Emiliano nominato consigliere del presidente, il centrodestra attacca: “Da Decaro capolavoro di cinismo politico”

Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha nominato stamattina consigliere giuridico della presidenza l’ex governatore Michele Emiliano. Si occuperà anche dell’analisi, studio e interpretazione delle norme nazionali ed europee che hanno riflessi sulle competenze regionali, con particolare riferimento alle crisi industriali, politiche del lavoro, politiche sociali e sicurezza urbana. Una scelta che non è stata accettata di buon grado dall’opposizione.

“Tu chiamala se vuoi… discontinuità! Ma solo sulla carta, anzi solo nelle belle parole e nei like. In attesa della Giunta, sulla quale Antonio Decaro dichiarava di avere le idee chiare (e meno male!), il presidente sta iniziando a nominare i suoi consiglieri. L’annuncio è stato roboante: da 21 consiglieri in quota al suo predecessore Michele Emiliano, si passa a solo nove… allo stesso prezzo! Come se ai pugliesi importasse più il numero che il costo – si legge nella nota del gruppo di Fratelli d’Italia (il capogruppo Paolo Pagliaro e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Tonia Spina e Giampaolo Vietri) -. Si tratta chiaramente di un’operazione di facciata: è vero una bella sforbiciata, ma che sulle casse regionali (vale a dire sui soldi dei pugliesi) pesa nella stessa misura, ma in cambio fa prendere tanti like sui social da parte di chi non si rende conto che Decaro è politicamente molto più furbo di quello che si possa pensare.

“Ma veniamo al merito: quale criterio Decaro sta utilizzando per la scelta dei suoi consiglieri? Lo stesso di Emiliano: nominare i trombati e gli scontenti, insomma quelli che si deve tenere buoni. E chi è in questo momento il trombato e lo scontento numero uno in Puglia? Michele Emiliano! Un mega presidente che fino a qualche giorno fa dava le carte della politica pugliese, e non solo, e ora si ritrova piazzato in un rango inferiore, in un posto da sottogoverno neppure previsto negli organigrammi della Regione Puglia. Un ruolo che lui stesso assegnava a figure di secondo piano dei quali pochi ricordano persino i nomi – aggiungono -. Come Fratelli d’Italia, nella passata legislatura, tentammo anche di conoscere quale fosse la loro attività e presentammo una richiesta di audizione per avere un resoconto dettagliato: non abbiamo mai ottenuto risposta. I pugliesi per cinque anni hanno pagato 21 consiglieri di Emiliano e nessuno mai ha saputo a cosa sono serviti! Ora con la stessa cifra – è bene sottolinearlo, presumiamo 130 mila (tanti sono previsti per Emiliano all’anno lordi) per 9 e quindi un miliardo e 170mila euro (aspettiamo smentita!) pagheremo altri trombati e scontenti eccellenti! Discontinuità un corno, direbbe qualcuno. Benvenuta era Decaro, abbiamo la sensazione di essere solo all’inizio e che altre nomine non smetteranno di sorprenderci in negativo, ma al neo presidente è evidente che interessano più i social che i pugliesi”.

“Si scrive nomina a consigliere del presidente, si legge capolavoro di cinismo politico : così interpretiamo l’indicazione di Michele Emiliano a consigliere del presidente. Con questa mossa, Decaro perfeziona il progetto di esclusione del suo predecessore da ogni partecipazione attiva al governo della Regione. E lo fa con una pacca sulla spalla, tra le righe, senza prendere le distanze dall’esperienza del centrosinistra degli ultimi anni – aggiungono i consiglieri regionali di Forza Italia Paride Mazzotta, Paolo Dell’Erba, Massimiliano Di Cuia, Marcello Lanotte, Luigi Lobuono e Carmela Minuto -. Ciò dimostra che l’unico obiettivo del neo presidente fosse quello di non essere offuscato da presenze ingombranti e non certo essere interprete e protagonista della discontinuità che prometteva”.

Regionali Puglia, dalla Meloni a Salvini: i leader del centrodestra il 10 novembre a Bari per sostenere Lobuono

“Tutti i leader nazionali del centrodestra saranno a Bari per sostenere la candidatura di Luigi Lobuono a presidente della Regione: la premier Giorgia Meloni, i vice presidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini e Maurizio Lupi saranno con noi per convincere i pugliesi a votare per il centrodestra del buon governo”.

Questo l’annuncio in una nota congiunta da parte dei coordinatori regionali Marcello Gemmato (FdI), Mauro D’Attis (FI), Roberto Marti (Lega) e Luigi Morgante (Noi Moderati). La data da cerchiare in rosso è quella di lunedì 10 novembre, l’evento è in programma alle 16 al TeatroTeam.

“Il governo nazionale sta lavorando benissimo alla guida del Paese e sta riportando l’Italia al centro della politica internazionale. Anche la Puglia merita un centrodestra unito, capace e competente che metta al centro i bisogni dei nostri cittadini – aggiungono -. Ringraziamo i nostri leader perché la loro presenza in Puglia dimostra e conferma la volontà di perseguire la vittoria di queste elezioni regionali”

Emiliano ne ha per tutti: “Ho cancellato il centrodestra in Puglia. Avevo accordo con Decaro ma mi ha fermato”

“Ho commesso un errore. Mi devo scusare con il centrodestra pugliese. Perché il centrodestra pugliese con me al governo è stato completamente destrutturato. Qui stanno rischiando di perdere 80 a 20, 70 a 30. Percentuali inimmaginabili che daranno l’impressione della Bulgaria. Il centrodestra pugliese non esiste praticamente più. La colpa è mia e questo ha determinato nel nuovo candidato una particolare sicurezza in se stesso, ed anche un desiderio di dare l’impressione di ricominciare da zero”.

Queste sono le parole rilasciate ieri dal governatore uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al programma Tagadà in onda su La 7. “In realtà qui sono 20 anni che governiamo positivamente e si è creata un’opinione comune che noi siamo più bravi del centrodestra. Questo elemento non vuol dire che la Puglia è diventata perfetta, ma certamente in una condizione del genere, purtroppo la personalizzazione della politica diventa quasi una necessità”, ha aggiunto.

“Difronte al rischio che il candidato pugliese sul quale io ho investito sin da quando l’ho nominato assessore al traffico al comune di Bari, potesse non candidarsi perché temeva la mia presenza in Consiglio regionale, e lo capisco anche perché non è mai accaduto che un presidente di Regione, sia disponibile a scalare da priore a frate semplice, ho fatto un passo indietro – spiega Emiliano -. Io in questo caso ero disponibile, avevo fatto un accordo con lui per fare una cosa del genere, per molti mesi è stato d’accordo, poi evidentemente su questo punto lui ha ritenuto che questa cosa potesse non farlo lavorare liberamente e quindi alla fine ho fatto un passo indietro. Zaia si candida? Per me è una cosa logica. Perché quando per tanti anni uno costruisce un modello, e nel caso mio abbiamo costruito il centrosinistra che prima non esisteva in Puglia e adesso è una forza egemone, può essere utile. Io avevo pensato di poter essere utile a Decaro”.

“Il pericolo poteva essere che io prendessi molti voti. Io mi sarei candidato solo in una provincia, non dappertutto. Volevo fare onestamente il mio lavoro mettendo a disposizione di tutta la Puglia la mia esperienza nel Consiglio regionale, che è l’Assemblea, senza nessun potere. Non volevo fare l’assessore- ha aggiunto Emiliano -. Volevo semplicemente proseguire la mia attività utilizzando le mie conoscenze e la mia esperienza. Però il candidato presidente mi ha messo difronte ad un aut aut: ‘se ti candidi tu al consiglio regionale io non mi candido alla presidenza della Regione. Onestamente non volevo portarmi addosso la responsabilità di non aver fatto candidare quello sul quale per 20 anni avevo investito per farlo diventare presidente della Regione. E per questo mi sono fatto a lato. Gli investimenti in politica non si fanno per avere un ritorno, ma si fanno perché sono giusti. Io non ho sbagliato nel pensare che fosse il migliore per fare il sindaco di Bari dopo di me, che fosse il migliore per fare il Presidente dopo di me evidentemente. Il fatto che sia stato grato o ingrato, che si senta sicuro o insicuro sono cose irrilevanti”. 

Regionali Puglia, centrodestra senza candidato presidente. Annese: “Resto sindaco di Monopoli”

“Ringrazio tutti coloro che hanno espresso fiducia e stima nei miei confronti non per ambizione personale, ma perché questo riconoscimento è espressione del buon governo della nostra città e della credibilità che Monopoli ha conquistato. Ho ricevuto incoraggiamenti da chi mi incontra per strada e da chi crede in una classe dirigente nuova, che mette al centro il bene comune e il territorio. Ma, nonostante tutto questo, è giunto il momento di rompere gli indugi: io sono e resto il Sindaco della nostra città”.

Con queste parole Angelo Annese, sindaco di Monopoli, fa chiarezza in merito alla possibilità di essere il candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione Puglia. “Abbiamo ancora tanto da fare, da proteggere e da immaginare insieme”, le parole del primo cittadino. Il centrodestra non ha ancora scelto lo sfidante di Decaro.

Comune di Bari, il centrodestra all’attacco: “Bocciature per 5 assessori”. Chiesta sostituzione al sindaco Leccese

“Primo anno di giunta Leccese: sonore bocciature per molti assessori”. È questa la sintesi delle valutazioni operate dai gruppi consiliari di centrodestra, sugli assessori scelti dal sindaco Leccese.

“Dopo un anno dall’incarico ricevuto, molti assessori non ricevono l’apprezzamento dei consiglieri comunali di minoranza e altri, addirittura, non possono neppure essere valutati in ragione della poca consistenza delle iniziative realizzate – si legge nel comunicato -. Oggi in conferenza stampa, è stata quindi avanzata la richiesta al sindaco di sostituzione di alcuni assessori (Romano, Perlino), di cambio deleghe per altri (Grasso) e di riconsiderazione di taluni assessori (Petruzzelli, Iacovone, Palone)”.

“La Città di Bari non può permettersi di avere 10 assessori e una giunta insufficiente, in presenza dei tanti problemi ereditati dal precedente Sindaco Decaro – aggiungono -. Chiediamo quindi al Sindaco Leccese di fare una profonda riflessione rispetto alle scelte effettuate un anno fa, perché Bari non può aspettare e perdere altro tempo. Serve un cambio di passo nell’azione amministrativa comunale”.

Palestina, centrosinistra abbandona l’Aula Consiliare di Bari: affossata la proposta di solidarietà del centrodestra

Il Consiglio comunale di Bari oggi avrebbe potuto approvare una risoluzione urgente per esprimere concreta solidarietà istituzionale alla popolazione palestinese, colpita da una delle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo.

La proposta, avanzata dal centrodestra barese, inizialmente prevedeva la donazione di due mensilità delle indennità di Sindaco, Assessori e Consiglieri comunali e municipali, da destinare – attraverso ONG accreditate – all’acquisto di medicinali e generi alimentari da inviare entro il 2025 alle popolazioni palestinesi.

Per venire incontro alle sensibilità di tutti i gruppi politici, la risoluzione era stata rimodulata, prevedendo una donazione libera e volontaria, senza importi prefissati, con l’unico impegno formale del Sindaco a comunicare nel 2026 i nomi degli amministratori baresi che decidevano di aderire.

“Ma il centrosinistra, approfittando della stesura del testo definitivo, ha abbandonato l’Aula, facendo venir meno il numero legale e impedendo la discussione e la votazione dell’atto. A scegliere invece la coerenza e la partecipazione sono stati solo i consiglieri di centrodestra e del gruppo Laforgia e del Movimento 5 Stelle, che sono rimasti in Aula. Non chiedevamo astratti proclami, come la consegna delle chiavi alla Albanese, ma un gesto concreto per aiutare il popolo palestinese. Una donazione libera, personale, volontaria. Evidentemente il centrosinistra, quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, si dilegua. E lo fa nel peggiore dei modi: scappando dal confronto”, si legge nella nota del centrodestra.

“La maggioranza, oggi, ha perso un’occasione per dimostrare che la solidarietà può essere reale e trasparente e non solo un titolo da esibire nei convegni”, aggiungono i consiglieri.  Il centrodestra annuncia che ripresenterà la proposta ripetutamente, perché “non c’è rispetto più grande per chi soffre, che quello di un gesto concreto”.

Bari, il 4 agosto le chiavi della città a Francesca Albanese. Il centrodestra all’attacco: “Revocare la consegna”

Revocare la decisione di consegnare, lunedì 4 agosto, le chiavi della città di Bari alla relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati, Francesca Albanese.

Questa è la richiesta degli esponenti di centrodestra al sindaco Vito Leccese, contenuta in una lettera firmata dai consiglieri comunali, dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Michele Picaro, e dal senatore Filippo Melchiorre.

La missiva è stata consegnata al primo cittadino al termine di un incontro con la stampa nella sede del Comune. “Albanese è una figura divisiva e controversa – ha evidenziato Picaro – il sindaco dovrebbe preoccuparsi della città invece di pensare alle dinamiche internazionali”.

Melchiorre ha sottolineato di non aver gradito “le modalità” della decisione, che secondo il centrodestra non sarebbe stata condivisa, inoltre “riteniamo che il proliferare di chiavi della città consegnate non sia positivo”.

“Crediamo – ha aggiunto – che la politica internazionale debba essere fatta dal governo nazionale, l’amministrazione comunale dovrebbe invece pensare ai problemi quotidiani, per esempio a rendere meno conflittuale il percorso che sta portando alla scelta del candidato presidente di Regione per il centrosinistra”.

“Le chiavi della città – ha concluso Melchiorre – scaturire da un coinvolgimento maggiore delle forze in campo”. Picaro ha chiarito che “qualora il sindaco confermasse la consegna delle chiavi, faremo un’azione simbolica per manifestare la nostra non condivisione”.

Vannacci a Bari: “Io candidato della destra in Puglia? La sorpresa è l’arte della guerra. La sinistra dovrà combattere”

“Vannacci in Puglia sicuramente ci sarà, verrò qui, seguirò le regionali e troveremo insieme a tutti gli uomini del partito e a tutte le alleanze, la strategia migliore per avere il migliore risultato. La sinistra qua in Puglia dovrà combattere non avrà la strada libera, ve lo posso assicurare”.

Queste le parole del vicesegretario della Lega, l’eurodeputato Roberto Vannacci, ieri sera a Bari sui rumors di una sua possibile candidatura alla guida del centrodestra in vista delle prossime elezioni regionali. “Aspettiamo perché la sorpresa è un principio dell’arte della guerra – ha aggiunto -. Emiliano è stato rieletto, quindi io come al solito sono molto programmatico: se una persona riscuote il favore dei suoi cittadini, i cittadini hanno sempre ragione, l’elettorato ha sempre ragione quindi non si può sparare contro una persona che alla fine è riuscita ad ottenere comunque il favore dell’elettorato. Dico che si può fare estremamente meglio e noi siamo qua per mettere in campo una persona che abbia le qualità per fare meglio”.

“Il decreto sicurezza è fondamentale, da quando è stata approvato chi occupa una casa può essere cacciato fuori, chi occupa le case altrui viene mandato fuori dalle case altrui perché è una cosa illegale, ingiusta e illegittima. Con il decreto sicurezza diamo più sostegno, più tutele alle forze dell’ordine con il decreto sicurezza non è più possibile impedire la libertà ai cittadini che vogliono andare a lavorare. La sinistra ha girato le cose e dice che il decreto sicurezza è liberticida, invece è il contrario perché dà più libertà ai cittadini onesti e vuole terrorizzare i delinquenti – le parole di Vannacci -. Quindi, evviva il decreto sicurezza. Le leggi si fanno in base alla situazione e qualora fosse necessario rinforzare questi concetti, siamo qua. Le forze della dell’ordine, gli agenti di sicurezza sono qua per difendere i cittadini onesti e sono loro stessi che devono essere tutelati. Non ci si può aspettare una risposta proporzionale dalle forze dell’ordine nei confronti dei delinquenti, altrimenti sarebbe troppo bello fare il delinquente”.

“Le forze dell’ordine devono essere tutelate e bisogna provvedere alle spese legali nei loro confronti nei casi in cui vengano indagate come è stato proprio recentemente – ha aggiunto -. Le forze dell’ordine fanno il loro dovere, quindi è giusto che la magistratura svolga tutte le attività inquirenti per chiarire quali sono state le circostanze dell’eventuale morte del delinquente ma è altrettanto giusto che lo Stato tuteli i suoi uomini, le sue guardie i suoi presìdi di sicurezza e di legalità”.

Primarie del centrodestra nel 2019 a Bari, Emiliano presenta denuncia in Procura: Olivieri indagato per calunnia

Michele Emiliano ha presentato una denuncia e ora Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale, è anche indagato per calunnia dalla Procura di Bari. Tutto ruota attorno al racconto durante il processo Codice Interno di Olivieri, ai domiciliari con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso dopo un anno di carcere, su un presunto patto politico stretto con Emiliano in occasione delle primarie del 2019 per indebolire il centrodestra.

Secondo quanto raccontato da Olivieri, l’obiettivo era far vincere il candidato più debole, Pasquale Di Rella (uscito qualche mese prima dal PD) e mandarlo alle Comunali contro Decaro nella corsa a sindaco di Bari.

“Vengo chiamato da Michele Emiliano nella sede della Regione. Mi diche che questa occasione è da sfruttare, che l’ideale sarebbe far partecipare Pasquale Di Rella alle primarie del centrodestra e che in caso di vittoria avrebbe avuto Decaro come sindaco e dall’altro lato Di Rella candidato”, il racconto di Olivieri.

Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari, fondamentale nella vittoria di Di Rella sarebbe stato proprio il ruolo di Olivieri, grazie anche a patti stretti da con esponenti del clan Parisi di Japigia. “Fra Decaro ed Emiliano i rapporti sono sempre stati un po’ conflittuali, di amore odio – ha aggiunto Olivieri nel suo racconto -. E quindi Di Rella si dimette da consigliere comunale e decide di candidarsi a sindaco per sostituire un gruppo di consiglieri comunali nell’ambito del Comune di Bari, su cui Emiliano potesse contare. Quindi nel 2019 abbiamo avuto un candidato sindaco a me molto vicino per il tramite di Emiliano, io sono sempre stato un fedelissimo di Michele Emiliano”.

Emiliano respinge però ogni accusa e ha presentato una denuncia per calunnia in Procura. “Vedo che il centrodestra barese continua a servirsi delle bugie di un criminale reo confesso che loro stessi hanno reclutato nella loro coalizione – le sue parole qualche mese fa -. Olivieri è un uomo disperato che sta affogando nella sua stessa ignominia”.

Dopo aver letto le dichiarazioni di Olivieri, la denuncia è stata depositata in Procura. Il pm Lanfranco Marazia potrebbe convocare i protagonisti della vicenda per ascoltarli come persone informate sui fatti. A partire proprio da Di Rella, che nell’estate 2023 lasciò i banchi comunali dell’opposizione per unirsi a Con, il movimento politico fondato da Emiliano.