardato, nel dettaglio, 12 confezioni di taralli salati e 7  di taralli dolci, 23 di pasta secca (orecchiette e altri formati) e una cesta di pomodori secchi. Sequestrati, inoltre, i cavalletti e le basi su cui era esposta la merce.

La Polizia Locale ha, dunque, effettuato una contestazione per la violazione prevista dall’articolo 61 comma 3 del Codice del commercio della Regione Puglia, che prevede la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 5000 euro per chi esercita il commercio su aree pubbliche senza autorizzazione o altro titolo abilitativo previsto. I controlli hanno riguardato anche Strada Arco Basso, dove non sono state riscontrate irregolarità.

La notizia dell’operazione è arrivata mentre Antonio e Tino si trovavano in autostrada. I due si sono fermati in un autogrill e hanno acquistato le stesse orecchiette che si possono trovare sui banchetti di Barivecchia.

Barivecchia, nuovo blitz della Locale: sequestrati 40 chili di taralli, orecchiette e pasta secca in strada Arco Alto

Continuano i controlli della Polizia Locale a Bari Vecchia, per contrastare l’abusivismo commerciale. Nel corso delle verifiche effettuate oggi pomeriggio, martedì 26 agosto, le pattuglie del nucleo Annona e Polizia giudiziaria hanno sequestrato in Strada Arco Alto circa quaranta chili di merce, tra cui pomodori secchi, pasta secca, taralli contenuti in confezioni prive di etichette.

Il sequestro ha riguardato, nel dettaglio, dodici confezioni di taralli salati e sette di taralli dolci, ventitré di pasta secca (orecchiette e altri formati) e una cesta di pomodori secchi. Sequestrati, inoltre, i cavalletti e le basi su cui era esposta la merce.

La Polizia Locale ha, dunque, effettuato una contestazione per la violazione prevista dall’articolo 61 comma 3 del Codice del commercio della Regione Puglia, che prevede la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di 5000 euro per chi esercita il commercio su aree pubbliche senza autorizzazione o altro titolo abilitativo previsto. I controlli hanno riguardato anche Strada Arco Basso, dove non sono state riscontrate irregolarità.

“Come ripetiamo da mesi, i nostri controlli non si fermano: questa è la strada intrapresa e l’amministrazione intende portarla avanti, nel nome della legalità e del rispetto nei confronti, in primis, di chi lavora da sempre onestamente, di chi si è messo in regola o sta provvedendo a farlo – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli -. Nonostante i ripetuti confronti e le attività di informazione, formazione e mediazione degli ultimi mesi, siamo costretti a ribadire, ancora una volta, che le orecchiette industriali non sono tollerabili in una dinamica di leale concorrenza”.

“Di contro, la pasta fresca è l’elemento autentico della tradizione, che abbiamo il dovere di salvaguardare nella sua genuinità. Le pastaie sanno bene che possono esporre i loro telati per le orecchiette fresche o per mostrare la loro preparazione, ma non possono vendere o esporre le orecchiette industriali, a meno che non siano autorizzate a tale attività – aggiunge Petruzzelli -. La regola è chiara e va rispettata: alcune lo hanno capito e si sono adeguate, e questo è un motivo di soddisfazione. Ci tengo a precisare, infine, che la nostra perseveranza ha un unico intento: tutelare una delle tradizioni più amate della nostra città dagli abbagli della speculazione, ai danni dei consumatori e dell’immagine di Bari”.

“Ripresa la truffa delle orecchiette, la gente si lamenta”: volano minacce e secchiate d’acqua

Siamo nel clou dell’estate e siamo tornati nei vicoli di Barivecchia dove la truffa delle orecchiette è ripresa alla grande, approfittando della presenza dei turisti. Sono arrivate in redazione diverse segnalazioni e lamentele. Come sempre il nostro blitz ha scaldato gli animi tra minacce, offese, mani sulle telecamere e secchiate d’acqua.

Pipì, cacca e schiamazzi in piena notte. La denuncia da Barivecchia: “Siamo stanchi questo è il paese dei Balocchi”

“Sono una cittadina barese che abita nel centro storico. Ormai come quasi ogni notte in corte S. Agostino, nei pressi di Piazza Mercantile, un gruppo di giovani turisti hanno scambiato questo posto per una toilette e non solo. Amano farsi sentire, urlando a più nn posso avendo bevuto per tutta la sera”.

Inizia così la denuncia arrivata in redazione da parte di una residente di Barivecchia. “Tutto senza pensare che ci sono persone che dormono e che come me si alzano alle 5 di mattina per andare a lavoro, o bambini e disabili che hanno bisogno di riposare – si legge -. Tutto questo avviene sempre intorno alle 3 di notte”.

“Ovviamente siamo stanchi di tutta questa situazione, puzza di urina nel vialetto e stanchezza stanno prendendo il sopravvento – conclude -. Mai sia che nei loro paesi un turista fa una cosa simile vieni denunciato, qui invece sembra il paese dei Balocchi”.

Mafia, blitz delle Forze dell’Ordine a Barivecchia: liberate le case occupate dai parenti di Francesco Martiradonna

Blitz questa mattina delle Forze dell’Ordine nel cuore di Barivecchia per sgomberare tre appartamenti situati in via Tancredi e occupati dai parenti del pregiudicato Francesco Martiradonna.

Sono intervenuti Carabinieri, Polizia Locale, Polizia di Stato e Vigili del Fuoco su disposizione della Prefettura e non sono mancati i momenti di tensione.

Lo stabile diventa ora di proprietà del Comune di Bari, che lo destinerà a scopi sociali. Il tutto è avvenuto alla presenza anche di diversi turisti.