Domenico, andata in Calabria e ritorno a Bari nello stesso giorno: la fretta è cattiva consigliera

Ennesimo colpo di scena nella storia di Domenico. Rientra nella Casa di Quinto Potere dopo essere partito per la Calabria ed essere tornato a Bari nello stesso giorno. La decisione è stata abbastanza frettolosa e in poche ore Domenico ha fatto dietrofront. Resta in attesa di un lavoro per ripartire una volta per tutte. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Sentiero smarrito durante gita: due escursionisti pugliesi salvati nel Parco del Pollino in Calabria

Due escursionisti pugliesi sono stati tratti in salvo dopo aver smarrito il sentiero per rientrare da una gita tra i monti dell’Orsomarso, nel territorio del comune di Saracena e del Parco nazionale del Pollino.

Le due persone, partiti dal Monte Caramolo (1.827 metri), hanno smarrito il sentiero al rientro finendo in una zona ripida e boscosa. L’allarme è stato lanciato alla centrale 115 dei Vigili del fuoco, che ha attivato il Soccorso alpino e speleologico Calabria – Stazione Pollino.

I soccorritori, mantenuto il contatto telefonico con i due, hanno verificato le loro buone condizioni fisiche, ed hanno localizzato con precisione la posizione.

Una squadra congiunta composta da Soccorso alpino e Vigili del fuoco ha raggiunto i due turisti, mettendoli in sicurezza e riaccompagnandoli alla loro auto. Nel corso dell’operazione sono intervenuti in supporto anche i carabinieri e i vigili urbani del comune di Saracena.

Pegaso Security rileva Etna Police e si espande in Sicilia e Catania, SAVIP: “Autorità facciano chiarezza”

“Spesso i disastri sono annunciati e l’incontrollata espansione della pugliese Pegaso Security S.p.a., azienda del ramo della sicurezza privata, in Sicilia e Calabria ha tutte le caratteristiche per riuscire tale. In questi casi, a pagare il prezzo più duro, se le Autorità non intervengono in via preventiva, sono sempre i lavoratori. È per questo che il 5 maggio scorso il SAVIP, a seguito del trionfale annuncio di ‘definitiva acquisizione del ramo d’azienda’ della catanese ETNA Police S.r.l. da parte della Pegaso (diffuso il precedente 24 aprile dall’Amministratore della Pegaso, Carlo De Nigris), ha inviato una circostanziata lettera ai Ministeri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali, ai Presidenti delle Regioni Sicilia e Calabria, a quindici Prefetture e ad altrettante Questure, all’INPS, agli Ispettorati del lavoro e alla Guardia di Finanza”. Inizia così il comunicato stampa a firma del segretario nazionale del SAVIP, Sindacato Autonomo Vigilanza Privata, Vincenzo del Vicario

“Gli indici di anomalia dell’operazione sono molti e si rilevano direttamente dallo stesso, trionfale comunicato della Pegaso alle medesime Autorità: dalla decorrenza degli effetti dell’atto (19 aprile 2024 e non il 1 maggio 2024) alla sua natura di affitto quinquennale e non di cessione (come invece dichiarato); dal forte indebitamento e perdita di esercizio della società cedente (Etna Police S.r.l.) alla più volte contestata incapacità della cessionaria. Pegaso Security, di adempiere puntualmente le sue obbligazioni con i lavoratori; dall’espressa esclusione della cessione dei debiti aziendali (che, compresi quelli vantati dai lavoratori, restano in capo all’Etna Police) a una cauzione oggi del tutto inadeguata versata dalla Pegaso per le sue obbligazioni (200 mila euro, secondo la licenza rilasciata dal Prefetto di Bari, che, per il numero di Guardie dipendenti – 800 dichiarate sul sito aziendale più le nuove 156 dell’Etna Police – dovrebbe per legge almeno essere di 364 mila euro) – si legge nella nota -. Non è un caso, allora, che con antisindacale elusione degli obblighi di legge, l’affitto del ramo d’azienda non sia stato preceduto dalle previste informazioni e consultazioni con i Sindacati, una sede nella quale questi e altri indici di anomalia sarebbero emersi. E nella quale avremmo preteso le necessarie garanzie per i lavoratori. Ci attendiamo, allora, che i Prefetti di Bari e Catania e tutte le altre Autorità mettano subito sotto una lente d’ingrandimento questa operazione, per non dovere, in un prossimo futuro, incontrarli esordendo con un ‘lo avevamo detto'”.