Regionali, il sondaggio Ipsos prevede una vittoria facile di Decaro. La Lega rischia, preoccupa l’affluenza – I DATI

Vittoria facile e scontata per il centrosinistra in Puglia. Per il sondaggio realizzato da Ipsos in vista delle prossime elezioni regionali, in programma il 23 e il 24 novembre, Decaro diventerà il nuovo governatore della Regione. La percentuale si attesta sul 63,8% delle preferenze, solo il 33,1% per il candidato del centrodestra, Luigi Lobuono.

Poco più del 3% per gli altri due candidati: Ada Donno (Puglia pacifista e popolare, 2,2%) e Sabino Mangano (Alleanza civica, 0,9%). Ciò che preoccupa è la previsione sull’affluenza che si attesta attorno al 43%.

Queste invece le possibili preferenze dei partiti. Per il centrosinistra: Pd 23,5%, Decaro presidente 13,2%, M5S 8,7%, Per la Puglia 6,3%, Avanti Popolari 5,9%, Avs 5,6%. Per il centrodestra: FdI 17,3%, Forza Italia 9,6%, Lega-Udc-Nuovo Psi 4,5%, Noi Moderati 1,6%, La Puglia con noi 0,8%. La Lega balla sul filo dello sbarramento, fissato al 4%.

Guerra Decaro-Emiliano, i primi caduti. Sindaco trattato come un ragazzino: “Fai la lettera uagliò”

“Fai la lettera uagliò”. A pronunciare la frase che sta facendo il giro dei social è Luigi Lorusso, per molti il vero Sindaco di Altamura. Il destinatario è il professor Antonio Petronella, il reale primo cittadino, quello regolarmente eletto seppure con meno di una manciata di voti. Il contesto non è la chiacchierata al bar dello sport tra due amici, ma l’ennesimo Consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale. La maggioranza scricchiola, lo abbiamo già detto.

“Fai la lettera uagliò”, manco se il presidente del consiglio comunale si stesse rivolgendo all’ultimo praticante del suo studio. Lorusso, che ha già espresso la sua volontà di querelarci, quasi certamente non sapeva di essere ancora registrato e quindi ha sentito l’esigenza di rivolgersi a Petronella nel modo più diretto possibile. “Fai la lettera uagliò”, all’uso pane al pane, quello doc, e vino al vino dalla Murgia più verace. Un avvertimento? Un ultimatum? Quale lettera? La nomina del nuovo comandante della Polizia Locale Maria Pia Stefanelli, parente dello stesso Lorusso? Oppure quella la revoca all’assessore Annarita Marvulli?

Il responsabile del verde pubblico, invece, nonostante la strage evitata resta al suo posto. Entrambe le cose, lo sanno anche le pietre dei muretti a secco, sono state caldeggiate da Lorusso, sponda Dem targata Emiliano. Il presidente uscente è ormai ai ferri corti con il ramo del lago targato Decaro. In ogni caso la situazione grottesca di Altamura è lo specchio dei più beceri giochi politici regionali. Avevamo iniziato a informarci sul nuovo comandante della Polizia Locale, sulla sua scontata riconferma, sul reale grado di parentela col Presidente del Consiglio, sugli evidenti attriti in maggioranza, ma ci siamo trovati nel pieno di una situazione vergognosa, tipica di una campagna elettorale. Giochi politici ad alto livello sulla pelle di intere comunità – Altamura è il solo caso – per vendette personali o per blindare posizioni e candidature. Vergognoso.

E allora il Sindaco Petronella, che ha motivato sui social la scelta di revocare l’incarico alla Marvulli, in quel post afferma di fatto ciò che stiamo dicendo. La Marvulli non è allineata e il politico al quale fa riferimento, Francesco Paolicelli, viene accusato a denti stretti. Ma esattamente di cosa si sarebbe macchiato, tirando in causa la coerenza e la trasparenza citate da Petronella? Mio nonno diceva che il più pulito ha la rogna. La Marvulli – abbiamo detto – appartiene a Francesco Paolicelli, delfino di Antonio Decaro. Appartiene, s’intende politicamente. Ad Altamura è facile trovare altri gradi di appartenenza. Luigi Lorusso e il suo gruppo dominante nella maggioranza di Altamura, invece, sono roba di Michele Emiliano. A meno di un mese dalle elezioni una situazione inconcepibile. Il maestro e l’allievo, quest’ultimo ormai più potente e influente del primo, litigano di brutto. Ma chi pensa ai cittadini mal governati? Tanto non sarà colpa di nessuno, in quel continuo scaricabarile tipico di un Paese alla deriva, in cui le apparenze sono tutto. Basta vedere spot, storie, post e reel ipocriti sui social. Dicevamo della guerra a livelli superiori. Emiliano, non smentendo il modo con cui ha saputo costruire il suo apprezzamento nei vent’anni da imperatore della Puglia, sta dando fondi, nomine e incarichi come mai finora. Il terreno sotto i piedi è sempre meno stabile a causa dell’incedere beffardo dell’ex figliolo prediletto. Una di queste nomine in extremis è andata manco a dirlo a Luigi Lorusso, cugino seppure non diretto del comandante Stefanelli. Emiliano l’ha nominato nel Colleglio dei revisori dell’Asl di Taranto, già nel collegio sindacale dell’Adisu.

Decaro contro Emiliano, una guerra senza esclusione di colpi, sulla pelle dei cittadini ai quali chiedono il voto per continuare a gestire la cosa pubblica come fanno da vent’anni a questa parte. Intanto l’assessore “amico” di Decaro è stato revocato e siamo pronti a scommettere che arriverà presto il rinnovo della Stefanelli al comando della Polizia Locale di Altamura, nonostante molti scivoloni e scelte discutibili. E allora davvero quel “Fai la lettera uagliò” sarebbe potuto essere “Fai le lettere uagliò”.

Del resto io sono io e voi non siete un cazzo. E se Sparta piange, Atene di sicuro non ride. L’avvocato Michele Barattini, dal primo minuto alleato di Petronella, si stacca e passa in Fratelli d’Italia che lo candida nelle sue liste alle regionali. Un altro discorso, ma indispensabile per comprendere il quadro generale altamurano. Il vero dramma è un alto: alle urne e subito dopo il voto sarà tutto dimenticato e tra qualche mese non sarà mai nemmeno esistito. Altamura, però, è l’unica città al mondo con tre Sindaci. Sì, perché c’è quello ombra Alessio Dipalo, che continua a sollevare sospetti e smascherare ogni giorno presunte magagne. Si votasse oggi sarebbe lui il più suffragato.

Sanità, crisi idrica, ex Ilva, urbanistica, agenzie regionali e rifiuti: primo confronto in tv tra Decaro e Lobuono

Primo confronto tra i principali candidati presidente di Regione in Puglia. Davanti alle telecamere di Telenorba, intervistati dal direttore Domenico Castellaneta e dal vicedirettore Antonio Procacci, Antonio Decaro candidato per il centrosinistra e Gigi Lobuono, candidato del centrodestra si sono mostrati cordiali tra loro ma con idee molto distanti sui principali temi: sanità, crisi idrica, ex Ilva, agenzie regionali, consorzi di bonifica, urbanistica e rifiuti.

Approccio opposto anche sull’arrivo dei leader nazionali a sostenerli. Per Lobuono “la premier Meloni verrà in Puglia il 10 novembre per chiedere un cambio di passo. Non per darci privilegi ma per avere un governo regionale che parli la stessa lingua del governo nazionale”. Di diverso avviso Decaro: “Non chiedo aiuti da casa. Se i leader nazionali vogliono venire ben venga. Ma normalmente mi candido con i cittadini”.

Due le emergenze che per entrambi sono da affrontare nei primi 100 giorni di mandato: le liste di attesa in sanità e la crisi idrica. Su quest’ultimo punto a proposito della condotta da costruire per portare acqua dal Molise alla Puglia, Decaro ha ricordato di aver “fatto una richiesta per farla finanziare dal Ministero delle Infrastrutture, perché è un’opera di interconnessione: l’acqua non riguarda le singole regioni, ma l’intero sistema nazionale”. Lobuono ha denunciato l’inerzia del passato: “Si parla di emergenza idrica da almeno vent’anni. Senza acqua non c’è vita”.

A fronte di una emergenza condivisa e che riguarda la sanità, la soluzione per i due candidati è differente: per Lobuono, la priorità assoluta è “formare e assumere medici per potenziare i pronto soccorso. Invece si continuano a inaugurare ospedali vuoti”. Per Decaro, “non è un problema di assunzioni ma di mancanza di medici del pronto soccorso, perché è una specializzazione che non persegue più nessuno. Servirebbe una norma nazionale per pagare di più chi lavora al pronto soccorso”.

L’antidoto alle liste d’attesa per Decaro è il centro unico di prenotazioni, per Lobuono la disdetta obbligatoria in caso di rinuncia. Sul destino dell’ex Ilva, i due candidati hanno condiviso l’obiettivo della decarbonizzazione ma con visioni divergenti sul ruolo dello Stato. Per Lobuono “lo Stato non deve fare impresa” per Decaro, invece, “lo Stato deve nazionalizzare l’ex Ilva”.

Regionali Puglia, una canzone per la campagna elettorale. Decaro ai followers: “Metteteci la faccia ma io non canto”

“Vuoi metterci la faccia? Stiamo per girare il videoclip della canzone che ci accompagnerà fino al giorno delle elezioni (tranquilli, stavolta io non canto!)”. Inizia così l’appello social diffuso da Antonio Decaro, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia.

“È un pezzo corale, che parla della Puglia, delle sue speranze, della sua gente. E mi piacerebbe che nel video ci fossero volti veri, i vostri, non quelli di attori o generati dall’intelligenza artificiale – si legge -. Se vuoi essere tra i protagonisti della clip, mandaci un brevissimo video di un tuo primo piano, sorridente o serio, girato in casa o in esterno, scegli tu”.

“L’importante è che sia breve, massimo 3-4 secondi, e che sia verticale. Inviaci il tuo video all’indirizzo [email protected] o su WhatsApp al 375 129 8956 e noi lo inseriremo nel nostro videoclip. Ti ringrazio di cuore”, conclude l’europarlamentare.

Regionali Puglia, Lobuono attacca Decaro: “Non avrei mai consentito la vendita del Bari ai De Laurentiis”

“Mi dispiace che le strategie e le scelte politiche del passato abbiano portato il Bari a essere gestito da un presidente che ha già una squadra in Serie A e per di più una squadra importante come il Napoli”.

Luigi Lobuono, candidato presidente del centrodestra in Puglia, attacca lo sfidante Antonio Decaro a margine di un evento elettorale a Cassano delle Murge, tirando in ballo il club biancorosso.

“Non avrei mai consentito una sovrapposizione del genere perché è un errore di visione strategica. La crescita del Bari calcio è oggi strutturalmente bloccata da un vincolo di proprietà che impedisce al club di ambire alla Serie A, una condizione ingiusta e miope che penalizza tutta la tifoseria barese – ha aggiunto -. Il Bari deve tornare a essere protagonista, non una filiale di altri club. La Puglia merita una visione sportiva autonoma, fondata su investimenti locali, meritocrazia e passione vera. Lo sport  non può essere trattato come una piccola azienda, anch’essa subordinata, ma come un motore identitario e sociale della nostra regione”.

“Penso a tante altre realtà pugliesi che militano ai massimi livelli, come il Lecce, e altre discipline sportive che meritano sostegno e indipendenza – ha concluso -. Dobbiamo tornare a valorizzare lo sport come strumento fondamentale per la formazione dei nostri giovani e di identità territoriale, non come pedina in logiche di potere o interessi esterni”. 

Emiliano ne ha per tutti: “Ho cancellato il centrodestra in Puglia. Avevo accordo con Decaro ma mi ha fermato”

“Ho commesso un errore. Mi devo scusare con il centrodestra pugliese. Perché il centrodestra pugliese con me al governo è stato completamente destrutturato. Qui stanno rischiando di perdere 80 a 20, 70 a 30. Percentuali inimmaginabili che daranno l’impressione della Bulgaria. Il centrodestra pugliese non esiste praticamente più. La colpa è mia e questo ha determinato nel nuovo candidato una particolare sicurezza in se stesso, ed anche un desiderio di dare l’impressione di ricominciare da zero”.

Queste sono le parole rilasciate ieri dal governatore uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al programma Tagadà in onda su La 7. “In realtà qui sono 20 anni che governiamo positivamente e si è creata un’opinione comune che noi siamo più bravi del centrodestra. Questo elemento non vuol dire che la Puglia è diventata perfetta, ma certamente in una condizione del genere, purtroppo la personalizzazione della politica diventa quasi una necessità”, ha aggiunto.

“Difronte al rischio che il candidato pugliese sul quale io ho investito sin da quando l’ho nominato assessore al traffico al comune di Bari, potesse non candidarsi perché temeva la mia presenza in Consiglio regionale, e lo capisco anche perché non è mai accaduto che un presidente di Regione, sia disponibile a scalare da priore a frate semplice, ho fatto un passo indietro – spiega Emiliano -. Io in questo caso ero disponibile, avevo fatto un accordo con lui per fare una cosa del genere, per molti mesi è stato d’accordo, poi evidentemente su questo punto lui ha ritenuto che questa cosa potesse non farlo lavorare liberamente e quindi alla fine ho fatto un passo indietro. Zaia si candida? Per me è una cosa logica. Perché quando per tanti anni uno costruisce un modello, e nel caso mio abbiamo costruito il centrosinistra che prima non esisteva in Puglia e adesso è una forza egemone, può essere utile. Io avevo pensato di poter essere utile a Decaro”.

“Il pericolo poteva essere che io prendessi molti voti. Io mi sarei candidato solo in una provincia, non dappertutto. Volevo fare onestamente il mio lavoro mettendo a disposizione di tutta la Puglia la mia esperienza nel Consiglio regionale, che è l’Assemblea, senza nessun potere. Non volevo fare l’assessore- ha aggiunto Emiliano -. Volevo semplicemente proseguire la mia attività utilizzando le mie conoscenze e la mia esperienza. Però il candidato presidente mi ha messo difronte ad un aut aut: ‘se ti candidi tu al consiglio regionale io non mi candido alla presidenza della Regione. Onestamente non volevo portarmi addosso la responsabilità di non aver fatto candidare quello sul quale per 20 anni avevo investito per farlo diventare presidente della Regione. E per questo mi sono fatto a lato. Gli investimenti in politica non si fanno per avere un ritorno, ma si fanno perché sono giusti. Io non ho sbagliato nel pensare che fosse il migliore per fare il sindaco di Bari dopo di me, che fosse il migliore per fare il Presidente dopo di me evidentemente. Il fatto che sia stato grato o ingrato, che si senta sicuro o insicuro sono cose irrilevanti”. 

Regionali 2025, Decaro: “Ho sentito Lobuono e ci confronteremo in campagna elettorale sul futuro della Puglia”

“Ho sentito Lobuono ieri sera. Ci siamo scambiati un in bocca al lupo. Sarà una campagna elettorale sui temi”. Queste le parole di Antonio Decaro, candidato alle regionali in Puglia per il centrosinistra, a Brindisi dopo l’ufficialità della candidatura di Lobuono nel centrodestra.

“Avremo delle proposte diverse e comuni sul futuro della nostra regione – ha poi aggiunto -. Spero sia una campagna elettorale basata sul futuro della Puglia, sicuri tutti e due, indipendentemente dal risultato, di lavorare insieme per creare le condizioni migliori per la vista economica e sociale della nostra comunità”.

Sciopero generale in Italia per Gaza e la Flotilla, cortei e proteste in tutta la Puglia. A Bari sfila anche Decaro

Sono migliaia le persone, fra le quali tantissimi studenti, riuniti davanti al centralissimo molo San Nicola, a Bari, per la manifestazione organizzata dalla Cgil nella giornata dello sciopero generale per Gaza e gli equipaggi della Global Sumud Flotilla. In tantissimi indossano la kefiah e issano bandiere della Palestina. Ci sono anche l’eurodeputato e candidato per il centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, Antonio Decaro, la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, e una delegazione di consiglieri comunali, assessori e rappresentanti del Municipi. Il corteo attraverserà il centro della città. Fra gli slogan urlati dalla folla ‘Palestina libera’ e ‘chi non salta è sionista’. Il corteo passerà anche da via Calefati, dove si trova la sede del Consolato di Israele.

“Hanno bloccato le navi e hanno arrestato i membri dell’equipaggio, però il coraggio di quelle persone ha prodotto molti più risultati rispetto a mesi di politica internazionale – le parole di Decaro -. La missione umanitaria è riuscita simbolicamente a risvegliare le coscienze in tutto il mond. Manifestare credo sia fondamentale perché bisogna gridare contro quello che sta accadendo. È inconcepibile il genocidio, è inconcepibile ammazzare tanti civili, donne e bambini”.

Almeno un migliaio di persone, tra cui molti giovani, sfilano per le vie del centro cittadino di Foggia in adesione alla manifestazione pro Gaza. “Come in tante altre piazze d’Italia anche a Foggia manifestiamo e scioperiamo per solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici della Flottilla che sono stati arrestati ingiustamente in un’azione umanitaria – ha sottolineato Gianni Palma segretario generale Cgil Foggia – In secondo luogo per cercare di sollecitare il governo ad un’azione molto più forte e pregnante nei confronti della comunità internazionale per risolvere definitivamente questa questione della Palestina, per far cessare il genocidio che si sta perpetrando negli ultimi mesi. Riteniamo assolutamente insufficiente l’azione di questo governo”.

“Fermiamo il genocidio in Palestina, sosteniamo la Global Sumud Flottilla”. Questa è la frase che campeggia sullo striscione che apre il corteo che ha attraversato le vie del centro di Taranto nel giorno dello sciopero generale organizzato da Cgil e Usb a sostegno di Gaza e della Global Sumud Flotilla. 20% di sconto per creare nuovi ricordi con i tuoi nonni! 20% di sconto per creare nuovi ricordi con i tuoi nonni! ITA Airways La pioggia non ha fermato la manifestazione a cui partecipano studenti, lavoratori, pensionati, rappresentanti di associazioni, esponenti politici e semplici cittadini. Partenza dall’Arsenale della Marina militare per arrivare in piazza della Vittoria con un sit in e l’intervento degli attivisti, che marciano al grido ‘Palestina libera’. “In questo momento – ha detto il segretario generale della Cgil di Taranto Giovanni D’Arcangelo – stiamo vivendo un genocidio, un massacro, in diretta streaming ed è inaccettabile. I cittadini manifestano solidarietà al popolo palestinese, dimostrando grande sensibilità. Oggi dire che non ci si debba mobilitare per la Palestina e per Gaza è una cosa disumana e dispiace che questo avvenga”.

Emiliano: “Decaro dopo Schlein? Sarebbe terribile. In Puglia vinciamo anche senza di lui l’esito è scontato”

“In Puglia abbiamo 40 punti di vantaggio nei sondaggi e li abbiamo anche per la personalità di Antonio. Ma, sondaggi alla mano, con lui abbiamo 6/7 punti in più, senza di lui avremmo vinto con 32/35 punti di vantaggio”.

Il governatore Michele Emiliano, ospite della trasmissione Tagadà di La7, non ha risparmiato qualche bordata diretta all’ex sindaco di Bari, candidato presidente del centrosinistra alle prossime elezioni regionali.

“Decaro successore di Schlein alla segreteria nazionale del Pd? Sarebbe terribile. Un tradimento molto pesante che io escludo perché Antonio mi ha assicurato che lui vuole fare il presidente della Regione per dieci anni, sennò non si dovrebbe candidare”, ha poi aggiunto.